La questione casa è recentemente tornata ad un livello di pubblico interesse, per quanto rimanga un tema ancora ai margini delle politiche[1].

Se quasi un milione di famiglie si trovano oggi in Italia in una condizione di disagio abitativo[2], le politiche pubbliche faticano a far fronte a questa domanda[3], lasciando spesso gli operatori soli nell’affrontare quella che da troppo tempo viene impropriamente definita come una emergenza abitativa. Anche nel contesto lombardo, ci pare che emerga trasversalmente, ad esempio nei tavoli oggi impegnati nella nuova programmazione zonale, quanto la questione abitativa fatichi a trovare risposte concrete.

Risulta quindi sempre più urgente rimettere al centro delle politiche pubbliche il tema dell’abitare per trovare spazi di confronto volti a identificare nuove strategie concrete di azione pubblica per la casa. In altre parole, occorre riportare al centro dell’agenda delle politiche pubbliche la questione casa, provando a superare la parzialità e la frammentazione dei punti di vista, attraverso una visione olistica che sia in grado di coinvolgere prospettive diverse e costruire quadri condivisi comuni che consentano di operare qualche cambiamento di senso in questo ambito di policy, almeno a livello locale.

Sul solco di queste riflessioni, nel 2023, IRS e KCity hanno dato vita a una Comunità di Pratiche sul welfare abitativo che ha visto la partecipazione attiva di 20 organizzazioni tra enti pubblici, fondazioni, enti gestori di offerta abitativa pubblica e organizzazioni del terzo settore impegnate sui temi del welfare abitativo e che hanno contribuito a costruire un contesto propositivo di scambio e di confronto su alcune questioni chiave relative al tema della casa, anche dal punto di vista delle politiche, e che riassumiamo di seguito.

Un primo tema chiave è quello delle potenzialità della programmazione delle politiche abitative locali e di area vasta e di costruzione di una filiera di servizi abitativi, che possa, attraverso l’integrazione di informazioni e competenze dei diversi settori dell’amministrazione competenti, degli attori che operano sui territori e degli abitanti, definire chiaramente delle strategie di azione perché nessuno rimanga senza casa.

Un secondo tema su cui si è focalizzata l’attenzione del percorso di Comunità di pratiche ha riguardato la gestione dell’emergenza abitativa (già oggetto di diversi articoli apparsi su LS), un ambito di lavoro che vede coinvolti in particolare i servizi sociali e le organizzazioni del terzo settore nell’affrontare i processi di espulsione ed esclusione dal mercato dell’abitazione di un numero sempre più considerevole di persone e nuclei familiari che non riescono a trovare risposte con gli strumenti più tradizionali di politica abitativa (misure di sostegno all’affitto e servizi abitativi pubblici).

Un terzo tema ha riguardato le Agenzie per l’abitare che negli ultimi dieci anni hanno trovato, in alcune aree del nostro paese, risorse e opportunità per svilupparsi e consolidare le proprie strategie e metodologie di intervento e per divenire veri e propri centri integrati di servizi abitativi, di snodo e comunicazione tra i diversi settori delle politiche locali.

Un ultimo tema ha riguardato un’analisi delle potenzialità connesse alle diverse esperienze di accompagnamento sociale (gestione sociale) nei servizi abitativi pubblici e sociali e in alcuni contesti privati per favorire processi di empowerment degli abitanti, contrastando fenomeni di isolamento e marginalità sociale e urbana, ma anche come opportunità per sviluppare nuove competenze tra gli enti gestori dei servizi abitativi e forme di gestione del patrimonio più efficaci ed efficienti.

Questi temi sono peraltro stati raccontati e discussi nell’ultimo inserto speciale di Prospettive Sociali e Sanitarie, al quale rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

 

La riedizione della Comunità di Pratiche sul Welfare Abitativo

Dopo il successo della prima edizione della Comunità di Pratiche, sempre insieme a KCity, abbiamo deciso di proporne una nuova, aprendo a nuovi temi, nuovi partecipanti e nuove metodologie. La nuova Comunità di Pratiche si propone come un’occasione di formazione avanzata e conoscenza tra diverse esperienze, un luogo in cui favorire la diffusione di buone pratiche e spazio dove alimentare la costruzione di una cultura condivisa. In particolare, si propone:

  • l’inserimento dei partecipanti all’interno di un network di soggetti che a vario titolo si occupano di politiche e servizi abitativi con i quali entrare in contatto per conoscenza e scambio di informazioni,
  • un mix di webinar, giornate laboratoriali in presenza a Milano e seminari online, da realizzarsi tra il mese di dicembre 2024 e il mese di maggio 2025
  • l’accesso di tutti gli aderenti a una piattaforma online dedicata, nella quale sarà reso disponibile materiale scientifico e di approfondimento prodotto dallo Staff e dagli aderenti così da consentire scambio all’interno del network.

L’iniziativa è rivolta a funzionari tecnici e sociali di enti pubblici, aziende consortili e organizzazioni del terzo settore. Maggiori informazioni, comprese le modalità di adesione, possono essere reperite scaricando il programma in allegato, il cui avvio è previsto per dicembre 2024.

 

 


  1. Sul tema si veda anche il contributo La questione abitativa al centro dell’agenda delle politiche pubbliche di Alice Selene Boni e Francesco Di Ciò.
  2. Si veda sul tema il contributo Crescono Povertà e disuguaglianze di Daniela Mesini e Eleonora Gnan.
  3. Si veda: The gap between supply trends and access to affordable hous-ing in Italy. The need for new lines of public action, di Alice Selene Boni e Liliana Padovani.