Il vademecum anziani 2023 raccoglie una scelta di articoli pubblicati da settembre 2022 a luglio 2023, periodo caratterizzato dal lungo percorso d’implementazione degli interventi del PNRR e dall’emanazione della tanto attesa Legge delega sulla non autosufficienza (L. 33 del 23/3/2023).

Il dossier è diviso in tre parti. La prima  propone sia articoli sull’operato di Enti e soggetti attuatori sia altri, di carattere più generale, sugli anziani. Inizia con l’analisi del percorso di attuazione del PNRR, prosegue con due spaccati, uno sull’invecchiamento attivo e uno sul lavoro di cura e i caregiver e termina con le possibili ricadute delle disposizioni delle Legge delega sulla non autosufficienza sui servizi  della nostra Regione. La seconda parte si dedica ai servizi domiciliari: si apre con l’analisi dell’implementazione del nuovo sistema di cure domiciliari in Lombardia, prosegue con la fotografia dei servizi domiciliari per anziani dopo la pandemia in due diversi Ambiti territoriali. La terza parte propone un bilancio di fine legislatura sulle RSA lombarde, seguito da una comparazione tra la residenzialità in Lombardia e quella di altre Regioni.

L’articolazione del vademecum, dunque, in un certo qual modo raffigura l’attuale  scenario del welfare: da un lato la Regione e gli Enti impegnati negli scenari d’implementazione del PNRR; dall’altro i servizi e gli operatori quotidianamente alle prese con i problemi degli anziani … quasi una riproduzione della  separazione e della distanza  che si riscontrano nel welfare, e che vanno  al più presto colmate.

Per un esame più completo e approfondito dei diversi argomenti trattati suggeriamo, come d’abitudine, di consultare il sito alle aree tematiche anziani e disabilità.

 

Politiche e servizi per anziani: attese per il futuro e bisogni emergenti

Il vademecum si apre con il contributo La Lombardia e gli interventi per i soggetti fragili nel PNRR, che fa il punto sull’attuazione in Lombardia delle Missioni 5 e 6 del PNRR, sulle sfide che si presentano ai territori, sulla connessione degli interventi con la programmazione zonale locale e, infine, sul coinvolgimento dei soggetti locali in un’ottica di co-programmazione e co-progettazione.

Seguono due articoli che presentano gli esiti di due ricerche sul campo. Il primo, In equilibrio fra desideri, fragilità e aiuti, propone una sintesi degli esiti del secondo rapporto di ricerca realizzato nell’ambito dell’Osservatorio biennale sugli anziani in Lombardia che offre un interessante spaccato sull’invecchiamento attivo, sul ruolo auspicato per la sanità pubblica e sull’impatto del reddito sulle condizioni di vita degli anziani. Emerge un quadro contrastante, ma il dato più significativo è il desiderio degli anziani intervistati di avere più servizi pubblici. Il secondo approfondimento, Sotto pressione: i caregiver e il lavoro di cura in Lombardia, si basa sulla più estesa ricerca mai realizzata sui caregiver lombardi, prodotta dell’Osservatorio Vulnerabilità e Resilienza (OVeR), che qui indaga la realtà dei caregiver e i cambiamenti  in atto.  Emergono nuove tendenze, caratterizzate dall’interesse dei caregiver a ricevere aiuti nella loro attività di assistenza e dal desiderio di un potenziamento dei servizi pubblici dedicati.

Infine, l’ultimo contributo di questa prima parte del compendio, Assistenza agli anziani in Lombardia vs Legge 33/2023, illustra la recente legge delega sulla non autosufficienza (L. 33 del 23 marzo 2023) che, salvaguardando le prerogative di Stato, Regioni e Enti locali, costruisce un sistema unitario denominato “Sistema nazionale per la popolazione non autosufficiente (SNAA)”, articolato su più livelli.

 

 Area domiciliarità

I primi due contributi illustrano la revisione dell’intera organizzazione delle cure domiciliari in Lombardia. Il primo, Riordino dell’ADI in Lombardia – Prima parte, presenta i requisiti di esercizio e di accreditamento aggiornati in attuazione dell’intesa Stato Regioni del 4/08/2021. Il secondo,  Riordino dell’ADI in Lombardia – Seconda parte, affronta la riclassificazione dei profili assistenziali e dei percorsi di cure domiciliari.

I successivi due articoli, invece, indagano i cambiamenti dei servizi domiciliari per anziani, in particolare quelli  erogati in co-progettazione, dopo l’avvento del Covid. La domiciliarità dopo la pandemia: l’AT di Melzo, tratta di come si è evoluta post pandemia la domiciliarità nell’Ambito territoriale di Melzo, già oggetto di approfondimenti precedenti. Ne emerge  il ruolo cruciale del SID (servizi integrativi per la domiciliarità) quale antenna  del territorio, regista di processi innovativi e promotore di una maggior coesione della comunità. Il contributo La domiciliarità dopo la pandemia: il Comune di Lecco, invece, si riferisce al Comune di Lecco, da tempo sede di co-progettazione con il Terzo settore. Questa formula gestionale ha permesso ai Servizi Integrati per la Domiciliarità (SID) di mettere in campo una grande flessibilità ed efficaci adattamenti alle esigenze emerse dai soggetti fragili nel corso della pandemia.

 

Area residenzialità

Il contributo RSA: un bilancio di fine legislatura propone un bilancio sui provvedimenti adottati in Lombardia in materia di strutture residenziali, con  particolare attenzione ai  finanziamenti. Evidenziate le note criticità del sistema residenziale (sottofinanziamento del volume di risorse stanziate, inadeguatezza dei criteri distributivi delle risorse – sistema SOSIA- e mancata definizione della quota sociale a carico degli utenti), l’autrice analizza le novità introdotte dai decisori regionali.

Segue l’articolo RSA e personale: la Lombardia a confronto con il resto d’Italia, che a partire dai dati del 5° Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care di Cergas Bocconi fa un interessante confronto tra il sistema residenziale lombardo e quello delle altre Regioni. Spiccano la grande eterogeneità nella distribuzione delle RSA sul territorio nazionale e l’ampia variabilità regolativa in materia di standard assistenziali, tariffe e criteri di classificazione degli ospiti. Se è vero che la Lombardia ha un quadro normativo più articolato, la modalità di definizione degli standard minimi e i modelli di finanziamento lasciano ai gestori lombardi strategie molto differenziate su come gestire i servizi.