Il FSocR e il FNPS 2023: quali novità?
Sono dell’estate appena trascorsa le due DGR con le quali Regione approva il piano di riparto e le modalità di utilizzo del Fondo sociale regionale (FSocR: DGR 777 del 31/07/2023) e del Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS: DGR 590 del 10/07/2023). A quest’ultimo LombardiaSociale ha dedicato un approfondimento specifico, al quale rimandiamo per maggior dettagli circa le novità introdotte con la delibera di luglio 2023. Qui ricordiamo solo che il FNPS rappresenta la principale fonte di finanziamento statale della rete ordinaria e trasversale di interventi e servizi sociali[1] e che come tale concorre alla realizzazione delle azioni previste dai piani di zona in attuazione della programmazione sociale 2021-20223. Per il 2023 la principale novità riguarda le modalità di utilizzo del fondo e i criteri di utilizzo per gli Ambiti, mentre per quanto riguarda gli importi stanziati si confermano gli stanziamenti già previsti dal Decreto interministeriale del 22/10/2021 (55.534.705,06 euro per la Lombardia sulle annualità 2021-2023).
Nel caso del FSocR la delibera estiva introduce invece alcune novità anche dal punto di vista del finanziamento. Ricordiamo, prima di descriverle, che anche il FSocR concorre alla realizzazione della programmazione degli interventi sociali a livello territoriale, in questo caso si tratta però di risorse proprie regionali. Queste vengono assegnate in forma indistinta agli Ambiti territoriali e i criteri di riparto tengono conto sia della popolazione residente a livello di Ambito sia di indicatori di fabbisogno e relativi al sistema d’offerta territoriale. I criteri di utilizzo vengono poi definiti a livello di Ambito da parte dell’Assemblea dei Sindaci e devono in ogni caso essere finalizzati al sostegno delle unità di offerta sociali e del sistema dei servizi ed interventi territoriali – dagli affidi all’assistenza domiciliare ai centri diurni, per fare alcuni esempi – oltre che per contribuire a ridurre le rette pagate da utenti dei servizi e famiglie.
In base ai dati riportati nella stessa DGR e riferiti agli esiti della rendicontazione del FSocR – annualità 2022, i tre principali interventi finanziati da questo fondo sono stati, in linea con l’annualità precedente: 1) gli asili nido, con 13,3 mln di euro; 2) i contributi destinati, da parte dei Comuni, al pagamento delle rette per l’accoglienza dei propri minori nelle Comunità residenziali, con 12,6 mln di euro; e 3) i servizi di assistenza domiciliare per anziani, con 9,7 mln di euro. Se si considera invece l’assistenza domiciliare tout court (per anziani, disabili e minori), questa diventa il principale intervento finanziato del fondo, con circa un terzo (29%) delle risorse totali, equivalenti a 17,5 mln di euro.
La novità principale del FSocR – annualità 2023 riguarda il finanziamento aggiuntivo della cosiddetta “quota straordinaria” pari a 2.6 mln di euro e destinata ai Comuni con popolazione uguale o inferire a 3.000 abitanti e che hanno sostenuto nel 2022 costi per l’accoglienza di minori in Comunità educative, Comunità familiari e Alloggi per l’autonomia. Questo a fronte di un aumento dei costi sostenuti dai Comuni, in particolare quelli di piccole dimensioni, per le rette dei minori collocati in strutture residenziali. Dall’analisi dei flussi regionali è infatti emerso come l’utenza presa in carico nelle comunità residenziali per minori nell’ultimo quinquennio sia aumentata significativamente, con conseguente impatto sui bilanci comunali, soprattutto nel caso dei Comuni più piccoli, dove una retta in più può effettivamente mandare in crisi il bilancio e che risultano peraltro coprire con spese proprie una percentuale maggiore – rispetto alla media regionale – dei costi per le rette delle comunità residenziali per minori.
La quota straordinaria del FSocR – annualità 2023 verrà ripartita tra gli Ambiti territoriali sulla base della quota dei costi sostenuti dai Comuni con meno di 3.000 abitanti sul totale regionale e così come rilevati al 27/06/2023.
Il FSocR nella manovra di bilancio
È importante ricordare che storicamente il FSocR rappresenta la voce di spesa sulla quale Regione stanzia la maggior parte delle risorse destinate al sociale a valere su fondi propri (Tabella 1 in allegato). Negli anni inoltre gli stanziamenti sul FSR sono via via aumentati, fino ad arrivare ai 61,6 mln di euro del 2023.
Confrontando gli stanziamenti per il sociale previsti per il 2023 a fine dicembre 2022 (bilancio preventivo: DSG 19286 del 30-12-2022) con il bilancio assestato nella manovra di agosto 2023 (DSG 12120 del 09-08-2023), si nota uno scostamento al rialzo di 2 milioni di euro sul totale delle risorse autonome regionali per il sociale. Diverse voci di spesa registrano lievi incrementi (Tabella 1 in allegato, colonna verde) – quali quelle relative agli interventi volti a sostenere la fruizione dei servizi per la prima infanzia o le iniziative sperimentali nel campo della disabilità – ma è il FSocR a registrare l’aumento numericamente più consistente. L’incremento di 2 milioni di euro sul totale delle risorse autonome regionali per il sociale è infatti per la maggior parte imputabile proprio al capitolo di spesa relativo al FSocR; e sicuramente è almeno in parte spiegabile con la novità introdotta sopra relativa al sostegno dei maggiori costi sostenuti dai Comuni sotto i 3.000 abitanti per il pagamento delle rette delle strutture residenziali per minori.
Il grado di finanziamento della spesa del FNPS e del FSocR
Al fine di fare emergere il grado di finanziamento dei due fondi rispetto all’impegno dei Comuni per gli interventi sociali, nella Tabella 2 allegata abbiamo confrontato, per ogni ambito[2], le due linee di finanziamento del 2023 (riparto FNPS con DGR 590 e riparto Fondo Sociale Regionale con DGR 777/2023) con il valore di spesa a carico dei Comuni[3] risultante dalla più recente indagine Istat relativa al 2020[4]. Di fatto, significa ipotizzare che la spesa sociale 2023 si conferma sui valori 2020. Si tratta di un esercizio utile per verificare il posizionamento degli Ambiti sui vari indicatori rispetto al valore medio/mediano della Regione (per ogni indicatore è riportato anche il valore del primo e terzo quartile).
Oltre al contributo al totale della spesa (quella per l’insieme delle categorie di utenza) abbiamo evidenziato il contributo specifico per l’area “famiglia-minori”, target per cui entrambi i fondi prevedono una specifica quota dedicata (si ricorda che a livello regionale è la voce più consistente della spesa sociale dei Comuni, con un’incidenza sul totale dei target di oltre il 38% della spesa Istat). La colonna “altre aree di utenza” è relativa ai target diversi da quello della famiglia-minori.
Qual è il contributo del FNPS?
Il fondo nazionale finanzia in media nella regione il 3,8% della spesa degli Ambiti, un valore che oscilla tra il minimo del 2,2% di Rho e Brescia 1 e il massimo del 52,1% di Campione d’Italia (Tabella 2). Si sottolinea che quest’ultimo Ambito, su tutti gli indicatori, presenta valori anomali rispetto al resto della regione (sembrerebbe che il FNPS e il FSocR finanzino complessivamente più del 100% della spesa sociale), presumibilmente in ragione della speciale posizione e regolazione. Nel proseguo, nel commento dei risultati si ometterà questo ambito “outlier”.
Tra gli Ambiti per cui il FNPS rappresenta un contributo più modesto (al di sotto del 2,5%) troviamo anche Milano e Lomazzo-Fino Mornasco. All’estremo opposto, spiccano per un’elevata incidenza di questo contributo (oltre l’8%) la Bassa Bresciana Occidentale, la Valle Brembana-Imagna e la Lomellina.
Per quanto riguarda l’area specifica “famiglia-minori” la quota (A) del FNPS della DGR 590/2023 rappresenta a livello regionale il 2,6% della relativa spesa, con un range di variabilità tra meno del 3% di Milano e Rho e oltre il 15% di Broni-Casteggio e della Valle Brembana-Imagna
Rispetto alla spesa per i restanti target di utenza (quelli diversi da famiglie-minori) il FNPS finanzia in media il 3,1%.
Qual è il contributo del FSocR?
Il Fondo regionale contribuisce mediamente, a livello regionale, al 4,3% della spesa dei Comuni singoli/aggregati, con valori minimi assoluti a Rho (2,2%); gli altri Ambiti sociali con un’incidenza modesta del contributo (meno del 3%) sono Brescia 1, Lomazzo – Fino Mornasco, Milano Città, Monza e San Giuliano Milanese.
All’opposto, un contributo importante del fondo sociale (oltre il 10% della spesa) si riscontra a Lecco e nella Bassa Bresciana Occidentale, con il massimo assoluto in Valle Brembana-Imagna (14,2%)
Il contributo straordinario del Fondo sociale per i Comuni al di sotto dei 3.000 abitanti per gli inserimenti di minori in comunità rappresenta l’1,8% del totale della spesa dei comuni lombardi per l’inserimento di famiglie/minori in strutture residenziali risultante dalla rilevazione Istat (146 milioni) [5]. Per alcuni ambiti costituisce un sostegno di oltre il 20% della relativa spesa (es. Broni-Casteggio, Lecco, Ostiglia).
Si ricorda che la quota straordinaria ex DGR 777 non è l’unica fonte regionale di sostegno a questi costi: oltre alla tradizionale quota del Fondo sociale è previsto il finanziamento, a carico del FSN, della misura “minori in comunità” (per circa 11 milioni nel 2023, fonte: DGR 7758).
L’effetto complessivo delle due fonti
Nella Tabella 2 abbiamo confrontato la somma del contributo del FNPS e del FSocR con la spesa complessiva dei comuni. Occorre precisare che questi due fondi non esauriscono lo spettro delle fonti di finanziamento ricevute dagli EELL per questo settore. In ogni caso trattasi dei due fondi più rappresentativi.
Risulta che le due fonti finanziano in media l’8,1% della spesa sociale degli Ambiti, con una variabilità da meno del 5% di Brescia 1 e Rho al massimo del 26,2% della ValleBrembana-Imagna e del 18,5% della Lomellina e della Bassa Bresciana Occidentale.
È esposta anche la quota “complementare” quella indicativa del carico sulle altre fonti, tra cui primeggia quella delle risorse proprie comunali. Per questo è una proxy del livello di investimenti degli EELL veri e propri rispetto agli altri livelli di governo.
Nel Grafico 1 abbiamo confrontato la percentuale di contribuzione del Fnps e del F.sociale di ogni ambito con la spesa sociale procapite degli Ambiti. È evidente una forte relazione inversa, vale a dire quanto più intenso è il livello di impegno degli ambiti nel sociale, quanto minore il livello del contributo delle due fonti.
[1]Per maggior dettagli, si veda Il quadro dei fondi per il welfare a inizio legislatura, pubblicato su LombadiaSociale il 6 marzo 2023.
[2] A fronte di una denominazioni degli ambiti della rilevazione Istat e di una parallela denominazione del sistema regionale non sempre coincidenti, abbiamo ricostruito un raccordo tra i perimetri delle due diverse rilevazioni individuando il comune denominatore, ovvero il livello di aggregazione che consentiva una disponibilità informativa omogenea su entrambe le fonti. Gli indicatori qui rappresentati fanno riferimento a tale livello di aggregazione e potrebbero non coincidere con gli attuali perimetri istituzionali.
[3] Il FSocR e il FNPS non rappresentano le uniche fonti di finanziamento ricevute dagli EELL per il settore degli interventi sociali. Si tratta comunque dei due fondi più rappresentativi.
[4] La fonte dati e il periodo di riferimento è diversa da quella utilizzata nella DGR 590 (flusso regionale “spesa sociale dei comuni”).
[5] Voci della rilevazione Istat: contributi e integrazioni rette delle strutture residenziali, strutture residenziali, altri centri e strutture residenziali.



