Il Vademecum riprende gli articoli di maggior rilievo pubblicati nell’area tematica dedicata alla programmazione tra settembre 2023 e luglio 2024 e si compone di tre parti. La prima propone una sintesi dell’analisi presentata nel volume di fine legislatura “In cerca di un nuovo modello. Lo stato del welfare in Lombardia” che, a partire dalle principali eredità delle precedenti legislature, declina le sfide prevalenti per il secondo esecutivo a guida Fontana. La seconda affronta i temi legati alla nuova stagione programmatoria, all’interno del mutato scenario di governance derivante dalla riforma della L.22/2021: la proroga delle programmazioni, le indicazioni per i nuovi Piani di zona e le integrazioni con i Piani di sviluppo territoriale delle ASST. La terza, integra una serie di articoli pubblicati in altri Vademecum tematici riferiti all’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, soffermandosi sul LEPS relativo alla supervisione.

Il passaggio alla nuova legislatura: eredità e sfide per il prossimo quinquennio

Sul tema della programmazione sociale, il primo contributo Lombardia: verso quale governance? propone un punto di partenza da cui avviare l’osservazione della nuova legislatura, ovvero una lettura delle principali eredità lasciate dal primo al secondo esecutivo Fontana e delle sfide che si aprono sul rapporto tra le istituzioni – sussidiarietà orizzontale e verificale – nell’attuazione del welfare regionale. La continuità politico-amministrativa potrà facilitare il passaggio alla concreta attuazione di principi di riferimento enunciati da tempo, considerato il contesto generalmente più favorevole del passato in ragione di una governance complessivamente più coerente, nonché uno scenario nazionale più cogente, in termini di finanziamento e indirizzi orientativi. Ciò potrà avvenire se si faranno passi avanti rispetto al passato nel presidio dell’attuazione dei processi di riforma e nel rafforzamento del ruolo di coordinamento, sia dei territori che interno alla Regione. La sfida non più rimandabile per la nuova legislatura riguarda l’integrazione sociosanitaria, in primis presìdi territoriali (Case di comunità, Centrali operative territoriali, Ospedali di comunità) e revisione del sistema di assistenza domiciliare.

Nuove programmazioni, la sfida della costruzione dell’integrazione

Gli indirizzi per le nuove programmazioni locali sono state al centro della produzione normativa regionale di questo ultimo anno. Tra l’altro all’interno di un assetto di governance mutato, derivante dalla legge di riforma sociosanitaria n.22/202, con i Distretti di norma coincidenti con gli Ambiti territoriali sociali e con la convergenza degli organismi politici deputati a declinare indirizzi e deliberare sulla loro attuazione (Assemblee dei Sindaci di Distretto e di Ambito).

Il primo articolo Piani di zona 2021-2023: un anno “in più” analizza la scelta regionale di prorogare la vigenza della settima edizione delle programmazioni sociali degli Ambiti sino alla conclusione del 2024 e la declinazione del percorso per giungere ai nuovi indirizzi, che per la prima volta risulteranno concomitanti con la programmazione sociosanitaria dei Distretti.

Il secondo contributo Piano di zona 2025-2027. Le linee guida illustra gli indirizzi consegnati agli Ambiti territoriali sociali per la programmazione del nuovo triennio. Sono diversi gli elementi di continuità (la declinazione delle 10 aree di policy trasversali; la promozione del ruolo del terzo settore; la prosecuzione delle sperimentazioni candidate a premialità) ma anche importanti elementi di novità: a) il rafforzamento degli uffici di piano attraverso lo sviluppo dei modelli di gestione associata ed il potenziamento di competenze ed organici assegnati agli Ambiti; b) la selezione di alcuni LEPS identificati come particolarmente strategici per lo sviluppo del welfare sociale lombardo.

Il terzo articolo Le Aziende speciali, una realtà in crescita approfondisce una delle forme possibili di gestione associata sviluppatasi in Lombardia a partire dai primi anni 2000. Il protocollo di intesa siglato NeASS e Anci Lombardia finalizzato a compiere azioni congiunte per approfondire le tematiche legate alla modalità di gestione associata, delle potenzialità e criticità connesse, e al valore delle aziende speciali offre l’occasione per un aggiornamento sull’evoluzione di queste realtà.

Infine, il quarto articolo Le cose da sapere sui Piani di sviluppo del Polo Territoriale, approfondisce gli elementi utili da conoscere sugli indirizzi consegnati da Regione alle ASST per la programmazione sociosanitaria, declinata su base distrettuale. L’orientamento all’integrazione sociosanitaria e alla convergenza, temporale e non solo, tra le due programmazioni potrà essere sviluppata a partire dagli elementi cogenti e che dovranno essere sviluppati in entrambe le programmazioni.

Il Livello essenziale dedicato alla supervisione

Una delle novità più rilevanti di questo ultimo anno è stato l’avvio della messa a terra di diversi LEPS indicati dal Piano nazionale 2021-2023 grazie alle risorse derivanti dal PNRR. Negli altri Vademecum, in relazione alla specifica tematica, si trovano articoli sull’attuazione dei LEPS relativi alla prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori – programma P.I.P.P.I., al potenziamento del servizio sociale ed alle dimissioni protette.

Qui si riprende un articolo, Supervisione, non basta dire LEPS, poiché il rafforzamento degli Ambiti territoriali passa anche da questa forma di supporto professionale, fondamentale per sviluppare servizi di qualità e prevenire il burn out degli operatori. Il contributo illustra la fotografia dello stato di attuazione del LEPS e l’emersione di alcuni primi paradossi.