Integrazione nelle Case della Comunità: dove eravamo rimasti?
Nel contributo pubblicato su Lombardia Sociale nell’aprile 2025, l’attenzione era stata posta sul ruolo delle Case della Comunità (CdC) come snodo strategico per lo sviluppo dell’integrazione tra sociale e sanitario in Lombardia, a partire dai risultati del monitoraggio condotto dal Centro Studi di Politica e Programmazione Socio-Sanitaria dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e dall’indagine realizzata da ANCI Lombardia. Le rilevazioni avevano evidenziato un quadro fortemente eterogeneo: su 105 Case della Comunità analizzate, nessuna risultava pienamente conforme agli standard previsti, pur in presenza di elementi positivi su alcuni aspetti organizzativi e assistenziali. In parallelo, l’indagine sui Comuni e sugli Ambiti Territoriali Sociali aveva mostrato livelli di coinvolgimento differenziati, più strutturati nei Comuni sede di Case della Comunità e più deboli in quelli non sede di Case della Comunità, mentre gli Ambiti risultavano generalmente attivi nei processi di integrazione, seppur con criticità operative. Nel complesso, emergeva come, a fronte di un impianto normativo avanzato, definito dal DM 77/2022, la piena realizzazione del modello restasse ancora una sfida aperta nei territori.
A partire da questo quadro, è emersa l’esigenza di proseguire il lavoro spostando progressivamente l’attenzione dalla dimensione descrittiva e strutturale a quella operativa, con l’obiettivo di approfondire quali processi e modelli organizzativi possano favorire concretamente l’integrazione tra sociale e sanitario nelle Case della Comunità. In questa prospettiva, ANCI Lombardia e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS hanno promosso un percorso di lavoro strutturato, di tipo partecipativo e complementare ai monitoraggi istituzionali, sviluppato tra giugno 2025 e gennaio 2026. Il percorso ha coinvolto amministratori del settore sanitario e dei comuni, operatori sanitari e sociali e altri attori dei servizi territoriali, con l’obiettivo di far emergere esperienze e pratiche virtuose e innovative direttamente dai contesti locali. L’esito di questa fase è stato la definizione di un insieme articolato di nodi critici e proposte operative che costituiscono la base per la successiva fase di implementazione e valutazione.
A che punto sono le Case della Comunità
Il DM 77/2022 ha individuato nelle Case della Comunità il perno dell’assistenza territoriale, assegnando loro un ruolo centrale nella presa in carico integrata dei bisogni di salute attraverso équipe multidisciplinari e l’integrazione tra servizi sanitari e sociali. Nel contesto lombardo, i dati più recenti di monitoraggio regionale indicano la presenza di 196 Case della Comunità previste, a fronte di un target PNRR di 187 strutture, di cui 146 risultano attive a febbraio 2026. Questo evidenzia un avanzamento significativo sul piano infrastrutturale, sostenuto da una strategia regionale che punta ad attivare progressivamente i servizi anche prima del completamento delle strutture, con l’obiettivo di garantire continuità di risposta ai bisogni dei cittadini. A fronte di questo sviluppo, tuttavia, solo 26 Case della Comunità risultano dotate di tutti i servizi obbligatori previsti dal DM 77, evidenziando un divario tra attivazione delle strutture e piena operatività del modello. L’analisi dei singoli requisiti mostra una situazione articolata: alcuni servizi risultano ampiamente diffusi, come l’assistenza domiciliare (98,6%), il Punto Unico di Accesso (96,6%) e le équipe multiprofessionali (96,6%), mentre altri elementi qualificanti restano più limitati, in particolare la presenza medica H24 (26,7%) e infermieristica H12 (36,3%). Nel complesso, il quadro lombardo conferma un’implementazione ancora parziale e disomogenea del modello, soprattutto sul piano organizzativo e dell’integrazione tra servizi, che rappresenta uno degli elementi centrali della riforma. In questo contesto, l’attivazione anticipata delle strutture consente di accelerare l’offerta, ma rende ancor più evidente la necessità di consolidare i modelli organizzativi e i processi di integrazione.
Costruire integrazione: il percorso dei laboratori
La proposta di attivare i laboratori sui temi dell’integrazione tra sociale e sanitario nelle Case della Comunità nasce come sviluppo naturale del workshop del febbraio 2025, che aveva registrato oltre 500 partecipanti e un forte interesse sul tema della riorganizzazione della sanità territoriale. Da qui l’esigenza di proseguire il confronto attraverso un approccio stabile e strutturato, in grado di individuare e analizzare criticità, raccogliere esperienze e buone pratiche e formulare proposte operative. Nel marzo 2025 sono stati quindi avviati 6 laboratori[1], organizzati come spazi di discussione e confronto sui seguenti temi:
- Organizzazione e governo della rete dei servizi per la salute su quattro livelli: Azienda Socio Sanitaria Territoriale, Territorio del Distretto-Ambito Territoriale Sociale, Territorio della Casa della Comunità, Microarea (piccolo Comune, frazione, municipio, quartiere);
- Mappatura dei bisogni e delle risorse comunitarie nel territorio della Casa della Comunità;
- Meccanismi e strumenti d’integrazione inter-professionale, inter-disciplinare e inter-settoriale;
- Cronicità: fattori di rischio, malattie, disabilità, fragilità. Ruolo del Punto Unico di Accesso, dell’Unità di Valutazione Multidimensionale, del Supporto a famiglie e caregiver e del Terzo settore nelle Case della Comunità;
- Coprogettazione di iniziative locali orientate a: promozione della salute comunitaria, informazione ai cittadini, salute e benessere dei giovani;
- Indicatori: di salute, di presa in cura, di attivazione comunitaria.
Le attività dei laboratori si sono svolte nel periodo tra aprile 2025 e gennaio 2026, coinvolgendo circa 140 tra amministratori, operatori, volontari, cittadini impegnati a vario titolo nel sistema sanitario, negli ambiti del sociale e del terzo settore (ASST, ATS, Comuni, Ambiti, Aziende speciali, ETS).[2] L’obiettivo è stato quello di raccogliere contributi utili alla programmazione sociosanitaria, valorizzando tutti i punti di vista in una logica inclusiva e non gerarchica. Il lavoro ha privilegiato l’emersione di dimensioni qualitative, complementari ai sistemi di monitoraggio istituzionali sullo stato di attuazione delle Case della Comunità. I laboratori sono stati avviati a partire da una cornice normativa comune e da domande guida condivise; successivamente ciascun gruppo ha sviluppato modalità autonome di lavoro per la raccolta e l’elaborazione dei contributi. I contenuti sono stati progressivamente sintetizzati dai facilitatori e condivisi con i partecipanti per validazione, fino alla produzione di elaborati finali confluiti nel documento di sintesi complessivo.
Tradurre le esperienze in azione: le proposte operative
Al termine dei lavori dei 6 laboratori si è giunti alla redazione di un documento finale, attraverso l’analisi e un confronto collettivo dei singoli documenti prodotti dai 6 laboratori, in cui sono stati individuati i concetti ricorrenti e ritenuti centrali per la realizzazione dell’integrazione tra sociale e sanitario nelle diverse aree tematiche affrontate. Il documento finale, partendo dalle criticità che le Case della Comunità si trovano ad affrontare in relazione all’integrazione tra sociale e sanitario, fornisce proposte e indicazioni operative, formulate nel rispetto dei contenuti emersi nei laboratori, con l’intenzione di offrire:
- un supporto immediato e pragmatico per realizzare all’interno delle Case della Comunità l’integrazione tra sociale e sanitario;
- un contributo alla definizione di un modello capace di facilitare la conoscenza delle risorse territoriali e la costruzione di reti per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone che vivono nei diversi territori della Lombardia.
Il documento si propone quindi come uno strumento operativo per tutti gli attori del sistema coinvolti nell’organizzazione dell’assistenza territoriale e nella realizzazione delle Case della Comunità, con particolare riferimento ai decisori politici (regionali e locali), alle direzioni di ATS, ASST, Distretti sociosanitari e Case della comunità, ai dirigenti, coordinatori e operatori della rete dei servizi lombardi, ma anche ai singoli cittadini interessati al tema e agli ETS.
Nella sintesi allegata all’articolo sono riassunte le 13 proposte operative presentate nel documento, mentre si rinvia a questo link per una sua lettura integrale.
Restituire e validare: il workshop finale
Il documento finale e i risultati del percorso laboratoriale sono stati presentati e discussi in un workshop svoltosi il 31 marzo 2026[3], promosso da ANCI Lombardia in collaborazione con Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS. L’incontro è stato concepito come uno spazio di restituzione e discussione aperta, con l’obiettivo di condividere con tutti gli addetti ai lavori interessati le proposte operative elaborate e raccogliere contributi da una platea ampia e diversificata di soggetti coinvolti a diverso titolo nello sviluppo delle Case della Comunità, ma non solo. Il workshop ha rappresentato non solo un momento di restituzione, ma anche un’occasione di validazione pubblica del lavoro svolto, consentendo di verificare la coerenza delle proposte rispetto ai bisogni percepiti nei territori e di raccogliere ulteriori spunti di approfondimento. Dal confronto sono emersi alcuni elementi di particolare rilievo:
- la conferma della centralità dell’integrazione tra sociale e sanitario come condizione imprescindibile per il funzionamento delle Case della Comunità;
- la necessità di rafforzare il passaggio da un’adesione formale al modello a una sua effettiva attuazione nei contesti locali;
- l’importanza di disporre di strumenti operativi condivisi – in particolare in termini di governance, processi e indicatori – per sostenere lo sviluppo dei servizi territoriali.
Nel complesso, il workshop ha evidenziato il valore di affiancare ai momenti di analisi e progettazione anche spazi strutturati di confronto pubblico, in grado di favorire la costruzione di una visione comune e di accompagnare lo sviluppo delle Case della Comunità come luoghi effettivi di integrazione tra sociale e sanitario.
Prospettive di sviluppo e prossimi passi
Il percorso avviato non si esaurisce con il workshop e la restituzione delle proposte operative, ma prosegue aprendo una nuova fase orientata al monitoraggio della concreta attuazione delle 13 proposte operative nei diversi contesti territoriali. ANCI Lombardia e Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS intendono proseguire il lavoro sviluppando strumenti in grado di accompagnare e sostenere i processi di realizzazione dell’integrazione tra sociale e sanitario.
La direttrice principale di sviluppo riguarda la costruzione di un sistema di indicatori che consenta di monitorare il grado di attuazione delle proposte elaborate e di intercettare in modo più puntuale i processi in atto nelle Case della Comunità. L’obiettivo è quello di superare l’attuale carenza di dati sui modelli organizzativi e sulle pratiche di integrazione, che risultano oggi difficilmente osservabili e spesso rilevati attraverso indicatori limitati alla sola presenza o assenza di determinati servizi o funzioni. In questa direzione, si prevede l’attivazione di nuovi laboratori tematici dedicati alla definizione degli indicatori, all’individuazione dei dati da raccogliere e alla progettazione di un sistema di monitoraggio strutturato, capace di restituire una lettura più approfondita e dinamica dei processi di integrazione. Tale lavoro potrà inoltre valorizzare esperienze già avviate a livello territoriale, contribuendo a costruire un quadro condiviso di riferimento.
Ulteriori sviluppi potranno riguardare temi emersi come particolarmente rilevanti nel workshop, tra cui il miglioramento dei meccanismi di comunicazione tra operatori e servizi, anche in relazione all’interoperabilità dei sistemi informativi, e la promozione di sperimentazioni locali su alcune delle proposte avanzate, come ad esempio lo sviluppo delle microaree. Un’ulteriore linea di lavoro potrà infine riguardare il tema della governance e dell’accompagnamento al cambiamento, a supporto degli attori impegnati nell’attuazione della riforma. L’obiettivo complessivo è quello di sostenere il passaggio da una fase di elaborazione condivisa a una fase d’implementazione progressiva, in cui le Case della Comunità possano configurarsi sempre più come luoghi effettivi di integrazione tra sociale e sanitario[4].
*Annette Corraro, Angelo Barbato e Alessandro Nobili fanno parte del Dipartimento di Politiche per la Salute dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano, Anna Meraviglia di ANCI Lombardia e Fulvio Lonati e Simonetta Di Meo sono esponenti di APRIRE – Assistenza Primaria In Rete e Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie in Italia.
- Hanno coordinato i laboratori: Carla Dessi, Valentina Gritti, Fulvio Lonati e Anna Meraviglia (laboratorio 1), Valentina Ghetti e Celestino Panizza (laboratorio 2), Ornella Casati e Manuela Zaltieri (laboratorio 3), Annette Corraro, Annamaria Di Bartolo, Simonetta Di Meo, Alessandro Nobili e Stefania Zazzi (laboratorio 4), Barbara D’Avanzo e Sara Santagostino (laboratorio 5), Angelo Barbato e Antonio Muscolino (laboratorio 6). Nel documento finale è possibile visionare i nominativi di tutti coloro che hanno partecipato ai Laboratori. A tutti i coordinatori e ai partecipanti va un ringraziamento particolare per aver reso possibile la realizzazione del documento e del workshop del 31 marzo 2026. ↑
- Nello specifico, hanno partecipato ai laboratori: 44 referenti di ASST, 35 partecipanti provenienti da Comuni, Ambiti Territoriali Sociali e Aziende dei comuni, 24 appartenenti al mondo dell’associazionismo/terzo settore, 14 referenti di ATS, oltre 20 referenti provenienti da vari altri enti e settori (università, ordini professionali, sindacati, etc.). ↑
- Il workshop ha registrato la partecipazione di quasi 500 persone, tra operatori sanitari e sociali, amministratori locali, rappresentanti istituzionali e attori del Terzo Settore, associazioni di volontariato e semplici cittadini. I partecipanti provenivano da circa 200 città e rappresentavano circa 300 enti differenti, a testimonianza della forte attenzione verso il tema dell’integrazione. ↑
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Il workshop può essere rivisto a questo link: https://youtu.be/q0MRZCadGsw. Tutto il materiale presentato nel corso del workshop è scaricabile direttamente dal sito di ANCI Lombardia: https://anci.lombardia.it/dettaglio-news/2026111217-proposte-operative-per-sviluppare-l-integrazione-tra-sociale-e-sanitario-nelle-case-della-comunit%C3%A0-in-lombardia/ ↑


