Il compendio ripropone articoli che hanno analizzato il comportamento del finanziamento e della spesa al welfare, sia per diretta scelta regionale che derivanti da politiche allocative nazionali e locali.
Il finanziamento regionale
Questo esecutivo si sta distinguendo per un sensibile incremento delle risorse destinate al sociosanitario e in generale per il maggior rilievo assegnato al comparto governato dalla DG Famiglia.
Il primo contributo analizza le risorse stanziate dal nuovo esecutivo, rispetto alle diverse misure disposte ad avvio di legislatura (fondo a sostegno della famiglia, dgr autismo, dgr genitori separati…). Il commento, oltre a proporre una ricostruzione dell’ammontare complessivo delle risorse, tenta una ricostruzione della loro composizione e provenienza mettendone in luce la parzialità di stanziamenti ex novo e la presenza di una consistente quota di residui di spesa, già a bilancio dagli anni precedenti. Infine, propone alcuni interrogativi con cui osservare l’evoluzione del finanziamento al welfare per i prossimi anni di legislatura.
Il secondo articolo – Il welfare nella manovra di bilancio della nuova Giunta – propone un commento alla prima manovra finanziaria della nuova Giunta, collocando l’analisi all’interno delle dinamiche di finanziamento nazionali e mostrando i tratti peculiari delle scelte allocative dell’Esecutivo Maroni: sensibile incremento delle risorse gestite dell’assessorato, derivante direttamente da risorse proprie della Regione; rafforzamento complessivo del comparto sociosanitario affiancato però da un parallelo disinvestimento delle risorse destinate al sociale, che segna dunque una sostanziale continuità con la direzione precedente nella concezione di piena separazione tra competenze dirette regionali (sociosanitario) e comunali (sociale).
Il terzo contributo apre ad una riflessione sulle ricadute del finanziamento al welfare, proponendo un’analisi comparativa sul rispetto dei LEA sociosanitari – Lea sociosanitari: quali novità da indicatori e verifiche? A partire dai pochi indicatori di monitoraggio utilizzati a livello nazionale, si analizza il posizionamento lombardo in comparazione con le altre regioni del centro nord rispetto alla dotazione di servizi ADI e al volume complessivo dei servizi per anziani. Il contributo propone anche una analisi della situazione infraregionale, mostrando l’ampia eterogeneità di posizionamento tra le diverse Asl lombarde.
Fondi nazionali e spesa sociale dei comuni
Il finanziamento al welfare e la spesa sociale a livello territoriale non può essere analizzata senza fare riferimento all’andamento delle risorse trasferite dal livello centrale (Fondi sociali vari) e alla risorse allocate al comparto sociale nei bilanci dei comuni. Se da livello regionale abbiamo assistito, come detto, ad un rafforzamento della spesa per il sociosanitario, sul sociale, oltre al disinvestimento regionale, hanno pesato per gran parte degli ultimi anni le ricadute della crisi sul bilancio pubblico e le politiche di rigore che ne sono conseguite. LombardiaSociale ha seguito nel tempo l’andamento dei diversi canali di finanziamento, analizzandone gli utilizzi fatti dal livello regionale nonché le ricadute sul fronte locale.
Un primo contributo propone un’analisi dell’utilizzo del Fondo nazionale politiche sociali da parte della nostra Regione, a partire dal report di monitoraggio ministeriale riferito all’anno 2010. Il commento mette in evidenza alcune delle peculiarità lombarde nel panorama nazionale: l’abituale decurtazione di una quota considerevole di risorse, trattenute a livello regionale (comportamento interrotto dal nuovo esecutivo, che invece ha scelto di allocare ai territori tutte le risorse assegnate), un’incidenza del fondo al di sotto della media rispetto alla spesa sociale dei comuni, un contributo proprio delle risorse regionali al welfare sociale anch’esso al di sotto della media nazionale. Infine il commento tratteggia gli scostamenti dell’attuale esecutivo rispetto agli indirizzi sulle risorse trasferite, in parte qui accennati.
Il secondo contributo analizza invece la situazione del finanziamento al welfare attuale, proponendo un affondo sull’andamento dei diversi fondi sociali previsti dal livello nazionale (Fondo nazionale politiche sociali, Fondo Non autosufficienza, Fondo intesa famiglie, Fondo politiche giovanili, fondo pari opportunità e fondo minori stranieri non accompagnati). Si osservano i cambiamenti rispetto agli anni più recedenti, mostrando la parziale ripresa del finanziamento nel biennio 2013-2014 per alcuni e l’azzeramento di altri e si analizza l’ammontare complessivo delle risorse su cui potrà contare la Lombardia. L’articolo si conclude con una disamina delle prospettive future sulla base delle previsioni per gli anni 2015-2016 e dei nodi ancora aperti.
Si conclude infine il compendio con due affondi sulla spesa sociale dei comuni. Il primo contributo – Spesa sociale comunale: novità e riflessioni – analizza l’impatto della crisi sul bilancio degli enti locali, in particolare osservandone l’incidenza per il comparto sociale, attraverso l’analisi dei dati sui bilanci comunali pubblicati dall’Istat e da un’indagine Cisl. I dati mostrano chiaramente come dal 2011 comincino ad evidenziarsi alcune ricadute concrete delle manovre correttive avviate con il Governo Monti.
Il secondo contributo invece, Le novità dell’indagine Istat 2011 sugli interventi sociali dei Comuni, a partire dalla periodica rilevazione Istat, analizza il recente processo di decrescita della spesa sociale comunale e illustra le tipologie di interventi che ne vengono maggiormente penalizzati (povertà e disagio adulto, immigrati e anziani). Un’inversione di tendenza rispetto al recente passato, in cui si era vissuto un progressivo potenziamento del comparto sociale, dove si osservano alcuni tratti peculiari del comportamento lombardo: crescono i trasferimenti monetari e diminuiscono le prestazioni e le erogazioni di servizi, confermando l’orientamento tipico della regione ad intervenire come pagatore di contributi più che organizzatore di servizi.