Le norme che regolano la redazione del Progetto di Vita hanno inserito, e con un ruolo di primo piano, la parola “Desideri”: con molte conseguenze, ancora da esplorare.
Il network di lavoro di LombardiaSociale.it sta realizzando una serie di approfondimenti su temi chiave per il welfare lombardo, finalizzati a raccogliere le voci e le esperienze dei territori. Il presente contributo presenta gli esiti della seconda parte del focus group organizzato per esplorare le prospettive attuative della riforma in atto riguardo l’adozione del Progetto di Vita come elemento regolatore dei sostegni di welfare sociale in favore delle persone con disabilità.
Il network di lavoro di Lombardia Sociale sta realizzando una serie di approfondimenti su temi chiave per il welfare lombardo, finalizzati a raccogliere le voci e le esperienze dei territori. Il presente contributo presenta una parte degli esiti del focus group organizzato per esplorare le prospettive attuative della riforma in atto riguardo l’adozione del Progetto di Vita come elemento regolatore dei sostegni di welfare sociale in favore delle persone con disabilità.
Il cuore della Riforma in favore delle persone con disabilità è la valutazione multidimensionale, passaggio chiave che conduce alla costruzione del Progetto di Vita individualizzato e partecipato. In essa è contenuto l’elemento decisivo della svolta culturale, prima che metodologica: fonte del Progetto di Vita non sono i problemi della persona con disabilità, nell’insidioso algoritmo problema-soluzione, ma i suoi desideri, cioè le mete esistenziali che danno senso e direzione alla vita.
Le attuali attività di vigilanza sulle unità d’offerta dell’area sociosanitaria sono regolate dalla Delibera 1765/2014: a dieci anni di distanza, e dopo la promulgazione della L.r. 25/2022 e del D.lgs. 62/2024, è tempo di fare un bilancio, rintracciando i necessari elementi di trasformazione della logica e dei contenuti delle attività di verifica, allineandola al cambiamento di paradigma in atto.
Un contributo di Giovanni Miselli, Serafino Corti, Roberto Cavagnola, Giovanni Michelini, Mauro Leoni, Davide Carnevali, Maria Laura Galli, Francesco Fioriti, Giuseppe Chiodelli, Dipartimento delle Disabilità, Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro – Onlus, AMICO-DI (Associazione Modello di Intervento Contestualistico sulle Disabilità Intellettive e dello Sviluppo Onlus)
Il D.Lgs. 62/2024 pone al centro i desideri e le preferenze della persona con disabilità nel progetto di vita. L'articolo presenta metodologie evidence-based per ascoltare davvero quello che conta per ogni persona, anche quando la necessità di sostegno è molto elevata e le capacità comunicative sono limitate.
Gli attuali processi di riforma stanno sollecitando molto i territori ad organizzarsi e prepararsi al cambiamento. Su cosa stanno lavorando i territori? Quali sono gli aspetti di maggiore difficoltà, resistenza e quali quelli di facilitazione al cambiamento?
Prosegue il dibattito sul ruolo e la funzione dei Centri per la Vita Indipendente recentemente avviati in Lombardia, previsti dalla L.r. 25/22 e dalla DGR 984/23. In questo contributo il punto di vista di un professionista che lavora sul campo.
Un contributo di Cristina Di Stefano, Counselor in mediazione corporea Bioenergetica, membro del Consiglio Direttivo dell’associazione Vivi Down ODV, per la quale è coordinatrice del Gruppo tra Pari rivolto ai sibling di persone con sindrome di Down over-30 e membro del Consiglio Direttivo dell’associazione Anffas Bollate Novate APS-ETS
Spunti di riflessione sul ruolo che i sibling, come vengono ormai definiti i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità, ricoprono o possono ricoprire nella stesura del Progetto di vita del proprio familiare.