Può sembrare anacronistico commentare oggi un avviso di più di un anno fa, ma questa tempistica rispecchia il lungo iter di progettazione e finanziamento che stanno sperimentando i territori che si sono candidati all’Avviso del Ministero del lavoro e delle politiche sociali “DesTEENazione – Desideri in azione”[1]. Le prime proposte progettuali dovevano essere caricate entro il 31.05.2024, questa finestra è stata poi più volte riaperta e, di conseguenza, lo scorrimento della graduatoria per il finanziamento (l’ultima a settembre 2025). L’avviso prevedeva l’avvio di 60 spazi multifunzione (4 per la Regione Lombardia) per un totale di 200.000.000 euro a valere sul FSE+ e 25.000.000 a valere sul FESR. Ad oggi sono stati ammessi a finanziamento un totale di 92 progetti, i primi 60 già avviati, gli ulteriori 32 in fase di convenzionamento. Ma cosa finanzia questo Avviso?
Gli spazi multifunzione
L’Avviso si inserisce all’interno del Piano Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, il quale rivolge la sua attenzione verso target specifici di popolazione, tra cui gli adolescenti in condizione di particolare vulnerabilità ed esclusione sociale. La sperimentazione prevede quindi la creazione di spazi, avendo altresì la possibilità di interventi infrastrutturali, intesi come un “polo di servizi integrati nel quale ragazzi e ragazze saranno accompagnati in percorsi molteplici in grado di facilitare la maturazione e lo sviluppo di competenze personali e sociali utili alla loro crescita individuale in una prospettiva volta a promuovere la loro autonomia, la capacità di agire nei loro contesti di vita, nonché la partecipazione e l’inclusione sociale” (p.4 Avviso). Un servizio quindi integrato, con una forte funzione educativa. Questa sperimentazione, di durata triennale, è quindi coerente e si sviluppa secondo il Piano di Azione Nazionale per l’attuazione della Garanzia Infanzia, in particolare valorizzando il protagonismo di ragazzi e ragazze, in quanto l’attività dello Youth Advisory Board (YAB[2]) ha contribuito alla costruzione dell’avviso nonché al disegno del logo dello spazio.
L’Avviso è molto strutturato e prescrive una chiara geografia di come dovrà intendersi, e quindi realizzarsi, tale spazio:
- Destinatari diretti sono adolescenti tra gli 11 e 18 anni e i loro nuclei familiari. La fascia d’età si amplia fino ai 21 anni per il supporto dei neomaggiorenni in uscita da un percorso fuori famiglia.
- Si prevede un’apertura da lunedì a sabato, con orari di accesso dalla mattina alla sera.
- La suddivisione degli spazi deve essere differenziata per rispondere ai diversi bisogni.
- L’accesso è sia libero che condizionato, individuale e di gruppo.
La cornice così riproposta ci parla di un intervento che appare di sistematizzazione degli interventi già in essere, attraverso un investimento multifondo e una programmazione che trasversalmente unisce più livelli e ambiti di policy, mettendo al centro il supporto all’adolescenza e i ragazzi e ragazze come protagonisti dei loro percorsi. Le principali domande sorgono però dal quadro operativo ulteriormente dettagliato nell’Avviso.
Gli interventi
L’Avviso prevede 7 linee di intervento, considerando come dispositivi di servizio minimi le linee dalla 1 alla 5:

Ciascuna linea è descritta in maniera puntale, prevedendo indicatori di output, costi massimali per il personale richiesto e un dettaglio di come ci si aspetta si svolgano le attività socioeducative descritte.
Il seguente box approfondisce a titolo di esempi la linea 2.1.A relativa all’attività aggregativa
| Attività aggregative e socioeducative, da realizzarsi all’interno dello spazio multifunzionale di esperienza in orario extrascolastico e dedicate agli adolescenti che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado. È necessaria una costante promozione delle attività del centro mediante l’organizzazione di attività di sensibilizzazione e di informazione anche attraverso l’organizzazione di almeno due eventi informativi pubblici l’anno.
Nello specifico, ai ragazzi e alle ragazze è offerta la possibilità di frequentare, anche quotidianamente, un servizio che si svolge nelle ore pomeridiane, a seguito della conclusione dell’attività scolastiche. Le attività dovrebbero essere articolate in: esperienza dello spazio studio; esperienza del gioco libero e del gioco strutturato; esperienza di laboratori e delle attività di partecipazione e di apprendimento informale. Gli obiettivi da raggiungere sono quelli di: ▪ sostenere e promuovere le capacità di auto-organizzazione, autonomia e assunzione di responsabilità degli adolescenti, individuando modalità innovative e trasformative di coinvolgimento attraverso proposte esperienziali che promuovano protagonismo e partecipazione; ▪ costruire contesti e interventi che facilitino il riconoscimento da parte dei ragazzi delle proprie passioni, dei propri talenti e delle risorse personali di ciascuno e che consentano – a partire da queste – di sviluppare competenze e conoscenze spendibili nella propria vita; ▪ creare occasioni di incontro, a libero accesso, che diventino punto di riferimento e di ritrovo dove i ragazzi trascorrano il tempo libero in maniera stimolante, con uno spazio che possa essere utilizzato in maniera autonoma e in parte autogestito e personalizzato rappresenta un aspetto centrale, in quanto conferisce appartenenza e identità al gruppo e permette di vivere una esperienza significativa nella transizione verso il mondo al di fuori della propria famiglia. Con riferimento a tale linea di attività il beneficiario dovrà garantire un coinvolgimento medio giornaliero di circa 48 ragazzi e ragazze (media calcolata su base semestrale), salvo scostamenti nella misura massima del 20% che saranno valutati dall’AdG. Tipologia di interventi realizzabili: 2.1.a. Attività aggregative e socioeducative: attività di gioco/studio e laboratori Figura richiesta: Educatore socio-pedagogico, operatore qualificato con funzioni socioeducative Ore annue massime per figura: 1.200; ore complessive per triennio per figura: 3.600; figure richieste: 6. |
(pp.18 Avviso e a seguire)
I soggetti proponenti sono necessariamente gli ATS (Ambiti Territoriali Sociali) e la realizzazione dei progetti è supportata dall’accompagnamento tematico con funzione di indirizzo scientifico e metodologico dell’Istituto degli Innocenti, mentre non sono ancora definite chiaramente le modalità di valutazione dei risultati.
A livello nazionale, erano stati pensati per l’avvio della sperimentazione la realizzazione di 60 spazi, suddivisi per regione. Campania, Sicilia, Puglia e Lazio sono state indicate come le regioni destinatarie di 5 spazi, mentre la Lombardia insieme a Calabria, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto 4, le altre regioni a seguire[3]. Con lo scorrimento della graduatoria e l’ulteriore ammissione a finanziamento, in Lombardia sono stati finanziate 6 progettualità delle 8 presentate.
| Ambito | Ammissione al finanziamento |
| Milano città | Aprile 2025 |
| Desio | Aprile 2025 |
| Brescia | Aprile 2025 |
| Varese | Aprile 2025 |
| Garbagnate | Settembre 2025 |
| Busto Arsizio | Settembre 2025 |
| Cinisello | Ammesso Non finanziato |
| Merate | Ammesso Non finanziato |
Guardando all’intervento di sistematizzazione a livello nazionale e calandolo nella realtà lombarda, ci si chiede se tale disegno, molto dettagliato e prescrittivo nelle modalità di realizzazione, è in grado di valorizzare le pratiche educative già diffuse sul territorio e integrarsi con gli interventi di sistematizzazione delle policy rivolte alle nuove generazioni (dalla legge quadro regionale 4 del 2022 “La Lombardia è dei giovani” in avanti) già promosse a livello regionale. A titolo di esempi, gli Informagiovani, fortemente rilanciati, troveranno nuova casa all’interno degli spazi multifunzione? I centri aggregativi finanziati nel tempo e tutt’ora presenti in molti territori avranno semplicemente nuove risorse per proseguire nel loro mandato oppure coglieranno l’occasione per innovare le proprie pratiche di promozione del benessere e del protagonismo giovanile?
Riflessioni finali
L’Avviso DesTEENazioni è sicuramente un esempio importante di come la spinta programmatoria nazionale degli ultimi anni, in particolare sostenuta dai fondi europei, stia impattando sempre più a livello locale, spesso travalicando i livelli di programmazione intermedia, come le Regioni.
Nell’analisi dello specifico caso di studio, ci sono altri aspetti, oltre le domande già esplicitate, che interrogano:
- La governance: l’Avviso prevede un sistema di governance multilivello, a livello di ATS, specifico che potrebbe andare a rafforzare una struttura già in essere oppure non corrispondere all’attuale organizzazione e, quindi, creare confusione di ruolo e moltiplicazione dei contesti decisionali, programmatori. Inoltre, i livelli di intervento, il personale previsto e le funzioni sono già prescritte e, quindi, prevedono una forte spinta all’omogenizzazione sul territorio nazionale, presupponendo, quindi, che il bisogno sia uniforme tra regioni, ma anche tra città e zone decentrate?
- La metodologia educativa: l’Avviso quantifica puntualmente uscite settimanali per l’educativa di strada, ore di sportello psicologico, per fare degli esempi, ma poca attenzione viene dedicata al paradigma di riferimento, ai risultati attesi in termini di impatto di tali interventi. Appare anacronistico un tale investimento su questo target specifico senza una cornice teorica e metodologica di senso, paragonato, se vogliamo, a come è stato implementato il programma PIPPI nel tempo. Inoltre, non viene prevista l’attività di rete e di lavoro col territorio trasversalmente al funzionamento dello spazio, col rischio che questo intervento centralizzi, ma, al tempo stesso, si pensi autoreferenziale, sconnesso.
- Il personale: ciascun profilo professionale richiesto per linea di intervento è regolamentato indicando la figura richiesta, le ore annue massime, le ore massime complessive per triennio e i massimali di costo. Su quest’ultimo punto, purtroppo, non vediamo alcun investimento migliorativo, nessuna presa di posizione: il coordinatore tecnico (come lo psicologo) ha un massimale di costo di €25,17/h+IVA, un educatore qualificato €23,95/h+IVA, per prendere due esempi significativi. La valorizzazione dell’intervento educativo per far fronte a un problema emergente non sembra corrispondere alla valorizzazione dei professionisti coinvolti nel processo.
L’Avviso non è ovviamente l’unico atto definitorio degli interventi, viene fatto continuamente riferimento ai Piani programmatici e all’assistenza tecnica, ma l’individuazione di questi tre punti è pensata per aprire un dibattito e, soprattutto, invitare alla riflessione su quale sia l’impatto atteso di tali servizi territoriali con l’urgenza di pensare a una strategia valutativa che non sia solo monitoraggio rendicontativo, ma spazio di senso e valorizzazione di un fare professionale specializzato, ancora poco riconosciuto, che sperimenta come aggredire problematiche emergenti come l’abbandono scolastico, la povertà minorile, le problematiche di salute mentale in adolescenza.
- https://pninclusione21-27.lavoro.gov.it/avvisi/desteenazione-desideri-azione ↑
- Lo YAB è un organismo di partecipazione delle bambine, dei bambini e degli adolescenti ai processi decisionali ed al monitoraggio delle azioni del PANGI: questa funzione si inquadra a pieno titolo all’interno dei processi di partecipazione valutativa promossi in anni recenti all’interno delle azioni delle amministrazioni centrali finalizzate a favorire l’inclusione di ragazzi e ragazze appartenenti a gruppi vulnerabili, nonché negli atti di indirizzo assunti dall’Osservatorio nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza. ↑
- https://pninclusione21-27.lavoro.gov.it/sites/default/files/202502/Decreto_Direttoriale_n27_del_27_febbraio_2025.pdf ↑


