Entro il prossimo 30 dicembre 2016 tutti gli ambiti territoriali del territorio regionale e nazionale sono chiamati a presentare le proprie proposte di intervento per l’attuazione del Sostegno per l’inclusione attiva nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) “Inclusione” (si veda articolo). Con la recente Circolare Regionale n. 21 del 30/11/2016 Regione Lombardia si è espressa fornendo agli ambiti indicazioni e orientamenti per una costruzione delle proposte in linea con le altre progettualità regionali.
Uno scenario dai confini incerti
La costruzione delle proposte progettuali a cura degli ambiti si inserisce in uno scenario caratterizzato da una serie di “questioni aperte”:
Una imprecisa quantificazione dei beneficiari dei contributi economici
Sicuramente un aspetto che mette d’accordo la maggior parte dei territori che abbiamo intercettato in questi mesi è che il raggiungimento del punteggio minimo di 45 punti relativamente alla valutazione multidimensionale del bisogno sembra caratterizzarsi come un requisito eccessivamente stringente, tale da escludere dall’accesso alla misura situazioni comunque caratterizzate da un’elevata fragilità.
Come è noto, la risposta relativamente all’accettazione delle domande dei cittadini per l’accesso alla misura è di competenza dell’INPS. Sono, tuttavia, diversi i Comuni che in questi mesi hanno lamentato ritardi nella ricezione delle risposte e, in aggiunta, una incompletezza delle informazioni sui dinieghi.
È, inoltre, talvolta difficilmente ricostruibile una stima del dato sulle domande accolte in rapporto alle presentate per una forte eterogeneità e varianza all’interno di uno stesso Ambito nelle risposte ricevute dai Comuni. Ciò va attribuito ad una ancora elevata discrezionalità nell’inserimento/caricamento delle domande on-line: vi sono, infatti, Comuni che hanno inviato la domanda all’INPS nonostante l’esito della simulazione nel raggiungimento del punteggio minimo di 45 fosse negativo, affidando all’INPS la risposta definitiva, altri i cui operatori hanno agito da “filtro” non inviando la domanda. Tutto ciò con la diretta conseguenza di una difficile quantificazione dei potenziali beneficiari a livello di ambito, stima tuttavia da calcolare e includere nella presentazione delle proposte di intervento in scadenza al 30 dicembre.
Il silenzio del Ministero rispetto all’adeguatezza delle proposte progettuali
Gli ambiti che hanno presentato tempestivamente la propria proposta progettuale entro la data del 30 settembre 2016, prima scadenza prevista dal Bando, non hanno ancora ricevuto una risposta dal Ministero, né è stata resa pubblica alcuna graduatoria come, tuttavia, anticipato nell’avviso pubblico.
Nell’attesa di un riscontro da parte del Ministero rispetto all’adeguatezza delle proprie proposte progettuali e alla stipula della Convenzione di sovvenzione gli ambiti si stanno muovendo prevalentemente attraverso l’utilizzo di risorse proprie nel rispondere alle richieste delle famiglie con conseguente sovraccarico di lavoro per gli operatori in organico.
La comunicazione di Regione Lombardia La partecipazione al “Bando non competitivo”, seppur caratterizzata da questi elementi di incertezza, sta rappresentando per i territori comunque anche un’opportunità:
Come anticipato pubblicamente in un incontro rivolto agli ambiti territoriali lombardi tenutosi a fine ottobre, lo scorso 30 novembre Regione Lombardia ha diffuso in una circolare le indicazioni regionali relativamente alla formulazione delle proposte di intervento da presentare al Ministero
L’azione B “Interventi socio-educativi e di attivazione lavorativa” non viene invece ritenuta prioritaria ai fini della richiesta di finanziamento in quanto, viene precisato, i servizi e gli strumenti individuati sono oggetto di misure attivate ovvero attivabili mediante il POR regionale.
Quanto saranno premiati o penalizzati i territori “virtuosi” che hanno presentato la proposta entro il 30 settembre indirizzando la propria azione anche sul B)? Quanto e come verrà accolta dagli altri ambiti la comunicazione di Regione Lombardia?
Il timore di un parere negativo in sede di commissione di valutazione delle proposte sembra stia indirizzando i territori nell’accogliere queste indicazioni, pur tuttavia con poca chiarezza in merito alle risorse disponibili attraverso il POR.
Lavori “in corso”
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