Premessa
Caritas Ambrosiana con il suo Rapporto annuale[1], che presenta un’analisi della povertà osservata nell’area della diocesi milanese, offre un punto di riferimento importante per comprendere l’andamento del fenomeno nella città metropolitana.
I dati 2023 provengono da un campione di 168 centri di ascolto diffusi su tutta la diocesi e 3 servizi diocesani, che operano nella città di Milano: SAM (Servizio Accoglienza Milanese), che si occupa di persone senza dimora; SAI (Servizio Accoglienza Immigrati), che si occupa delle persone immigrate; SILOE (Servizi Integrati Lavoro Orientamento Educazione), che si occupa delle persone con problemi economici e occupazionali. Come mostra la Tabella 1, il campione così raggiunto è composto in gran parte da persone che fanno riferimento ai Centri di Ascolto, un elemento da considerare nella lettura di quanto segue.
Tabella 1 – I numeri del campione, per distribuzione dei beneficiari degli interventi
| CDA | SAI | SAM | SILOE |
| 14.697 | 1.363 | 335 | 843 |
Fonte: Rapporto Caritas Ambrosiana 2024
Principali considerazioni
Nel 2023 il campione di riferimento del Rapporto annuale di Caritas ambrosiana è composto da 17.238 persone, con un aumento del 17,9% rispetto al 2022 e del 30,4% rispetto al 2019. Tale aumento risulta in linea con il maggior numero di centri di ascolto che negli anni sono entrati a far parte della rete dell’Osservatorio di Caritas Ambrosiana[2].
Rispetto alla composizione del campione, si evidenzia anche nel 2023 una maggior incidenza della componente femmine (59,6%). Quasi la metà delle persone incontrate appartiene poi alla fascia di età tra i 35 e i 54 anni. Il Grafico 1 mostra le caratteristiche delle persone incontrate per genere e fasce d’età.
Grafico 1 – Persone incontrate per classi di età e per genere (valori percentuali)

Fonte: Rapporto Caritas Ambrosiana 2024
È interessante notare che nel campione le donne sono mediamente più giovani degli uomini: la fascia di età più rappresentata tra le donne è infatti quella tra i 35 e i 44 anni (26,8%), seppur risulti elevata anche quella tra i 25 e i 34 anni. Per gli uomini, invece, la fascia più rappresentata è quella tra i 45 e i 54 anni (25%). Sarebbe utile approfondire questo dato per comprendere se tale situazione sia legata a specifiche traiettorie di vita.
Il 64% del campione è inoltre rappresentato da persone immigrate, una percentuale leggermente in aumento rispetto ai dati 2022. Tra queste, l’85% risulta in possesso di un regolare permesso di soggiorno, sebbene si rilevi un aumento nel 2023 di extracomunitari irregolari (raddoppio rispetto ai dati 2022, dato peraltro in controtendenza rispetto ai dati ufficiali). Questo elemento conferma quanto presente in letteratura, secondo cui, nel Nord Italia, la povertà colpisce con più frequenza le persone con un background migratorio[3].
Un elemento interessante da riportare – nel report è presente anche un capitolo specifico – è rappresentato dal forte aumento di persone assistite provenienti dal Perù. Nel 2023, infatti, queste costituiscono il 18,5% del totale del campione, con un incremento significativo rispetto al 2022. Se da un lato è importante ricordare che la popolazione peruviana, fin dagli anni ’90, ha un ruolo rilevante nel nostro Paese, in particolare in Lombardia[4], dall’altro però il dato si spiega anche con la crisi sociale, politica ed economica che ha interessato il Perù a partire dal 2022.
Rimangono invece costanti rispetto al Rapporto 2023 i dati relative al livello di istruzione delle persone incontrate (bassi, circa il 58% del campione ha al massimo una licenza media inferiore) e al loro stato civile (prevalgono le persone coniugate).
Un aspetto rilevato dai centri Caritas riguarda la presenza di figli minorenni: circa un quarto (24,2%) delle persone assistite ha almeno un figlio minore, ma questa percentuale sale tra la popolazione con background migratorio. La media di figli per nucleo familiare, pari a 2,1, evidenzia – come sottolineato anche nella prefazione curata dal Direttore di Caritas Ambrosiana – che nella città metropolitana la presenza di figli rappresenta un fattore importante nel processo di impoverimento.
Infine, un ulteriore elemento chiave per delineare il profilo delle persone che si rivolgono ai servizi della Caritas riguarda la condizione professionale: quella che si riscontra più di frequente è quella dei disoccupati da più di 1 anno, seguiti dai disoccupati da meno di 1 anno: insieme queste categorie rappresentano il 49,1% del campione totale.
Nel complesso, dalla lettura di questi dati possiamo dire che non emergono particolari novità o sorprese rispetto al passato. Si tratta di dati che accendono infatti i riflettori su storie che, giorno dopo giorno e anno dopo anno, si incastrano e si accumulano sempre di più, spingendo verso un destino di povertà che appare ineluttabile. Queste storie, inoltre, si stanno delineando in una delle zone più ricche del Paese e dell’Unione europea, quasi a ricordarci che le disuguaglianze sono sempre più drammatiche, in costante espansione, e che le risposte ad oggi messe in campo dalla politica e dalle istituzioni rappresentano soluzioni estremamente parziali e inadeguate a modificare in modo significativo le traiettorie di vita delle persone.
In questo contesto, come approfondito in Dal Reddito di cittadinanza all’Assegno di inclusione Addio all’universalismo e Dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione Lo sguardo del terzo settore, la sostituzione del Reddito di Cittadinanza con l’Assegno di Inclusione ha certamente depotenziato e reso più selettiva la principale strategia di contrasto alla povertà sperimentata dall’Italia.
Bisogni, richieste, risposte
I bisogni
Approfondendo l’analisi dei bisogni appare evidente che le questioni principali che emergono sono legate, in ordine, al reddito insufficiente, all’occupazione e alle problematiche abitative.
Ma, come possiamo rilevare dal Grafico 2, l’esigenza della ricerca di un’occupazione tocca oggi il livello più basso dal 2019 (tra l’altro in un trend in continua discesa). Questo evidenzia come la povertà sia sempre più connessa al tema del lavoro povero. Elemento che mette in luce alcune criticità di sistema e la pervasività delle disuguaglianze che attraversano i nostri territori.
Grafico 2 – Bisogni principali (2019-2023)

Fonte: Rapporto Caritas Ambrosiana 2024
Il messaggio che emerge appare chiaro: “Non sei al sicuro, neanche se lavori”. Alcuni dati lo dimostrano: tra le persone con un’occupazione part-time, l’82,2% segnala problemi di reddito, un dato in aumento rispetto al 2022, quando si attestava all’80,6%. Questa percentuale conferma una condizione di fragilità economica particolarmente significativa tra i lavoratori con contratti meno strutturati o orari ridotti.
Tuttavia, le difficoltà economiche non risparmiano nemmeno chi ha un impiego a tempo pieno: il 79,2% di questi lavoratori riporta problematiche legate al reddito. Particolarmente rilevante è la situazione degli uomini, dove si registra un’incidenza di problemi di reddito dell’83%, con un incremento di ben 7,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Complessivamente, considerando il totale degli occupati, senza distinzione tra part-time e full-time, l’80,9% dichiara di avere bisogni di maggior reddito, un dato in aumento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2022.
I dati 2023 confermano quindi un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori, riflettendo un incremento della vulnerabilità finanziaria e, di conseguenza, una maggiore esposizione a fenomeni di precarietà e disagio economico.
Per quanto riguarda infine il disagio abitativo, che si attesta al 14% e risulta in calo rispetto al 2022, possiamo dire che questo dato sembra sottostimato e ciò è probabilmente dovuto alle difficoltà dei servizi Caritas nel rispondere alle esigenze abitative delle persone.
Le richieste
La Tabella 2 permette di comprendere le principali necessità delle persone che si rivolgono alla Caritas.
Tabella 2 – Le 10 richieste più frequenti

Fonte: Rapporto Caritas Ambrosiana 2024
È evidente che questo elenco risenta delle effettive possibilità di intervento dei servizi coinvolti nella rilevazione. Tuttavia risulta interessante notare che le principali richieste sono le seguenti:
- Alimentari, buoni mensa e mensa: anche nel 2023 la domanda di aiuti si è concentrata principalmente sui beni alimentari. Si osserva un calo rispetto al 2022 (41,5%), con un progressivo riavvicinamento al 36% del 2019.
- Ascolto: è in diminuzione rispetto al 2022 (17,5%). Si registra un calo significativo rispetto alla fase immediatamente successiva alla pandemia di Covid-19, fenomeno comprensibile nel nuovo contesto.
- Vestiario e guardaroba: la distribuzione di vestiti si mantiene sui livelli del 2022, ma risulta ancora in diminuzione rispetto al 2019 (7,3%).
- Lavoro a tempo pieno: dal 2021 l’incidenza di questo tipo di richieste è stabile, sebbene rispetto al 2019 si registri un calo di 4,3 punti percentuali.
- Sussidi: le richieste di sussidi generici, per bollette/tasse e per beni alimentari sono in diminuzione rispetto al 2022, con variazioni rispettivamente di -6,1%, -4,9% e -10,7%. Anche rispetto al 2019 si osserva una diminuzione significativa, spiegata almeno in parte con l’aumentare della disponibilità di questo genere di sussidi in seguito alla pandemia del 2020. Di contro, sono però aumentate le richieste di sussidi per spese sanitarie e per l’abitazione.
Le risposte
La tipologia delle risposte erogate, come emerge anche dalla Tabella 3, risulta generalmente in linea con le richieste presentate poco sopra.
Tabella 3- Frequenza risposte (valori percentuali)

Fonte: Rapporto Caritas Ambrosiana 2024
L’incidenza della voce “alimentari, buoni mensa e mensa” risulta in diminuzione di circa il 3%, un elemento in controtendenza rispetto agli anni precedenti.
Aumenta in maniera importante la “consulenza per prestazione professionale”, di oltre il 9%. In questa categoria rientrano diversi servizi nei quali gli operatori accompagnano “le persone a districarsi nelle maglie della burocrazia per accedere alle misure più varie (sostegno al reddito, iscrizione scolastica), per sostenerle nella ricerca di un lavoro”[5]. Tra queste attività figurano: stesura del CV, proposta di corsi di formazione, corsi di lingua italiana e preparazione della documentazione per specifiche richieste. Nel caso di persone extracomunitarie in condizione di irregolarità giuridica, la prestazione professionale si concentra particolarmente sulla richiesta di asilo.
Conclusioni
Le persone che si rivolgono ai Centri Caritas sono la parte più fragile della popolazione e dal Rapporto emerge come queste persone abbiano risentito di un impoverimento generale, nonostante nel complesso nel 2023 si possano rilevare alcuni segnali di ripresa economica. Riassumendo, possiamo sintetizzare alcune caratteristiche di questo gruppo di persone:
- Prevalenza di problemi economici: il 70% degli assistiti manifesta difficoltà economiche e le richieste di beni materiali sono in crescita;
- Fragilità lavorativa: il 23,9% degli assistiti è occupato e si registra un aumento della presenza dei cosiddetti working poor, a dimostrazione che il lavoro non garantisce necessariamente una vita dignitosa;
- Nuclei con minori: la presenza di figli rappresenta uno dei principali fattori di impoverimento. Molti bambini vivono in condizioni di grave deprivazione materiale ed educativa, perpetuando situazioni di disagio intergenerazionale;
- Incremento della presenza di immigrati, anche se con dinamiche di cambiamento rispetto al passato: si registra ad esempio un aumento delle famiglie immigrate provenienti dal Perù e un calo di rifugiati ucraini.
In questo contesto, il ruolo degli operatori e dei volontari Caritas appare sempre più duplice: da un lato, rispondere a richieste di beni materiali; dall’altro, facilitare, accompagnare e orientare (ad esempio all’accesso di misure di contrasto alla povertà), azioni fondamentali per garantire i diritti delle persone fragili. È ormai evidente che il sostegno materiale costituisce solo un tassello di un quadro più ampio, che comprende i processi di emancipazione e di empowerment sociale delle persone in stato di povertà.
- Scaricabile al link: https://www.caritasambrosiana.it/osservatorio/rapporto-sulle-poverta ↑
- Per completezza, segnaliamo anche che meno della metà dei centri di ascolto di Caritas Ambrosiana presentano servizi in rete con la raccolta dati, elemento che rende plausibile affermare che il numero reale di persone assistite nei centri di ascolto sia nettamente superiore. ↑
- D. Benassi, C. Saraceno, E. Morlicchio, (2023) La Povertà in Italia, Il Mulino ↑
- In questa regione, è la quarta comunità immigrata per dimensioni, dopo egiziani, filippini e cinesi. ↑
-
Rapporto Caritas Ambrosiana 2024, p. 49. ↑


