Il 21 marzo 2025 è venuto a mancare Marco Noli, un pilastro della redazione di LombardiaSociale.
Marco ha iniziato la collaborazione con LombardiaSociale dopo un lungo e intenso percorso professionale e di partecipazione nell’ambito di diverse associazioni, organizzazioni del terzo settore e servizi pubblici.
Diventato assistente sociale nel 1980, si è poi laureato in Scienze Politiche a indirizzo Politico Sociale nel 1993. Dal 1997 al 1998 ha svolto la funzione di controllo degli atti deliberativi delle Aziende sanitarie e dal 2000 fino al 2006 è stato componente della Segreteria tecnica della Commissione tecnico scientifica regionale per la lotta all’Aids e le malattie sessualmente trasmissibili, gestendo in particolare l’attuazione del Progetto Obiettivo Regionale di lotta all’Aids.
Successivamente, dal 2006 al 2015 è stato Direttore generale dell’Azienda Speciale Consortile Servizi alla persona del Magentino, con 12 amministrazioni comunali presenti, assumendo la direzione di una RSA, il Servizio Associato di Tutela Famiglia e Minori, l’Assistenza Domiciliare Integrata. Dal 1994 cultore alla materia del professore Mozzanica, nell’anno accademico 2000-2001 è diventato docente a contratto per l’insegnamento di “Organizzazione dei Servizi” al Corso di laurea di Scienze sociali all’Università Cattolica.
Nel suo percorso non è mancato l’impegno nell’ambito dell’associazionismo e del terzo settore: è stato portavoce del Forum del Terzo Settore della Città di Busto e fondatore e partecipante dell’associazione “Abbandonerai… aderirai”, orientata a promuovere e sostenere una riflessione sulla famiglia, sia in chiave della psicologia del profondo sia in chiave biblica. Coordinatore dei gruppi familiari parrocchiali, era impegnato anche nella Commissione Pastorale Familiare Decanale e nel Consiglio pastorale della parrocchia di San Michele e dal 2017 attivo con l’associazione “Quindi”, dedicata a creare percorsi di accoglienza e integrazione di giovani migranti, costruendo comunità di vita tra italiani e stranieri che vogliono vivere insieme per un periodo di tempo, dando concretezza quotidiana all’integrazione multiculturale.
È con questo enorme bagaglio di esperienze e competenze che è arrivato a LombardiaSociale e si è unito con entusiasmo al progetto.
Di Marco avevamo pubblicato un primo isolato articolo nel 2014 e poi un secondo nel 2016. La collaborazione si è però intensificata quando Rosemarie Tidoli, al Forum NA di Bologna 2017, ha incontrato sia Marco che il dott. Giuseppe Borroni (rispettivamente direttore e direttore sanitario della RSA Don Cuni di Magenta), che esponevano l’esperienza in atto nella loro struttura. Dalla sintonia di vedute scaturita dalla conoscenza diretta ha preso il via un rapporto sempre più continuativo di Marco con Lombardiasociale, dapprima come autore esterno con la pubblicazione di alcuni articoli su tematiche legislative e organizzative e poi attraverso la sua partecipazione a un gruppo di esperti tematici, istituito nell’area dedicata alle politiche per gli anziani di LombardiaSociale, per individuare ed esaminare i temi rilevanti e significativi per lo sviluppo delle politiche lombarde sulla non autosufficienza.
Le competenze di Marco, infatti, per LombardiaSociale erano particolarmente interessanti, in quanto univano l’esperienza accademica di docente alla Cattolica a quella operativa sul territorio, che gli permetteva di avere una profonda conoscenza dei servizi. Dopo poco, quando si è reso necessario rinnovare e reintegrare la redazione con nuove voci, è stato naturale proporre di farne parte a Marco, che si è detto onorato. Dal 2019 è iniziata così una collaborazione regolare all’interno dell’area anziani di LombardiaSociale.
Marco ha portato al nostro gruppo di lavoro non solo grandi competenze, ma anche una profonda capacità di analisi e un’instancabile voglia di approfondire, confrontarsi e collaborare, avendo sempre a mente le persone e i loro bisogni, che invece a volte sfuggono anche alle più fini analisi di policy.
Insieme a tutta la redazione ha lavorato, oltre che alla produzione continua dei contenuti del sito in materia di politiche e interventi per gli anziani e i non autosufficienti, al volume “In cerca di un nuovo modello. Lo stato del welfare in Lombardia”, pubblicato per Maggioli alla fine del 2023.
I saluti della redazione di LombardiaSociale
| Caro Marco, noi due avevamo varie cose in comune: essere stati assistenti sociali a partire dagli anni ’80, avere la memoria storica dei servizi, essere (ai tempi) gli unici over 60 di LombardiaSociale, gli “anziani” dell’area anziani (addirittura dello stesso segno zodiacale!). Eravamo proprio un bel tandem: quante ore abbiamo passato a confrontarci su contenuti, articoli e idee per la nostra area …. Se la domenica alle 9 squillava il telefono, ero certa che a chiamare fossi tu, impaziente di condividere qualche nuova riflessione scaturita dalla tua mente vulcanica, capace di analisi raffinata e di pensiero profondo come poche altre.
Sapevamo di poter contare professionalmente l’uno sull’altra. Dove non arrivavi tu, arrivavo io, e viceversa. Per vari anni entrambi abbiamo potuto godere di questi scambi, proficui e arricchenti, che si sono concretizzati in molti articoli per LombardiaSociale e altri lavori. Durante il tuo lungo ricovero ci sentivamo spesso. Mi dicevi di essere commosso dalle manifestazioni di affetto che stavi ricevendo e io ti rispondevo che stavi semplicemente raccogliendo ciò che avevi seminato. Eri una bella persona con una bella mente, che non si è fermata neanche in quei difficili giorni: dall’ospedale insieme a un amico medico hai progettato un ambulatorio per i poveri e, solo un mese fa, ci siamo confrontati sulla nuova serie di approfondimenti che mi proponevo di scrivere quest’anno. Avevi tutte le intenzioni di tornare in Redazione, e noi ti aspettavamo. Per Lombardiasociale ti occupavi molto di analisi organizzativa, di normative e servizi; eppure, in qualche modo riuscivi sempre a ricordare com’è importante che i modelli di cura aiutino gli anziani a dare un senso al loro tempo di vita, garantendo il rispetto della dignità e dell’identità personale nonostante i deficit che la vecchiaia può portare. Il nostro è stato un intenso sodalizio professionale e ora mi sento come se mi mancasse un braccio. LombardiaSociale senza di te non sarà più la stessa. Rosi Tidoli
Devono essere giornate complicate lassù in Cielo. Da quando Marco è arrivato, c’è un gran trambusto: nonostante tutti gli sforzi, gli Angeli non riescono a farlo riposare. Lui, testardo, non sente ragioni. Deve portare a termine una riflessione che lo appassiona: il confronto tra la riforma dell’assistenza agli anziani e quella per le persone con disabilità, già oggetto di un suo recente e noto contributo[1]. Marco ed io, negli scorsi mesi, ci siamo confrontati più volte su tali riforme. Lui ostinato a cercarne il significato ultimo e io a insistere che questo semplicemente non esisteva, trattandosi invece del frutto confuso di percorsi decisionali privi di razionalità. Ho impiegato tempo a capire perché si intestardisse in questa ricerca di senso, apparentemente in contrasto con le sue competenze. Secondo me, era un’ostinazione rivelatrice della sua personalità. Una persona rigorosa come lui – sul piano intellettuale e su quello morale, innanzitutto con se stesso – faticava ad accettare che norme tanto importanti per la vita delle persone venissero prodotte in modo così superficiale. Il rigore, in ogni cosa che faceva, era un tratto essenziale della personalità di Marco. Mi riferisco, inutile dirlo, a una qualità molto evocata e poco praticata. Al rigore aggiungo la determinazione, per la quale basta guardare al suo percorso personale[2]. Rigore e determinazione erano avvolti da un manto di innata dolcezza, nello sguardo, nei modi e in tutta la sua persona. Non saprei come descriverla, ma credo che chiunque lo abbia incontrato capisca bene di cosa sto parlando. Una dolcezza tanto evidente che, all’inizio della nostra conoscenza, la confusi per ingenuità. Sbagliavo. Una dolcezza che io percepivo anche quando mi raccontava della salute della moglie, pur col riserbo tipico di una chiacchierata fra colleghi. Lui mi parlava di aspetti critici e a me sembrava parlasse di cose che fanno parte della vita e nelle quali – sempre – c’è qualcosa di buono. Per il modo in cui lo faceva, a me piaceva sentirlo raccontare anche di queste vicende delicate. Non torno qui sul percorso professionale di Marco, sulla portata dei suoi contributi e sulla sua autorevolezza nel dibattito; non mi pare necessario, tanto è noto a tutti. Ne voglio, però, richiamare un elemento unificante: ogni suo pensiero e ogni sua azione erano rivolti con passione alla costruzione di un welfare migliore, sempre con in testa le persone deboli da sostenere. Simili sforzi sono, in una certa misura destinati all’insuccesso, è normale. Ma le sconfitte non scalfivano la speranza di Marco per il domani. Davanti ad ogni situazione, anche la più difficile, problematica o mal gestita, Marco offriva sempre uno sguardo costruttivo e proteso in avanti, la sottolineatura di qualcosa di positivo per domani. Questo non significa affatto che non avesse momenti di sconforto e scatti di ira; anzi, lui rappresentava la conferma della regola secondo la quale, quando si incolleriscono, le persone più sensibili sono le più focose. Ciò detto, impegno a favore dei deboli e speranza nel domani caratterizzavano profondamente Marco. Si tratta di tratti centrali del Cristianesimo. Non a caso, Marco era profondamente credente. Mi piace, dunque, pensare a Marco con un passaggio del Vangelo, una delle Beatitudini declamate da Gesù nel Discorso sulla Montagna: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati” (Vangelo di Matteo, 5,6)”. Evidentemente l’essere saziati non comporta di vedere i propri ideali di giustizia realizzarsi in modo compiuto, la lotta contro l’ingiustizia è impari per gli uomini. Essere saziati richiede, però, di dare un senso pieno alla propria vita attraverso un impegno costante per la giustizia e per i più deboli. Ecco Marco. Cristiano Gori
Ho conosciuto Marco in anni recenti, nel comune lavoro di redazione per LombardiaSociale. Abbiamo condiviso spazi di confronto sulle recenti riforme regionali e nazionali. Due cose mi sono sempre piaciute, in modo particolare, di Marco. La prima, la sua grande tensione nel voler comprendere e nell’approfondire la dimensione organizzativa delle riforme, da uomo dei servizi oltre che da studioso. Il suo passato di direzione aziendale si coglieva tutto nel suo modo di approcciare i temi ed è sempre stato una grande ricchezza per la redazione. La seconda, un dato caratteriale: il suo modo gentile di porsi, la sua pacatezza e, insieme, la sua modestia. Un uomo di grande esperienza, che nel confronto era sempre capace di chiederti “ma tu come la vedi? Secondo te se la espongo così è corretto?”. Questa cosa mi fa ancora sorridere. Caro Marco, ci mancherai Valentina Ghetti
Ho conosciuto Marco all’inizio del mio impegno professionale quando per Regione ed altre realtà seguiva i temi programmatori su giovani e devianza, AIDS e altri: un rapporto non diretto ma da subito avevo intravisto competenza ed una capacità di approfondimento a partire dai contesti reali d’intervento. Dopo una parentesi di oltre 20 anni l’ho rincontrato 3 anni fa nell’esperienza redazionale di LombardiaSociale -area anziani, su proposta di Cristiano di lavorare con lui e Rosi. Ho ritrovato ancora fresca la sua capacità di approfondire anche i dettagli, nel diluvio di provvedimenti soventi contradditori di questi anni, sempre però guidato dalla domanda: qual è il modello? che fine fa il cittadino con i suoi bisogni e le sue risorse? Memorabile il suo tentativo di ricavare elementi comparativi tra riforma disabilità e anziani non autosufficienti previste dal PNRR e approvate recentemente dal Parlamento. Analisi anche di dettaglio, ma sguardo sull’insieme. Questo ci consegna, o sicuramente mi consegna. È stato breve, ma per me significativo il recente tratto di strada che abbiamo fatto insieme. Grazie Marco Virginio Brivio
Di Marco mi piace ricordare tre aspetti, che fin dall’avvio della sua collaborazione con LombardiaSociale, mi hanno sempre colpito, e che sicuramente mi resteranno. Prima di tutto il suo continuo ricordarmi di fare spazio ai giovani nel lavoro di redazione, e di quanto apprezzava la scelta della direzione di LombardiaSociale di provare a coinvolgere nuovi ricercatori e ricercatrici, per rinnovare gli sguardi e le analisi sul welfare lombardo. Un tentativo riuscito, e proseguito in questi anni anche grazie alla disponibilità sua e di tutti gli autori storici di LombardiaSociale di mettere a disposizione le proprie conoscenze e le chiavi di lettura utili a realizzare il lavoro di ricerca, analisi e comprensione delle politiche e delle scelte regionali. Poi, il non ritenere mai conclusa, o definitiva, un’analisi o una riflessione, prima di aver cercato un confronto con altri. “Fammi sapere tu cosa ne pensi!” era la sua frase ricorrente nell’inviare un articolo. E così sono nate delle belle opportunità di scambio e confronto, sempre utili per connettere visioni e letture così da costruire prospettive trasversali e integrate. Infine, la sua curiosità verso tanti temi e ambiti diversi. Ci siamo trovati, per ragioni personali, a condividere preoccupazioni, idee e pensieri sul tema delle migrazioni che per varie appartenenze associative ci accomunava. Grazie Marco, è stato bello collaborare con te. Cecilia Guidetti
Ho conosciuto Marco prima leggendone e apprezzandone gli articoli, poi incontrandolo – una volta entrata a far parte della redazione di LombardiaSociale – e via via costruendo una solida collaborazione, anche se di breve durata. Ho quindi prima imparato ad apprezzare le sue competenze specifiche e le sue analisi dettagliate su varie tematiche legate alle politiche per gli anziani e la non autosufficienza e poi, in un secondo momento, la sua capacità argomentativa, la sua passione e determinazione per i temi di cui si occupava, i suoi modi sempre gentili. Marco mi ha dimostrato l’importanza del confronto e del dialogo … per qualsiasi questione, anche per gli aspetti più tecnici e di dettaglio delle politiche e dei servizi, sempre però con uno sguardo ampio alle ricadute delle nostre analisi sulla vita delle persone. Grazie Marco per le attenzioni e la cura con le quali ti sei occupato di temi cari a LombardiaSociale. È stato arricchente conoscerti e ci mancherai. Francesca Pozzoli
“Ciao Marco, avrei bisogno di fare un approfondimento sulle Case della Comunità. Rosy mi ha detto di rivolgermi a te.” Così ho conosciuto Marco. Una capacità di analisi e approfondimento che raramente ho riscontrato nelle persone con cui ho collaborato. Ma non è questo il punto. Marco aveva la capacità di coinvolgerti e di farti appassionare a ciò di cui si occupava. Trasmetteva un’emozione che andava oltre la dimensione puramente tecnica, un’emozione che nasceva da chi sceglieva di stare dalla parte di chi aveva bisogno, dalla parte dei più fragili. E allora emergeva una sintesi capace di tenere insieme conoscenza, competenze, ma anche lo sguardo di chi sa cogliere l’umano. Tutto questo mancherà. Nicola Basile |
[1] https://www.luoghicura.it/sistema/2024/12/unanalisi-comparativa-tra-il-d-lgs-29-24-e-d-lgs-62-24/
[2] https://lombardiasociale.it/author/marco-noli/


