Il Rapporto 2019
Com’è ormai consuetudine, anche per il 2019 l’Osservatorio sociale della contrattazione territoriale (OCOS) di FNP Cisl ha elaborato l’annuale Rapporto di monitoraggio e analisi sulla negoziazione sociale, pubblicato alla fine del 2020. Sono stati censiti complessivamente 908 accordi, dei quali 422 (il 46,48%) firmati in Lombardia, a ulteriore conferma della sua importanza nel “sistema Italia.
Il rapporto è strutturato in 6 capitoli riguardanti:
- la negoziazione sociale
- il fisco e l’addizionale Irpef
- la Lombardia e l’Italia
- la Lombardia e i territori
- l’analisi degli accordi
- le conclusioni
Il documento propone infine alcune aree di miglioramento e buone pratiche che potrebbero contribuire a migliorare la strategia negoziale.
Si espongono qui sinteticamente alcuni degli aspetti salienti degli accordi stipulati in Lombardia; per un esame più approfondito si rimanda all’intero Rapporto.
La negoziazione sindacale
L’azione negoziale del sindacato è spinta principalmente dalla necessità di rispondere ai bisogni dei cittadini in una prospettiva universalistica e solidale.
In Lombardia, benchè sia diminuito il numero degli accordi stipulati, si è registrato un aumento dei momenti di confronto per la negoziazione sociale. I temi toccati risultano cruciali per la vita delle famiglie e delle persone, in particolare di quelle fragili: abitare, trasporto pubblico, barriere architettoniche, servizi sanitari e sociosanitari, disabilità, solitudine, servizi sociali.
Nella contrattazione sociale con i diversi soggetti istituzionali e territoriali, pubblici e privati, coinvolti, il sindacato pensionati offre un attivo contributo per sperimentare alleanze con altri soggetti del terzo settore e per consolidare la coesione sociale attraverso il rinsaldamento dei rapporti intergenerazionali con i giovani.
Gli accordi sottoscritti rimandano la fotografia di un welfare territoriale che integra quello nazionale, soprattutto nei riguardi dei soggetti più vulnerabili delle politiche sociali (famiglia, infanzia, disabilità, non autosufficienza, solitudine e disagio adulto).
Le tipologie di negoziazione
L’azione negoziale si dispiega a tre livelli: regionale, sovra comunale e comunale.
Come accennato sopra, gli accordi sottoscritti in Lombardia nel 2019 sono scesi a 422, con un decremento del 16% rispetto ai 502 del 2018; predominano quelli siglati con i Comuni, in particolare con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, mentre sono in diminuzione quelli su base sovracomunale.
Si riscontra tuttavia un miglioramento nella qualità e nei contenuti di tali documenti, divenuti ormai veri e propri accordi di concertazione.
Entrando nel dettaglio (vedi figura 1), la maggioranza (387) dei documenti stipulati riguarda il livello comunale (con Comuni e Residenze assistenziali sanitarie Rsa); 17 quello intercomunale (unione di Comuni, comunità Montane, Asst e Ambiti distrettuali dei Piani di Zona); 10 coinvolgono il livello provinciale e interprovinciale (con Province e Ats).
A livello regionale, invece, si è assistito a un raddoppio degli accordi sottoscritti, passati dai 4 del 2018 agli 8 del 2019.
Fig. 1 – Accordi in Lombardia per ambito 2019
Il confronto regionale
Nel 2019 FNP Cisl ha interagito con diversi Assessorati e organi di Regione Lombardia, affrontando questioni di grande rilievo. I temi hanno riguardato, in particolare:
- Assessorato al Welfare: misure fiscali per le spese sanitarie sostenute dai nuclei che pagano le rette Rsa, ampliamento della platea di persone esonerate dal pagamento del superticket , sicurezza negli ambienti di lavoro.
- Direzione dell’Assessorato politiche per la famiglia su genitorialità e pari opportunità: assistenti familiari (colf e badanti), servizi all’infanzia.
- Presidenza regionale e Direzione dell’Assessorato Ambiente e Clima: sviluppo sostenibile.
Con Anci Lombardia, inoltre, è stato stipulato un protocollo d’intesa sulla promozione di politiche territoriali.
Accordi 2019: analisi
I soggetti firmatari degli accordi siglati con le organizzazioni sindacali rientrano in una pluralità di attori, che spazia dai “tradizionali” Enti locali agli organismi del Terzo settore, più innovativi, alle associazioni di rappresentanza. In media ogni accordo è stato siglato da 4,9 soggetti diversi.
I temi della negoziazione toccano cinque macro aree: politiche di welfare occupazionale, politiche fiscali e tariffarie, politiche sanitarie e sociosanitarie, politiche socio familiari, politiche territoriali.
Ognuna di queste si articola in una serie di micro aree d’intervento che specificano nel dettaglio i contenuti della negoziazione sociale.
Secondo stime sindacali, i lombardi beneficiari di questa vasta azione negoziale sfiorano i 4,8 milioni, il 48% della popolazione regionale (vedi figura 2). Anche nel 2019, dunque, il processo di negoziazione bilaterale tra sindacato e amministratori locali si riconferma come uno strumento importante della mediazione sociale territoriale.
Fig. 2 – Accordi in Lombardia per beneficiari 2019
Le tematiche innovative
Nell’ambito delle aree sopra riportate, sono state concluse diverse intese riguardanti temi innovativi e/o di particolare importanza: regolamenti a contrasto dell’evasione fiscale, esenzioni per le addizionali Irpef anche a 22.000 € e 23.000 €, linee guida per il bilancio di genere, redazione di specifici documenti programmatori a favore degli anziani, rimborsi dei ticket sanitari, pratica del baratto amministrativo, politiche per l’invecchiamento attivo, badante di condominio, co-progettazione sociale tra attori pubblici e privati, sviluppo sostenibile, detraibilità delle spese sanitarie per i ricoverati in Rsa, degenze di comunità, contrasto alla violenza di genere, anche in ambito lavorativo.
In quest’ultimo Rapporto, inoltre, è stato inserito un nuovo capitolo su fisco e addizionale comunale Irpef. Sull’argomento è stata presentata la proposta di “riforma fiscale” della CISL nazionale e pubblicato un quadro completo dell’addizionale Irpef applicata dai Comuni lombardi.
Conclusioni
Nella parte conclusiva del Rapporto, fra le altre cose FNP Cisl sottolinea come la negoziazione sociale si stia orientando soprattutto verso alcune aree di rischio e nuovi bisogni di grande rilievo: povertà ed esclusione, disabilità e non autosufficienza, con misure rivolte alle famiglie e alla definizione di criteri di equità nei sistemi di fiscalità e tariffazione locale.
Il confronto che ne consegue mira ad operare in modo complementare rispetto al sistema di welfare nazionale, nonché a offrire un contributo di riflessione sui rischi e sui bisogni sociali da privilegiare e sulle categorie sociali verso cui indirizzare interventi e risorse.
Una negoziazione che si svolge tra più attori, infatti, tende a favorire l’evoluzione delle materie oggetto del confronto, allargando gli ambiti di attenzione oltre a quelli tradizionali (definizione di piattaforme e approvazione dei bilanci degli Enti locali).
In definitiva, il confronto sociale con le diverse istituzioni e la successiva formalizzazione di accordi riportano in primo piano il profondo valore dei modelli partecipativi presenti già nella Legge 328/2000, che attualmente necessita come non mai di essere ripreso e rinsaldato.




