Alla luce delle novità introdotte dal Bilancio di previsione dello Stato per il 2024 approvato lo scorso 30 dicembre (L. 213/2023) e da quello di Regione Lombardia, sempre del mese di dicembre (L.R. 10 del 21 dicembre 2023 “Bilancio di previsione 2024-2026” e D.S.G. 20872/2023), proponiamo ai lettori di LombardiaSociale il quadro aggiornato dei finanziamenti disponibili per il welfare territoriale regionale. Come già fatto in passato, suddivideremo la nostra ricostruzione in quattro parti: 1) fondi statali per il sociale, 2) fondi regionali per il sociale, 3) fondi sanitari per il comparto socio-sanitario, 4) fondi europei.

 

Fondi statali per il sociale

La Tabella 1 riassume tutti i fondi per il welfare sociale dedicati dal livello Centrale alle Regioni[1], riporta gli importi previsti per il 2024 a confronto col 2023 e include anche due fondi – Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità e Fondo caregiver familiare – che non sono per il momento stati ripartiti tra le Regioni (né sappiamo se lo saranno) in quanto destinati, rispettivamente, a finanziare gli interventi previsti dalla legge di riforma della disabilità (L. 227/2021) e alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta dal caregiver familiare.

Quali novità per il 2024?

La principale novità introdotta dalla legge 213/2023 riguarda il riordino di alcuni (non tutti) finanziamenti per la disabilità e l’istituzione di un Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, con una dotazione di 552 milioni di euro per il 2024 che però, come vedremo nel dettaglio più sotto, si avvale anche delle risorse del Fondo per le Politiche in favore delle persone con disabilità e che si ridurrà – secondo le previsioni della stessa legge di bilancio – a 232 milioni a partire dall’anno 2025, una cifra inferiore al valore complessivo raggiunto nel 2023 dalla somma dei 4 fondi che andranno a confluire nel Fondo Unico (282 mln di euro, dettaglio evidenziato in verde scuro nella Tabella 1).

Per il resto dei fondi, non si segnalano invece – dal punto di vista delle risorse – significative novità, se non una generica flessione degli importi dedicati. Con l’eccezione del Fondo non autosufficienza (FNA) che prevede un aumento sul 2024, in linea peraltro con quanto già stabilito dal Piano di programmazione triennale del fondo (2022-2024), si registra infatti una diminuzione degli importi per tutti gli altri fondi riportati in tabella.

Un elemento che ci preme evidenziare poi è quello dell’assenza di nuove risorse dedicate alla popolazione anziana, in attuazione della legge di riforma della non autosufficienza (L. 33/2023). Per il momento non sono infatti previste risorse, né di tipo sociale né sociosanitario, per la realizzazione degli interventi contenuti nella Legge 33.

Tabella 1 – Fondi statali per il sociale per le Regioni (confronto 2023-2024)

Per completezza, sottolineiamo che il welfare territoriale è finanziato anche da altri fondi che non “passano” dalle Regioni in quanto destinati a specifici Comuni o città[2] e che la Legge di bilancio 2024 ha previsto due nuovi micro fondi (Fondo lotta alla droga e Fondo per le donne vittime di violenza[3]), dei quali però ancora non conosciamo le modalità di riparto.

Infine, prima di entrare nel merito dei singoli fondi, ci preme ribadire che, per l’esercizio 2024, i territori hanno ancora a disposizione – per la gran parte dei fondi riportati nella Tabella 1 – le risorse relative all’annualità 2023. Questo perché le risorse destinate dal livello centrale alle Regioni tendono ad essere utilizzate dai territori nell’annualità successiva, in ragione di uno scarto tra le ripartizioni Ministeri-Regioni e Regioni-Ambiti che ormai da anni fatica ad essere colmato. Si consideri, inoltre, che è in corso di stesura anche il nuovo Piano Sociale Nazionale, nel quale troveranno presumibilmente spazio nuovi orientamenti e indirizzi per l’utilizzo delle risorse per il triennio 2024/2026.

Per questo motivo, per dare un’idea degli importi destinati alla Lombardia a valere sui fondi della Tabella 1, riportiamo i dettagli degli ultimi riparti approvati, quelli per il 2023 (Tabella 2), e in attesa di conoscere quelli riguardanti le risorse per il 2024.

Tabella 2 – Riparti in favore di Regione Lombardia, annualità 2023

Più nel dettaglio

Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS): Per i motivi richiamati sopra, vale ancora il decreto di riparto del 22 ottobre 2021, di ripartizione delle risorse complessive del Fondo tra le Regioni per il triennio 2021-2023 e che ha assegnato a Regione Lombardia 55,5 mln di euro per ogni annualità. Il FNPS rappresenta storicamente la principale fonte di finanziamento “indistinta” della rete ordinaria e trasversale di interventi e servizi sociali, a supporto quindi delle diverse azioni previste dai Piani di Zona territoriali, che negli ultimi anni ha però visto crescere i vincoli che Ministero da un lato e Regione dall’altro pongono per il suo utilizzo, prevedendo percentuali destinate a specifici interventi. Tra queste rientrano le quote che sia per il 2021 che per il 2022 sono state destinate obbligatoriamente ai LEPS relativi alla supervisione e alle dimissioni protette. Regione Lombardia delibera solitamente i riparti per gli Ambiti e i criteri di programmazione nei mesi estivi dell’anno. Ad esempio, le risorse assegnate a Regione per il 2022 sono state ripartite nel luglio del 2023; è quindi prevedibile che bisognerà aspettare ancora qualche mese per i dettagli relativi all’utilizzo delle risorse 2023 (esercizio 2024).

Fondo Non Autosufficienza (FNA): Per le risorse del FNA vale per il 2024 lo stesso atto di riparto dell’annualità precedente: il DPCM del 3 ottobre 2022. Per il 2024, questo assegna a Regione Lombardia 135,2 mln di euro più le risorse per la realizzazione dei progetti per la vita indipendente (2,48 mln di euro) e per le assunzioni di personale sociale nei PUA (7,92 mln di euro). Gli Ambiti sono però da poco alle prese con le risorse 2023-esercizio 2024 (127,5 mln + gli stessi importi previsti per il 2024 per Vita Indipendente e PUA). Regione Lombardia ha infatti deliberato il programma operativo regionale a favore di persone con gravissima disabilità e in condizione di non autosufficienza e grave disabilità di cui al Fondo per le Non Autosufficienze / annualità 2023 lo scorso dicembre (DGR 1669/2023), rivedendolo poi nel marzo del 2024 (DGR 2033/2024) e apportando ulteriori modifiche nel mese di aprile (DGR 2166/2024). Su queste tempistiche vale una precisazione che va oltre la rilevazione dei lunghi tempi intercorrenti tra le assegnazioni tra i diversi livelli di governo. La DGR 1669 è infatti stata rivista nei suoi contenuti dalla DGR 2033 in quanto fortemente contestata, in primis da diverse associazioni rappresentanti le persone con disabilità, a causa del provvedimento di riduzione dei contributi al caregiver familiare (sia per la misura B1 che B2) in essa contenuto, con conseguente slittamento delle tempistiche del programma operativo regionale.

Fondo caregiver familiare: Per una trattazione completa di come è nato e si è sviluppato questo fondo si rimanda al contributo di descrizione del quadro dei fondi per il welfare nell’annualità 2023. Un anno fa scrivevamo che erano previsti per la Lombardia per il 2023 un totale di 4,1 mln di euro e sottolineavamo inoltre che l’impianto degli interventi previsti da Regione Lombardia a valere su tale Fondo[6] richiamava i criteri stabiliti per l’utilizzo del FNA. Di fatto le risorse del Fondo caregiver familiare 2023 corrispondono all’importo previsto e sono state disciplinate da Regione Lombardia – ai sensi del DPCM del 30 novembre 2023 – attraverso le stesse DGR 1669/2023 e poi 2033/2024 citate sopra in relazione al FNA. Per l’esercizio 2024 infatti gli oltre 4 milioni del Fondo per il 2023 vengono destinati allo sviluppo dei servizi integrativi previsti dalle due DGR e quindi a interventi di sollievo e sostegno, destinati ai caregiver familiari di persone beneficiarie della Misura B1 che assicurano il lavoro di cura senza il supporto di un assistente familiare. In altre parole, a coloro i quali hanno visto ridursi i contributi prima ricevuti a valere sul FNA.

Per quanto riguarda invece la programmazione delle risorse per il 2024, si rimanda al punto successivo.

Fondo unico (?)

Come anticipato in introduzione, la legge di bilancio per il 2024, per quanto riguarda il welfare territoriale e la disabilità, concentra le proprie attenzioni sull’istituzione del Fondo Unico per l’inclusione delle persone con disabilità, costituito dal riassorbimento in un unico fondo dei seguenti canali di finanziamento iscritti nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri:

  • Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità
  • Fondo per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità
  • Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare
  • Fondo per l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia

La dotazione del Fondo unico è di 552.177.454 mln di euro per il 2024, una cifra apparentemente molto superiore a quella del valore complessivo dei singoli fondi nel 2023 (282 mln di euro) ma di fatto possibile solo in conseguenza della riduzione importante dell’importo del Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità sul 2024 (oltre 320 milioni in meno rispetto al 2023). Il bilancio complessivo, per il 2024 e rispetto al 2023, è quindi quello di una riduzione di 50 milioni di euro (Tabella 3) delle risorse dedicate alla disabilità.

Tabella 3 – Dettagli Fondi disabilità e relativi importi (confronto 2023-2025)

Per il 2025 invece le risorse del Fondo unico si ridurranno ulteriormente (231,8 mln di euro); questa volta però senza la previsione di un corrispondente aumento delle risorse del Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità. A fronte del taglio di oltre 320 milioni sul 2024, le risorse di questo fondo sono infatti previste in aumento solo a decorrere dal 2026 (+ 85 milioni di euro, sempre in base a quanto stabilito dalla legge 213/2023).

Concludiamo indicando che l’obiettivo dichiarato in relazione al Fondo unico è quello di gestire con regole più semplici le operazioni di riparto delle risorse disponibili a sostegno di progettualità in favore di persone con disabilità, creando linee di intervento tra loro collegate e integrate, a superamento della parcellizzazione. Considerata la pluralità e frammentazione dei fondi oggi vigenti per la disabilità, si tratta di un obiettivo sicuramente importante. La sua realizzazione è però già in partenza parziale: tra le risorse riassorbite nel Fondo unico rientrano infatti prevalentemente fondi minori e comunque fondi che rimangono distinti sia rispetto a quelli gestiti dal MLPS, come il FNA visto sopra e il fondo Dopo di noi, sia rispetto alle risorse di competenza del Ministero per la Salute. La ricomposizione delle risorse in favore di persone con disabilità è perciò solo al suo inizio.

Dopo di Noi

Il Decreto interministeriale del 22 dicembre 2023 ha assegnato alle Regioni 76,1 mln di euro per l’anno 2023 (esercizio 2024). In Lombardia arriveranno 13.172.910, di cui 2.596.500 destinate all’attuazione degli obiettivi per target specifici di utenza. L’ultimo piano regionale lombardo di implementazione delle azioni previste dalla L. 112/2016 è stato adottato nel maggio del 2023 (DGR 275/2023) e regolamenta l’utilizzo delle risorse annualità 2022.

Fondo Famiglia

L’ultimo decreto di riparto del Fondo per le politiche della famiglia risale all’agosto del 2023 e prevede per la Lombardia 4.2 mln di euro, integrati da risorse regionali e ripartiti da Regione agli Ambiti in base ai criteri stabiliti nella DGR 1507 del 13 dicembre 2023, quindi per il 30% sulla base della popolazione residente (dati Istat 01 gennaio 2023) e per il restante 70% in parti uguali, per l’implementazione delle progettualità relative ai Centri per la Famiglia, sulla base di Linee Guida definite dalla stessa DGR 1507. Gli atti riconducono anche gli interventi di sostegno al ruolo del caregiver familiare previsti dalla Legge Regionale 23/2022 nell’ambito delle azioni dei Centri per la Famiglia. Ricordiamo che solo il 50% delle risorse del Fondo Famiglia sono destinate alle Regioni, il rimanente 50% va infatti ai Comuni.

Fondo Povertà

Anche per il Fondo Povertà è ancora valido il Decreto di riparto del 28 dicembre 2021; la programmazione regionale è quindi ancora ancorata alle indicazioni programmatiche e risorse previste dal Piano povertà 2021-2023 e relativo Piano Regionale. La quota 2023 che il Piano nazionale prevede di assegnare a Regione Lombardia è di quasi 48 mln di euro (la più bassa del triennio 2021/2023), i territori possono però contare sui residui – in diversi casi cospicui – delle annualità precedenti. Va comunque sottolineato che gli Ambiti hanno ricevuto solo a fine 2023 la quota servizi 2022, e la quota 2023 sarà trasferita nei prossimi mesi.

Il Fondo Povertà è suddiviso in tre quote differenti: la quota servizi, destinata al finanziamento di servizi per l’accesso, la valutazione multidisciplinare e i sostegni individuati nei Progetti di Inclusione Sociale, la quota povertà estrema e senza dimora, dedicata a finanziare interventi e servizi in questo ambito, e la quota care leavers, dedicata a sperimentare percorsi di autonomia di ragazzi e ragazze che al compimento della maggiore età si trovano fuori famiglia. Quote specifiche del Fondo sono inoltre destinate all’attuazione dei LEPS (es: raggiungimento del LEPS di un assistente sociale ogni 5000 abitanti e Pronto Intervento Sociale per la quota servizi, Housing First, servizi di posta e per residenza virtuale e ancora Pronto Intervento Sociale per la quota povertà estrema e senza dimora).

Le principali novità relativamente all’utilizzo del Fondo sono due: da una parte – in relazione alla riforma delle misure di contrasto alla povertà, al superamento del reddito di Cittadinanza e all’introduzione dell’assegno di Inclusione – il Fondo a partire dal 2024 finanzia, oltre ai LEPS sopra richiamati, l’attivazione di sostegni all’inclusione indirizzati ai beneficiari ADI; dall’altra, ne è stata definita un’estensione di utilizzo per sostenere interventi e servizi dedicati a persone e nuclei che si trovano in condizione economiche analoghe a quelle dei beneficiari dell’ADI. Si tratta di una novità molto importante per un Fondo che – anche a causa dei tanti vincoli definiti per il suo utilizzo – non sempre è stato utilizzato a pieno da parte dei territori. A questo proposito è importante inoltre sottolineare l’introduzione di nuovi vincoli al trasferimento delle nuove quote, a partire dalla quota relativa all’annualità 2024, sulla scorta di quanto già accade per il FNPS: le risorse della quota servizi 2024 saranno trasferite solo al raggiungimento del 75% di risorse rendicontate sulla quota 2022, su base regionale. Una sfida importante che richiama tutti i territori a procedere nella realizzazione degli interventi e nella loro rendicontazione.

 

Fondi regionali per il sociale

La rete degli interventi e dei servizi sociali viene poi finanziata anche da risorse proprie regionali, stabilite nell’ambito del Bilancio Regionale e relative manovre di assestamento. La Tabella 4 riporta i principali capitoli di spesa che concorrono a finanziare il welfare sociale in Lombardia e indica, per ogni capitolo, sia gli importi degli stanziamenti previsti sul 2024 sia quelli relativi alle manovre di assestamento estive del 2022 e 2023.

Gli stanziamenti più consistenti sono quelli del Fondo sociale regionale, che negli anni sono via via aumentati, fino ad arrivare ai 61,6 mln di euro del 2023. Le previsioni per il 2024 indicano però un’inversione di tendenza, con una riduzione di 2,6 milioni di euro rispetto al 2023. Si tratta di risorse che vengono assegnate in forma indistinta agli Ambiti territoriali e i criteri di riparto tengono conto sia della popolazione residente a livello di Ambito sia di indicatori di fabbisogno e relativi al sistema d’offerta territoriale. I criteri di utilizzo vengono poi definiti a livello di Ambito da parte dell’Assemblea dei Sindaci e devono in ogni caso essere finalizzati al sostegno delle unità di offerta sociali e del sistema dei servizi ed interventi territoriali[7].

A spiegazione, almeno parziale, della riduzione prevista per il 2024 ricordiamo che le previsioni 2023 erano, a dicembre 2022, di 60 milioni di euro, aumentati a 61,6 con la manovra di assestamento dell’agosto del 2023 e comprensivi della cosiddetta “quota straordinaria” pari a 2.6 mln di euro destinata ai Comuni con popolazione uguale o inferire a 3.000 abitanti e che avevano sostenuto, nel 2022, costi per l’accoglienza di minori in Comunità educative, Comunità familiari e Alloggi per l’autonomia.

Tabella 4 – Risorse autonome regionali per il sociale

Stanziamento 2024[8] Stanziamento 2023

(assestato)[9]

Stanziamento 2022

(assestato)[10]

FONDO SOCIALE REGIONALE 59 61,6 59
TRASFERIMENTI SERVIZI/INTERVENTI FAMIGLIE PER INIZIATIVE SPERIMENTALI (INCLUSO FFL) 6,6 9,2 12,3
INTERVENTI PER L’IMPLEMENTAZIONE DELLA FRUIZIONE DEI SERVIZI PRIMA INFANZIA 0 6,6 6,1
CONCILIAZIONE 0 0,7 2,1
AZIONI, PROGRAMMI E SERVIZI PER IL CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE 1,5 1 2,1
INTERVENTI A FAVORE DEL LAVORO DI ASSISTENZA E CURA SVOLTO DA ASSISTENTI FAMILIARI 2 2 1
STRUMENTI TECNOLOGICAMENTE AVANZATI 1 2 2
TRASFERIMENTI PER SOSTEGNO DISAGIO ECONOMICO/SOCIALE FAMIGLIE 1,2 2 1,8
INIZIATIVE SPERIMENTALI DISABILITÀ 14 13,4 10
INCLUSIONE SCOLASTICA DISABILI SENSORIALI 12 12,2 11,7
PROMOZIONE DELL’ATTIVITA’ DI RECUPERO E DISTRIBUZIONE DEI PRODOTT I ALIMENTARI 1,3 2 2
LEGGE CARE GIVER 0,3 0,3 –
LEGGE VITA INDIPENDENTE 1 1 –
TOTALE RISORSE AUTONOME SOCIALI CORRENTI 100 114 110

 

Per quanto riguarda le altre voci riportate in Tabella 4, si registra nel complesso una sostanziale continuità dei finanziamenti previsti per il 2024 rispetto agli investimenti degli anni precedenti, eccezione fatta per l’area famiglia e minori. Le previsioni per il 2024 per in quest’area vedono infatti un’ulteriore riduzione delle risorse dedicate ad interventi a favore delle famiglie e per iniziative sperimentali – spiegabile almeno in parte con la “chiusura” dei vari “pacchetti famiglia” messi in campo da Regione in risposta alle difficoltà delle famiglie durante il periodo della pandemia – ma anche l’azzeramento delle risorse dedicate alla conciliazione e al cofinanziamento regionale degli interventi per la promozione del Sistema Integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita sino a sei anni.

È quindi in gran parte imputabile alla diminuzione degli stanziamenti (meno 10 mln di euro rispetto al 2023) sull’area minori e famiglia lo scarto di 14 milioni di euro tra il totale delle risorse autonome regionali per il sociale previste sul 2024 e quanto destinato nel 2023. Se questa diminuzione verrà confermata lo sapremo però solo una volta disponibile la manovra di assestamento al bilancio di previsione, di norma emanata a fine estate.

 

Fondi sanitari per il settore socio-sanitario

La principale fonte di finanziamento del welfare lombardo è però rappresentata dal Fondo Sanitario Regionale (FSR), per la quota destinata all’assistenza socio-sanitaria, che nel 2024 equivale ad un importo di 2.305,33 milioni di euro. È infatti con questa quota che vengono finanziate le unità di offerta socio-sanitarie presenti in Lombardia, dalle strutture residenziali – che assorbono oltre la metà delle risorse in questione – a quelle semi-residenziali e domiciliari, come l’assistenza domiciliare integrata (ADI).

La ripartizione delle risorse disponibili tra gli enti del sistema sociosanitario regionale per l’annualità 2024 è stata disciplinata dalla DGR 1511 del 13 dicembre 2023 (Determinazioni in ordine alla gestione del servizio sanitario e socio sanitario per l’esercizio 2024 – quadro economico programmatorio), in linea con gli indirizzi di programmazione del SSR per l’anno 2024 deliberati con la DGR 1827/2024.

Se consideriamo che tra il 2018 e il 2023 si è registrato un aumento della quota sociosanitaria di 235 mln/euro, possiamo ritenere degno di attenzione l’incremento di oltre 275 mln/euro tra quest’anno e l’anno scorso (Tabella 5). Si tratta di un aumento prevalentemente imputabile alla macro-area delle unità di offerta sociosanitarie; la quota del fondo socio-sanitario relativa alle misure Ex fondo Famiglia cresce infatti di 10 mln/euro mentre rimane stabile quella dedicata ad integrare la Misura B1.

Dal punto di vista dell’incidenza della spesa socio-sanitaria rispetto al totale delle risorse del FSR, si tratta comunque di un incremento che non modifica sostanzialmente il rapporto tra le risorse destinate al welfare piuttosto che alla sanità acuta, ormai stabile da diversi anni.

Tabella 5 – Risorse dedicate al comparto socio-sanitario

2024

(DGR 1511/2023)

2023

(DGR 7758/2022)

2022

(DGR 6866/2022)

FSR a corredo misura B1 13 mln/Euro 13 mln/Euro 13 mln/Euro
Macroarea Unità di Offerta Sociosanitarie 2.229,75 mln/Euro 1.964,67 mln/Euro 1.960,37 mln/Euro*
Misure ex Fondo Famiglia 62,58 mln/Euro 51,40 mln/E 51,40 mln/Euro
Totale 2.305,33 mln/Euro 2.029,07 mln/Euro 2.024,77 mln/Euro
Quota sociosanitario 11% 10% 10%

* A tale importo si aggiunge l’accantonamento della quota di 10,83 mln/Euro finanziata attraverso utilizzi contributi destinati all’acquisizione di dispositivi di protezione e medicali nelle RSA e nelle altre strutture residenziali di cui all’art. 19-novies, comma 1, del dl n. 137/2020, convertito nella legge n. 176/2020.

 

Risorse Europee

In aggiunta alle risorse nazionali e regionali, sociali e sanitarie, il welfare sociale territoriale è finanziato anche da fondi europei. Il 2024 si caratterizza in particolare per la crescita importante dei fondi destinati all’investimento 1.2.1 “Casa come primo luogo di cura (ADI)” (Tabella 6) e, per quanto riguarda la M5C2, per l’avvio di gran parte delle attività legate alle diverse linee di intervento previste da questa Missione (Tabella 7).

Tabella 6 – M6C1 – Inv. 1.2.1 “Casa come primo luogo di cura (ADI)”: fondi dedicati

2022 (anticipazione) 2023 2024 2025
Lombardia 15,3 mln/Euro 97,1 178,6 197,6

 

Tabella 7 – M5C2 – Progettualità ammesse in Lombardia e relativi importi*

Importo totale progettualità ammesse in Regione Lombardia
1.1.1 Sostegno alle capacità genitoriali e prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei bambini 12,7
1.1.2 Autonomia degli anziani non autosufficienti 45,9
1.1.3 Rafforzamento dei servizi sociali a favore della domiciliarità 10,7
1.2 Percorsi di autonomia per persone con disabilità 49,4
1.3.1 Housing temporaneo 41
1.3.2 Stazioni di posta 26,1
Totale 185,8

*La tabella si concentra sulle Linee di investimento dedicate alla componente servizi, non riporta quindi i dettagli della Linea di investimento 1.1.4 – Rafforzamento dei servizi sociali e prevenzione del fenomeno del burn out tra gli operatori sociali (6.1 mln/euro).

Devono invece ancora essere emanati gran parte degli Avvisi del nuovo Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027, a valere sulle risorse del FSE+ (1.817 mln/euro) e del FESR (326,7 mln/euro), in aggiunta alle risorse finanziate con quota nazionale (1.936,2 mln/euro). È prevedibile che i territori dovranno aspettare il 2025 per la destinazione di questi fondi, che si prevede possano essere utilizzati, almeno in parte, ad integrazione delle progettualità proposte dal PNRR, con particolare riferimento alla componente servizi, sia ai fini di integrare ed estendere il finanziamento dei servizi nel tempo, sia arricchendo l’offerta di servizi di base.

 


  1. Questo significa che i fondi che non prevedono riparti Regionali e che riguardano interventi erogati direttamente ai cittadini (es: Fondo assegno universale e servizi alla famiglia) non vengono qui trattati. ↑
  2. Fondo periferie inclusive: istituito con la legge di Bilancio 2023, con una dotazione di 10 mln di euro, i destinatari sono i Comuni con popolazione superiore ai 300.000 abitanti. I progetti presentati sono stati approvati nel marzo del 2024; Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza: i destinatari sono le città cosiddette “riservatarie”. Gli importi previsti sul 2024 sono di 27.4 milioni di euro a fronte dei 28.8 destinati nel 2023; Fondo per la sperimentazione del reddito alimentare: istituito con la legge di Bilancio 2023, i destinatari sono le città metropolitane. Gli importi previsti sul 2024 sono di 2 milioni di euro a fronte dei 1.5 destinati nel 2023. ↑
  3. Fondo lotta alla droga: con un importo previsto di 5 milioni di euro, Fondo per le donne vittime di violenza: con un importo previsto di 6 milioni di euro. ↑
  4. Per il FNA si conoscono inoltre le risorse destinate a Regione Lombardia per il 2024: 135.239.000 mln di euro. Questo in Ragione della programmazione triennale 2022-2024 dell’ultimo Piano Nazionale per la Non Autosufficienza. Si tratta di risorse che comunque molto probabilmente verranno assegnate agli Ambiti territoriali per l’esercizio 2025. ↑
  5. Gli Ambiti sono però ancora alle prese con le risorse 2022. Le risorse 2023 si presume saranno tresferite nel corso dell’anno (2024). ↑
  6. in base alla DGR 7799/2023 e a integrazione della DGR 7605/2022 ↑
  7. Per un affondo sugli esiti dell’ultima rendicontazione del FSocR (2022) e dettagli circa il suo utilizzo, si rimanda al contributo: FSocR e FNPS a confronto con la spesa sociale dei Comuni: quale il rapporto? – Lombardia Sociale ↑
  8. Decreto segretario generale Giunta regionale 29 dicembre 2023 – n. 20872, relativo al Bilancio di previsione 2024-2026 ↑
  9. Decreto segretario generale Giunta regionale 9 agosto 2023 – n. 12120, relativo all’assestamento al bilancio di previsione 2023-2025 ↑
  10. Decreto segretario generale Giunta regionale 3 agosto 2022 – n. 11606, relativo all’assestamento al bilancio di previsione 2022 – 2024 ↑