Il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) è il sistema con cui viene monitorato il rispetto dei Lea da parte delle regioni[1]. Da poco sono stati pubblicati i risultati analitici del 2023, restituendo il relativo posizionamento della Lombardia. Si tratta di un sistema con cui le regioni sono confrontate tra loro in base a un set di indicatori delle questioni ritenute più rappresentative (detto “core”). Dai risultati dei singoli indicatori “core” viene ricavata una valutazione misurata da un punteggio che al massimo può raggiungere i 100 punti. Dai punteggi sui singoli indicatori si ottiengono, attraverso una mirata pesatura, i punteggi complessivi di ogni regione per ciascuna delle tre Macroaree in cui si articolano i Lea (Distrettuale/Prevenzione/Ospedaliera). Qual è il punteggio di sintesi per la Lombardia? Cosa cambia rispetto alle precedenti valutazioni?
Nel 2023 (Figura 5) la regione ha migliorato la propria valutazione nell’area della prevenzione (95/100 rispetto ai 90 del 2022), nell’area ospedaliera ha mantenuto lo stesso punteggio (86/100), mentre i punti complessivi conseguiti nell’area distrettuale sono passati dai 95 del 2022 ai 76 del 2023.
Figura 5. Risultati NSG 2023 e trend – Regione Lombardia: punteggi complessivi CORE, per area di assistenza

Da cosa è dipeso questo risultato? Quanto ha contribuito il settore sociosanitario? C’è davvero stato un arretramento rispetto al 2022 e su quali elementi?
Di seguito vengono discussi i risultati dell’assistenza distrettuale 2023, aggiornando la precedente analisi del 2022 (L’assistenza territoriale attraverso la valutazione del Nuovo Sistema di Garanzia – Lombardia Sociale).
Gli indicatori dell’area distrettuale per la Lombardia del 2023
Nella figura D sono riportati gli indicatori “core” dell’Area Distrettuale, ovvero quelli che rilevano ai fini delle valutazioni/classifiche, segnalando il posizionamento del 2023 a confronto con quello 2022.
Figura D – Area distrettuale


Va premesso che l’area distrettuale si compone anche di alcuni indicatori che dovrebbero rappresentare la capacità dei servizi territoriali di prevenire eventi acuti/ricorsi all’ospedale/consumo di farmaci. Alcuni di questi indicatori di esito presentano livelli non particolarmente brillanti e hanno pesato abbastanza sulla valutazione della regione per l’area distrettuale nel suo complesso: ad esempio le recidive post infarto (D01C, Fig. D) in Lombardia risultano pari a 19,52 % rispetto a una media nazionale di 16,34% e pertanto la regione, su questa dimensione, ha conseguito un punteggio limitato (70/100). Ha contribuito al punteggio di sintesi distrettuale anche l’indicatore sui tempi di attesa per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (D10Z, Fig. D).
Di seguito si presentano alcuni affondi sugli indicatori riguardanti l’assistenza sociosanitaria vera e propria ex DPCM 12/1/2017 capo IV (ADI, assistenza residenziale anziani, cure palliative e salute mentale).
Assistenza domiciliare
In termini di valutazione dell’adeguatezza della propria assistenza domiciliare (D22Z) la Lombardia è in leggero miglioramento rispetto al 2022 (90,6 punti vs 89,4, Figura D). Va precisato che, ai fini della valutazione “core”, le regioni sono confrontate considerando distintamente i tre diversi livelli di intensità in cui si articolano le cure domiciliari integrate (CIA I/CIA II/CIA III). A questo riguardo le risposte della Lombardia sui livelli di maggiore intensità risultano superiori alla media nazionale (per CIA II 4,49 vs il dato italiano di 3,65, per CIA III 3,46 vs 3,09, tab. 6). Sul livello di minore intensità delle cure domiciliari (CIA I Tab. 6b) l’indicatore della Lombardia è più limitato della media nazionale (1,7 vs 3,65, Tab. 6b).
Occorre prudenza non solo per la Lombardia ma per tutto il Paese nell’interpretare queste misure dell’intensità come proxy dell’adeguatezza del servizio rispetto ai bisogni. Si tenga conto che la misurazione attraverso il CIA non tiene in alcun modo conto della durata degli interventi: un intervento di pochi giorni è parificato a un servizio continuativo per tutto l’anno. E’ pur vero che questo indicatore ADI NSG dà qualche informazione in più rispetto all’indicatore “grezzo” utilizzato per verificare lo stato di avanzamento dell’obiettivo PNRR “Casa come primo luogo di cura” – che si limita al mero conteggio degli assistiti a prescindere dall’intensità – ma, per un vero confronto dello sforzo assistenziale delle regioni, ci sarebbero ampie possibilità di affinamento anche degli indicatori NSG (ad esempio se si confrontassero le regioni sul numero di accessi sulla popolazione target, si potrebbero superare le distorsioni prodotte dalle prese in carico di brevissima intensità). In ogni caso si tratta di una valutazione che non tiene conto del fabbisogno di interventi domiciliari, in particolari di quelli per la Long Term Care.
I risultati contenuti nel Rapporto NSG 2023 confermano, per tutto il Paese, la preoccupazione che questo servizio si stia espandendo, attraverso la presa in carico di tanti assistiti a cui però viene offerto un livello di interventi poco intensivo (Assistenza domiciliare: tra potenziamento numerico e conservazione del modello – Welforum.it): si segnala che l’Adi “base”, quella poco qualificata (con servizi durati meno di un giorno o per cui, su base settimanale, è stato assicurato meno di un accesso), a livello nazionale è passata da 6,02 del 2022 a 10 del 2023[2].
Salute Mentale
Nel 2023 la valutazione della Lombardia è di 74,3 punti in miglioramento rispetto al dato del 2022 (64,6 punti, Figura D, indicatore D27C). Si ricorda che l’indicatore dovrebbe esprimere una proxy dell’efficacia degli interventi di presa in carico territoriale dei pazienti con patologie psichiatriche in termini di capacità di prevenire riacutizzazioni che determinano ricoveri ripetuti (quindi la pagella è più elevata per le regioni con punteggio dell’indicatore più basso).
In Lombardia nel 2023 la frequenza dei ricoveri ripetuti è risultata pari al 6,33 a confronto di una media nazionale di 6,02 (Tab. 6b). In ogni caso, il fenomeno in Lombardia presenta una tendenza storica alla riduzione (l’indicatore del 2022 era pari a 6,72).
Cure palliative
La valutazione della Lombardia del 2023 è di 83,9 punti a confronto dei 100 del 2022 (figura D): il giudizio si basa su un indicatore (D30Z) che misura quante persone sono state assistite dalla rete delle cure palliative rispetto alla mortalità per tumore della regione: chi riesce a garantire una presa in carico da parte di questo servizio specialistico (prevenendo così l’utilizzo di altre reti inappropriate, come gli ospedali) riceve un punteggio più elevato.
Nel 2023 in Lombardia sono stati assisti nella rete di cure palliative il 46,93% dei deceduti per cause oncologiche, rispetto a una media nazionale di 35,53% (Tab. 6b). Sorprende che il dato della regione del 2023 sia in netta diminuzione rispetto al 55,23% del 2022.
Le cure palliative in Lombardia sono state oggetto di diverse misure di potenziamento a partire dalla riforma di settore (DGR 5918/2026); lo sforzo è proseguito anche grazie al PNRR che ha dedicato importanti risorse allo sviluppo delle cure palliative domiciliari nell’ambito dell’investimento “Casa come primo luogo di cura”. La riduzione dell’indicatore NSG D30Z nel 2023 sembra in controtendenza rispetto ad altre fonti informative che invece testimoniano un potenziamento delle cure palliative: ad esempio, secondo l’annuario del SSN, gli assistiti in hospice nella regione sono passati dai 130 (ogni 100.000 abitanti) del 2022 ai 148,2 del 2023; quelli al domicilio dal 1,3 (ogni 1000 residenti) del 2022 a 1,6 del 2023. Anche l’andamento della spesa regionale per le cure palliative risulta in aumento[3].
Dunque, anche per questo indicatore, occorre prudenza prima di interpretare i risultati come un arretramento nei livelli di servizio. Bisognerebbe anche considerare se e quanto può avere inciso l’erogazione di cure palliative a favore di utenti diversi dai pazienti oncologici (l’indicatore NSG si riferisce solo a questo target, mentre con la riforma ex DGR 5918/2016 si è inteso estendere il servizio a una casistica più ampia).
Assistenza residenziale per anziani
Nel 2023 la regione si conferma tra quelle con l’offerta residenziale per anziani più elevata (sono assistiti nelle residenze l’80,3 ‰ degli over 75enni, Tab. 6b) riportando un punteggio di valutazione di 100/100. Si tenga conto che a livello nazionale l’indicatore presenta una media di 48,76‰ su cui incide particolarmente il divario Nord-Sud (le differenze sono così ampie che tutte le regioni al di sopra della media nazionale hanno ricevuto nella pagella il voto massimo, Tab. 6b).
L’indicatore della Lombardia presenta un lieve miglioramento rispetto al dato del 2022 (78,38‰).
Questo indicatore è davvero rappresentativo degli sforzi per l’assistenza residenziale delle regioni e dell’adeguatezza rispetto ai bisogni di LTC residenziale della popolazione? Un primo limite riguarda il fatto che le regioni sono confrontate complessivamente contando il numero di anziani accolti nelle strutture sociosanitarie, indipendentemente dalla finalità del ricovero: sono infatti equiparati i ricoveri temporanei (quelli con durata tendenzialmente di 60 gg, ovvero l’assistenza residenziale estensiva) e quelli di assistenza long-life. Due regioni potrebbero ricevere la stessa pagella anche offrendo un numero di giornate di assistenza residenziale complessive molto diverso.
Il secondo limite di questo indicatore è quello di non tener conto dell’evoluzione del bisogno di residenzialità degli anziani. Non esistendo standard normativi nazionali (anche il DM77 non ha fissato standard per le RSA) il benchmarking avviene confrontando gli assistiti di ogni regione con il dato medio contingente del resto del Paese. Se il fabbisogno cresce per effetto dei fenomeni di invecchiamento ma le regioni non riescono ad adeguare la propria offerta, la valutazione NSG continua a considerare adeguata l’offerta delle regioni.
La carenza di standard per i servizi sociosanitari territoriali avrebbe potuto essere colmata dal processo di riforma per l’assistenza agli anziani (L. 33/2023 e Dlgs 29/2924); allo stato dell’arte è probabile che si perderà questa occasione (i decreti attuativi non prevedono la definizione di standard e l’adeguamento dei sistemi di monitoraggio dei LEA).
Tabella 6b. Risultati NSG – sottoinsieme CORE, area distrettuale, anno 2023 (2/2)

[1]salute.gov.it/new/sites/default/files/2025-08/Relazione NSG_31_07_2025_per_portale_copertine %281%29.pdf
[2] Indicatore “no core” D20Z – Tasso di pazienti adulti seguiti a domicilio con Coefficiente di Intensità Assistenziale (CIA) base (0<CIA<0,13) in rapporto alla popolazione residente adulta (>14 anni). Valori per 1.000 abitanti.
[3] L’aggiornamento al 2023 della spesa sociosanitaria – Lombardia Sociale


