Il Vademecum 2014 relativo all’area minori e famiglie ripropone gli articoli maggiormente rilevanti – pubblicati sul sito tra settembre 2013 e luglio 2014 – che ripercorrono le riflessioni proposte da LS in merito alle tre maggiori aree di intervento dell’Assessorato Famiglia di Regione Lombardia a favore delle famiglie e dei minori: l’area del sostegno alla genitorialità, l’area delle politiche e dei servizi rivolti alla prima infanzia e l’area delle misure volte a favorire la conciliazione tra vita e lavoro.
Poiché l’attività di LombardiaSociale.it in questo anno si è concentrata contemporaneamente sia sull’osservazione degli esiti e risultati di quanto implementato nella IX Legislatura sia sull’analisi dei principali elementi di novità proposti dall’Assessorato Cantù, il Vademecum si propone come strumento per guardare alle tre aree di intervento sopra nominate nel loro complesso, attraverso questi due punti di vista.
Dunque per ognuna di esse gli articoli proposti presentano in parte riflessioni e analisi in merito alle ricadute territoriali e ai nodi ancora aperti connessi a linee di indirizzo e alle misure volute dalla Giunta regionale durante la IX legislatura e in parte prime considerazioni rispetto alle nuove misure o a nuove scelte relative all’allocazione delle risorse realizzate dalla Giunta Maroni a partire dal suo insediamento nel febbraio 2013.
Come è possibile evincere dalla lettura dei contributi, per quanto riguarda le misure rivolte alle famiglie e ai minori l’Assessorato Cantù sembra muoversi in una prospettiva di sostanziale continuità con i suoi predecessori, pur a fronte dell’introduzione di alcuni cambiamenti e innovazioni che tuttavia non sembrano avere intenzione di stravolgere l’impianto complessivo del sistema o modificare i pilastri portanti del complessivo disegno di risposte ai bisogni delle famiglie che durante la scorsa Legislatura, ma anche nelle diverse Giunte Formigoni che l’hanno preceduta, sono stati pian piano costruiti come specificità del welfare lombardo.
Il sostegno alla genitorialità
Il primo articolo riportato costruisce un ponte tra IX e X Legislatura mettendo in luce come i primi atti dell’Assessorato Cantù nell’area della tutela della maternità e del sostegno alla genitorialità siano stati nel segno di una sostanziale continuità con quanto realizzato precedentemente, pur non accompagnati da espliciti dati di risultato in merito che ne giustificassero il proseguimento. Si tratta infatti di misure che hanno dato prosecuzione e nuova linfa ai Fondi Nasko e Cresco e rispetto a cui l’articolo propone alcune riflessioni e interrogativi sia in termini di valutazione complessiva della misura, sia in merito alle scelte di redistribuzione delle risorse dedicate.
In stretta connessione con il tema dei fondi, che hanno in questi anni fortemente impattato – in termini di finalità, obiettivi e modalità di intervento – sui servizi consultoriali che ne sono gli enti erogatori, il secondo articolo propone una lettura ragionata delle riflessioni emerse durante un Convegno a proposito della sperimentazione relativa alla trasformazione dei Consultori in Centri per la Famiglia. Sperimentazione – e relativa proposta di ripensamento (o riforma?) dei Servizi Consultoriali che – avviata durante la IX Legislatura – è stata più volte richiamata dall’avvio della X Legislatura ad oggi pur senza aver però ancora acquisito ulteriori specificità o declinazioni operative.
Il terzo e quarto articolo di questa prima sezione guardano invece a misure e atti normativi attraverso cui la Giunta Maroni, pur rimanendo nel solco delle misure sopra nominate, rivolge la propria attenzione in particolare al supporto – economico e abitativo in particolare – dedicato ai genitori separati.
È infatti del settembre 2013 l’integrazione alla DGR 144 relativa all’istituzione del Fondo Sostengo, con cui la Regione raddoppia lo stanziamento delle risorse precedentemente dedicate per interventi e misure a favore dei genitori separati con figli minori, con particolare riferimento alle situazioni di fragilità. Nell’articolo di commento qui riportato si mettono a fuoco alcuni dubbi e interrogativi sull’erogazione economica come principale strumento di sostegno a tali situazioni e sulla validità del considerare il rapido esaurimento dei fondi come unico criterio di valutazione della bontà e dell’efficacia di una misura come questa.
Misura che invece ha contribuito a portare alla costruzione di un testo di legge, approvato a giugno 2014, relativamente alla tutela dei genitori separati e divorziati in condizioni di fragilità, di cui qui riportiamo una breve sintesi.
Le politiche e i servizi per la prima infanzia
Rispetto a questa seconda area di intervento gli articoli qui raccolti provano da una parte a ricostruire – a partire da dati e report realizzati a livello nazionale – qual è lo stato di salute dei servizi per la prima infanzia e quali sono le tendenze in atto, e dall’altra a analizzare le ricadute di quanto realizzato attraverso il Piano Nidi – misura implementata con risorse nazionali ma attraverso modalità e criteri definiti a livello regionale ancora durante la precedente Legislatura.
Il primo contributo è un commento ai dati Istat aggiornati all’anno 2011/2012 riferiti alla sola offerta comunale di asilo nido e servizi integrativi nel quale sembra intravedersi l’inizio di una battuta d’arresto per questa tipologia di servizi che fino ad ora aveva mostrato, seppur con velocità differenti, un costante trend di crescita.
L’articolo successivo integra questi ragionamenti riportando i dati e commentando le analisi raccolte nel Rapporto di monitoraggio del Piano di sviluppo dei servizio socio-educativi per la prima infanzia pubblicato nel 2013, nel quale ai dati relativi alla spesa sociale dei Comuni si aggiungono ulteriori dati riguardanti l’offerta di servizi privati e da cui, a fronte del quadro nazionale, è possibile trarre alcune considerazioni anche sullo specifico contesto lombardo.
Successivamente presentiamo due contributi – uno in forma di testo e l’altro di intervista – che costituiscono specifici approfondimenti rispetto alle modalità con cui il Piano Nidi, nella sua particolare caratterizzazione lombarda, è stato giocato e utilizzato nei territori di Merate e Lodi. Due contributi che raccontano nel concreto e offrono dati per capire opportunità e rischi portati dal Piano Nidi e portano alcune riflessioni e considerazioni rispetto allo stato di salute dei servizi prima infanzia anche in ragione della fine dei finanziamenti nazionali.
Conciliazione vita e lavoro
Le misure per la conciliazione tra vita e lavoro sono state avviate dall’Assessorato Boscagli nel 2010, grazie a un accordo Stato Regioni e a specifiche risorse messe a disposizione dall’allora Ministero per le Pari Opportunità.
La Lombardia da allora e fino alla fine del 2012 ha scelto di puntare e investire molte risorse, anche proprie, su questa tematica che, attraverso una sperimentazione triennale, è diventata un cavallo di battaglia dell’Assessorato Famiglia della IX Legislatura, partecipando anche a definirne il nome.
Tutte le misure implementate sono proseguite a cavallo tra le due legislature – grazie a fondi stanziati precedentemente – ed è solo nel dicembre 2013 con la DGR 1081 che la Regione interviene nuovamente su questo tema definendo nuove Linee Guida per lo sviluppo delle reti territoriali per la conciliazione famiglia e lavoro, stanziando al contempo nuove risorse a queste destinate.
In merito a queste misure riportiamo qui una sintesi della normativa – che ne spiega nel dettaglio i contenuti , le linee programmatiche e la ripartizione delle risorse stanziate – e un commento che analizza le Linee Guida provando a individuarne e mettere in luce i principali punti di innovazione e cambiamento proposti a seguito della valutazione di quanto precedentemente realizzato.
Infine l’ultimo articolo propone un’analisi dei processi avviati nel triennio di sperimentazione e una riflessione in merito alla governance delle reti territoriali e al loro possibile sviluppo futuro attraverso un contributo della Presidente di Variazioni, ente che ha fornito il supporto tecnico a Regione Lombardia nella attuazione della dgr 381/2010 e che ne ha seguito da vicino l’attuazione e le sfide aperte.