Il rapporto I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione presenta tutti i principali dati disponibili relativamente alle condizioni di bambini, bambine, ragazze e ragazzi in Italia, suddivisi per tematica e per Regione. Il rapporto, che era già stato pubblicato nel dicembre 2018, e successivamente nel 2021, è pensato come complementare all’analisi nazionale sviluppata nel Rapporto annuale di monitoraggio con l’obiettivo di offrire una fotografia regionale attraverso una serie di indicatori.

Il rapporto si articola in schede regionali, che offrono dati sintetici e comparati con quelli relativi al livello nazionale, e con quelli pubblicato nel 2021, in merito a sette aree tematiche:

  • L’area tematica Dati demografici offre una fotografia delle tendenze socio-demografiche in corso;
  • L’area sulle Risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza presenta un quadro delle risorse europee del PON scuola, fondi nazionali che hanno una stretta attinenza con infanzia (FNPS, Fondo per la famiglia, Fondo per sistema integrato 0-6), nonché la spesa dei Comuni per interventi e servizi sociali per l’area famiglia e minori e la spesa per servizi educativi alla prima infanzia. Come definito nel rapporto sono dunque state utilizzate tutte le fonti disponibili di dati disaggregati a livello regionale.
  • L’area Povertà materiale e educativa presenta dati sulla povertà economica, abitativa e alimentare.
  • L’area Ambiente familiare e misure alternative presenta i dati relativi all’offerta di servizi a supporto della genitorialità, ai minori che si trovano fuori famiglia, in affido o in comunità e ai minori con genitori detenuti.
  • L’area Educazione, gioco e attività culturali riporta un quadro relativo all’offerta di servizi educativi per l’infanzia e alla popolazione scolastica con alcune specifiche riguardo agli alunni stranieri e agli alunni con disabilità
  • L’area Salute e servizi di base presenta i dati relativi all’offerta di servizi rivolti alla fascia infantile e adolescenziale e i dati relativi ad alcuni indicatori di salute della popolazione
  • L’area della protezione riporta i dati relativi ai Minori Stranieri Non Accompagnati, ai minori detenuti o sottoposti a misure alternative e ai minori vittime di abusi.

Il rapporto del Gruppo CRC è pensato in prima istanza quale strumento di diffusione di dati ad ampio spettro sulla condizione dei bambine, bambini, ragazze e ragazzi in Italia e nelle varie realtà regionali, grazie all’utilizzo di dati validati da fonti “ufficiali” e si propone come occasione per individuare campi di ulteriore approfondimento e come spinta per le Pubbliche Amministrazioni, affinché si impegnino nella “raccolta puntuale, sistematica e disaggregata di informazioni necessarie a programmare interventi efficaci e sostenibili per bambini, adolescenti e le loro famiglie”.

Riportiamo in questo articolo alcuni dei dati maggiormente rilevanti e significativi, rimandando all’intero rapporto per una lettura sistematica delle varie aree e al Rapporto di aggiornamento annuale sull’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC).

 

La fotografia delle condizioni di infanzia e adolescenza in Lombardia

Quanti sono i minori in Lombardia

Le persone di minore età in Lombardia sono 1.555.377, il 15,5% della popolazione totale della regione, dato di poco superiore alla media nazionale del 15,1%, e in calo rispetto al dato del 2021 (oltre 1.600.000). Di questi, il 17% sono stranieri, una percentuale di molto maggiore della media nazionale, pari al 11,8%.

Dal punto di vista della composizione familiare, il rapporto indica due dati particolarmente rilevanti, riferiti alla percentuale di nuclei monogenitoriali, pari al 15,7% (inferiore al 17,8% nazionale) e a quella dei nuclei con 5 o più componenti, pari al 3,8%, inferiore al 4,5% nazionale. Tipologie di nuclei che, pur essendo in Lombardia in percentuale inferiore al resto d’Italia, come richiamato nel rapporto costituiscono le fasce di nuclei maggiormente a rischio di povertà.

Risorse dedicate a infanzia e adolescenza nel 2024

Dal punto di vista delle risorse dedicate a infanzia e adolescenza, in particolare per quanto riguarda i fondi nazionali che hanno una stretta attinenza con l’implementazione delle politiche per l’infanzia, la panoramica riportata evidenzia risorse complessivamente in aumento. Tutti i fondi, infatti, risultano in crescita rispetto a quanto riportato nel rapporto 2021 con la sola eccezione del Fondo per il sistema integrato 0-6.

Lombardia

(milioni di euro)

Italia

(milioni di euro)

% Lombardia su totale nazionale
Quota FNPS 2023 Vincolata per minori e famiglia 27.767.352,53 192.962.839 14,39
Quota del Fondo Nazionale 0-6, 2024 44.181.400,72 281.905.490 15,67
Quota del Fondo per le Politiche della Famiglia, 2021 4.245.000,00 30.000.000 14,15
Spesa dei Comuni per interventi e servizi sociali per l’Area famiglia e minori (escluso servizi per la prima infanzia) – 2018 407.801.319 1.884.859.566 21,64
Spesa dei Comuni per i servizi socio-educativi alla prima infanzia, 2019 208.763.457 1.305.968.002 15,99

Povertà materiale e educativa

Guardando ai minori in condizioni di povertà, la percentuale di persone di minore età in povertà relativa è del 16,1%, inferiore di 6,1 punti rispetto alla media nazionale, e sostanzialmente in pari rispetto al precedente Rapporto. È inoltre quasi pari al 20% la percentuale di minori a rischio di povertà e esclusione sociale (dato 2022), dato che per quanto alto risulta di molto inferiore alla media nazionale, che raggiunge addirittura il 29,6%, in crescita rispetto alle precedenti rilevazioni.

Altro dato significativo è quello che vede il 12,1% dei minori lombardi vivere in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali, un dato che è rimasto quasi stabile, e che si è allontanato dalla media nazionale, che dal 12,8% è passata addirittura al 16,2%.

Rispetto alla rilevazione precedente, invece, risultano decisamente aumentati i dati relativi alla connettività e alla disponibilità di accesso ad internet e a computer e devices, che sono superiori al 90% sia per la Lombardia sia per l’Italia.

Ambiente familiare e misure alternative

I dati riportati in questo capitolo del report presentano in particolare la situazione di bambini, bambine, ragazzi e ragazze che si trovano fuori famiglia.

In Lombardia 1,5 minori ogni mille residenti (in linea con la media italiana) si trova in affidamento familiare, senza considerare i Minori Stranieri Non Accompagnati. L’affido riguarda per lo più i ragazzi sopra i 10 anni (circa il 60%) e per il 67% si tratta di affido eterofamigliare.

Sono invece il 2,6 per mille dei residenti tra 3 e 17 anni i minori che si trovano in strutture residenziali, sempre al netto dei MSNA, e in significativa crescita rispetto al rapporto precedente. Di questi, oltre il 40% si trovano nella fascia 15/17 anni.

L’incidenza sul target dei Minori stranieri non accompagnati è pari al 25,8%, di pochi punti inferiore rispetto all’incidenza nazionale, pari al 29,6%.

Educazione, gioco e attività culturali

Dal punto di vista dei servizi educativi, il numero di posti nei servizi socio-educativi per la prima infanzia per 100 bambini di 0-2 anni risulta pari al 36% contro il 30% a livello nazionale: mentre la copertura nazionale risulta quasi stabile dal 2021 ad oggi (era il 29,6%), il numero di posti in Lombardia è cresciuto di quasi 4 punti percentuali. È inoltre sensibilmente più alta la percentuale di Comuni coperti dai servizi socio-educativi per la prima infanzia: il 79,2% dei Comuni lombardi, contro il 64,4% in tutta Italia.

Per quanto riguarda i 220mila bambini iscritti alla scuola dell’infanzia si evidenziano in particolare due dati: in Lombardia sono davvero residuali le sezioni antimeridiane, cioè che garantiscono solo l’orario mattutino, pari al 1,1% mentre la media nazionale è del 9,3%. Ciò significa che quasi la totalità dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia in Lombardia hanno la possibilità di frequentare anche nelle ore pomeridiane, elemento che diverse analisi e report evidenziano come significativo tanto in relazione alla possibilità di frequentare una mensa scolastica[1], quanto in ottica di conciliazione dei temi di vita e di lavoro per i genitori.

Il secondo dato riguarda il fatto che nella nostra regione solo il 58% dei bambini è iscritto a una scuola dell’infanzia pubblica, mentre tutti gli altri frequentano scuole dell’infanzia private. In Italia a frequentare le scuole dell’infanzia pubbliche è invece il 73% dei bambini.

Un altro dato rilevante relativo al tempo scuola e ai servizi offerti, riguarda gli alunni della scuola primaria che usufruiscono del servizio mensa, pari all’82,9% nella nostra regione, mentre si tratta solo del 57,5% come media nazionale.

Uno sguardo poi agli studenti stranieri nei vari ordini di scuola:

  • nelle scuole dell’infanzia sono il 18,8%, di cui è nato in Italia l’84,3%
  • nella scuola primaria rappresentano il 20,1% di cui è nato in Italia il 70,4%
  • nella scuola secondaria di I grado sono il 17,8%, di cui è nato in Italia il 65,3%
  • nella scuola secondaria di II grado sono il 12,7%, di cui è nato in Italia il 54,5%.

In merito al tema degli abbandoni scolastici, la percentuale di persone di 18-24 anni che hanno conseguito la sola licenza media e non sono inseriti in un programma di formazione (Early School Leaver) è del 7,8% (media italiana 10,5%, entrambe in calo rispetto al 2021), mentre la percentuale di persone di 15-29 anni che non lavorano e non studiano (Neet) è del 10,6% (media nazionale 16,1%, entrambe significativamente in calo).

Infine, risultano in aumento in tutti gli ordini di scuola gli alunni con disabilità; nelle scuole dell’infanzia sono 3.286, in quelle primarie salgono a 22.619, arrivando per le scuole primarie e secondarie di I grado a costituire il 20% del totale nazionale.

Salute e servizi di base

Considerando l’area salute e servizi, in relazione ai servizi perinatali sono presenti 55 punti nascita, di cui il 20% con meno di 500 parti l’anno (quota inferiore di 4 punti rispetto alla media nazionale del 24%) e in diminuzione rispetto ai dati riportati nel precedente Rapporto.

I bambini residenti per medico pediatra sono 1085 (Italia 993), con una tendenza in diminuzione rispetto al precedente Rapporto. I bambini e i ragazzi lombardi hanno meno necessità di muoversi per cure ospedaliere: la mobilità ospedaliera interregionale è del 6% (contro il 9,5% italiano)

Protezione

Infine, il rapporto evidenzia alcuni dati in merito al tema della protezione.

I minori stranieri non accompagnati presenti e censiti in Lombardia sono 2.450 (Italia 19.210), di cui solo 542 sono ragazze; risultano essere, invece, solo 629 i posti dedicati ai minori nel sistema SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), il che significa una distribuzione dei restanti nel quadro dei servizi di accoglienza residenziale ma anche in strutture emergenziali o non specifiche in relazione all’età.

Sono riportati, in ultimo, i dati relativi ai minori vittime di abusi, significativi per indicare quali sono i numeri dei bambini e ragazzi di cui sono noti una storia o un evento di maltrattamenti e/o abusi, pur sapendo che il fenomeno non è tutto tracciabile attraverso dati, se non per quei minori che sono intercettati dalla rete dei servizi o dall’Autorità Giudiziaria.

 


  1. https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/mense-scolastiche-un-servizio-essenziale-per-ridurre-le-disuguaglianze ↑