Adriano SiCura nasce nel giugno del 2023, in risposta alla prima edizione del Bando Welfare in Ageing di Fondazione Cariplo, di cui è risultato vincitore insieme ad altri 16 progetti. Obiettivo del bando quello di affrontare il tema dell’invecchiamento della popolazione lombarda nell’ottica di un impegno e di una responsabilizzazione collettiva, capace di integrare saperi e competenze diverse, quali quelle dei vari livelli professionali coinvolti ma anche del volontariato e delle famiglie. Per questo il bando Fondazione Cariplo ha scelto di finanziare progetti capaci di connettere, rafforzare e innovare i servizi già esistenti a supporto delle persone anziane e delle loro famiglie, per renderli più flessibili, accessibili e attivabili in tempi adeguati all’insorgere del bisogno, attraverso la ricomposizione delle risorse disponibili e il coinvolgimento della comunità.

Forte di questa missione, Adriano SiCura si presenta oggi, a circa un anno e mezzo dal suo avvio, come una rete di servizi per la presa in carico precoce e tempestiva delle esigenze di salute delle persone anziane nel quartiere Adriano. Questa rete è coordinata dalla Cooperativa Sociale Proges, capofila del progetto e già presente sul territorio a partire dall’esperienza innovativa dell’Adriano Community Centre (ACC)[1], e composta da un insieme eterogeneo di partner:

  • ASST Fatebenefratelli – Sacco
  • Spazio Aperto Servizi cooperativa sociale
  • Associazione Amici della Casa di Carità (ODV di riferimento del Quartiere)
  • AMA (Associazione Malattia di Alzheimer) Milano
  • Associazione Atelier della Mente
  • Circolo Industria Scenica cooperativa sociale
  • Associazione per la Ricerca Sociale (come partner scientifico per il monitoraggio e la valutazione del Progetto)

La rete è inoltre integrata da una serie di soggetti territoriali che contribuiscono alla realizzazione delle attività di Adriano SiCura o che vi sono collegati, quali ad esempio il Comune, le farmacie di quartiere, i medici di medicina generale, gli esercizi commerciali, le parrocchie, altri servizi pubblici e di terzo settore presenti sul territorio.

Le attività di Adriano SiCura

Adriano SiCura si fonda su molti degli elementi che sono oggi all’agenda dell’innovazione della long-term-care e più ampiamente dello sviluppo del welfare: 1) intercettazione precoce del bisogno e cure precoci di prossimità, 2) ricomposizione ed implementazione della filiera di presa in carico, 3) invecchiamento attivo, welfare culturale, engagement e awareness per la creazione di comunità “amichevoli” e solidali (Tabella 1).

Adriano SiCura opera come un’agenzia di quartiere per la terza età, il cui cardine è rappresentato dall’ambulatorio socio-sanitario di prossimità, situato presso l’Adriano Community Centre, con sportello pluricanale di ascolto e orientamento a disposizione di cittadini e cittadine del quartiere, caregiver, professionisti dei servizi territoriali comunali e di Asst, potenziali volontari per le attività promosse dal progetto. L’ambulatorio è accessibile dal lunedì al venerdì, anche senza appuntamento[2], mentre gli operatori dello sportello sono reperibili telefonicamente 7 giorni su 7 con la possibilità di lasciare un messaggio ed essere ricontattati nel più breve tempo possibile[3].

Le segnalazioni pervenute all’ambulatorio si traducono in colloqui di analisi del bisogno da parte di una équipe multi-professionale di valutazione e presa in carico coordinata da un’Assistente Sociale Project Manager (Proges) e composta da: 1 Infermiere di Famiglia e Comunità (ASST FBF-Sacco), 1 Assistente Sociale Case Manager (Spazio Aperto Servizi), 1 Psicologo (ASST FBF-Sacco), 1 Medico Geriatra (ASST FBF-Sacco). L’équipe è titolare del Progetto Individualizzato e si interfaccia con i servizi interni ed esterni, formali e informali.

L’offerta di servizi e attività da parte di Adriano SiCura è particolarmente variegata, come emerge dalla Tabella 1 e dagli affondi che seguono.

Tabella 1: I servizi e le attività di Adriano SiCura, suddivisi per macro-aree di intervento

Focus 1: l’ambulatorio socio-sanitario territoriale e il ruolo di ASST

Sin dall’avvio del progetto emerge il ruolo chiave di ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano nel contesto delle attività dell’ambulatorio socio-sanitario territoriale: oltre ad essere continuativamente presente presso l’ambulatorio, ASST partecipa infatti alla rete di progetto rendendo più prossimi e accessibili i propri servizi sanitari territoriali e aziendali e contribuendo allo sviluppo della rete stessa e di nuovi servizi in collaborazione con realtà locali.

In particolare, ASST partecipa con risorse materiali, servizi (dotazioni sanitarie, smaltimento rifiuti sanitari pericolosi, servizio di pulizie certificato) e professionalità sanitarie dedicate e già attive nel territorio di interesse: un proprio Project Leader (Direttore di Distretto); un Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) specificamente formato (36 ore/settimana), le cui attività prevalenti sono la valutazione multidimensionale -domiciliare e ambulatoriale- del bisogno, il case management, l’educazione sanitaria e alla salute (alla cittadinanza e a piccoli gruppi), il supporto e orientamento alle Famiglie; uno Psicologo clinico (4 ore/settimana) per prima valutazione e sostegno psicologico e per la supervisione dell’équipe; un Geriatra (2 ore/settimana) per interventi di prima valutazione e screening avanzato della demenza (accesso senza impegnativa, previa valutazione da parte dell’IFeC) e di educazione sanitaria aperti alla cittadinanza.

All’interno della Casa di Comunità “Don Orione”, inoltre, ASST intercetta pro-attivamente gli Assistiti fragili portatori di bisogni inespressi, indirizzando quelli domiciliati nel quartiere verso la rete “ADRIANO SiCura”.

ASST riveste infine il ruolo di “garante” a favore di una Comunità che, soprattutto in fase di avvio del progetto, ha dimostrato una certa diffidenza nei confronti di una rete innovativa di attori privati a cui si accede liberamente e gratuitamente per la quasi totalità dei servizi. Un ruolo che però è anche stato rinforzato e supportato grazie alla possibilità di un’interazione diretta con il volontariato locale per attività sul territorio direttamente rivolte a singoli Cittadini (es. accompagnamento sociale a visite mediche, telecompagnia) e alla semplicità procedurale dei Partner privati (più “informale”), che si traducono in una risposta tempestiva e personalizzata agli effettivi bisogni delle Famiglie, in azioni di welfare generativo e di engagement della Comunità.

Focus 2: le cure di prossimità

Una peculiarità del Progetto AdrianoSi Cura è infatti proprio la sua capacità/possibilità di intercettare precocemente il bisogno attraverso un capillare lavoro di tessitura di relazioni sul territorio, che vede in prima linea le operatrici di quartiere e i volontari del progetto, oltre che il coinvolgimento di diversi attori territoriali quali farmacie, studi medici, associazioni, parrocchie; il tutto con l’obiettivo di andare incontro alle persone in condizioni di vulnerabilità prima ancora che la fragilità si conclami.

La logica è quella delle cure di prossimità, intese come “servizio che si reca dal cittadino”, anche direttamente presso le abitazioni, creando in questo modo un legame di fiducia che consente la conoscenza globale della situazione della persona. Questo serve ad intercettare ulteriori esigenze inespresse, ampliando così le opportunità di sostegno e accompagnamento della persona in ottica evolutiva, non solo nel “qui e ora”.

Le iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza portate avanti dal progetto servono inoltre a creare comunità sensibili, amichevoli e attente nei confronti della fragilità, ma anche legami di reciproco aiuto.

Oggi, ad un anno e mezzo circa dall’avvio del progetto, possiamo affermare che la presenza di Adriano SiCura sul territorio ha facilitato la creazione di relazioni e contatti; lo dimostrano i numeri del progetto – attualmente 184 persone in carico – e la tipologia variabile e ben distribuita dei canali suoi di accesso: su richiesta diretta dei futuri utenti e relative famiglie, su segnalazione interna alla rete dei partener, su segnalazione esterna, tramite reclutamento diretto (Tabella 2).

Tabella 2: I numeri di ASC ad oggi (dicembre 2024)

Focus 3: i servizi per le demenze

Nell’ambito del progetto Adriano SiCura il focus demenze vuole rispondere alle specifiche necessità di questa tipologia di utenza con l’obiettivo di garantire forme di supporto capaci di favorire il benessere delle persone con demenza e dei loro caregiver e di rendere concretamente possibile la permanenza al domicilio.

Il focus demenze si articola in 3 aree di intervento che vedono coinvolte due associazioni milanesi – Atelier della Mente (AdM) e Associazione Malattia di Alzheimer Milano (AMA Milano) – e che riguardano:

  • la presa in carico della diade (persona con demenza e suo caregiver di riferimento) attraverso il Centro d’Incontro (CI) Alzheimer a cura di Atelier della Mente. Il Centro d’Incontro è un modello di cura nato in Olanda (Meeting Centres Support Programme), validato scientificamente e adattato alla realtà italiana con lo studio MeetingDem (JPNG). Atelier della Mente è l’associazione di riferimento in Italia. Il CI è un luogo aperto, accessibile, non medicalizzato in cui la diade può ricevere sostegno secondo un approccio di tipo integrato: in uno stesso luogo e contemporaneamente sono offerti interventi specifici per le persone con demenza, interventi specifici per il caregiver e interventi volti a migliorare la relazione della diade (attività condivise) quali supporto emotivo e attività di socializzazione, stimolazione cognitiva, psicomotricità, attività occupazionali. Il CI si rivolge alle fasi iniziali e moderate della malattia.
  • l’orientamento e il counseling psicologico per i caregiver attraverso percorsi individuali e/o percorsi di gruppo. Tra questi ultimi, oltre ai gruppi di auto mutuo aiuto, AMA Milano propone gruppi EMDR, un approccio innovativo e scientificamente comprovato che si sta rivelando particolarmente utile per i caregiver di persone con demenza poiché preserva la salute psico-fisica aiutandoli ad elaborare il lutto della malattia e a stemperare i vissuti di frustrazione che si rivelano spesso invalidanti la concreta possibilità di rimanere a domicilio. Questi interventi si rivolgono ai caregiver di persone che sono state dimesse dal CI o che non hanno i criteri per la partecipazione.
  • le attività di supporto alla cura a domicilio offerte da Atelier della Mente e che si realizzano attraverso incontri di stimolazione cognitiva, psicomotricità e conversazione in piccolo gruppo on line. Questi interventi si sono rivelati particolarmente utili nelle persone che sono impossibilitate a partecipare al Centro d’Incontro per problemi logistici e per incrementare le attività di stimolazione cognitiva nelle persone che frequentano il CI.

In conclusione

Quanto sopra riportato è una fotografia di Adriano SiCura a metà progetto; la sperimentazione continuerà infatti fino a luglio 2026. Chiudiamo quindi questo contributo sottolineando un punto di forza e una criticità, utili per indirizzare i lavori dei prossimi mesi ma anche, speriamo, per costruire le condizioni per un prosieguo delle attività a partire dall’estate 2026.

Il punto di forza riguarda il partenariato di progetto, un vero esempio di partnership pubblico-privato sociale capace di combinare e coordinare l’erogazione di servizi socio-sanitari territoriali con l’offerta di cure precoci e di prossimità, nell’ottica dell’intercettazione preventiva dei bisogni ma anche di un welfare di comunità costruito in sinergia con le realtà territoriali. In questo senso possiamo dire che Adriano SiCura opera come se fosse un vero e proprio Punto Unico di Accesso (pur non essendo di fatto uno dei PUA previsti dalla normativa), ovvero come una porta di accesso, per le persone anziane fragili o non autosufficienti e le loro famiglie, alla rete dei servizi, delle risorse e delle possibilità territoriali. Da questo punto di vista, la presenza nel partenariato dell’azienda sanitaria pubblica è sicuramente un elemento fondamentale.

La criticità, o meglio una delle azioni di miglioramento auspicabili e crediamo imprescindibili, riguarda invece il coinvolgimento dei servizi sociali territoriali, che deve ampliarsi e strutturarsi per garantire una piena e fattiva integrazione nella rete di Adriano SiCura. Sebbene lo sviluppo dei PUA venga ancora oggi assicurato a livello nazionale prioritariamente dai servizi socio-sanitari rivolti alla non autosufficienza e alla disabilità, da alcuni anni la normativa chiama anche i servizi sociali a parteciparvi e la stessa programmazione sociale nazionale[4] ha individuato il PUA quale Leps: livello essenziale delle prestazioni sociali. È chiaro quindi che in un progetto come Adriano SiCura, che opera proprio nella logica dei PUA previsti dalla normativa, i servizi sociali rappresenterebbero un partner molto importante.

Tale integrazione costituirebbe il tassello mancante per superare la fase sperimentale di progetto e arrivare alla sua messa a terra definitiva e scalabile, con risorse pubbliche investite nel quadro della riforma delle cure territoriali (DM 77/2022 e DGR 6760/2022), che è pienamente coerente con la logica dell’ambulatorio socio-sanitario di prossimità e servizi collegati.

 


  1. Adriano Community Center: l’hub polifunzionale di comunità che Proges ha realizzato a Milano presso il quartiere omonimo, intervenendo con un cospicuo investimento di rigenerazione e riqualificazione urbana. Fra le varie funzioni di ACC si annoverano la RSA Adriano, gli appartamenti protetti SOFIA e il punto di comunità Magnete, il cui auditorium è crocevia di spettacoli, eventi culturali, laboratori e iniziative varie frutto di un programma di direzione artistica partecipata con gli abitanti del quartiere. ↑
  2. Secondo i seguenti orari: Lunedì dalle 10 alle 13.30, Martedì dalle 16 alle 18.30, Mercoledì dalle 10 alle 13.30, Giovedì dalle 13.30 alle 16.00, Venerdì dalle 9.30 alle 12.30 ↑
  3. Telefono: 02 259 410 88, E-mail: info@adrianosicura.it ↑
  4. Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021 – 2023. ↑