Il Vademecum riprende gli articoli di maggior rilievo nelle aree tematiche dedicate a politiche, servizi e interventi rivolti a minori e famiglie e al contrasto alla povertà pubblicati su LombardiaSociale.it tra settembre 2021 e settembre 2022 e si compone di quattro parti: la prima è dedicata ad esplorare le condizioni di vita, salute e benessere di bambine e bambini, ragazze e ragazzi in Lombardia, con particolare attenzione alla fase post emergenziale. La seconda parte mette in evidenza tre principali assi intorno ai quali si sono collocate le scelte di policy della Regione nell’ultimo anno, in relazione al target delle famiglie e dei minori: la legge regionale per i giovani (L.R. 4 del 31.03.2022 “La Lombardia è dei giovani”); l’estensione a tutta la regione della sperimentazione dei Centri per la famiglia; la nuova programmazione per l’utilizzo del Fondo nazionale per il Sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita sino a sei anni. La terza parte riguarda invece quanto sta avvenendo a livello territoriale, con tre focus: le ricadute della pandemia sui servizi per la prima infanzia; l’esperienza delle reti di famiglie affidatarie; la condizione di difficoltà e crisi in cui si trovano le comunità educative per minori. La quarta parte è, infine, dedicata ad esplorare misure e progetti di contrasto alla povertà, esplorando il ruolo del servizio sociale, le esperienze di rafforzamento comunitario quale strumento di lotta alla povertà, e il Piano regionale dei servizi per il contrasto alla povertà 2021-2023 pubblicato nel mese di maggio.

 

Come stanno i bambini e i ragazzi dopo il Covid?

La prima parte è composta da due articoli, finalizzati ad esplorare le condizioni di vita e di benessere dei bambini e dei ragazzi.

Il primo, Bambine e bambini, ragazze e ragazzi in Lombardia, presenta i principali dati dal rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione” realizzato dal Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), che fornisce un’importante panoramica a 360° sulla condizione dei minori in Lombardia.  I dati presentati nel report e ripresi dall’articolo riguardano diverse dimensioni di osservazione, dalle condizioni di povertà materiale e abitativa, all’accesso ai servizi e alla salute, all’offerta di servizi e attività culturali, e riportano inoltre un interessante quadro sintetico in merito a quali e quanti siano oggi i canali di finanziamento e le risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza.

Il secondo articolo, Malessere psicologico tra i giovani, un’emergenza?, presenta la sperimentazione di un servizio dedicato al malessere psicologico dei ragazzi realizzata presso i Consultori della Fondazione Centro per la Famiglia Cardinal Martini e illustrata in un Convegno cui ha partecipato anche la Regione. L’articolo – a partire dalle relazioni e dal dibattito emerso – si sofferma sulle dimensioni del disagio psicologico dei ragazzi prima e dopo l’emergenza Covid e su bisogni e necessità di innovazione del sistema di risposta multi-attore che è necessario, oggi più che mai, rafforzare e sviluppare.

 

Le scelte regionali per il rilancio

La seconda parte del Vademecum è dedicata a tre diverse aree di intervento sulle quali – nell’ambito degli interventi rivolti alle famiglie e ai minori – in questo ultimo anno la Regione ha intrapreso alcune scelte di policy.

Il primo articolo presenta una sintesi del progetto di Legge regionale “La Lombardia è dei giovani”, poi diventata la Legge Regionale n. 4 del 31.03.2022 finalizzata a coordinare e implementare misure e programmi rivolti ai giovani che abitano, studiano o lavorano sul territorio regionale. I temi richiamati nella legge, definita peraltro attraverso un interessante percorso di partecipazione, sono quelli del protagonismo e della partecipazione, del sostegno all’autonomia, a partire da quella abitativa, del contrasto alle povertà educative e relazionali e alla dispersione scolastica, della promozione di opportunità nell’ambito dell’imprenditorialità giovanile, della formazione e degli scambi internazionali, del sostegno alle forme di impegno sociale e di cittadinanza attiva e della valorizzazione della creatività.

Un’altra scelta regionale che ha caratterizzato questi mesi e che sta impegnando proprio in questi mesi ATS, ASST, Ambiti ed enti del terzo settore, è stata quella di estendere la sperimentazione dei Centri per la famiglia a tutta la regione. Negli anni scorsi i Centri erano stati attivati nei territori delle ATS di Insubria, Pavia, Brianza e Val Padana, mentre ad aprile sono state approvate le Linee guida per la sperimentazione dei Centri per la famiglia in tutto il territorio regionale in attuazione della DGR 5392/2021. A queste sono seguiti percorsi di coprogettazione in tutte le ATS per dare forma e sostanza alle funzioni di ricomposizione degli interventi e coinvolgimento delle famiglie individuate cime prioritarie da regione.

L’ultimo articolo di questa sezione, Nuovo ingaggio degli Ambiti sul sistema integrato 0-6, presenta infine i principali assi della nuova programmazione per l’utilizzo del Fondo nazionale per il Sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita sino a sei anni, per la seconda quota del 2021 e per il 2022. La principale novità, che deriva peraltro da quanto definito nel Piano di azione nazionale pluriennale per il quinquennio 2021/2025, poi ripreso dalla DGR regionale, vede l’introduzione di un nuovo ruolo per gli Ambiti Territoriali in relazione al coordinamento pedagogico e alla formazione del personale che invece, al di là dell’importante esperienza del Piano straordinario Nidi, non avevano più avuto un ruolo chiave nella programmazione dell’offerta di questa parte di servizi.

 

Dal territorio: le scelte che ci aspettano

La terza parte del Vademecum offre tre spunti, provenienti dal territorio, in merito a tre ambiti chiave per le politiche e gli interventi per l’infanzia e l’adolescenza, che oggi interrogano molto in merito a quali siano i modelli di sviluppo e le scelte che si intendono intraprendere.

Il primo ambito è quello dell’affido famigliare, rispetto al quale viene qui presentata l’esperienza delle reti di famiglie affidatarie, un modello di attivazione e promozione del protagonismo delle famiglie affidatarie che è stato sperimentato a partire dagli anni ’90 dalla cooperativa Comin, e che dal 2020 è stato assunto a modello a livello regionale, scelta che ha portato oggi ad individuare le reti di famiglie affidatarie come possibile soggetto riconosciuto ed accreditato dalla regione stessa per operare nell’ambito delle attività in supporto alle famiglie affidatarie, per conto del servizio sociale degli Enti locali. Una scelta che comporta, tuttavia, ancora alcuni nodi e quesiti aperti in particolare in merito alle relazioni con le istituzioni.

Il secondo ambito riguarda i servizi per la prima infanzia che, come illustrato da diversi articoli di LombardiaSociale.it, durante gli anni del Covid hanno subito importanti periodi di chiusura e blocco delle attività. Oggi una ricerca voluta dal Dipartimento della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha provato ad evidenziare l’impatto della pandemia Covid-19 sulla capacità di risposta del sistema di offerta dei servizi educativi per la prima infanzia durante l’anno educativo 2020/2021 e mette in luce anche diversi interrogativi che nell’immediato e prossimo futuro dovranno essere affrontati per lo sviluppo di questa fascia di servizi.

Il terzo ambito, al centro di un ampio dibattito in corso, riguarda le comunità educative per minori. Si tratta di servizi che oggi si trovano in grande difficoltà, a causa della carenza di personale educativo e della campagna di screditamento complessivo portata avanti dai media nei confronti delle strutture di accoglienza. A seguito della scelta regionale di modifica dei requisiti richiesti per il personale socio-educativo in diversi servizi, e del “caso Milano” dove 20 cooperative hanno rifiutato il convenzionamento con il Comune per la gestione delle comunità per minori, LombardiaSociale.it ha intervistato gli esponenti del CNCA Lombardia per aprire un dibattito sulle scelte necessarie per mantenere e rilanciare questi servizi.

 

Misure e progetti per il contrasto alla povertà

L’ultima sezione del Vademecum è dedicata ad esplorare – seppure soltanto attraverso tre articoli – l’area delle misure e dei progetti per il contrasto alla povertà.

Il primo articolo presenta una sintesi dei principali assi contenuti nel nuovo Piano regionale dei servizi per il contrasto alla povertà 2021-2023, pubblicato a maggio dalla Regione, in coerenza con il Piano nazionale. Il Piano, a partire da alcune considerazioni rispetto all’attuazione del piano precedente, definisce le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo Povertà (quota servizi e quota marginalità estrema) e i criteri di individuazione degli Ambiti beneficiari della quota dedicata al contrasto alla povertà estrema e alla marginalità, promuovendo una prospettiva di integrazione delle risposte e valorizzazione della dimensione comunitaria.

A questo articolo, che definisce la cornice di intervento dei prossimi anni, seguono due approfondimenti: il primo riguarda il ruolo del servizio sociale negli interventi di contrasto alla povertà. L’articolo, scritto dai ricercatori dell’Università di Milano Bicocca, presenta i principali risultati sulla Lombardia della ricerca “Servizi sociali e misure di contrasto alla povertà” coordinata a livello nazionale da Luca Salmieri e riflette sulla lettura e l’interpretazione della povertà da parte degli assistenti sociali e su metodologia, principi e valori della professione atti a costruire, insieme alle persone, progetti di aiuto nel quadro delle politiche sociali in atto.

Il secondo approfondisce, infine, la dimensione del welfare di comunità quale strumento prioritario per sviluppare policies di contrasto della povertà. A partire dalla strategia territoriale promossa da Fondazione Cariplo, in collaborazione con le Fondazioni Comunitarie, per rinforzare le infrastrutture delle comunità e contrastare i processi di impoverimento, l’articolo offre diversi spunti rispetto a cosa significhi oggi per i territori lombardi lavorare sul potenziamento dell’infrastruttura sociale e quali sfide si aprono per il futuro.