Premessa

Negli scorsi mesi Regione Lombardia ha adottato numerosi provvedimenti di allineamento programmatorio e finanziario di precedenti atti riguardanti anche l’area anziani: si tratta in particolare della DGR XII/6320 del 15/06/2026[1], relativa al PNNA 2025-2027, e della DGR XII/6692 del 3/08/2026[2], che reca ulteriori indirizzi per il SSR, entrambi reperibili nel Burl.

È bene precisare che a livello statale sono stati approvati con il DPCM del 20/04/2028 sia il “Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027” recante interventi rivolti a soggetti di età inferiore ai 70 anni, che il relativo piano di riparto delle risorse alle Regioni. Mancano però all’appello, per un compiuto disegno programmatorio nell’area anziani, il “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza della popolazione anziana ultra 70 enne per gli anni 2025-2026” previsto dalla legge delega n.33/2023, il cui testo recentemente ha avuto parere positivo dalla Conferenza Unificata (da adottarsi a breve) e il “Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana” previsto dalla D.lgs. n.29/2024, ancora in fase di elaborazione da parte del CIPA.

Infine, va ricordato che il 31 agosto è scaduto il termine formale per numerosi interventi strutturali e per altri previsti dalle Missioni 5 e 6 del PNRR, riguardanti l’assetto complessivo dei servizi e in particolare il potenziamento dell’assistenza territoriale.

 

La DGR n° 6692/2026

In questo scenario la Regione, a valle dell’assestamento di bilancio di fine luglio, ha approvato il consueto provvedimento di integrazione alle regole di sistema 2026 (approvate con DGR 5589/2025), con la delibera n.6692 dell’agosto 2026, che reca tre allegati:

  • l’aggiornamento del quadro economico delle risorse destinate al SSR per il 2026;
  • indicazioni specifiche per gli enti del SSR;
  • ulteriori indirizzi di programmazione.

Ripercorrendo sinteticamente l’atto partendo dal profilo finanziario, si evidenzia un incremento complessivo delle risorse destinate al SSR, che tuttavia è modesto (poco più dell’1%) per la specifica area del sociosanitario, dove si concentra una parte significativa degli interventi diurni e residenziali a favore degli anziani NA. Un aumento di risorse significativo riguarda invece il potenziamento dell’assistenza territoriale (a prevalente regia ed attuazione delle ASST e con contratti di scopo di altri erogatori), anche se non si comprende se questi sono residui dei finanziamenti aggiuntivi del PNRR per le cure domiciliari o risorse proprie e/o statali. Riguardo il sociosanitario, la sotto dotazione finanziaria non consentirà certamente di rispondere alle attese delle unità d’offerta circa gli adeguamenti tariffari della quota sanitaria (sollecitati anche a seguito degli incrementi contrattuali del personale e dei nuovi aumenti dei costi energetici) e nemmeno di ampliare i posti, sia diurni che residenziali, da contrattualizzare con il SSR secondo i criteri dei fabbisogni territoriali/indici previsti dalle regole 2026. In definitiva, resta il rischio che l’aumento delle rette a carico di famiglie ed enti locali continui a rimanere l’unica leva nell’equilibrio economico di questi servizi. In attesa di una definizione normativa a livello nazionale, un fondo specifico riguarda l’accantonamento di risorse per sostenere eventuali costi nei ricorsi giudiziari, in crescita, dei famigliari affetti da Alzheimer in caso di esito avverso ad ATS/Gestori.

Nell’impossibilità di approfondire qui l’allegato 2 della DGR, riguardante in sostanza modalità più stringenti di erogazione di acconti agli enti gestori contrattualizzati, ci soffermiamo sui principali punti di interesse dell’allegato 3, inerente aspetti programmatori.

Un primo punto da sottolineare riguarda l’assistenza a persone in stato vegetativo o affette da sclerosi laterale amiotrofica, per le quali si supera in via definitiva l’obbligo di costituire un nucleo specifico nelle RSA/RSD, purché gli interessati vengano collocati in aree/camere esclusivamente a loro dedicate. Le regole definiscono il minutaggio assistenziale (2000 min/sett) e la relativa tariffa (€ 192,38) e confermano che tali posti, a totale carico del SSR, devono essere previsti all’interno di quelli ordinariamente già contrattualizzati. Un altro provvedimento riguarda il riordino delle cure intermedie (indicazione già presente nelle regole), che viene accelerato con l’obiettivo – con oltre 3000 p.l. a contratto prevalentemente destinati alla popolazione anziana – di ricondurre più coerentemente i diversi setting ai LEA e alle indicazioni del DM 77/2022. Le nuove regole prevedono poi il passaggio della riabilitazione specialistica, ora di possibile erogazione anche da parte di UDO sociosanitarie, al solo ambito ospedaliero (inclusi gli ospedali di comunità): contestualmente vengono riordinate quelle “estensive” previste sempre dai LEA, cioè la riabilitazione generale geriatrica, l’intensiva e quella di mantenimento, di possibile erogazione anche da parte di gestori sociosanitari. Ai fini del riordino, che comporta l’approfondimento di aspetti strutturali, gestionali (secondo gli standard del DM) e tariffari, le ATS stanno attualmente rilevando l’effettiva situazione di posti e fabbisogni nei territori. Successivamente a questa fase, un provvedimento di Regione approverà requisiti, tariffe e dotazione territoriali dei nuovi posti.

Le nuove regole ribadiscono inoltre quanto già indicato a inizio anno, cioè l’impegno delle ASST di ridurre i ricoveri al PS di anziani fragili provenienti dalle RSA tramite specifici protocolli tra i dipartimenti interessati e le unità d’offerta territoriali. Una recente DGR, la n. 6741 del 14/09/2026, fornisce una più completa cornice attuativa dell’obiettivo precisando i seguenti interventi:

  • potenziamento degli interventi di telemedicina/telemonitoraggio e prestazioni specialistiche nelle RSA da parte delle ASST, prestazioni che verranno tariffate;
  • possibile utilizzo, nel caso vi sia necessità di trasferire l’ospite dalla RSA alla struttura sanitaria, delle convenzioni già in essere tra ASST e operatori del trasporto sanitario semplice (con oneri a carico delle ATS).

Circa quest’ultima possibilità, in attesa dei criteri d’eleggibilità al servizio che saranno l’esito di un tavolo tecnico tra AREU e ATS, saranno le COT a valutare il bisogno e individuare la risposta assistiva più adeguata. Evidente il duplice obiettivo del provvedimento: contenere gli accessi impropri o comunque inidonei ai PS anche potenziando la digitalizzazione dei servizi, evitando di gravare con tempi e costi sulle famiglie in caso di trasporto di soggetti fragili.

Infine, due indicazioni vincolanti: per gestori di C.DOM, RSA e CDI: l’obbligo di screening nutrizionale agli ospiti e, per le sole RSA, l’obbligo di dotarsi – in caso di assenza di un team nutrizionale multidisciplinare (TNM) per la nutrizione artificiale – di professionisti interni in possesso di adeguati requisiti, o di attivare convenzioni con équipe o TNM esterni, anche ai fini prescrittivi.

In conclusione, le “regoline estive”, come in gergo vengono definite, non toccano punti sostanziali dell’impianto della DGR di fine anno, se si esclude la ridefinizione, ancora in corso nel momento in cui scriviamo, dell’organizzazione dei setting riabilitativi/di cure intermedie: questo è un tema essenziale sia per gli anziani, che spesso faticano a trovare risorse territoriali specifiche in riferimento ai propri bisogni, sia per i gestori, alle prese con situazioni ibride dal punto di vista strutturale e gestionale (nuclei di cure intermedie dentro le RSA) in caso di sostanziale ridefinizione dei setting.

 

La DGR n° 6320/2026

La delibera, del mese di giugno, approva tre documenti, distinti ma connessi:

  • Il quadro economico finanziario del Programma Regionale per la NA (non autosufficienza) 2025-2027
  • Il Piano regionale per la NA 2025-2027
  • Il relativo programma attuativo del piano 2025-2027

Tra gli elementi di novità sul piano finanziario spicca l’esistenza di quote vincolate a garantire i LEPS e al potenziare gli Ambiti sociali territoriali, anche attraverso fondi per l’assunzione di personale sociale. Da segnalare la modifica della platea dei destinatari, che considera come popolazione “anziana” le persone dai 70 anni in avanti, come esito della legge quadro sulla disabilità.

Dal punto di vista funzionale, le risorse sono assegnate agli ambiti territoriali per interventi nei confronti degli anziani NA a basso bisogno assistenziale, e alle ATS per quelli ad alto bisogno.

Dovendo necessariamente sintetizzare la lettura dei documenti, segnaliamo che il Piano regionale rafforza, ancora una volta, il tema dell’integrazione sociosanitaria (di cui all’art.1 comma 162 della Legge 30/12/2021 n.234), da perseguire auspicabilmente sia dal punto di vista programmatorio, con il monitoraggio dell’attuazione dei PDZ e dei PPT e la valorizzazione delle Cabine di regia territoriali tra UDP (Uffici di Piano) e ASST, che da quello operativo, tramite il corretto funzionamento dei Punti Unici di Accesso (PUA), la cui priorità viene ribadita da Regione al Cap 1.2.2 del Piano. Il piano sottolinea quindi il ruolo fondamentale dei PUA che, collocati preferibilmente all’interno delle case di Comunità, vedono la presenza anche di figure come quelle degli infermieri di comunità e degli assistenti sociali dell’ambito sociale, con il compito di favorire una lettura più ampia non solo dei bisogni dell’anziano ma anche delle risorse territoriali, soprattutto laddove l’integrazione è la condizione per interventi efficaci. Oltre al ruolo di accoglienza, nel back office il PUA è “dedicato alla gestione di situazioni caratterizzate da bisogni complessi…In tali casi l’unità di valutazione multidimensionale (UVM) …provvede ad elaborare il Progetto di assistenza integrato…”

In sintesi, tra le attività del PUA troviamo:

  • ascolto e orientamento;
  • prima analisi del bisogno, anche con strumenti rapidi di triage;
  • accompagnamento all’attivazione del servizio per bisogni semplici (es. ADI, SAD);
  • attivazione dell’UVM in caso di bisogno complesso, per valutazione multidimensionale integrata;
  • definizione di un percorso individualizzato di presa in carico (garantendo LEA e LEPS), elaborazione del PAI personalizzato e partecipato, con obiettivi e servizi attivabili tramite raccordo con la rete territoriale e, laddove previsto, con l’INPS.

Il capitolo 2 del piano precisa poi che per “l’individuazione dei destinatari del Piano, con particolare riferimento alla condizione di non autosufficienza” in attesa dell’entrata a regime del nuovo sistema di valutazione multidimensionale previsto dall’articolo 27 del Decreto legislativo n. 29/2024 (i cui decreti attuativi sono tuttora in fase di perfezionamento), si farà riferimento a un approccio bio-psico-sociale che consente un’analisi più completa dei bisogni della persona. La valutazione della condizione di non autosufficienza nelle persone anziane viene effettuata da un’unità di valutazione multidimensionale composta da professionisti sociali e sanitari. L’accesso al percorso valutativo avviene su segnalazione del medico di assistenza primaria o di un medico del Servizio Sanitario Nazionale, in presenza di entrambi i seguenti requisiti:

  • persona affetta da almeno una patologia cronica;
  • persona con condizioni cliniche caratterizzate, anche in funzione dell’età anagrafica, dalla progressiva riduzione delle normali funzioni fisiologiche, suscettibili di aggravarsi con l’invecchiamento e di determinare il rischio di perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana, anche tenendo conto delle specifiche condizioni sociali, ambientali e familiari.

Il capitolo 3.1 riguarda la “ Descrizione degli interventi e dei servizi programmati”. Il Piano si pone l’obiettivo di favorire un processo di riordino e integrazione delle politiche e delle prestazioni, orientato a ridurre la frammentazione degli interventi e ad assicurare progressivamente una più uniforme ed effettiva tutela dei diritti civili e sociali sull’intero territorio regionale. Nei confronti dei soggetti non autosufficienti di età compresa tra 0 e 70 anni, gli interventi saranno erogati per il tramite degli Ambiti territoriali in forma singola o aggregata, a scelta tra le seguenti linee di intervento:

  • Linea di intervento 1 – Servizi di sollievo e di supporto alla persona nel suo contesto di vita:
    • area sollievo diurno;
    • area sollievo domiciliare;
    • area attività vita quotidiana;
    • area tempo libero;
    • area vita partecipata.
  • Linea di intervento 2 – Servizi per la facilitazione e la diffusione tra la popolazione dell’accesso ai servizi sociosanitari e socioassistenziali. Nell’ambito della presa in carico di un Progetto Individuale/progetto di vita, la linea sostiene i servizi di accompagnamento in un’ottica di superamento delle barriere e di miglioramento del livello di autonomia nell’accesso ai servizi sociosanitari e socioassistenziali.
  • Linea di intervento 3 – Sostegno ai caregiver:
    • gruppi di auto mutuo aiuto;
    • counseling/supporto psicologico;
    • aiuto/supporto nell’espletamento di pratiche, visite mediche;
    • orientamento ed informazione;
    • formazione ed addestramento.

Infine, il terzo e ultimo documento, il “Programma regionale per la non autosufficienza”, precisa in premessa i requisiti di accesso per anziani ad alto o basso bisogno assistenziale e i conseguenti strumenti di supporto, così suddivisi:

  • misure di sostegno, tramite: contributi per il caregiver famigliare, un contributo al personale regolarmente impiegato in compiti di assistenza, l’assegno di autonomia (il Piano indica requisiti di condizioni soggettive ed economiche per l’accesso).
  • misure servizi, tramite interventi sociali, voucher e progetti di vita indipendente.

In conclusione, la delibera, pur definendo un apprezzabile quadro programmatorio e finanziario pluriennale per quanto riguarda la popolazione anziana di età inferiore ai 70 anni, avrà sugli anziani un impatto modesto; ha però il merito di chiarire le potenziali sovrapposizioni con gli interventi alle persone disabili “anziane” (ultra 65enni). L’atteso piano Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza della popolazione anziana ultra 70 enne, di prossima approvazione, consentirà di completare il quadro programmatorio e di fornire ad ambiti sociali e ASST elementi importanti e utili per la nuova programmazione triennale territoriale 2028-2031, da elaborare nel corso del 2027.

 


  1. “Approvazione della programmazione regionale rivolta alle persone anziane non autosufficienti ad alto e basso bisogno assistenziale e alle persone con disabilità e necessità di sostegno intensivo elevato e molto elevato – piano nazionale per le non autosufficienze 2025-2027” ↑
  2. “Ulteriori determinazioni in ordine agli indirizzi del SSR per l’anno 2026”. ↑