Il punto della situazione
Diversi approfondimenti sul tema della povertà mostrano come le situazioni di criticità siano spesso connesse alla problematica dell’accesso alla casa. Questo evidenzia come in Italia, e in particolare in una Regione come la Lombardia, l’accesso all’abitazione stia diventando sempre più un problema. Se fino a qualche anno fa, inoltre, la problematica della casa era principalmente legata a situazioni di povertà, oggi essa si sta diffondendo anche tra il ceto medio impoverito, reso vulnerabile da dinamiche socioeconomiche mutevoli.
La dinamica economica, in zone come la Lombardia – soprattutto nelle città o nelle aree limitrofe – appare estremamente critica: si assiste infatti a una bassa crescita degli stipendi (a volte completamente erosa dall’inflazione) e a un importante aumento del costo degli immobili, in particolare per quanto riguarda gli affitti. Questa situazione mette seriamente in difficoltà molte famiglie e di conseguenza anche le amministrazioni locali, che sempre più spesso si trovano ad affrontare situazioni emergenziali difficili da risolvere ed estremamente gravose per le casse pubbliche.
Come ha ben descritto Alice Boni in Emergenza o povertà abitativa? Luci e ombre in Lombardia, “per fronteggiare queste particolari situazioni i Comuni hanno attinto risorse, nella maggior parte dei casi, dal settore sociale (comunità alloggio, comunità residenziali per madri con figli, RSA, RSD, residenze sociali temporanee, alberghi, ostelli) o, laddove presente, da quello rivolto alla grave marginalità sociale e abitativa (dormitori, centri di accoglienza per senza fissa dimora) e dal settore casa (servizi abitativi transitori, alloggi extra ERP). In casi particolari sono state attivate risorse specifiche provenienti dal terzo settore abitativo, al quale sono stati chiesti alloggi o posti letto da convenzionare, oppure a cui sono state date in gestione strutture pubbliche”.
Tutte queste misure mostrano come il tentativo sia quello di costruire soluzioni temporanee che permettono di gestire l’emergenza, ma al tempo stesso incentivano le famiglie a cercare soluzioni autonome, nonostante le difficoltà legate al mercato portino quasi sempre a dei fallimenti. È evidente che questa situazione è legata a un quadro socio-economico complesso, ma è anche fortemente connessa alla mancanza di un programma nazionale e/o regionale che genera un aumento della frammentazione degli interventi, con il rischio di non comprendere pienamente a quale bisogno si stia rispondendo, e tanto meno, quali siano le reali entità del problema. Questo appare particolarmente problematico perché sappiamo che la precarietà abitativa ostacola in maniera significativa l’inclusione sociale.
In questa direzione è evidente che senza una scelta di fondo che porti a un approccio strutturato e sistemico riguardo al tema dell’abitare sarà molto difficile per tutti gli attori in campo dare una risposta efficace e – nonostante il fiorire delle Agenzie per l’Abitare – affrontare in maniera complessiva il problema. Come anticipato, questa situazione rischia di generare circoli di impoverimento ed esclusione sociale. Il problema della casa in Lombardia rischia di compromettere non solo il diritto all’abitare, ma anche la coesione sociale e il buon funzionamento della comunità nel suo complesso.
Per rilanciare il tema approfondiremo la DGR 1691, che prova a introdurre un nuovo modello di intervento nei contesti con particolari fragilità socio-economiche e ai sensi della quale è stato di recente approvato l’avviso pubblico per il finanziamento di modelli di servizi territoriali integrati per l’attivazione sociale e il potenziamento di servizi di accompagnamento all’abitare di persone in condizioni di vulnerabilità.
Gli obiettivi della DGR 1691
La DRG 1691, dal titolo “Programma Regionale Lombardia FSE+ 2021-2027 – Priorità 3 Inclusione sociale ESO 4.11 – Azione k.1. Sostegno allo sviluppo e alla diffusione di servizi abitativi” e ESO 4.12 – Azione l.1. Sostegno a percorsi di accompagnamento per le persone a rischio di povertà ed esclusione sociale. Modelli di servizi territoriali integrati per l’attivazione sociale e il potenziamento di servizi di accompagnamento all’abitare di persone in condizioni di vulnerabilità”, si pone principalmente due obiettivi.
Il primo obiettivo è promuovere la gestione integrata dei servizi abitativi pubblici – “property”, “facility” e “community” management – migliorando l’inclusione sociale attraverso azioni specifiche. In particolare risulta interessante e innovativo l’inserimento di queste tre figure all’interno dei servizi residenziali pubblici come strategia per favorire una gestione più integrata e consapevole della complessità degli ambienti di vita. Le competenze relative alla proprietà, alla struttura e alla comunità, unite insieme, possono portare a risultati significativi come il miglioramento dell’efficienza operativa, la migliore qualità della vita dei residenti, la maggiore sostenibilità, il rafforzamento del tessuto sociale e delle capacità di adattamento territoriale. Si punta così a sviluppare, anche nei contesti di edilizia popolare, sistemi abitativi che supportino la crescita umana e l’inclusione sociale. Questo approccio offre una risposta concreta alle sfide contemporanee dell’abitare, promuovendo un sistema abitativo pubblico che non solo risponde alle necessità infrastrutturali, ma sostiene attivamente il benessere e l’integrazione delle persone e della comunità.
Il secondo obiettivo è potenziare il modello sociale per affrontare la fragilità socioeconomica, soprattutto nei quartieri di edilizia residenziale pubblica con elevata densità abitativa e difficoltà economiche. Questo aspetto mira a migliorare le condizioni critiche dei contesti popolari, cercando di intervenire sulla situazione economica e sociale di quei territori, che sappiamo essere caratterizzati da una forte multi-problematicità.
Tipologia di interventi
La DGR 1691/2023 e il relativo bando valorizzano, da un lato, un approccio basato sulla conoscenza delle condizioni socioeconomiche dei residenti, dall’altro, invece, esperienze di co-progettazione e coinvolgimento di soggetti che agiscono in ambito sociale, socio-sanitario, formazione e lavoro (Terzo Settore, ASST, ATS, ecc). È fattore premiante, inoltre, la presenza di Reti formate da organizzazioni, che operano già sul quartiere e che, pur non gestendo direttamente le risorse, possono garantire il raggiungimento degli obiettivi del progetto. I progetti dovranno prevedere un’integrazione delle due linee di intervento di seguito presentate.
Linea 1: Servizi di gestione sociale (Azione K.1)[1]
Nella prima linea di intervento sono previsti una serie di servizi che possono supportare i nuclei a rischio di povertà nell’accesso ai servizi essenziali (sociali, sociosanitari, educativi e di inserimento lavorativo) e prevenire le situazioni di morosità incolpevole. È prevista la costituzione di un’équipe multiprofessionale e l’implementazione di un nuovo modello gestionale integrato, che possa garantire l’accompagnamento dei soggetti fragili e vulnerabili. Le attività previste sono le seguenti:
- Orientamento e accompagnamento per superare gli ostacoli che limitano l’accesso ai servizi sociali e sociosanitari, in particolare per i nuclei in condizione di fragilità socioeconomica;
- Predisposizione di piani di rientro e strumenti finanziari per sostenere le famiglie in difficoltà economica, con l’obiettivo di aumentare la corresponsabilità dei nuclei e, al contempo, potenziarne le conoscenze.
La “presa in carico” può avvenire attraverso diverse modalità e con diversa intensità di intervento:
- Aggancio e/o accesso “spot”: accesso alle aree di intervento in maniera occasionale.
- Presa in carico parziale: accesso ripetuto per alcune prestazioni in maniera non costante.
- Presa in carico per l’accompagnamento in percorsi strutturati: intervento continuativo e mirato.
Per la Linea 1 i soggetti destinatari sono le persone e i nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità e disagio sociale, assegnatari di alloggi destinati al servizio abitativo pubblico (SAP) nei quartieri di edilizia residenziale pubblica oggetto di intervento.
Linea 2: Azione di sostegno e contrasto alla povertà (Azione L.1)[2]
Prevede l’erogazione di contributi di solidarietà che hanno l’obiettivo di supportare i nuclei familiari a rischio, in particolare rispetto ai costi abitativi ed energetici. Gli interventi che possono essere realizzati sono i seguenti:
- Assegnazione di contributi per fronteggiare le difficoltà economiche;
- Inserimento dei nuclei familiari all’interno di percorsi di supporto che mirano a una maggiore resilienza economica ed evitando così processi di esclusione sociale.
La Misura prevede la copertura dei costi legati alle spese comuni che siano esclusivamente relativi a spese energetiche per le stagioni termiche tra il 15 ottobre 2024 e il 15 aprile 2026 (sono escluse le spese per utenze personali già coperte dal cosiddetto Bonus energetico nazionale). Il contributo è destinato a coprire fino al 50% delle spese energetiche di riscaldamento, a favore dei nuclei familiari[3] con ISEE da euro 9.360,01 fino a 15.000,00, per costi sostenuti a partire dal 15 ottobre 2024 e fino al 15 aprile 2026.
Per la definizione del budget, “i beneficiari dovranno stimare nell’ambito territoriale di progetto, attraverso l’analisi del fabbisogno, il numero dei potenziali destinatari dell’agevolazione per anno e fornire una stima del numero dei contributi energetici da erogare, ipotizzando un valore inferiore o uguale a euro 600,00 a contributo, per ciascun anno”[4].
Beneficiari ed indicatori rappresentativi del territorio
I beneficiari del finanziamento sono principalmente gli enti pubblici che gestiscono alloggi SAP, in particolare:
- Aziende Lombarde di Edilizia Residenziale (ALER), responsabili della gestione di gran parte degli alloggi pubblici;
- Comuni Capoluogo;
- Altri Comuni della Lombardia con un significativo patrimonio di alloggi SAP, soprattutto quelli della città metropolitana di Milano, un’area ad alta domanda abitativa e con tensioni significative dovute alla pressione sui costi abitativi.
Nel bando sono indicati anche alcuni indicatori che possono guidare nella selezione dei contesti nei quali intervenire, infatti, l’iniziativa è rivolta principalmente ai quartieri ERP caratterizzati da:
- Sostenibilità del modello integrato: il modello di gestione deve garantire una coerenza con lo specifico contesto territoriale.
- Consistenza edilizia SAP: consistenza e densità dell’edilizia SAP, in modo da garantire le condizioni per un progetto multidisciplinare.
- Concentrazione della proprietà: massima concentrazione degli alloggi destinati a SAP in capo a unico soggetto.
- Caratteristiche socio-economiche degli assegnatari: priorità ai contesti con elevata vulnerabilità, incluse morosità e famiglie con bisogni specifici.
- Condizioni di degrado sociale: presenza di situazioni di particolare degrado.
- Progetti sociali già attivi: integrazione con azioni di gestione sociale preesistenti,

Copertura finanziaria
Le risorse disponibili per lo sviluppo e l’attuazione delle progettualità di gestione sociale (Linea 1 – azione K.1) e le misure di sostegno agli inquilini (Linea 2 – azione L.1), sono pari complessivamente a 70,7 mln € sul triennio 2024/2026 e trovano copertura a valere sul PR FSE+ 2021-2027.

Fonte: D.d.u.o. 14325 del 27.09.2024
Appare importante segnalare che, per quanto riguarda la Linea 2 sono previsti contributi che coprono fino al 50% delle spese energetiche sostenute su base annua.
La domanda di partecipazione dovrà essere presentata tramite piattaforma informatica Bandi e Servizi dal 30 settembre 2024 e fino al 20/11/2024 e la realizzazione non potrà superare i 24 mesi dall’avvio della realizzazione.
- Azione K.1 Sostegno allo sviluppo ed alla diffusione dei servizi abitativi (obiettivo specifico ESO 4.11): l’azione è finalizzata a promuovere l’integrazione tra le politiche abitative e sociali, in una logica di welfare integrato e, in particolare, intende sostenere la definizione di nuovi modelli di gestione dei servizi abitativi pubblici e la prevenzione delle emergenze abitative. ↑
- Azione L.1 Sostegno a percorsi di accompagnamento per le persone a rischio di povertà ed esclusione sociale (obiettivo specifico ESO 4.12): l’azione mira all’implementazione di misure per l’accesso e il mantenimento dell’abitazione nei casi di fragilità economica e sociale, con particolare riferimento allo sviluppo di misure di sostegno alla povertà abitativa che si riscontra fortemente in alcune aree di difficoltà economica presenti nei SAP, le cui spese generali fanno emergere il problema della povertà energetica. ↑
- Non devono beneficiare del contributo regionale di solidarietà, ai sensi del r.r. 11/2019 e devono risiedere negli alloggi SAP da almeno 12 mesi. ↑
- D.d.u.o. n. 14325, p. 165.tt ↑


