Le premesse per i progetti innovativi di abitare protetto intermedio

La progressione delle RSA verso la sanitarizzazione è ormai uno stato di fatto incontrovertibile, a prescindere da caratterizzazioni locali e dalle stesse politiche istituzionali; del resto, questo é un trend che in Europa ha da tempo condotto le nursing homes a connotarsi come presidio dei percorsi assistiti del  fine vita. Diversamente dai Paesi europei socialmente più evoluti, tuttavia, in Italia le politiche di protezione dell’habitat gerontologico intermedio sono ancora allo stadio sperimentale (quando va bene), del tutto prive di riconoscimenti istituzionali e riferimenti normativi. Per questo motivo credo sia assolutamente necessario porre il problema delle RSA nel contesto di una discussione globale del modello di welfare che si intenderà promuovere nell’immediato futuro sull’invecchiamento demografico. In questo ambito è da definire il ruolo di quell’ “abitare leggero”  che  in altre realtà europee rappresenta una diffusa infrastruttura di protezione intermedia, nella cui rete vengono ridefiniti sinergicamente ruoli e compiti delle strutture assistenziali sanitarizzate.

I gestori di RSA in questo contesto possono piangersi addosso, ricordare i bei tempi andati, o  “sindacalizzare” le richieste contributive a seconda della propria indole e storia aziendale. Oppure, considerato la straordinario radicamento territoriale e le grandi potenzialità imprenditoriali di queste aziende (che ad oggi reggono la quasi totalità della domanda assistenziale), possono rendersi ancora una volta protagoniste dell’evoluzione del welfare, facendosi fulcro di un’azione di rinnovamento e differenziazione dell’offerta al passo col mutare dei tempi e delle condizioni socioeconomiche del sistema. Questo a patto di accettare di mettere in discussione politiche aziendali votate alla mera conservazione e mettere in campo risorse adeguate al rischio imprenditoriale che le nuove politiche territoriali richiedono.

Regione Lombardia ha creato le premesse per un’evoluzione positiva del sistema con la DGR 116/2013, cui è seguita la prima normativa applicativa (DGR 856/2013). Questo appuntamento potrà trovare la compliance di un territorio pronto all’avviamento di nuovi percorsi e realizzazioni, oppure la classica resistenza al cambiamento di aziende sclerotizzate in una mission incapace di propositività e rinnovamento. Certamente la ridefinizione del ruolo delle RSA deve passare da un’equa rivalutazione economica della lievitazione dei carichi sanitari e assistenziali e da un’altrettanto ragionevole semplificazione di un carico burocratico divenuto spropositato e costoso. Tuttavia il paventato depistaggio delle famigerate classi sette e otto del sosia va colto come un’opportunità e non come una disgrazia “cosmica”.

Il futuro prossimo delle RSA comprende, a mio avviso,  adeguamenti necessari e scenari possibili : nel primo caso una progressiva specializzazione in senso sanitario e strategie di presa in carico adeguate ad un’utenza ad elevata complessità clinica e assistenziale. Nel secondo la costruzione, intorno alle risorse professionali ed imprenditoriali dell’azienda-RSA, di progetti territoriali  innovativi strutturalmente inseriti nella rete territoriale dei servizi e dell’abitare protetto intermedio, attraverso impegni di partenariato attivo o azioni dirette di ideazione-gestione di progetti innovativi.

L’esperienza de “Il Melo Onlus”

Il Melo onlus, con trent’anni di esperienza nelle RSA ed altrettanti di tensioni innovative e sperimentali nel settore, nel 2012 ha scelto di affidare alla Fondazione il Melo (che dal 1995 affianca la coopertiva sociale impegnata  nella gestione operativa), il compito di studiare, progettare e promuovere nuove soluzioni  sostenibili nel campo dell’habitat protetto intermedio. Ciò ha dato vita ad un laboratorio progettuale-gestionale cui afferiscono in questo momento quattro progetti a diverso grado di avanzamento operativo :

  • Campus, una residenza leggera che dopo il primo anno di sperimentazione nel 2012 è già passata alla gestione diretta dell’equipe RSA
  • Hotel “A”, un’esperienza di residenzialità protetta destinata all’area della demenza attivata nel 2013 presso uno storico hotel cittadino
  •  Synergy, la residenza multigenerazionale in fase di avviamento in ventotto alloggi ERP nel comune di Cardano al Campo
  • Corte S.Ignazio, progetto abitativo assistito per ora allo stadio progettuale, realizzato per la Fondazione Raimondi di Gorla Minore.

Accanto alla progettazione si è andata strutturando una rete di soggetti territoriali con cui si sono strette significative partnership operative fondate su vision culturali condivise, finalizzata in primis alla cogestione di specifici progetti gestionali, ma, considerata la sinergica complementarietà di competenze e risorse, con l’aspirazione a diventare in tempi brevi un vero e proprio network di servizi integrati. Il proposito è quello di offrire un ventaglio di offerta multiservizi che spazia dall’area riabilitativa (SDR) all’assistenza post-acuta, dalla residenzialità protetta intermedia alle soluzioni abitative per la demenza, dall’ADI e SAD territoriali  all’Agenzia Sociale, e naturalmente, alla RSA, divenuta a questo punto nodo sinergico e integrato di un sistema e non più solitario baluardo dell’assistenza a una dimensione.
Dei progetti attualmente in start-up può essere utile offrire qualche dato in più sul progetto SYNERGY,  giunto alla fase operativa con avvio previsto per i primi mesi del 2014, e sull’esperienza di HOTEL”A”, attivata all’inizio del 2013, per alcuni aspetti sperimentali di potenziale interesse in tema di innovazione e riproducibilità.

“Synergy” : la residenza protetta multigenerazionale nel comune di  Cardano al Campo (VA)

Il progetto nasce con l’obiettivo di mettere in sinergia fragilità generazionali diverse e ricavarne una risorsa : anziani con necessità assistenziali e di sicurezza insieme a famiglie in condizioni di fragilità abitativa e occupazionale, integrati in un progetto stabile di solidarietà professionalizzata, contestualizzato ed interattivo con la comunità locale.
Attraverso la presenza di quattro-cinque famiglie care-giver formate ad hoc, supervisionate e supportate da operatori professionali, viene garantita la presa in carico dei bisogni assistenziali di una trentina di persone anziane con necessità di supporto, anche intensivo, per le attività della vita quotidiana, con esigenze sanitarie compatibili con la normale domiciliarità territoriale, nonché la realizzazione di un servizio di guardia nelle 24 ore esteso agli altri  nuclei familiari anziani residenti nell’insediamento ERP.
L’insediamento è affacciato sulla piazza principale della città e si estende, attraverso un percorso pedonale pubblico, fino ai cinquemila metri del parco cittadino in diretta continuità con la struttura residenziale.
La logistica della residenza comprende ventotto appartamenti, di cui sedici bilocali in regime ERP e dodici riservati al progetto a maggiore intensità assistenziale; sono presenti camere singole e doppie, aree comuni (aperte all’utenza territoriale) al piano strada, destinate a sala socio-culturale polivalente, palestra, agenzia sociale,caffetteria-pasticceria-ristoro.
Alla singola famiglia fa capo un particolare “affido” di un numero limitato (5/6) di persone anziane con cui instaurare rapporti preferenziali di prossimità relazionale e assistenziale, così da rendere il supporto assistenziale il più familiare e personalizzato possibile.  I servizi garantiti sono quelli di assistenza alla persona, igiene e movimentazione, servizi domestici e gestione ambientale, somministrazione  della giornata alimentare  e supervisione della terapia farmacologica, attivazione relazionale, socializzazione, commissioni e trasporti.  Nelle aree comuni, ove siano  previste anche opportunità di accoglienza asssistenziale diurna,  vengono attivate quotidianamente iniziative e servizi di animazione socioculturale e di intrattenimento, aperti e fruibili dall’intera cittadinanza.
Alle famiglie affidatarie è messo a disposizione un alloggio in comodato gratuito, comprensivo di spese energetiche; inoltre il care giver designato gode di un inquadramento contrattuale a tempo pieno come da contratto nazionale delle cooperative sociali.
I servizi sanitari, pur in presenza di un infermiere professionale coordinatore a tempo pieno e di una supervisione medica permanente, afferiscono alle risorse territoriali (MAP, ADI, Guardia Medica)
Attualmente non è prevista contribuzione regionale. La tariffazione dell’area residenziale assisitita, per le sue caratteristiche di intensità assistenziale parametrabile ai livelli tradizionali delle residenze istituzionali a medio-bassa sanitarizzazione, si attesta sui 63 euro al giorno all inclusive per la camera condivisa e sui 69 euro per la singola (con un supplemento di 30 euro per il coniuge eventualmente ospitato in regime matrimoniale).

Hotel “A” : la vita quotidiana come terapia per l’alzheimer

“Hotel A” propone una residenzialità protetta intermedia, destinata a portatori di sindromi dementigene con esigenze di supporto relazionale e assistenziale continuativo, di un ambiente e di relazionalità ad alto contenuto protesico , con condizioni cliniche a medio-bassa intensità sanitaria.
La location è collocata su tre dei cinque piani di uno storico e prestigioso Hotel cittadino del centro storico di Gallarate. In questo contesto sono state ricavate 18 camere, tra singole e doppie, nonchè un grande spazio open che ospita un giardino d’inverno Alzheimer per il wandering e l’animazione,  in continuità con  un’ampia zona living con cucina a vista per le attività della vita quotidiana, la preparazione e la consumazione dei pasti
Il riferimento culturale del modello assistenziale è caratterizzato dall’approccio proprio della “relazionalità protesica”, mentre le attività quotidiane fanno riferimento al modello francese del Cantou,  le micro-comunità che ripropongono convivenze terapeutiche fondate sui ritmi della vita domestica  e le gestualità quotidiane della convivenza familiare.
Gli operatori, presenti 24 ore su 24 presso la residenza, sono OSS, integrati da animatori relazionali e motori, supervisionati da geriatra, psicopedagogista e caposala con ventennale esperienza di nucleo Alzheimer in RSA. Le professionalità sanitarie fanno invece riferimento al territorio (MAP, ADI, continuità assistenziale).
Presso “Hotel A” sono stati attivati due sotto-progetti sperimentali:

  • Banca delle risorse: alle famiglie è offerta la possibilità di detrarre dalla retta una quota pari al costo reale dell’operatore professionale , in cambio  di ore di volontariato reso alla comunità in mansioni di supporto, pulizie o affiancamento in ruoli non professionali, integrati programmaticamente  nel planning operativo.
  • PROGETTO INSIEME: per favorire la continuità affettiva del rapporto di coppia, Hotel A offre la possibilità al coniuge care-giver di condividere la camera ad un costo scontato, pari ad un terzo della retta. Ciò garantisce al compagno di vita l’opportunità di continuare a condividere il percorso di malattia, alleggerendolo dalle incombenze assistenziali e fruendo di quegli spazi di libertà personale che la vita civile  in un hotel del centro può offrire.

Hotel A non fruisce di contribuiti regionali  ed ospita al prezzo di 75 euro/die pazienti con morbo di Alzheimer, che verrebbero  altrimenti inseriti  in un nucleo protetto di RSA, consentendo così  un “risparmio” istituzionale di ventimila  euro / anno per ospite.