La pubblicazione dell’Annuario del SSN è l’occasione per osservare l’evoluzione delle risposte dei SSR nell’area sociosanitaria, attraverso nostre elaborazioni focalizzate sui servizi residenziali e semiresidenziali. Ciò consente di fare alcune considerazioni sull’adeguatezza dell’offerta rispetto alle principali Regioni referenti e su come sta cambiando il ricorso a questi servizi. Sono state analizzati i servizi per gli anziani, quelli per i disabili e le cure palliative[1].

 

L’area anziani

Come noto l’offerta del SSN per gli anziani presenta un dualismo Nord-Sud, con uno sviluppo molto marcato nelle aree settentrionali rispetto al Centro e al Meridione (Fig .1). A parte le due Province Autonome[2], oggi nel settentrione è il Piemonte a presentare – in termini di numero di posti – l’offerta più elevata (30,1 posti letto per 1000 anziani), seguita dal Veneto (28) e dalla Lombardia con 25,8 posti ogni mille anziani.

Fig. 1 – Posti residenziali per 1000 anziani over 65, 2023

 

Rispetto a un decennio fa (2014, Fig. 2) diverse Regioni hanno migliorato la propria dotazione di posti rispetto alla popolazione target. Progressi importanti nello sviluppo di questo tipo di offerta si osservano in Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana, nelle Marche e in Molise. A livello Paese si è passati da 14,4 a 15 posti ogni 1000 anziani. In Lombardia il rapporto tra offerta e popolazione target si è indebolito, passando dal 26,9 del 2014 al 25,8 del 2023. Ciò potrebbe costituire un segnale dell’esigenza di rafforzare l’offerta residenziale per gli anziani per adeguarla alle dinamiche demografiche, scelta che in questo momento potrebbe rivelarsi molto rischiosa per la sostenibilità di qualsiasi SSR: infatti, il fenomeno delle pronunce giurisprudenziali di riconoscimento della gratuità di queste prestazioni, potrebbe significare già sul livello di offerta attuale un raddoppio degli oneri a carico dei bilanci sanitari e, conseguentemente, frenare eventuali politiche di rafforzamento anche solo per ragionevoli motivi di prudenza finanziaria.

Fig. 2 – Posti residenziali per assistenza agli anziani ≥ 65 anni nelle strutture territoriali per 1.000 residenti anziani, per Regione.                  Trend 2014 – 2023 (TN e BZ fuori scala)

 

La pubblicazione dell’annuario è anche l’occasione per osservare alcune altre dimensioni dell’assistenza residenziale per gli anziani (Tab. 1). Come sta cambiando il ricorso alle RSA e ai Centri diurni?

Nel 2023 il tasso di occupazione dei posti residenziali[3] si attesta a livello nazionale sull’82,1% con picchi al Nord (in Lombardia secondo i dati dell’Annuario risulta il 95,4%). Le giornate effettivamente erogate consentono una lettura dello sforzo assistenziale delle Regioni più affinata rispetto al mero numero di posti, attraverso l’indicatore dei posti equivalenti[4]. Secondo questo indicatore, a parte le due province autonome, è la Lombardia la Regione che sta erogando più giornate rispetto all’utenza target (2458 giornate equivalenti per 100.000 anziani), seguita da Veneto (2326) e Friuli (2249).

Tab.1 – Indicatori su assistenza residenziale agli anziani 2023

 

Vediamo poi qualche confronto sul modo di utilizzo dei posti, attraverso un indicatore di turn over che dà una misura di quanti utenti transitano annualmente sullo stesso posto: a questo riguardo le Regioni del Nord sembrano abbastanza allineate, posizionandosi tra 1,3 e 1,5 ospiti ogni posto. Particolare la situazione del Piemonte (1,01: probabilmente condizionata dalla bassa occupazione) e quella della Liguria dove su ogni posto transitano mediamente 2 utenti: tenuto conto che i posti per gli anziani possono essere dedicati anche a ricoveri temporanei, si presume che questa Regione destini più delle altre i propri posti di RSA a degenze di transizione, rispetto agli interventi di lungo-assistenza vera e propria.

In Lombardia su ogni posto di RSA nel 2023 sono transiti mediamente 1,43 utenti con un leggero incremento del turn over rispetto al 2019 (1,41), indicativo di una lieve tendenza alla riduzione della degenza media[5].

Infine segnaliamo che anche per l’assistenza semiresidenziale agli anziani la Lombardia presenta tra i più alti livelli erogativi (209 pl equivalenti[6]), superata solo dall’Emilia Romagna (378,1)(Fig. 1).

 

L’area disabilità

Anche l’offerta di posti residenziali per l’assistenza alle persone con disabilità nel 2023 risulta tendenzialmente più concentrata al Nord, con punte in Piemonte/Veneto e Friuli (tra gli 8 e 9 posti ogni 1000 residenti); in Lombardia e Emilia Romagna il SSR offre 6 posti ogni 1000 residenti (Tab. 2). Rispetto ad un decennio fa i posti residenziali per persone con disabilità sono tendenzialmente aumentati in tutte le Regioni, anche se non mancano casi di contrazione dell’offerta, come segnalato dalle frecce rosse. In Lombardia nel decennio si è assistito a una leggera crescita dell’indicatore (+0,12 punti).

Anche i centri diurni per persone con disabilità presentano una distribuzione regionale molto disomogenea, con picchi in Veneto (13,84) e Emilia Romagna (10,65). La Lombardia mostra una stabilità nel tempo del proprio rapporto tra offerta residenziale e popolazione target, raggiungendo nel 2023 un indice di 6,7 posti ogni 10000 abitanti.

Tab. 2 – Posti per persone con disabilità psichica e fisica per 1000 abitanti (Fonte: Tabella dell’annuario “Posti residenziali in strutture che erogano assistenza ai disabili (psichici e fisici) per 10.000 residenti, per Regione. Trend 2014 – 2023”)

 

I posti residenziali per persone con disabilità in quasi tutte le Regioni manifestano un tasso d’occupazione particolarmente elevato, specie in Lombardia (96%) (Tab. 3). Anche la lettura più affinata dello sforzo assistenziale effettivamente erogato dalla rete residenziale per persone con disabilità, attraverso l’indicatore dei posti letto equivalenti rispetto alla popolazione, suggerisce che le Regioni che stanno erogando livelli più elevati sono, nell’ordine, il Friuli (63,37), l’Emilia Romagna (52,09) e la Lombardia (42,93).

In Lombardia sui posti residenziali per persone con disabilità la rotazione degli utenti è abbastanza limitata: su ogni posto transitano mediamente 1,08 utenti, segno di un servizio sempre di più di tipo “long-life” e di un’elevata occupazione dell’offerta, con limitati margini per ingressi di nuovi utenti rispetto a quelli storici (Tab. 3).

Tab. 3 – Indicatori assistenza residenziale alle persone con disabilità, 2023

 

Le cure palliative residenziali

Vediamo infine le risposte dei SSR nell’area delle cure palliative. Nel 2023 solo 3 Regioni raggiungevano la dotazione di posti di residenziali in hospice prevista dal DM 77 (8-10 pl ogni 100.000 abitanti): la Lombardia (8,5), la Basilicata (8,4) e la Sardegna (8,62), (Fig. 3).

Tenuto conto delle giornate effettivamente erogate, si può dare una misura dello sforzo assistenziale erogato da ogni Regione rispetto alla popolazione di riferimento (Fig. 3, quadratino rosso): la Regione in assoluto con maggiore erogazione risulta il Lazio (2608), seguita dalla Lombardia (2502) e dall’Emilia Romagna (2197).

Fig. 3 – Posti /giornate residenziali per terminali per 100.000 abitanti

 

 


  1. Non vengono presentati i dati dell’assistenza residenziale e diurna per l’area della neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza a causa di dubbi sulla popolazione target presa a riferimento (nell’apposita Tabella dell’Annuario sembra che la popolazione di riferimento sia quella di tutte le fasce di età). ↑
  2. Qui non esposte per questioni di scala, dal momento che raggiungono il massimo assoluto del Paese, ovvero 42,5 per Bolzano e 35,8 per Trento. ↑
  3. Giornate/posti*365 ↑
  4. Posti equivalenti = giornate erogate/365, ossia i posti nell’ipotesi di piena occupazione ↑
  5. L’annuario non consente di calcolare una vera e propria degenza media alla dimissione quale differenza tra data di ingresso e dimissione, ma solo il numero di giornate medie per assistito di quell’anno. A titolo di confronto nel 2019 le giornate medie annue per utente in Lombardia erano 255, scese a 244 nel 2023. ↑
  6. Per il semiresidenziale sono stati considerati 240 giorni di apertura annua. ↑