Il 26 marzo 2024 si è tenuto a Milano un convegno importante per il settore dei servizi sociali, organizzato da ANCI Lombardia e CROAS Lombardia, in cui sono state presentate le Raccomandazioni congiunte per un servizio sociale di qualità negli enti locali della Lombardia.
Le raccomandazioni rappresentano la prosecuzione di un proficuo percorso di approfondimento condotto dal Gruppo tematico “Servizio sociale professionale negli Enti Locali” attivo da anni presso il CROAS e approdato nella pubblicazione del Quaderno dell’Ordine sui “Requisiti minimi per il Servizio Sociale Professionale negli Enti Locali” nel 2022.
Oltre 600 i partecipanti collegati in streaming, mentre il pubblico presente in sala, composto da operatori del settore e da amministratori locali, ha partecipato attentamente alla discussione e ha dimostrato un forte interesse per i contenuti presentati (le slide e la registrazione del convegno sono disponibili sul sito dell’Ordine).
I contenuti delle Raccomandazioni
Il documento si concentra su sette dimensioni tipiche del lavoro sociale in Comune, dando in estrema sintesi – sia ai tecnici che ai politici – tutte le indicazioni necessarie per rendere il Servizio sociale non solo “sufficientemente buono”, ma anche efficace ed efficiente.
1. Rapporto tra Livello Politico e Livello Tecnico: la distinzione tra la funzione politica e quella amministrativa, il riconoscimento reciproco dei ruoli e delle autonomie, l’attenzione nelle comunicazioni con i cittadini, sono elementi fondamentali per garantire che il rapporto tra amministratori e assistenti sociali sia funzionale in modo che si evitino cortocircuiti comunicativi nei confronti della cittadinanza.
2. Struttura Amministrativa: il rapporto dell’assistente sociale con i ruoli apicali e con il personale amministrativo è determinante rispetto al benessere lavorativo. Un buon responsabile di servizio (o incarico ad elevata qualificazione) esercita una funzione di collegamento tra livello politico e tecnico, protegge gli spazi di autonomia tecnico-professionale degli AASS e favorisce la circolarità delle informazioni.
3. Lavoro sul Caso: gli assistenti sociali che operano in Comune conoscono le diverse fasi del procedimento amministrativo e le integrano armonicamente con le fasi del processo di aiuto, riconoscendo l’importanza della cartella sociale informatizzata per tener traccia di entrambi. In particolare, curano la stesura del progetto di aiuto scritto.
4. Lavoro con il Territorio: questa dimensione di lavoro è tanto desiderata, quanto poco praticata dagli assistenti sociali. Le Raccomandazioni propongono che tutti gli attori coinvolti legittimino questo approccio: l’amministratore locale può farlo riconoscendone l’importanza strategica e il grande impatto sulla popolazione; il responsabile di servizio, autorizzando formalmente l’A.S. a dedicare a questa attività dello specifico tempo lavoro; l’A.S. legittimandosi a “spostare” il proprio baricentro verso questa dimensione e riconoscendo il lavoro di rete come elemento qualificante della professione.
5. Carico di Lavoro: si tratta di un tema particolarmente sentito dagli assistenti sociali, purtroppo ad oggi diffusamente affrontato in un modo assai poco concreto. Le Raccomandazioni invitano a registrare con accuratezza le attività svolte, anche avvalendosi della cartella sociale informatizzata, così da disporre di dati quantitativi e aggiornati in grado di rendere conto della mole di lavoro del servizio.
6. Comunicazione con i Cittadini: riconoscendo che il contesto dell’ente pubblico tende a burocratizzare anche lo stile comunicativo degli assistenti sociali, è importante che ci si ponga sempre in modo critico rispetto alle consuetudini comunicative, avendo in mente che l’obiettivo è comunicare – sia oralmente che per iscritto – in modo chiaro e comprensibile ai cittadini di qualunque estrazione sociale. Raccomandazione da perseguire con un’attenzione particolare alle nuove forme di comunicazione via social o tramite messaggistica istantanea.
7. Spazi del Servizio Sociale: gli spazi plasmano le relazioni e comunicano significati, per cui è importante che gli spazi destinati al Servizio Sociale siano pensati con grande cura: accessibili, privi di barriere architettoniche, belli, curati, accoglienti, in grado di assicurare la privacy durante i colloqui, ma anche di garantire la sicurezza per chi vi lavora.
Il perché di queste Raccomandazioni
Il Servizio sociale è presente in tutti i Comuni lombardi e rappresenta il principale ambito lavorativo degli assistenti sociali. Nonostante questa diffusione, le pubblicazioni relative a questo specifico contesto sono rarissime (segnaliamo come lodevole eccezione “Il servizio sociale in Comune” di T. Bertotti, 2016, Maggioli).
Anche a livello normativo, fatto salvo il rapporto di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti[1], non esiste alcuna indicazione su come deve essere organizzato il Servizio Sociale comunale, nonostante esso sia la struttura cardine per la programmazione, progettazione, realizzazione del sistema locale dei servizi sociali a rete, nonché per l’erogazione dei servizi e delle prestazioni economiche[2].
Questo vuoto apre a un duplice problema: da una parte non sono sufficientemente dettagliati i contorni delle prestazioni e dei servizi da garantire alla cittadinanza, dall’altra non vi sono standard minimi da assicurare al professionista in termini di dotazioni strutturali e assetti organizzativi che lo mettano nella condizione di poter offrire un servizio di qualità. Ciascun Comune può, infatti, decidere autonomamente come gestire i propri Servizi sociali – sia in termini di obiettivi che di risorse – e questo porta a una grande disomogeneità territoriale che spesso si traduce in disuguaglianza di opportunità per i cittadini.
L’Ordine degli Assistenti sociali della Lombardia ha deciso di occuparsi di questo tema sostenendo il lavoro del Gruppo tematico “Servizio sociale professionale negli enti locali” attraverso il finanziamento di un importante progetto di ricerca condotto nel 2021 con la supervisione scientifica della prof.ssa Fargion dell’Università di Trento e poi culminato nella pubblicazione del già citato Quaderno dell’Ordine sui Requisiti minimi per un servizio sociale di qualità nell’ente locale (2022).
Pubblicato il Quaderno, il Gruppo tematico si è posto l’interrogativo di come far arrivare le indicazioni emerse agli amministratori locali e ai dirigenti dei diversi Comuni. Nel cercare la risposta è stato naturale coinvolgere ANCI Lombardia, che fin da subito si è dimostrata estremamente interessata e collaborativa, condividendo l’obiettivo di dotare tutti i Comuni di un documento agile e accessibile in grado di orientare sia gli amministratori locali che i professionisti.
E adesso?
Sappiamo bene che la pubblicazione di un documento non rappresenta mai un punto di arrivo, ma semmai un nuovo inizio.
Tutti i rappresentanti istituzionali presenti al convegno hanno evidenziato la necessità di un impegno congiunto per garantire servizi sociali di qualità negli enti locali, in grado cioè di rispondere in modo adeguato alle nuove emergenze che si presentano all’interno delle comunità.
Il convegno ha rappresentato un momento di confronto e di riflessione profonda sul ruolo e sull’importanza dei servizi sociali nei comuni, fornendo orientamenti chiari e condivisi per migliorare la qualità della vita delle persone nelle comunità.
La Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali Manuela Zaltieri ha sottolineato l’impegno del CROAS nel sostenere il gruppo “Enti locali” e nel diffondere attraverso i propri canali il documento per farlo arrivare a tutti gli iscritti.
L’impegno a diffondere il documento delle Raccomandazioni è stato preso anche dal Presidente del dipartimento Welfare di ANCI Lombardia, Guido Agostoni, per aiutare anche i nuovi amministratori a seguito della recente tornata elettorale. È un impegno che ANCI intende onorare – è stato detto – non tanto con le e-mail che spesso rischiano di non essere incisive, ma con incontri nelle conferenze dei sindaci e a tutti i livelli, ovviamente d’intesa con l’Ordine regionale degli Assistenti Sociali.
Come Ordine regionale siamo impegnati in un processo di disseminazione dei risultati e invitiamo tutti gli Ambiti lombardi a studiare delle strategie locali per “mettere a terra” il documento, calandolo nella propria specifica realtà territoriale, al fine di garantire una sempre maggiore qualità dei propri servizi sociali comunali.
- Legge di bilancio 2021, l. 178/2020 ↑
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Così come previsto dalla legge quadro di settore (l. 328/2000) ↑


