Il Recovery Plan (PNRR) si sta avvicinando alla conclusione. Il settore sociale dei servizi alla persona[1] è stato coinvolto nella Missione 5 con alcune linee di finanziamento dedicate a specifici target quali gli interventi per gli anziani, per le persone con disabilità, per la povertà/disagio estremo e per la genitorialità; infine, completa il quadro la misura trasversale per la prevenzione del burnout degli operatori. In generale con il PNRR si è inteso favorire la diffusione di alcune attività innovative che il programmatore nazionale ha ritenuto più meritevoli di sviluppo di altre. Alcune di queste attività rientrano peraltro in quelle che la normativa ha disciplinato in quanto LEPS: livelli essenziali delle prestazioni sociali, che rimangono, ad oggi, ancora in gran parte da realizzare. Ad esempio, gli interventi per la prevenzione dell’allontanamento dei minori dalle famiglie, le dimissioni protette degli anziani, la supervisione.
È utile fare il punto sulla dimensione dell’universo dei progetti PNRR per il welfare socioassistenziale della Lombardia, attraverso un’apposita ricostruzione a partire dalle apposite banche dati (Italia domani). Al momento, considerato lo stadio della disponibilità dei dati e la fase di rendicontazione ancora in corso, sarebbe prematuro fare delle analisi sullo stato di avanzamento dei progetti o sugli obiettivi raggiunti. Ci si limita pertanto in questo articolo ad offrire una sintesi dei progetti approvati e dei relativi finanziamenti, con uno sguardo al coinvolgimento degli Ambiti lombardi. Seguirà nelle prossime settimane un’analisi sull’attuazione del PNRR in Lombardia, per restituire un primo quadro di come è andata la gestione delle Missione 5 Componente 2 e di come si sta immaginando la continuità e sostenibilità degli interventi realizzati nel futuro prossimo.
La distribuzione dei fondi tra linee di intervento
Nel complesso, sono stati approvati progetti per la Lombardia del valore, sul triennio oggetto del PNRR, di complessivi 190,5 milioni, ovvero circa il 13% del totale che a livello nazionale è stato destinato a queste misure. Dalle banche dati risulta che si tratta di progetti che non sono stati accompagnati da co-finanziamenti regionali o di altri fondi statali/UE. I finanziamenti PNRR per la Lombardia si distribuiscono tra le varie linee di attività secondo quanto illustrato nella Figura 1: la misura con il maggior peso è quella dell’housing first/stazioni di posta (34,6%), seguita dagli interventi per la deistituzionalizzazione delle persone con disabilità (25,9%) e da quelli per la deistituzionalizzazione degli anziani (es: riconversione delle RSA in gruppi di appartamenti dotati dei servizi necessari alla permanenza in sicurezza degli anziani). I progetti per le dimissioni protette, per le capacità genitoriali e per la prevenzione del burn out a confronto hanno ottenuto un peso abbastanza modesto (rispettivamente 6%, 3% e 7%).
Figura 1 – Composizione dei finanziamenti PNRR

L’importanza economica delle varie linee di attività è dettata in primis dalle scelte di distribuzione definite a livello nazionale, ovvero in alcuni casi le risorse sono modeste perché a livello nazionale erano stati destinati finanziamenti limitati a quel tipo di progetti PNRR. Ad esempio, per il sostegno alla continuità ospedale-territorio delle dimissioni degli anziani sono stati stanziati a livello nazionale, a valere sulla Missione 5, solo 66 milioni; una cifra decisamente modesta rispetto al budget PNRR della Missione 6 per favorire gli interventi di carattere sanitario a favore della domiciliarità degli anziani (pari a oltre 3 miliardi). Per la Lombardia, Regione che ha presentato il più alto numero di progetti (33) sulle dimissioni protette a valere sulla Missione 5 del PNRR[2], il sostegno PNRR per la domiciliarità di carattere sociale in favore degli anziani si è tradotto in 10,7 mln mentre il sostegno (sempre PNRR) agli interventi domiciliari di rilevanza sanitaria vale oltre 500 mln (Decreto Ministero della Salute 8/4/2025).
Come è avvenuta la distribuzione dei finanziamenti a livello sub-regionale?
Il peso delle varie linee di attività riportato in Figura 1 dipende però in parte anche da scelte locali. Si ricorda che l’accesso a questi finanziamenti è avvenuto attraverso la partecipazione diretta dei territori ai bandi del Ministero del Lavoro, senza un disegno per accertarsi che l’avvio dei singoli interventi strategici interessasse tutti gli Ambiti. La scelta dell’area di intervento da rafforzare o su cui fare innovazione è stata così demandata ai singoli Ambiti territoriali sociali e alla loro intraprendenza, mentre il ruolo delle Regioni è stato molto limitato[3].
Questo combinato di fattori ha portato, soprattutto su alcune linee di finanziamento, a un consistente sottoutilizzo delle risorse potenziali. Nel complesso, risulta impiegato il 69% delle risorse a cui gli Ambiti lombardi avrebbero potuto accedere secondo il riparto per Regioni dell’Avviso Pubblico 1/2022 e del Decreto 249 del 5/10/22. Le aree che registrano i maggiori scarti sono proprio quelle su cui sono stati programmati maggiori investimenti; in ordine: quella dell’housing first e delle stazioni di posta e quella degli interventi per l’autonomia delle persone con disabilità. Approfondiremo le ragioni del minor ingaggio territoriale su queste aree in successivi contributi.
Tabella 1 – Scarto tra fondi disponibili e fondi impegnati
| Investimenti | N° progetti finanziabili | Fondi disponibili | N° progetti in corso* e importo previsto | Scarto tra fondi disponibili e fondi impegnati |
| 1.1.1 Sostegno alle capacità genitoriali | 66 | 13.959.000 | 60 | 1.270.501 |
| 1.1.2 Deistituzionalizzazione e autonomia per gli anziani | 21 | 51.660.000 | 20 | 5.742.522 |
| 1.1.3 Dimissioni protette | 33 | 10.890.000 | 33 | 128.051 |
| 1.1.4 Prevenzione del fenomeno del burn out | 34 | 7.140.000 | 34 | 1.223.136 |
| 2. Percorsi di autonomia persone con disabilità | 118 | 84.370.000 | 78 | 34.959.937 |
| 3.1 Housing first / stazioni di posta | 120 | 108.000.000 | 84 | 42.150.691 |
| Totale | 392 | 276.019.000 | 309 | 85.474.838 |
*Per i dettagli, si veda l’Allegato “La partecipazione ai progetti PNRR”.
La partecipazione ai progetti è avvenuta nella maggior parte dei casi attraverso l’Ambito o, soprattutto per alcune linee, tra Ambiti associati. In pochi casi attraverso i singoli Comuni. La fotografia che emerge è quella di un livello di finanziamenti infraregionale “a geometria variabile”. Per i dettagli si rimanda all’allegato “La partecipazione ai progetti PNRR”.
Purtroppo, i dati a disposizione non permettono di mappare precisamente la diffusione territoriale dei progetti poiché il dettaglio delle progettualità sovra-Ambito non è disponibile. Per offrire una sintesi della geografia regionale dei finanziamenti abbiamo comunque ricostruito la distribuzione dei fondi riconducendo i progetti PNRR all’Ambito di appartenenza del soggetto attuatore (anche nei casi in cui non siano stati promossi direttamente dall’Ambito o dal suo capofila)[4]. La Tabella 2 descrive il quadro dei finanziamenti per Ambito per le varie sub-misure[5].
Tabella 2 – I finanziamenti PNRR per Ambito

Alcune valutazioni
Per dare un ordine di grandezza, i finanziamenti complessivi del PNRR Missione 5 Componente 2 valgono circa il 14% della spesa sociale dei Comuni lombardi del 2022 (al netto dei servizi socioeducativi)[6]. Rispetto ad altre fonti di finanziamento del welfare sociale territoriale valgono, ad esempio, poco più del triplo degli stanziamenti che Regione Lombardia prevede annualmente sul Fondo Sociale Regionale (61,6 milioni per il 2026) e circa l’8% dei fondi sanitari per il settore sociosanitario (pari a 2,3 miliardi nel 2026)[7].
Per quanto si tratti di finanziamenti per certi aspetti limitati, il loro venir meno costituisce comunque l’interruzione di attività innovative per i territori. Ambiti e Comuni hanno infatti progettato e realizzato in questi anni percorsi e interventi nuovi, spesso in collaborazione tra loro ma anche in rete con altri attori pubblici ed enti del terzo settore. Bisognerebbe evitare che, come già avvenuto per altri Fondi Europei, quanto realizzato a valere sul PNRR rimanga confinato nell’ambito della sperimentazione. Ne risentirebbero i servizi coinvolti, che hanno dedicato risorse ed energie importanti nella programmazione e costruzione di risposte evolute rispetto a quelle delle unità di offerta più tradizionali; ma anche le cittadine e i cittadini lombardi, che hanno iniziato ad usufruire di nuove possibilità e modalità di supporto. Col rischio, in entrambi i casi, di veder crescere un profondo senso di sfiducia nei confronti dei sistemi di welfare.
Si interromperebbe inoltre il percorso verso i Leps, che per quanto siano stati definiti a livello normativo restano di fatto ancora in gran parte da realizzare. Il PNRR, da questo punto di vista, ha permesso spazi e tempi dedicati per la loro costruzione. Sarebbe ora utile poter fare una sintesi di quanto realizzato a livello territoriale, traendo elementi di conoscenza utili a dare continuità alle buone prassi e ad affrontare eventuali criticità e nodi problematici, ma anche al fine di una realizzazione uniforme, in tutti gli Ambiti territoriali, dei LEPS. Un passaggio che necessariamente richiede, a sua volta, di individuare modalità di finanziamento strutturali e stabili.
- Non sono stati considerati i servizi socioeducativi in virtù della loro ormai afferenza al settore dell’istruzione. ↑
- Si veda: https://www.welforum.it/dimissioni-protette-i-progetti-pnrr/ ↑
- Il compito delle Regioni e stato unicamente trasmettere al Ministero un elenco contenente le adesioni preliminari degli ATS alle manifestazioni di interesse, da interpretare quale coerenza con la programmazione regionale (§ 5.3 DD MLPS 9/12/2021). ↑
- L’afferenza dei Comuni agli ambiti/ATS è stata ricavata da: https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/Sistema-informativo-servizi-sociali/Pagine/Ambiti-Territoriali-del-SIUSS ↑
- Non sono riportati gli Ambiti dove non risultano progetti ovvero Paullo, Dongo, Morbegno, Romano di Lombardia, Campione d’Italia, Cittiglio (può comunque essere che in tali Ambiti siano presenti progetti nel contesto di intese sovra-Ambito capofilate da altri soggetti). ↑
- L’importo della spesa sociale dei Comuni lombardi nel 2022 è di euro 1.622.154.452 complessivi e di 1.404.996.034 al netto dei servizi socioeducativi. Si veda in proposito: https://lombardiasociale.it/2025/05/06/dove-sta-andando-la-spesa-sociale-dei-comuni-lombardi/ ↑
-
Si veda: https://lombardiasociale.it/2026/03/25/2026-il-quadro-aggiornato-dei-fondi/ ↑


