La gestione associata in Lombardia

Le Aziende speciali che gestiscono servizi sociali in Lombardia sono una realtà di gestione del welfare locale nata dal basso e cresciuta progressivamente nel tempo.

A differenza di altre Regioni, la Lombardia è sempre rimasta piuttosto tiepida e non ha particolarmente spinto nella prospettiva di un suo rafforzamento. Pur richiamata sin dal 2000 nella legge quadro 328, per lungo tempo non è stata oggetto di attenzione sul quale si sono assunti indirizzi specifici (di incentivo, di privilegio di alcune forme piuttosto che altre).

Tuttavia le ultime linee di indirizzo per i futuri piani di zona, triennio 2025-2027, per la prima volta segnano un timido tentativo di considerare il tema. Viene infatti riconosciuta la centralità della dimensione di Ambito territoriale e vengono indicate alcune linee di investimento tra cui il rafforzamento dei modelli di gestione associata, riconoscendo che solo puntando sull’integrazione anche gestionale tra Comuni – e non solo programmatoria – è possibile rispondere all’ambiziosa sfida di attuazione dei LEPS “aumentando il livello di omogeneità degli interventi e l’uniformità nel governo delle politiche sociali territoriali”. Pur mantenendo un approccio “soft” si indicano alcune traiettorie concrete: “si propone” che, nel corso del triennio, siano adottate modalità di gestione associata per quanto riguarda la tutela minori e i processi di messa in esercizio, verifica e sviluppo a livello locale delle reti di unità d’offerta sociale. Più assertivo invece l’obiettivo di superamento nel corso del triennio delle realtà di Ambiti mono-comunali, fatta eccezione di Milano città, proprio con l’obiettivo del rafforzamento della gestione associata.

L’indagine Anci-NeASS

A fine anno la rete di Aziende speciali connesse al Network NeASS, sponsor del nostro sito, hanno siglato un protocollo di intesa con Anci Lombardia, finalizzato a compiere azioni congiunte per approfondire le tematiche legate alla modalità di gestione associata, delle potenzialità e criticità connesse, e al valore delle aziende speciali. Da questo protocollo è scaturito un primo lavoro di indagine per approfondire la realtà delle Aziende speciali associate alla rete.

In Lombardia non abbiamo un quadro certo e completo delle modalità di gestione dei servizi sociali, non ci sono ad oggi fonti accessibili che possano aiutare a ricostruire la fotografia regionale. Esiste però un sistema di monitoraggio nazionale, il SIOSS – Sistema informativo dell’offerta dei servizi sociali, che gli ambiti territoriali alimentano da un paio di anni e a livello regionale è appena ripreso il monitoraggio dei Piani di zona. Da queste fonti sarebbe possibile ricostruire la mappa dei servizi in gestione associata e le forme giuridiche adottate dai comuni, purtroppo però non sono fonti liberamente accessibili, dunque lo spaccato offerto da questa indagine, seppur parziale e riguardante unicamente l’esperienza delle 35 AsC della rete, rappresenta un affondo particolarmente interessante.

Localizzazione e rappresentatività del territorio lombardo

Le 35 Aziende speciali della rete sono ubicate in tutte le province lombarde ad eccezione di quelle di Pavia e Sondrio. Quasi un terzo nella sola Provincia di Milano, seguita da Bergamo.

Nel complesso sono enti strumentali di 570 comuni, coprendo una popolazione di c.a. 3,2 milioni di abitanti. Una forma di gestione, dunque, attraverso cui sono erogati servizi rivolti ad una porzione rilevante (30%) della popolazione lombarda.

Mediamente ogni azienda è composta da 16 comuni, ma la varianza è molto significativa e rispecchia la conformazione altamente variabile del territorio lombardo.

Provincia n. Aziende Neass (v.a.) n. Aziende Neass (%)
BG 5 14%
BS 2 6%
CO 7 20%
CR 2 6%
LC 2 6%
LO 2 6%
MB 2 6%
MI 10 29%
MN 2 6%
VA 1 3%

 

Programmazione e gestione

La corrispondenza con l’Ambito territoriale sociale, deputato alla programmazione zonale, è presente in quasi 8 casi su 10, questo dice che sono decisamente minoritari i contesti dove non c’è piena coincidenza tra il perimetro programmatorio e quello gestionale.

Tuttavia la percentuale scende al 57%, circa 6 su 10, se si considerano le Aziende che sono anche capofila della programmazione zonale. Quindi la coincidenza dei perimetri di riferimento non sempre significa convergenza dell’organismo deputato ad assolvere alle due funzioni.

Su questo tema sappiamo che Regione ha spesso richiamato l’attenzione auspicando una loro netta distinzione, reputando critico che il soggetto che assume la declinazione della programmazione integrata delle politiche sociali sovracomunali poi ne sia il diretto attuatore. Non si può non notare però che, soprattutto negli ultimi anni in cui l’ingaggio della programmazione ha coinciso con la capacità di governare l’impegno di significative risorse provenienti dal livello nazionale ed europeo e caratterizzate anche da un elevato livello di complessità nella loro rendicontazione, i territori che hanno potuto contare su gestioni associate forti e strutturate siano quelli che sono riusciti maggiormente a cogliere le nuove opportunità (Avviso 1 Pais, Prins, Pnrr).

Valore della produzione

Complessivamente la produzione delle 35 Aziende speciali, nel 2022 ammontava a 302,3 milioni di euro. Un valore che è raddoppiato negli ultimi 8 anni, con una particolare accelerazione nell’ultimo biennio.

Il valore medio per Azienda è di 8,6 milioni, sebbene anche in questo caso si registri una significativa variabilità. Un terzo delle Aziende infatti è sotto i 5 milioni di valore, mentre solo il 5% supera i 20 milioni e il 20% si trova nella fascia tra i 10 e i 18 milioni.

L’analisi evidenzia una “forte relazione positiva tra la popolazione e il valore della produzione”, suggerendo che a crescere dell’una, cresca progressivamente anche l’altra.

Provenienza dei finanziamenti e modalità di gestione

In quanto enti strumentali dei Comuni, la fonte di finanziamento prevalente è data dalle risorse proprie degli enti locali, pari al 44%. Tuttavia risulta significativa anche l’incidenza dei finanziamenti di altre istituzioni, regionale e nazionale, che nel 2022 ammontava ad oltre un terzo (33%).

Sarebbe interessante approfondire le altre due voci citate, per le quali la dicitura generica (“risorse proprie” e “altro”) non aiuta a comprenderne appieno la provenienza.

Analoga eterogeneità caratterizza l’approccio gestionale, quasi equivalente tra diretta (42%) e tramite affidamento ai sensi del codice dei contratti (36%), mentre ancora decisamente minoritaria la pratica della coprogettazione (3,6%). Con tutta probabilità quest’ultima segnerà un incremento negli anni a venire, ma sarà interessante tenere monitorato il dato oltre che entrare nelle ragioni che ne determinano la preferenza rispetto ad altre modalità.

La forza lavoro

Le 35 Aziende impiegano oltre 1.700 persone a tempo indeterminato, di cui un terzo a tempo parziale. Il tempo determinato è decisamente minoritario, pari a 353 persone a cui si sommano quasi 500 collaboratori. Il complesso della forza lavoro mobilitata è quindi di oltre 2.600 persone.

La tipologia di contratto prevalente è quelle delle Funzioni Locali e, secondariamente Uneba, non è infrequente l’adozione di più di una tipologia in base ai servizi gestiti.

Le prospettive di sviluppo

Nell’ultima sezione, l’indagine riporta la visione delle linee di sviluppo espresse dalle Aziende del network.

Tra le linee indicate vi sono

  • Il consolidamento dei servizi esistenti
  • Lo sviluppo dei servizi per l’autonomia e l’inclusione, anche in correlazione alle risorse trasferite legate al fondo strutturale dedicato al contrasto alla povertà
  • La collaborazione e il coordinamento, rafforzando la funzione di service e snodo centrale della governance locale
  • Lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico
  • La partecipazione a progetti di finanziamento regionali e nazionali, potenziando il proprio ruolo come motore di innovazione nel welfare locale.