È prossimo, per gli Ambiti territoriali sociali, l’arrivo delle risorse del Fondo Sociale Regionale, a cui seguiranno quelle del Fondo Nazionale Politiche Sociali per l’annualità 2023 – esercizio 2024. I rispettivi piani di riparto risalgono a fine estate (DGR 2915/2024[1] e DGR 2800/2024) e LombardiaSociale, come ogni anno, offre ai suoi lettori e alle sue lettrici una disanima dei criteri di programmazione relativi ai due fondi, così come deliberati da Regione, e delle risorse a tal fine stanziate.

Si precisa che, sia per il Fondo Sociale Regionale (FSocR) che per il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS), si tratta di risorse a valere sull’anno in corso, che andranno perciò a finanziare una programmazione in gran parte già attuata. Sebbene entrambi i fondi siano storicamente considerati “indistinti” – in quanto destinati ai territori che poi provvederanno a definirne i criteri di utilizzo sulla base delle programmazioni locali – il FNPS è in realtà sempre meno indistinto. Diversi vincoli posti sia dal Ministero che da Regione lo hanno infatti via via “finalizzato” sempre di più.

Se i territori riescono a rispettare gli indirizzi di programmazione previsti dal piano di riparto regionale del FNPS, nonostante il ritardo con cui vengono emanati, è perché la programmazione ministeriale del Fondo ha oggi una valenza triennale e si conoscono sia l’ammontare delle risorse destinate alla Lombardia che le modalità previste di utilizzo già da fine ottobre 2021 (decreto interministeriale del 22 ottobre 2021). Resta comunque il fatto che se Regione riuscisse a superare o ridurre il ritardo con cui annualmente approva i riparti del FNPS e del FSocR, il coordinamento tra indirizzi regionali e programmazione territoriali ne beneficerebbe.

 

Indirizzi agli Ambiti per il Fondo Sociale Regionale e risorse

Il FSocR è di fatto un fondo ancora indistinto. Il suo piano di riparto non prevede infatti criteri troppo stringenti ma solo che:

  • I criteri di utilizzo delle risorse stanziate siano coerenti con quanto previsto dai Piani di Zona e proporzionati al livello dei bisogni del territorio, così come rilevati in raccordo con le ATS (Agenzia di tutela della salute) e le Asst nel contesto della Cabina di Regia;
  • Il fondo venga utilizzato per “il sostegno delle unità di offerta sociali, servizi e interventi già funzionanti sul territorio e per contribuire alla riduzione delle rette degli utenti, laddove richiesto, e comunque al sostegno dei bisogni delle famiglie”.
  • Una quota massima del 5% del fondo potrà essere utilizzata per la costituzione di un fondo di riequilibrio/riserva e una quota massima del 10% per servizi e interventi altri rispetto alle tradizionali unità di offerta, ricordando comunque che il FSocR non può essere destinato alle unità di offerta sperimentali.
  • La programmazione del FSocR dovrà coordinarsi, nell’ottica dell’integrazione e ottimizzazione delle risorse, con: i riparti relativi al FNPS, le risorse destinate alle misure di contrasto alla povertà, le risorse a sostegno della disabilità (FNA, Fondo Caregiver, Dopo di Noi), le risorse per lo sviluppo del Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 (comprese le unità di offerta per la prima infanzia), i fondi nazionali e regionali a sostegno dell’abitare (L.124/20213 e L:R.16/2016), i fondi propri dei Comuni, eventuali fondi comunitari, compartecipazioni dei cittadini e finanziamenti di privati.

Per l’annualità 2024 vengono stanziati 59 milioni di euro di quota ordinaria, invariata rispetto all’esercizio 2023, più 2.6 milioni di quota straordinaria (anch’essa invariata rispetto al 2023). Viene quindi confermata la scelta intrapresa un anno fa di supportare, con una quota straordinaria, i piccoli Comuni (meno di 5.000 abitanti) che hanno sostenuto, nell’anno precedente a quello di esercizio del fondo, costi per l’inserimento di minori in Comunità educative, Comunità familiari e Alloggi per l’autonomia. Questo a fronte dell’impatto significativo di tali costi sui bilanci dei piccoli Comuni, così come rilevato da una ricognizione effettuata da Regione sul fenomeno.

 

Indirizzi agli Ambiti per il Fondo Nazionale Politiche Sociali e risorse

A differenza del FSocR e come anticipato, il FNPS prevede diversi vincoli di utilizzo. Alcuni sono definiti già nella programmazione nazionale e riguardano: la destinazione del 50% delle risorse regionali agli interventi per le persone di minore età e, in merito al rimanente 50%, quella di quote specifiche la supervisione del personale e le dimissioni protette. Regione aggiunge a questi criteri i propri, arrivando a stimare le seguenti percentuali di impiego delle risorse 2023 sull’anno 2024:

  • 50% delle risorse destinate all’area Famiglia e Minori (comprensivo di P.I.P.P.I.)
  • 17% delle risorse destinate all’area Disabilità
  • 10,8% delle risorse destinate all’area Anziani
  • 7,1% delle risorse destinate all’area Povertà
  • 7% delle risorse destinate all’area Multiutenza (di cui 1% azioni di sistema)
  • 2,9% delle risorse destinate all’area Disagio Adulti, dipendenze, salute mentale
  • 2,6% delle risorse destinate alla Supervisione
  • 2,6% delle risorse destinate alle Dimissioni protette

Anche nel Piano di riparto regionale delle risorse del FNPS viene richiamata la necessità di integrazione con altri Fondi, nazionali, comunitari, locali. Viene inoltre sottolineata l’attenzione che le più recenti Linee di indirizzo regionali per la programmazione sociale territoriale 2025-2027 pongono rispetto all’integrazione tra programmazione zonale e programmazione sociosanitaria (Piani di sviluppo dei Poli Territoriali) e ai Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS).

Le risorse che il Decreto interministeriale del 22 ottobre 2021 destina alla Lombardia per il 2023 – esercizio 2024 sono pari a 55.534.705,06 milioni di euro. Queste verranno erogate alle ATS (Agenzie di tutela della salute) e di conseguenza agli Ambiti territoriali una volta accertata la liquidazione delle risorse relative alle annualità precedenti, così come disposto da indicazioni ministeriali.

 

L’utilizzo dei due Fondi nell’esercizio 2023

Un elemento utile e importante delle DGR di riparto del FSocR e del FNPS riguarda la restituzione di dati relativi alla destinazione delle risorse da parte di Comuni e Ambiti nelle annualità precedenti. La Tabella 1 riporta il dettaglio delle percentuali di impiego del FSocR negli ultimi tre anni, così come riportate nelle relative DGR.

Tabella 1 – Impiego FSocR esercizi 2021 – 2023 (valore % sul totale)

Intervento Utilizzo 2021 Utilizzo 2022 Utilizzo 2023
Contributi pagamento rette per l’accoglienza dei minori in Comunità residenziali 20% 21,3% 24,7%
Asili nido 25% 22,7% 22%
Assistenza domiciliare anziani 17% 16,5% 15,3%
Assistenza domiciliare minori 8% 8,8% 8,5%
Assistenza domiciliare persone con disabilità 3% 3,5% 3,3%
Affidi 7% 6,5% 6%
Centri socio educativi (disabilità) 4% 4,4% 4,5%
Comunità alloggio (disabilità) 3% 2,9% 2,8%

 

Si evince che permane continuità nelle scelte programmatorie degli Ambiti, eccezione fatta per la categoria di interventi più finanziata: nel 2023 il contributo per il pagamento delle rette per l’accoglienza dei minori in Comunità residenziali nel 2023, anche grazie alla quota straordinaria di 2,6 milioni di euro; nel 2022 e 2021 invece gli asili nido.

Occorre però sottolineare che l’assistenza domiciliare, se considerata “tout court” (per anziani, persone con disabilità e minori) diventa la categoria maggiormente finanziata (27% nel 2023, 29% nel 2022 e 28% nel 2021). Negli anni si conferma invece molto bassa la quota di risorse del FSocR utilizzata per altri tipi di intervento, quali ad esempio quelli per l’emergenza abitativa.

Per quanto riguarda gli esiti delle rendicontazioni del FNPS, si rileva che le programmazioni degli Ambiti rispecchiano le indicazioni regionali in relazione alle percentuali per i differenti target di utenza, quelle richiamate più sopra.

 

Tre considerazioni

Programmazione: In generale, si registra una sostanziale continuità dei criteri di riparto dei due fondi qui analizzati rispetto all’esercizio 2023 (risorse 2022). Anche sul tema supervisione, dove già per la scorsa annualità gli Ambiti avevano segnalato un’esuberanza di risorse vista la sovrapposizione con quanto previsto anche dal PNRR (Linea 1.1.4), non si registrano di fatto novità. Si conferma infatti la “correzione” già operata da Regione per le risorse del FNPS 2022, che mira a riequilibrare la destinazione delle risorse tra chi riceve anche le risorse PNRR e chi no, senza però modificare le percentuali di destinazione delle risorse tra varie aree di intervento e nonostante siano diversi i settori nei quali Comuni e Ambiti lamentano una scarsità di fondi. Ad esempio nel contesto delle politiche e dei servizi per l’abitare, tema peraltro affrontato in un altro recente contributo di LombardiaSociale.

Bisognerà probabilmente aspettare la nuova programmazione sociale nazionale per parlare di novità, almeno per quanto riguarda il FNPS.

Utilizzo delle risorse: Le uniche piccole novità riguardano l’utilizzo delle risorse (2022) nello scorso esercizio (2023), quando i contributi per il pagamento delle rette per l’accoglienza dei minori in Comunità residenziali diventano l’intervento più finanziato dal FSocR, a discapito degli asili nido che passano al secondo posto. Questo movimento si spiega però, almeno in parte, con la destinazione di una quota straordinaria di 2,6 milioni di euro per i piccoli Comuni che hanno sostenuto, nell’anno precedente a quello di esercizio del fondo, costi per l’inserimento di minori in Comunità educative, Comunità familiari e Alloggi per l’autonomia.

Finanziamento: Da un lato, come precisato nell’Allegato A della DGR 2800/2024, si mantiene in linea rispetto al 2021 il peso che il FSocR e il FNPS ricoprono nel finanziamento dei servizi sociali in Lombardia: 4% per il FSocR e 3% per il FNPS. Un dato che è utile mettere a confronto con quella che invece risulta essere la principale fonte finanziaria della rete dei servizi: le risorse proprie dei Comuni (68%), sia in forma singola che associata; ricordando che in Lombardia la quota della spesa sociale a carico delle risorse proprie dei Comuni è tra le più elevate nel confronto tra le Regioni[2].

Dall’altro, è importante anche sottolineare quanto il sostegno al sistema dei servizi in Lombardia attraverso l’utilizzo di fondi propri regionali sia ormai stabile (o statico) da anni. I capitoli di spesa che hanno recentemente registrato forti aumenti di risorse sono infatti quelli relativi ai trasferimenti monetari. Emblematico il caso del FNA, ricostruito da LombardiaSociale nell’approfondimento di Alice Melzi. In un momento storico caratterizzato dalla sfida della costruzione di un sistema di servizi territoriali a garanzia dei LEPS (compresi i servizi di sollievo, percorsi di sostegno psicologico, interventi di formazione e addestramento in adempimento del PNNA 2022 – 2024) oltre che di interventi a carico dei Comuni in costante aumento (es: le compartecipazioni ai costi delle strutture per anziani e persone con disabilità), Regione Lombardia riserva gli incrementi di risorse autonome regionali prevalentemente all’assistenza indiretta, quindi al sostegno della domanda, mentre il sostegno al sistema dei servizi rimane lo stesso e non viene adeguato alle dinamiche dei costi e dei bisogni.

 


  1. Alla DGR 2915 del 5 agosto 2024 sono seguite poi, nel mese di settembre, la DGR 2976 e 13598, relative alla quota straordinaria destinata ai piccoli Comuni per spese relative ai minori in comunità. Per accedere alle varie DGR citate e relativi allegati si può consultare la pagina Burl di LombardiaSociale alla voce Finanziamento e Programmazione / Fondi Regionali. ↑
  2. Per un approfondimento sul tema si veda il contributo La spesa sociale dei Comuni lombardi, di Laura Pelliccia (2024). ↑