
Ci sono parole di uso comune come “genitore”, “terapia”, “indipendenza”, “residenza” e persino “ragazzo” che hanno un significato preciso nel vocabolario ma che possono assumerne un altro (spesso stravolto) nel quotidiano delle persone con disabilità. Parole corrette, ma da usare con attenzione, perché possono mettere in discussione gli approcci moderni e rispettosi di cui abbiamo imparato a compiacerci. Fino a nascondere discriminazioni, quando non vere forme di segregazione.
Questi termini saranno al centro del seminario organizzato da LEDHA e la rivista “Il Segno” e rivolto a operatori e giornalisti.
Appuntamento mercoledì 29 maggio alle ore 9:00. Iscrizione obbligatoria entro il 20 maggio 2024, compilando l’apposito modulo online. Sotto il programma completo.