Si aprono nuove interessanti opportunità sul tema del contrasto al disagio minorile e della promozione del benessere di preadolescenti, adolescenti e giovani. Oltre ai consueti bandi legati alle politiche giovanili (La Lombardia dei giovani di cui si è in attesa del nuovo avviso per il 2024), alle sperimentazioni sui Centri per la famiglia e alla messa a terra del Piano regionale di interventi per il contrasto al disagio minori (ex D.G.R. N. 7499/2022) si uniscono due nuove iniziative che impiegano ulteriori risorse di derivazione europea.

 

“DesTEENazione – Desideri in azione” Comunità Adolescenti[1]

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha appena pubblicato uno dei primi bando che mette a disposizione le risorse europee del nuovo PON Inclusione e Lotta alla povertà 2021-2027, in attuazione della cosiddetta Garanzia infanzia, la Raccomandazione che ha definito la strategia coordinata di azione contro la povertà e il rischio di esclusione sociale della popolazione minorile europea.

Il focus dell’avviso è duplice: affrontare il tema del supporto degli adolescenti in condizione di particolare vulnerabilità ed esclusione sociale e realizzare interventi infrastrutturali per l’inclusione socio-economica mettendo a disposizione “spazi multifunzionali di esperienza per preadolescenti e adolescenti quali poli in grado di facilitare la maturazione e lo sviluppo di competenze personali e sociali utili alla crescita individuale volta a promuovere l’autonomia, la capacità di agire nei contesti di vita, nonché la partecipazione e l’inclusione sociale”.

Destinatari dell’avviso

Il bando è rivolto unicamente agli Ambiti territoriali sociali, che vi possono concorrere in partenariato con altri soggetti del territorio. Con questa scelta sembra confermarsi la linea indicata dall’ultimo Piano Nazionale Sociale, ovvero quella di privilegiare l’ambito quale unità di riferimento della programmazione delle politiche sociali a livello territoriale e per questo destinatario del governo delle risorse trasferite dal livello centrale, anche mediante avvisi diretti che bypassano lo snodo regionale, come accaduto per gli avvisi Pais e Prins.

Beneficiari

A fruire di questi spazi adolescenti di età compresa tra 11 e 18 anni, i loro nuclei familiari e i ragazzi/e tra i 18 e 21 anni. Beneficiari indiretti sono anche gli operatori e le operatrici del territorio, nonché le istituzioni e i servizi che potranno trovare nella struttura risorse di consulenza e di intervento.

Oggetto dell’avviso

Al centro vi è la messa a regime di uno spazio fisico nella forma di un servizio integrato, con una valenza socioeducativa, che “pone al centro la creazione di connessioni tra interventi rivolti a ragazzi e ragazze in prevalenza minorenni allo scopo di favorire la loro partecipazione, lo sviluppo delle loro potenzialità, l’integrazione, l’inclusione sociale, il contrasto alla dispersione scolastica e la valorizzazione delle competenze affettive e relazionali”.

L’avviso indica paletti piuttosto definiti in ordine ai vincoli di funzionamento di tale spazio (aperture tutti i giorni con orari di accesso dalla mattina alla sera, dal lunedì al sabato, con servizio di portierato e vigilanza garantito) e alla sua strutturazione (non meno di 200 mq, con articolazioni minime definite – spazi per attività di gruppo, per plenarie, spazi individuali, per il back office, spazio esterno…).

Gli spazi possono essere di proprietà pubblica oppure privata, purchè vincolati alle attività progettuali con attestazione di destinazione d’uso per almeno 10 anni. E’ prevista anche la locazione, purchè con prezzi congrui rispetto al mercato. In caso di spazi privati ovviamente la parte destinata alle spese per l’adeguamento infrastrutturale deve essere minimale. E’ incoraggiato l’ultilizzo di immobili confiscati alla criminalità organizzata o di particolare valenza culturale.

Nell’avviso sono inoltre precisate puntualmente le 7 attività che possono essere finanziate e che devono essere comprese nel servizio offerto, con riferimento anche di massimali orari e profili professionali da impiegare:

  1. Attività di coordinamento, in capo all’ambito, differenziato in strategico-programmatico e tecnico, a cui spetta, tra gli altri, anche il compito di costruire partecipazione attiva dei beneficiari nella progettazione e realizzazione del centro (Comitato di consultazione dei beneficiari e il Comitato di gestione paritetico della sperimentazione locale).
  2. Azioni di aggregazione e accompagnamento socioeducativo ed educativa di strada, ovvero interventi che intendono avvicinare e sostenere, con azioni di natura educativa, preadolescenti e adolescenti che vivono incertezze e fragilità nei loro processi di crescita.

Il target da garantire sono significativi, nelle azioni di aggregazione almeno 48 ragazzi/e coinvolti giornalmente; nell’educativa di strada almeno 3 uscite settimanali e organizzazione di attività straordinarie.

In questa linea rientrano anche gli interventi relativi ai “Patti educativi di comunità – Get up” ovvero azioni che promuovano alleanze tra scuola e territorio, privilegiando le scuole secondarie di secondo grado.

  1. Azioni educative per la prevenzione dell’abbandono scolastico ovvero accompagnamento formazione-lavoro e formazione mestieri. Si prevede l’attivazione di misure per il rientro nel percorso formativo destinate mediamente a 40 adolescenti di età compresa tra i 16 e i 19 anni ogni anno.
  2. Accompagnamento e supporto alle figure genitoriali, con attività di ascolto dialogo e supporto agli adulti nella gestione delle difficoltà legate alla crescita dei figli e ai passaggi critici del ciclo di vita della famiglia.
  3. Accompagnamento psicologico ragazzi e promozione dell’intelligenza emotiva con un servizio dedicato per almeno 5 ore al giorno, organizzato sia con attività individuali che di gruppo e con garanzia di supervisione per l’équipe.
  4. Tirocini di inclusione rivolti a ragazzi/e, per massimo 8 mesi.
  5. Allestimento dello spazio per cui sono previste sia spese per arredi/attrezzature che, se necessario, per interventi edilizi di adeguamento dell’immobile. L’allestimento degli spazi deve avvenire entro tre mesi dall’avvio delle attività, mentre in caso di adeguamento strutturale entro massimo 10 mesi.

Le risorse

Complessivamente l’avviso mette a disposizione 225 milioni di euro e definisce un massimale di progetto di circa 3,3 milioni (di cui quasi 400mila per l’allestimento degli spazi) per il triennio 2024-2026, per un massimo di 60 progetti finanziati a livello nazionale.

La distribuzione regionale degli spazi multifunzionali, è stabilita sulla base di un set significativo di indicatori relativi non solo alla popolazione target ma anche ad altri elementi indicanti la vulnerabilità minorile quali la dispersione scolastica, l’incidenza della povertà educativa, il numero di neet…

La Lombardia si trova nel secondo cluster con 4 spazi previsi, insieme a Lazio e Calabria. Il numero massimo è 5, per tre regioni del sud (Campania, Sicilia e Puglia).

Un avviso importante dunque, che prevede risorse finanziarie cospicue ma altamente selettivo, dato che saranno finanziati 4 progetti per l’intera regione.

 

“Sprint! Lombardia insieme” – iniziativa in favore delle famiglie e dei percorsi di crescita dei minori

Regione Lombardia invece, con la DGR n.XII/1904 del 19 febbraio 2024, ha preannunciato l’uscita dell’avviso Sprint! Lombardia insieme – Iniziativa a favore delle famiglie e dei percorsi di crescita dei minori”.

Anche in questo caso le risorse a disposizione sono di derivazione europea e rientranti nel Programma Regionale Lombardia FSE+ 2021-2027, in attuazione degli obiettivi espressi nella Child Guarantee.

Un avviso che va oltre i tradizionali “bandi estivi”

Il futuro avviso si pone come occasione di sviluppo di quanto realizzato nel corso degli ultimi 3 anni con i bandi “Estate insieme”, “Estate + insieme” e “Restiamo insieme” che sono andati a sostenere interventi a livello comunale finalizzati ad accrescere le opportunità di promozione della socialità e più in generale del benessere fisico, psicologico e sociale dei minori e a sostenere le famiglie nei compiti di cura, dedicando complessivamente euro 33,5 milioni di euro nel triennio.

Sprint! cambia in parte prospettiva perché sosterrà progetti locali a livello sovracomunale – anche in questo caso dunque l’ambito come unità minima – e della durata minima di 12 mesi e massima di 24. Come a dire che l’investimento vuole assumere una “gettata più lunga” e ampliarsi rispetto all’attivazione di iniziative unicamente a copertura dei mesi estivi (centri estivi) o dei periodi festivi dell’anno.

Il dichiarato regionale infatti è quello di “promuovere investimenti sociali secondo la logica del welfare di comunità e di iniziativa al fine di rafforzare a livello territoriale luoghi, spazi e reti di prossimità per accrescere le opportunità di empowerment, di promozione della socialità e più in generale del benessere fisico, psicologico e sociale dei minori e promuovere al contempo le opportunità di accesso ai servizi di conciliazione famiglia lavoro”.

Target più ampio e attenzione ai territori con piccoli comuni

Il target in questo caso copre anche i bambini nell’età dell’infanzia, prevedendo azioni per la fascia dai 3 ai 18 anni.

Complessivamente la dgr preannuncia la destinazione di 15 milioni di euro erogati come contributo a fondo perduto per la realizzazione di progetti territoriali diffusi su tutto il territorio dell’ambito.

Gli ambiti territoriali saranno distribuiti in 6 fasce a cui corrispondo massimali di finanziamento. Sono privilegiati i territori che vedono la presenza di piccoli comuni (< 5000 abitanti), graduati in base alla popolazione 3-18 residente. Una scelta di campo, quella di sostenere i piccoli comuni, che viene dunque confermata dopo la prima esperienza legata alla quota straordinaria aggiuntiva sperimentata all’interno dell’ultimo riparto del Fondo sociale regionale.

Azioni finanziabili

Tra le azioni attività finanziabili vi sono:

  • Attività sportive
  • Attività volte allo sviluppo di abilità artistiche e creative
  • Percorsi per la scoperta del territorio
  • Attività per lo sviluppo delle potenzialità individuali in un’ottica di contrasto alla povertà educativa
  • Interventi di empowerment dei genitori anche attraverso forme di raccordo stabile con i Centri per la famiglia;
  • Attività che favoriscano gli scambi intergenerazionali anche attraverso il raccordo con le progettualità che promuovono l’invecchiamento attivo.

 


  1. https://trasparenza.lavoro.gov.it/archivio105_delibera-anac-n-6012023-procedure_0_23_984_1.html