La Fondazione Con i bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, e in collaborazione con Openpolis, ha recentemente pubblicato un report interamente dedicato a esplorare numeri, volti e caratteristiche della povertà educativa nella nostra regione.

La ricerca ha ricostruito prima di tutto il quadro di contesto, evidenziando i principali aspetti che caratterizzano la popolazione minorile in Lombardia, per poi approfondire il tema delle disuguaglianze digitali, lo stato di manutenzione degli edifici scolastici e la raggiungibilità delle scuole.

In considerazione dell’ampiezza e della grande eterogeneità del territorio regionale, in tutta la ricerca sono presentati, anche attraverso l’utilizzo di mappe, dati specifici per province o per comuni capoluogo.

 

1,6 milioni di residenti con meno di 18 anni

Guardando al periodo 2012-2019, che ha visto a livello nazionale un calo della popolazione minorile del 3,19%, bambini e ragazzi in Lombardia sono aumentati, anche se di poco (+0,86%), collocando la regione al terzo posto per aumento di minori, dopo Emilia Romagna (+2,13%) e Lazio (+3,8%).

In particolare, l’aumento di minori è significativo nella provincia di Milano (+6,68%), in particolare nel capoluogo (+13,7%) e in quella di Monza e Brianza (+1,09%), mentre altre province vedono un calo di minori anche decisamente più rilevante della media regionale. In particolare cala la presenza di minori nelle province di Sondrio (-5,93%), Lecco (-4,35%), e Cremona (-3,12%).

Figura 1- Variazione % della popolazione minorile nelle province della Lombardia (2012-2019)

 

Divari digitali

Guardando alla Lombardia nella sua interezza, i dati relativi alle connessioni e alla disponibilità di dispositivi per la didattica a distanza sono comparabili con la media nazionale già dal 2019. Nel 2019 il 98% delle famiglie risultava raggiunto dalla banda larga di base su rete fissa. Nel 2020 il 70% dei nuclei è raggiunto da una connessione di banda larga veloce (con una media nazionale pari al 68,5%). La banda larga ultraveloce (connessioni superiori a 100 Mbps) può potenzialmente raggiungere il 34% delle famiglie, quasi pari alla media nazionale (36,8%).

Il report considera però l’ampio divario territoriale che caratterizza la Lombardia, dove il 10% dei minori, pari a 165.695 bambini e ragazzi, vive in aree montane, generalmente più complesse da raggiungere con la rete.

Figura 2- Percentuale famiglie raggiunte dalla rete fissa con velocità di download pari a 100 Mbps o superiori (2019)

Se, infatti, nell’accesso alla banda larga di base non si denotano particolari scostamenti, il divario aumenta rispetto all’accesso alla banda larga ultra veloce, in cui la città metropolitana di Milano presenta un dato molto lontano dalle altre province e da cui si discosta in particolare Sondrio, l’unica provincia della Lombardia ad essere interamente montana.

Anche guardando a una ripartizione provinciale, i dati restano comunque fortemente disomogenei, perché anche all’interno delle stesse province si evidenziano scarti significativi tra grandi e piccoli comuni, tra aree di pianura e aree montane, tra comuni periferici e “ultraperiferici”.

Differenze di accessibilità alla rete che di fatto nel 2020 e ancora oggi, in particolare per i ragazzi delle scuole superiori, si tramutano in disuguaglianze nelle opportunità di accesso all’istruzione. La diffusione delle reti veloci non è infatti un elemento da considerare solo in relazione alle possibilità di connessione di bambini, ragazzi e famiglie, ma anche in relazione alla validità delle connessioni alle reti degli edifici scolastici.

Una connessione stabile e rapida risulta infatti essenziale per il buon svolgimento della Didattica A Distanza, ma anche per garantire la piena realizzazione degli obiettivi di digitalizzazione delle scuole.

Uno degli obiettivi definiti dall’UE per il 2025 è che tutte le famiglie siano raggiunte da una connettività di almeno 100 Mbit al secondo e per le scuole di 1 gigabit al secondo.

I dati di Agcom analizzati nel report, evidenziano che oggi in Lombardia sono il 12% gli edifici scolastici che sono collegati con fibra ottica (connessione che garantisce gli standard definiti) e il 77% gli edifici scolastici che garantiscono comunque una rapida connessione grazie alle tecnologie di cui dispongono.

Oltre alla tipologia e velocità di connessione disponibile per gli edifici scolastici, il report evidenzia anche i dati relativi alla disponibilità di dispositivi digitali nelle scuole, soffermandosi però solo sulla città di Milano, che, pur risultando una delle prime città in Italia  per diffusione e disponibilità di dispositivi digitali nelle scuole, mostra un grande divario tra diverse scuole e nei diversi quartieri della città, evidenziando quindi un dato tutt’altro che omogeneo.

 

Scuole sicure?

In relazione al rientro a scuola a settembre 2020 e alle nuove indicazioni volte a garantire sufficiente distanziamento sociale tra gli alunni per contrastare la diffusione del Covid-19, l’ultima parte del report analizza lo stato di manutenzione delle scuole e la presenza di edifici vetusti, cioè, secondo la definizione del MIUR, edifici che hanno più di 50 anni.

A livello regionale, il 20,43% delle scuole sono collocate in strutture vetuste, con punte di oltre il 30% nelle province di Mantova, Pavia e Cremona.

Figura 3 -Percentuale di edifici scolastici vetusti nelle province della Lombardia (2018)

L’ultimo tema trattato nel rapporto riguarda la raggiungibilità delle scuole attraverso mezzi di trasporto pubblici, che risulta un elemento chiave nel considerare l’accessibilità dell’istruzione a tutti i bambini e i ragazzi.

Su questo fronte, le scuole lombarde risultano ben servite, perché l’89,2% degli edifici scolastici è raggiungibile con mezzi pubblici, superando di alcuni punti percentuali la media nazionale del 86%. Un dato dunque complessivamente positivo anche se anche in relazione ad esso è necessario considerare i numerosi divari tra le province e anche all’interno delle stesse province.

Il report fornisce dunque, oltre a una visione di insieme sul quadro lombardo, diversi dati specifici per Comuni e per Province, utili a evidenziare quanto per considerare divari e disuguaglianze territoriali sia necessario considerare e comparare dati anche a livello micro, in relazione alle tante variabili che determinano diverse opportunità di accesso all’istruzione e alle opportunità educative.