Quale progetto

TeenCity è un progetto promosso dalla DP Promozione Giovanile e Transizione scuola lavoro del Comune di Milano finanziato dai fondi ex L.285 e realizzato tramite due percorsi integrati di coprogettazione: il progetto A ha visto la partnership tra ARS, Amapola e ABCittà per la realizzazione delle attività trasversali quali la ricerca cittadina e il supporto e valutazione ai tre progetti educativi. TeenCity B ha riguardato invece le comunità locali di Baggio, Salomone e Vigentino, ciascuno animato da una cordata di partner[1].

TeenCity ha avuto come principali finalità lo sviluppo di nuove conoscenze e nuove forme di azione orientate al rafforzamento del legame di appartenenza e del senso di comunità dei ragazzi e delle ragazze verso il territorio che abitano, all’assunzione di un ruolo attivo nella società, potenziando le occasioni di protagonismo e partecipazione, e la promozione complessiva del benessere bio-psico-sociale dei ragazzi e delle ragazze. Al contempo, TeenCity si è posto anche degli obiettivi di promozione dello scambio generazionale e di rafforzamento delle relazioni tra ragazzi/e e adulti all’interno della medesima comunità, così come verrà declinato più avanti.

Le attività realizzate trasversalmente ai tre progetti (a cura di TeenCity A) sono state progettate con una funzione di sguardo esterno, che sapesse contribuire alla lettura dei fenomeni a cui si stava rispondendo in chiave educativa e che supportasse una sistematizzazione delle indicazioni e buone pratiche per un apprendimento, in itinere e finale, comune.

Le attività svolte dai progetti di TeenCity B si sono così concentrate su come tradurre operativamente la promozione della partecipazione e del protagonismo di ragazzə nella fascia 11/17 anni in qualità di agenti di cambiamento nei contesti in cui vivono. Tale obiettivo è stato perseguito con diverse azioni educative, che hanno visto nel tempo una crescente centralità di giovani protagonisti: laboratori podcast, spazi educativi cogestiti come il “Nebula Space”, attività sperimentative con valenza educativa come le Missioni di I, II e III livello[2] realizzate nel quartiere Salomone, per citarne alcune[3].

Voce dai territori

Nell’impossibilità di narrare, con completezza e dettagli, tutte le attività e il lavoro di questi anni, nel ripercorrere la loro esperienza[4], i progetti B hanno condiviso alcune immagini e parole significative, soprattutto in relazione agli apprendimenti acquisiti e a indicazioni e suggerimenti per programmi e progetti futuri che intendano perseguire i medesimi obiettivi.

TeenCity Baggio: questo territorio si racconta facendo parlare gli/le adolescenti. Nella presentazione si susseguono brevi video in cui ragazzə descrivono alcune delle attività svolte, come il laboratorio podcast presso il CAG, le attività creative realizzate all’interno della scuola Rosa Luxemburg e gli eventi territoriali a cui hanno partecipato come ideatori e realizzatori nel tempo.

Le parole chiave che descrivono gli apprendimenti di progetto sono state:

  • Ascolto – per progettare e per scoprire nuovi modi per dar voce ai ragazzə, lasciandoli sperimentare creativamente.
  • Responsabilità – chi ha condotto i laboratori a scuola, ha risposto a commesse dall’esterno, producendo contenuti digitali richiesti da reali committenti. Ciò ha permesso di offrire ai ragazzə opportunità per sperimentare creativamente, potenziando al tempo stesso la loro capacità d’azione.
  • Territorio – gli eventi hanno permesso di consolidare il legame də giovani con il quartiere, facendoglielo ri-scoprire (es. fotografie e conseguente mostra) e coinvolgendoli ancora una volta come protagonistə nella realizzazione di momenti significativi per sé e per la comunità.

TeenCity Salomone: il progetto ha sperimentato attraverso le missioni territoriali e il librogame un grande gioco di quartiere. Gli apprendimenti condivisi hanno riguardato:

  • Ingaggio – il progetto ha puntato sul lavoro consolidato dell’ente educativo sul territorio e sull’effetto virale dei social per avvicinare quanti più ragazzə. L’esperienza ha confermato il valore dell’azione educativa sul territorio, attraverso la continuità della propria presenza e la costruzione di relazioni di fiducia, mentre la potenzialità dei social di costituire uno strumento attrattivo e di ingaggio ad ampio raggio si è rivelata meno efficace di quanto atteso.
  • Osare – Stimolare al nuovo, individualmente e collettivamente come mantra che ha guidato la progettualità e che ha permesso a ragazzə di soddisfare anche i propri desideri e sperimentarsi in attività fino a quel momento inaccessibili come realizzare un proprio fumetto oppure fare un corso di pasticceria e fare i dolci per una festa pubblica.
  • Sperimentare – per creare luoghi di ascolto e discussione, pensati da professionisti, ma orientati ad accogliere e dare spazio aə giovani. Nello specifico il progetto ha sviluppato un vero e proprio librogame, ambientato nel quartiere Salomone, e utile quale strumento a supporto della relazione educativa.
  • Uscire dall’autoreferenzialità delle organizzazioni degli adulti – creare nuove alleanze educative con enti e soggetti non direttamente coinvolti nelle attività di progetto, secondo una logica di comunità educante, ha mostrato non poche difficoltà, non solo con coloro che non si occupano principalmente di educazione. Lavorare sulla comunità richiede una capacità di messa in discussione per trovare nuovi spazi di lavoro comuni.

TeenCity Zona5: in linea con gli altri progetti, il percorso di Zona5 si è dedicato a riappropriarsi di tempo e spazio con lə giovani, capacitandoli in un’ottica a cascata di apprendimento e supporto tra pari, sperimentando e creando luoghi di ascolto. Le parole chiave sono state:

  • Ascolto e coprogettazione – si è dimostrato vincente fin dall’inizio non calare nulla dall’alto, ma ascoltare, raccogliere per disegnare e costruire insieme le attività. Questo ha permesso di raggiungere un buon numero di ragazzə, capire i loro bisogni e desideri, togliendo le lenti adultocentriche nella costruzione delle proposte.
  • Voce e sguardo – ha permesso di vedere la comunità giovanile, da parte di tutti gli adulti coinvolti, sotto una luce nuova. Questo risultato è stato raggiunto permettendo a loro di autonarrarsi e costruire eventi pubblici condivisi, facendo ciò che a loro interessa, destrutturando e sperimentandosi in prima persona. Ciò restituisce al mondo adulto immagini di ragazzə che valorizzano le loro risorse e desideri.
  • Relazione – servono relazioni sane all’interno cui sperimentarsi, punti di riferimento adulti possibilmente in continuità e al contempo dando spazio anche a nuove figure, non necessariamente educative, che possono essere di supporto alla fase di crescita e di passaggio al mondo adulto. La collaborazione con le scuole ha permesso di raggiungere molti ragazzə, anche perché si è creata una forte alleanza per rispondere a una difficoltà che la scuola, oggi, sta vivendo, a partire dalla costruzione e dal consolidamento dei gruppi classe in termini relazionali.

Dimensione cittadina

Il subprogetto TeenCity A, progettato a supporto dei progetti territoriali sopra richiamati, si è collocato in una posizione di osservazione, accompagnamento e supporto, in continuo dialogo con le attività dei progetti B attraverso una Cabina di regia che ha costituito un luogo di confronto, raccordo e osservazione dell’andamento dei progetti territoriali e scambi di reciproci input tra subprogetto A e progetti B..

Le domande[5] che hanno guidato gli scambi e le attività di supporto all’operatività nei quartieri, sono state: cosa intendiamo per protagonismo? Come sosteniamo la comunità locale perché sia realmente il luogo dei giovani? In che modo l’azione educativa può sostenere il protagonismo giovanile?

In sintesi, TeenCity A ha lavorato per rispondere a queste domande attraverso diverse tipologie di azioni.

Una ricerca, condotta da Amapola, che si è posta come obiettivo di indagare le forme e le caratteristiche del protagonismo[6] dellə ragazzə milanesi (14-18anni), mettendo in evidenza condizioni, motivazioni e fattori che favoriscono o ostacolano il protagonismo di adolescenti. Il disegno di ricerca ha visto prima un’analisi di contesto e della letteratura di riferimento, per poi approfondire qualitativamente il tema con stakeholder significativi e, infine, la raccolta quantitativa a livello cittadino dei punti di vista degli adolescenti tramite un questionario strutturato online[7].

Alcuni dati significativi: il 73,8% dei rispondenti è attualmente coinvolto in qualche forma di partecipazione o lo è stato in passato: in ordine crescente, le esperienze vissute e che i rispondenti rifarebbe sono state la pubblicazione di post di sensibilizzazione, le attività di aiuto compiti, i gruppi di volontariato e le proteste o manifestazioni politiche. Risultano meno realizzate e anche meno appetibili esperienze come la partecipazione a gruppi o partiti politici, la redazione di giornali, la rappresentanza scolastica e l’organizzazione di occupazioni a scuola. Tra le figure influenti, coloro che hanno quindi inciso nella scelta di esperienze da protagonista, troviamo nel 58,9% il gruppo di amici e compagni, a seguire i familiari (45,8%), gli insegnanti (40,1%) e in percentuali similari tra il 20 e il 25% educatori, persone seguite sui social e i media. Le principali motivazioni che hanno spinto al protagonismo sono aiutare gli altri e imparare cose nuove. La ricerca ha però indagato anche gli ostacoli al protagonismo: impegno e tempo richiesto insieme alla paura di sbagliare sono stati i due fattori individuati come maggiormente ostacolanti.

Il supporto alla comunità. Gli obiettivi di questa azione, condotta da ABCittà, sono stati: facilitare lo scambio di competenze ed esperienze tra i progetti B; garantire il raccordo degli interventi in modo trasversale; facilitare lo scambio tra progetti B e contesto territoriale nel suo complesso. In questa direzione, sono stati realizzati incontri individuali con referenti e operatori dei tre progetti B; incontri di comunità di pratiche con specifici affondi tematici come supporto alla progettazione; facilitazione di momenti di confronto tra progetti B e Municipi di riferimento e, infine, supporto nell’allargamento della rete di attori a sostegno dei progetti B.

ABCittà si è occupata anche del coordinamento della comunicazione di progetto, con l’obiettivo di creare un’identità visita e supportare una programmazione coordinata e coerente di progetto.

Monitoraggio e valutazione di quanto realizzato dai progetti B. L’azione è stata realizzata da ARS. Gli obiettivi sono stati: garantire il raccordo tra sub-progetti B; costruire nuovi significati per individuare strategie di miglioramento; condividere raccomandazioni per futuri progetti e diffondere gli esiti del progetto alla comunità di cittadini e professionisti.

Il processo valutativo ha avuto inizio con la costruzione partecipata del disegno di ricerca. Durante i due anni, sono stati raccolti semestralmente i dati di monitoraggio, mentre la valutazione è stata condotta con strumenti quali e quantitativi ovvero: questionari, gruppi valutativi (di ragazzə ed educatori) e interviste. Al fine di favorire il confronto a partire dai dati raccolti, periodicamente sono state organizzate cabine di regia allargate. Qualche numero: sono stati raccolti 87 questionari relativi alle attività svolte; sono stati svolti 3 incontri di valutazione con ciascun gruppo di ragazzə dei tre territori coinvolti, per un totale di 43 partecipanti; sono stati svolti 2 incontri col gruppo valutativo educatori, per un totale di 10 professionistə coinvolti. Le dimensioni valutative che hanno guidato il processo sono state tre: protagonismo giovanile, rapporto tra adolescenti e territorio ed empowerment della comunità locale.

Infine, il progetto TeenCity A ha promosso la realizzazione di un video[8] che, a partire dall’esperienza dei progetti territoriali, esplorasse il tema del ruolo degli educatori e della relazione educativa nella promozione di forme di protagonismo e attivazione degli adolescenti. Link video

Lezioni apprese: fare insieme

  • Lavorare insieme, alimentando un confronto costante

Realizzare iniziative anche diverse, in territori non comunicanti, ma garantendo sempre spazi di confronto e riflessioni comuni ha permesso di nutrire in maniera virtuosa la progettualità, facendo nascere nuove iniziative, favorendo l’apprendimento tra pari e andando a consolidare buone prassi di lavoro. Sconfinare, uscire dall’autoreferenzialità, tanto nel rapporto con i gruppi di giovani quanto tra professionistə è risultata essere una chiave vincente.

  • Ampliare la rete verso una maggiore corresponsabilità

Incontrare, coinvolgere e confrontarsi con gli attori formali e informali del territorio ha permesso un allargamento della rete, seppur affrontando non poche difficoltà. L’apprendimento è quindi di riconoscere la necessità di un lavoro costante e dedicato per far nascere e nutrire nel tempo relazioni significative. In questo, avere una comunicazione e un’immagine comune, chiara e omogenea può facilitare la creazione di nuove relazioni finalizzate al raggiungimento di comuni obiettivi. Ciò non toglie riconoscere il ruolo fondamentale dei luoghi educativi quali spazi compiti, cag, centri educativi, che rimangono per lə ragazzə un punto di riferimento, perché si sentono appartenervi e li riconoscono come luoghi di cura.

  • Pensare e realizzare proposte per lə giovani con lə giovani per promuovere protagonismo

Ciò che si è dimostrato vincente per l’ingaggio di ragazzə è stato proporre iniziative che gratificassero il sé, permettessero di raccontarsi e fare esperienza, concreta, senza richieste prestazionali elevate o che richiedessero un impegno continuativo consistente. Dare spazio all’ascolto, a ciò che a loro interessa, sostenendolə nel proporre, senza a loro sostituirsi, permette di far liberare il loro potenziale. Coinvolgerlə attraverso relazioni di fiducia, riconoscendo il valore della relazione educativa che si costruisce in contesti privilegiati, ma anche il ruolo di altri soggetti significativi per loro, tra gli adulti o tra i pari ha permesso di realizzare eventi cittadini, podcast, iniziative per altrə ragazzə del territorio, con la finalità ultima di vivere spazi in cui si apprende, ma dove soprattutto si sta bene, in compagnia, anche senza fare nulla.

 

I report finali di progetto sono consultabili al seguente indirizzo https://www.comune.milano.it/giovani/progetto-teencity


 

  1. TeenCity Baggio: Consorzio Sir, Azione Solidale, Comunità Nuova Onlus, Cooperativa Comunità Progetto, Equa, Età insieme, Farsi Prossimo, Gruppi di Volontariato Vincenziano di Milano
    TeenCity Salomone: La Strada Società Cooperativa Sociale, Associazione Lavoro e Integrazione Onlus.
    TeenCity Zona5: Zero5 – Laboratorio di Utopie Metropolitane, ALA Milano, Associazione 23 A.P.S., Shareradio. ↑
  2. Canali di progetto ↑
  3. Per ulteriori dettagli si veda la pagina dedicata sul sito del Comune di Milano ↑
  4. Allegato 1 – immagini utilizzate ↑
  5. Allegato 2: le slide presentate durante l’evento. ↑
  6. Si intende per protagonismo: atteggiamento proattivo, attivazione, partecipazione, assunzione di decisione da parte di ragazzə per la collettività, i pari, il territorio. Protagonismo sociopolitico. ↑
  7. Hanno partecipato alla rilevazione 4 tipi di scuole superiori (tot. 14) e i CAG (tot. 18). Complessivamente sono stati raccolti 1.387 questionari. ↑
  8. Il video è stato realizzato da Cinevan, con la collaborazione di coordinatori e operatori di tutti i progetti TeenCity B ↑