Risale a settembre 2023 l’ultimo rapporto annuale di analisi e monitoraggio sulla negoziazione sociale a cura di FNP Cisl Lombardia, volto a fare il punto sull’azione negoziale compiuta dalla Cisl in Lombardia nell’anno 2022. Ne riportiamo qui gli elementi salienti, rimandando al Rapporto completo per un esame più approfondito.

Come ci ricordano i capitoli introduttivi del Rapporto, la negoziazione sociale nasce negli ultimi anni del XX secolo dall’esigenza di dar voce a bisogni sociali “senza rappresentanza” e affiancandosi così alla tradizionale azione di contrattazione svolta dal sindacato sulle condizioni di lavoro nelle aziende. La negoziazione sociale si sviluppa poi negli anni successivi, affermandosi come pratica tipicamente italiana e portando il Sindacato a diventare a tutti gli effetti un attore protagonista del welfare.

Non esiste oggi un modello tipico o unico di negoziazione, né a livello statale né a livello regionale; gli attori coinvolti e le tematiche affrontate sono variabili. Lo scenario odierno della negoziazione sociale richiede però ai suoi protagonisti alcune attenzioni specifiche: da un lato, il confronto con i nuovi bisogni generati da fattori “esterni” (es: guerre, pandemia, inflazione) e, dall’altro, la considerazione delle nuove risorse a disposizione dei territori, a partire da quelle legate al PNRR.

I numeri della negoziazione sociale

Sono 228 le intese sottoscritte in Lombardia nel 2022, in calo rispetto sia al 2019[1] che al 2021[2] e in leggero rialzo invece rispetto agli accordi firmati nel 2020[3], l’anno dell’avvento della pandemia. Come in passato, la stragrande maggioranza di questi accordi ha coinvolto le singole Amministrazioni Comunali (89% dei casi) mentre è molto basso il numero di accordi stipulati nel corso dell’anno a livello provinciale (7 in totale, pari al 3%), interprovinciale (4 in totale, pari al 2%) e regionale (un solo accordo[4]).

Rispetto alle annualità precedenti risulta però in crescita la negoziazione a livello sovracomunale, con 14 accordi siglati, pari al 6% del totale. Una percentuale che indica ancora ampi margini di miglioramento per poter influire positivamente nella programmazione sociale locale e nell’aggregazione territoriale ma che comunque guarda nella giusta direzione al fine di realizzare politiche omogenee per gli ambiti territoriali e non solamente per i singoli Comuni.

Tabella 1 – Evoluzione della negoziazione sociale dal punto di vista quantitativo

In base alle stime di Fnp Cisl Lombardia, sono 3.704.460 i cittadini lombardi beneficiari dell’azione negoziale nel 2022, pari al 37% del totale della popolazione residente in Lombardia (9.965.046). Si conferma inoltre una tendenza già emersa negli ultimi anni: il fatto che una parte considerevole della negoziazione si è svolta presso le municipalità di piccole dimensioni, a sottolineare una difficoltà a relazionarsi con le Amministrazioni comunali di grandi dimensioni.

La tipologia delle negoziazioni

I numeri della negoziazione sociale non dicono tutto, ad esempio non parlano della qualità degli accordi stipulati e nemmeno della tipologia o delle tematiche affrontate. A far luce su questi aspetti è l’analisi documentale, verbali di accordo ma anche di incontri o riunioni. Quest’analisi permette infatti di approfondire gli aspetti più qualitativi della negoziazione, quali ad esempio la durata degli accordi stipulati, i firmatari, le tematiche (Tabella 2).

Tabella 2 – Alcuni elementi qualitativi della negoziazione sociale

Durata Prevalgono gli accordi a durata annuale (79% del totale), seguiti da accordi biennali (14%)
Firmatari Oltre alle organizzazioni sindacali: enti della pubblica amministrazione (nella stragrande maggioranza dei casi), associazioni imprenditoriali, associazioni di rappresentanza e del terzo settore
Tematiche Servizi comunali, sanità e medicina territoriale, relazioni sindacali, PNRR, inclusione sociali, persone anziane e non autosufficienti, fiscalità locale, programmazione locale dei Piani di Zona.

 

Dall’analisi qualitativa dell’azione negoziale in Lombardia emerge che, sebbene le intese sottoscritte nel 2022 hanno subito un calo rispetto all’anno precedente, la qualità degli argomenti, del sistema di relazioni sindacali e del processo concertativo sono via via migliorate nel corso degli anni. Elementi questi particolarmente importanti se si pensa all’obiettivo finale del fare negoziazione: “riuscire a orientare le scelte politiche e dei servizi degli enti locali verso i reali bisogni della popolazione”.

Conclusioni

Il Rapporto si chiude con alcuni spunti per il futuro della negoziazione sociale, al fine di “transitare da una negoziazione di quantità e di ascolto ad un confronto di qualità e di rivendicazione”. Tra questi:

  • l’importanza di ricercare sempre di più il riconoscimento e la legittimazione del sindacato come soggetto titolato ad assumere un ruolo di rappresentanza sociale dentro il sistema di welfare locale;
  • la definizione di una programmazione sociale a livello sovracomunale, per riuscire a convogliare maggiori risorse, ottenere una maggior integrazione tra i diversi ambiti di intervento sociale, assicurare maggiore uniformità del welfare locale ed innovare il sistema della governance;
  • l’ottenimento di un numero sempre maggiore di accordi e protocolli, rispetto alle verbalizzazioni delle riunioni, per incidere maggiormente sulle politiche pubbliche locali;
  • l’identificazione di pochi obiettivi, ma chiari e precisi. As esempio: la fiscalità locale, le politiche di inclusione sociale, la sanità territoriale, lo sviluppo sostenibile;
  • il potenziamento di tutte le fasi del percorso negoziale: partendo da una preparazione svolta sui reali bisogni della cittadinanza, passando per un reale monitoraggio delle politiche negoziate, fino a giungere ad un efficace sistema di comunicazione dei risultati raggiunti.

 


  1. https://lombardiasociale.it/2021/03/29/negoziazione-sociale-sempre-piu-cruciale-per-persone-e-famiglie/ ↑
  2. https://www.pensionaticisllombardia.it/public/pdf/pdf_1123_2022_informa2_negoziazione.pdf ↑
  3. https://lombardiasociale.it/2021/12/22/la-negoziazione-sociale-in-tempo-di-pandemia/ ↑
  4. Nel 2022 l’unico accordo sottoscritto anche da Regione – oltre che da tutti i principali attori regionali (enti locali, associazioni di rappresentanza, organizzazioni sindacali e datoriali, enti del terzo settore, ecc.) – è un Protocollo d’Intesa della durata di 4 anni e riguardante tematiche legate a: salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, legalità e prevenzione dei reati, trasparenza e sostenibilità sociale. ↑