Regione Lombardia, con Deliberazione di Giunta n. XII/5363 del 24/11/2025, ha presentato il nuovo Piano quadriennale per le politiche di parità e per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne 2026-2029[1]. Il Piano rappresenta l’attuazione operativa della Legge regionale 11/2012, “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza” e definisce le linee strategiche di intervento per affrontare in modo sistemico il fenomeno della violenza maschile sulle donne sul territorio lombardo. Il documento nasce da un processo partecipativo che ha visto il coinvolgimento di tutti gli stakeholder operanti nelle reti territoriali antiviolenza, coordinati dal Tavolo regionale permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne. L’obiettivo è valorizzare i risultati ottenuti con i precedenti Piani quadriennali, in particolare con il Piano quadriennale 2020-2023 (adottato con Deliberazione Consiliare n. XI/999 del 25 febbraio 2020), che aveva posto le basi per rendere strutturale il sistema lombardo di prevenzione e contrasto alla violenza, rafforzando reti e servizi specializzati e promuovendo politiche di prevenzione efficaci.
Attraverso il Piano 2026-2029 Regione Lombardia intende perseguire due principali obiettivi. Da un lato, si vuole consolidare e uniformare le reti territoriali antiviolenza esistenti, innalzando gli standard qualitativi minimi di Centri Antiviolenza, Case Rifugio e Centri per uomini autori di violenza domestica e di genere attraverso il recepimento dei nuovi criteri definiti dall’Intesa Stato-Regione del 14/09/2022[2] e la trasformazione delle Case Rifugio in Unità di Offerta Sociale. Dall’altro, l’intenzione è quella di garantire una presa in carico sempre più integrata e personalizzata per donne vittime di violenza con condizioni di vulnerabilità aggiuntive, quali disabilità, dipendenze, disagio psichico o marginalità sociale.
In linea con le priorità individuate dalla Convenzione di Istanbul e analogamente al parallelo Piano Nazionale Antiviolenza 2027-2029, il Piano regionale si articola in quattro assi principali – Prevenzione, Protezione e Sostegno, Perseguire e Punire, Assistenza, Promozione e Governance – ciascuno dei quali con specifiche priorità e azioni.
| Asse | Priorità |
| Prevenzione | Priorità 1: Aumentare la consapevolezza collettiva sulle radici e le conseguenze della violenza maschile contro le donne anche attraverso il coinvolgimento del settore privato |
| Priorità 2: Rafforzare la capacità di riconoscere e intervenire nel contesto lavorativo e nelle situazioni di violenza domestica che coinvolgono le lavoratrici | |
| Priorità 3: Potenziare il ruolo del sistema di istruzione e formazione nella promozione delle pari opportunità | |
| Priorità 4: Valorizzare i servizi extrascolastici e sportivi come veicoli di cultura del rispetto | |
| Priorità 5: Sensibilizzare il settore della comunicazione e dell’informazione in raccordo con scuola e il mondo extrascolastico | |
| Priorità 6: Prevenire la violenza nei confronti di donne in condizioni di particolare vulnerabilità | |
| Priorità 7: Promuovere azioni rivolte alla prevenzione terziaria della recidiva per gli uomini autori di violenza | |
| Priorità 8: Garantire un’adeguata formazione delle professionalità̀ che a diverso titolo intercettano, le donne vittime di violenza, i minori vittime di violenza assistita o gli orfani per femminicidio, gli uomini autori di violenza | |
| Protezione e sostegno | Priorità 1: Potenziamento e qualificazione della presa in carico da parte dei servizi specializzati per l’accoglienza e la protezione delle donne vittime di violenza |
| ̀Priorità 2: Raccordo tra servizi generali e specialistici e potenziamento della presa in carico integrata da parte dei soggetti facenti parte della rete antiviolenza | |
| Priorità 3: Attivazione di percorsi di autonomia abitativa e lavorativa per le donne vittime di violenza | |
| Priorità 4: Presa in carico integrata di donne appartenenti a categorie svantaggiate o con particolari fragilità | |
| Priorità 5: Protezione e supporto dei minori e delle minori vittime di violenza assistita e degli orfani e orfane di femminicidio | |
| Perseguire e punire | Priorità 1: Garantire la tutela delle donne vittime di violenza attraverso una efficace e rapida valutazione del rischio di letalità̀, gravità, reiterazione e recidiva nonché attraverso il pieno accesso alla giustizia e alle misure di protezione |
| Priorità 2: Migliorare le procedure di gestione del rischio e l’efficacia dei procedimenti giudiziari a tutela delle vittime | |
| Priorità 3: Favorire la cooperazione multidisciplinare e lo scambio di informazioni tra autorità giudiziarie, servizi sociali e centri antiviolenza e centri per autori di violenza | |
| Priorità 4: Monitorare l’efficacia dei programmi di recupero per autori di violenza | |
| Assistenza, promozione e governance | Priorità1: Attuazione del Piano: sistema di intervento e governance delle reti territoriali |
| Priorità 2: Il sistema di monitoraggio e raccolta dati: il questionario ISTAT | |
| Priorità 3: Verifica dell’attuazione del Piano e valutazione degli interventi | |
| Priorità 4: Diffusione e comunicazione del Piano |
(Nella tabella sono state evidenziate e sottolineate le nuove priorità, comparando l’articolazione dell’attuale Piano col precedente triennio 2020-2023)
Approfondimento del Piano
Il Piano lombardo risulta allineato alle indicazioni nazionali, recependone principi e novità legislative. Inoltre, il documento mantiene un profilo di continuità con la programmazione precedente, seppur introducendo alcune innovazioni e rafforzando alcuni elementi.
In particolare, alcuni temi risultano centrali e assumono una particolare rilevanza trasversalmente ai diversi Assi. Si conferma, innanzitutto, la centralità delle Reti territoriali interistituzionali, considerate lo strumento fondamentale per l’attuazione delle strategie e degli interventi del Piano e la garanzia di una presa in carico multidisciplinare. L’integrazione tra servizi e soggetti, anche attraverso l’adozione di protocolli, linee guida condivise e scambio di informazioni (Priorità 3 – Asse Perseguire e Punire), si configura come elemento da potenziare e valorizzare, al fine di garantire una presa in carico adeguata e l’intervento tempestivo sia dei servizi di protezione e sostegno per le vittime che dei meccanismi di valutazione del rischio e di intervento. Inoltre, viene sottolineata l’importanza di favorire uniformità territoriale tra i diversi livelli di programmazione (sociosanitaria e Piani di Zona), andando a consolidare le Reti di Indirizzo, a governance ATS, introdotte a partire dal 2023.
Pur già attenzionato nella precedente edizione, il tema delle vulnerabilità complesse diventa centrale nel Piano 2026-2029, in particolar modo con riferimento alle donne con disabilità, dipendenze patologiche, disagio psichico o grave marginalità, e con riferimento sia agli interventi di prevenzione che a quelli di protezione e sostegno (Priorità 6 – Asse Prevenzione, Priorità 4 – Asse Protezione e sostegno). Analogamente, si rileva un’attenzione particolare – in continuità con il Piano precedente – sul tema della protezione dei minori vittima di violenza assistita e orfani di femminicidio attraverso la previsione di servizi dedicati, il potenziamento dell’integrazione e del raccordo tra servizi e attori territoriali e introducendo la possibilità di organizzare gruppi di mutuo aiuto per le madri vittime di violenza.
Emerge inoltre un focus particolarmente marcato sul tema della formazione specialistica e continua degli operatori e professionisti che intercettano (Priorità 8 – Asse Prevenzione), a vario titolo, donne vittima di violenza, minori vittima di violenza assistita o orfani di femminicidio e uomini autori di violenza in linea con le linee di indirizzo del Piano Nazionale 2025-2027[3] e con il Libro Bianco sulla formazione presentato a livello nazionale nel 2024[4]. Centrale risulta essere inoltre la formazione di tutti i soggetti operanti in settori strategici per la promozione di un cambiamento culturale profondo, incluso il settore dell’istruzione, della comunicazione e dell’informazione.
In materia di prevenzione, novità importanti riguardano la previsione di interventi specifici per la prevenzione della recidiva per uomini autori di violenza (Priorità 7 – Asse Prevenzione), ampliando altresì il panorama anche alle iniziative di prevenzione primaria rivolte al maschile (Priorità 1 – Asse Prevenzione). Il Piano prevede infatti interventi di comunicazione, formazione e coinvolgimento della cittadinanza, con un’attenzione particolare ai giovani e al pubblico maschile, con progetti dedicati nei luoghi di lavoro, in ambito sportivo e a scuola per favorire modelli maschili positivi e non violenti. Anche in questo caso, viene ampliata la collaborazione multidisciplinare per la gestione dei casi. Inoltre, i programmi sperimentali di recupero per uomini autori di violenza, avviati con il Piano precedente, sono ora oggetto di monitoraggio e valutazione dei risultati (Priorità 4 – Asse Perseguire e punire).
Sul fronte della protezione e sostegno, mentre il Piano precedente puntava soprattutto al rafforzamento e all’operatività delle reti territoriali, il nuovo documento enfatizza qualificazione, integrazione e continuità della presa in carico. Un ulteriore accento è posto sull’autonomia abitativa e inserimento lavorativo (Priorità 3 – Asse Protezione e Sostegno), coerentemente con le indicazioni nazionali.
Alcuni commenti
Il Piano evidenzia la crescente rilevanza della violenza di genere nel contesto digitale — sottolineando come la diffusione delle tecnologie abbia ampliato le modalità di controllo, minaccia e molestia nei confronti delle donne, attraverso pratiche quali la sorveglianza tramite app e software di tracciamento, le molestie online, la diffusione non consensuale di contenuti intimi e la diffusione di hate speech a sfondo sessista — nonché la rilevanza che questa dimensione della violenza sta assumendo nella legislazione e programmazione sia a livello europeo che nazionale. Tuttavia, tale consapevolezza trova poi un riscontro limitato nelle misure previste. Il Piano, infatti, non individua azioni o linee di intervento specificatamente dedicate alla prevenzione e al contrasto della violenza digitale, limitandosi a un riferimento nell’ambito della Priorità 3 (“Potenziare il ruolo del sistema di istruzione e formazione nella promozione delle pari opportunità”). In questo contesto si prevede infatti la realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte a studenti e famiglie sull’uso responsabile degli strumenti digitali, con particolare attenzione alla prevenzione della violenza online.
Si riconosce poi la crescente attenzione rivolta al maschile, su tutti gli Assi del Piano, consolidando una visione sistemica ed ecologica dell’intervento di contrasto alla violenza di genere. In una prospettiva evolutiva, appare tuttavia opportuno interrogarsi se, quando e in che modo tale sistema potrà dialogare anche con fenomeni contigui – e con le relative risposte di intervento – quali le diverse forme di violenza omotransfobica (orientate al genere o all’orientamento sessuale, ma non necessariamente rivolte contro le donne in quanto tali) e le forme di violenza nelle relazioni intime che esulano dalla definizione di violenza maschile contro le donne (ad esempio, la violenza tra partner dello stesso sesso). Questa riflessione non intende mettere in discussione la cornice programmatoria né indebolire l’impianto delineato, bensì contribuire al suo rafforzamento, favorendone un’evoluzione coerente con i cambiamenti socioculturali cui gli operatori e le operatrici sono già quotidianamente chiamati a rispondere.
Infine, un altro punto di attenzione del piano riguarda le vulnerabilità complesse e la necessità di una maggiore integrazione tra sociale e sanitario e tra settori di policy, e conseguentemente tra servizi, per un intervento integrato. Occorre però attenzione anche a mentere alto il principio di intersezionalità, ovvero rendere professionisti e servizi in grado di accogliere e lavorare a fronte di possibili discriminazioni e vulnerabilità multiple, senza essero loro stessi produttori di discriminazioni istituzionali con barriere all’accesso. La creazione di una rete specializzata di CAV e Case Rifugio per donne con disabilità non sembra coerente a questo principio, in quanto rischia di settorializzare la risposta e gli interventi.
In conclusione, il Piano rappresenta un passaggio importante nel consolidamento delle politiche regionali di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne. Allo stesso tempo, alcune aree emergenti — come quella della violenza digitale o la messa a sistema di un approccio intersezionale oltre che integrato e di rete — sembrano offrire ulteriori margini di sviluppo futuro, anche alla luce della crescente rilevanza che tali fenomeni stanno assumendo nel contesto contemporaneo.
- La proposta è stata approvata e presentata dalla Giunta Regionale, ed è al momento di attesa di approvazione definitiva del Consiglio Regionale. Il testo del documento è disponibile al seguente link: https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/istituzione/Giunta/sedute-delibere-giunta-regionale/DettaglioDelibere/delibera-5363-legislatura-12 ↑
- Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali, di modifica dell’intesa n. 146/CU del 27 novembre 2014, relativa ai requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio. (Rep. Atti n. 146/CU del 14 settembre 2022): https://www.regioni.it/news/2022/11/28/requisiti-minimi-centri-antiviolenza-e-case-rifugio-intesa-conferenza-unificata-14-09-2022-gazzetta-ufficiale-n-276-del-25-11-2022-652021/
Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sui requisiti minimi dei centri per uomini autori di violenza domestica e di genere. (Rep. Atti n. 184/CSR del 14 settembre 2022): https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/11/25/22A06691/SG ↑ - https://www.pariopportunita.gov.it/it/politiche-e-attivita/violenza-di-genere/piano-strategico-nazionale-sulla-violenza-maschile-contro-le-donne/ ↑
- https://www.pariopportunita.gov.it/it/news-e-media/news/2025/online-il-libro-bianco-per-la-formazione-sulla-violenza-contro-le-donne/ ↑


