Il Vademecum anziani 2022 raccoglie una scelta di articoli che vanno da novembre del 2021 a giugno 2022, un periodo ancora caratterizzato da molte incertezze e difficoltà connesse al perdurare della situazione pandemica.
La prima parte del dossier fa un excursus generale sulla situazione delle RSA grazie alle rilevazioni dei Rapporti CISL relative agli anni 2020 e 2021, soffermandosi poi sui bisogni degli anziani dopo il Covid e sul futuro “possibile” per loro, strettamente connesso all’applicazione del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) e alla prescritta legge di riforma a favore dei non autosufficienti.
La seconda parte del compendio propone invece un approfondimento in quattro “puntate” sulla realtà degli anziani affetti da malattia di Alzheimer a Milano e un interessante affondo su un problema ancora abbastanza ignorato ma tutt’altro che sommerso, quello del bere tardivo e del gioco d’azzardo in età avanzata, che si presenta spesso nei caregiver di vecchia data.
Per un esame più completo e approfondito dei diversi argomenti trattati suggeriamo, come d’abitudine, di consultare il sito alle aree tematiche anziani e disabilità.
I servizi per anziani in stand-by … in attesa della riforma della non autosufficienza
La nostra carrellata prende il via dalla situazione delle strutture residenziali, che – a causa dell’alternarsi di alti e bassi – devono continuare a mantenere in vigore una serie di attenzioni prudenziali tese a evitare che il Covid faccia nuovamente il suo ingresso. Questo stato di cose porta a un surplus di spesa che mina i bilanci, già risicati dalla gestione della pandemia degli anni precedenti, al quale si associa una grave carenza di personale che talora obbliga a ridurre i servizi.
L’identikit d’insieme delle RSA lombarde viene tratteggiato nell’articolo Le RSA lombarde nel corso del 2020 che sintetizza i punti salienti del Report Non autosufficienza e RSA dell’Osservatorio della CISL relativo al 2020. Pur nell’impossibilità di ricostruire con attendibilità cosa è successo nelle RSA durante quell’anno, la fotografia complessiva delle residenze non pare dissimile da quella degli anni precedenti. Non si può però ignorare che l’impatto del COVID ha accentuato carenze delle RSA già note, su cui è necessario intervenire per poterle inserire a pieno titolo nel SSR quale parte integrante dei servizi del territorio.
In questo quadro “a tinte grigie” emergono però le speranze e le aspettative legate all’attuazione del PNRR e all’approvazione della prescritta legge di riforma per la non autosufficienza, che si spera possa dare nuovo impulso all’intero settore. Il Rapporto 2021 Non autosufficienza e RSA in Lombardia, anno 2021, oltre a esporre i dati più recenti rilevati dall’Osservatorio, si ricollega infatti alle indicazioni del PNRR e alla possibile “rivoluzione” che si intravede nella proposta di legge per la non autosufficienza presentata dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”.
Anche sul lato domiciliarità la pandemia ha però accentuato carenze già note. L’articolo Anziani. Più fragili dopo la tempesta? analizza i dati di una ricerca sulle persone anziane che vivono presso il proprio domicilio in Lombardia – promossa dai Sindacati confederali e realizzata con ARS – che presenta l’avvio dell’Osservatorio regionale sulla terza età. L’analisi svolta conferma la necessità di riformare gli interventi dedicati anche a questa fascia di popolazione anziana, che manifesta preoccupazione per la propria salute, per i figli e per la solitudine. Gli interessati esplicitano anche il desiderio di un “buon invecchiamento”, inteso soprattutto come la possibilità di mantenere e coltivare le relazioni, e l’esigenza di una maggior socialità.
Per il settore si conferma così la necessità di una nuova stagione. Il contributo Prime riflessioni sul Sistema Nazionale di Assistenza analizza le proposte del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” in questa direzione e, in particolare, la proposta di un percorso di ricomposizione istituzionale e gestionale degli interventi attualmente gestiti dalle diverse filiere (sociali, sanitari e prestazioni INPS). Non si può perdere l’occasione di dare vita alla riforma: la sfida va raccolta e le proposte praticabili sono sul tappeto.
L’Alzheimer: i bisogni dei malati e quelli dei loro caregiver
Grazie al prezioso ruolo di osservatorio e alla lunga esperienza maturata da Fondazione Manuli di Milano nel campo delle demenze, è stato possibile dare vita a una serie di quattro articoli che illustrano la situazione dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie nel capoluogo lombardo.
Il primo La malattia di Alzheimer: i vissuti e i bisogni dei caregiver sottolinea come questa patologia, che dura 10 – 15 anni, non colpisca solo persone oltre i 65 anni ma, sempre più spesso, anche persone più giovani. Pur di fronte a diverse sfaccettature della malattia, la caratteristica comune è che a sobbarcarsi l’onere della cura siano i caregiver, che spesso arrivano ad annullare ogni loro altra attività. L’articolo evidenzia come sia necessario aiutare chi aiuta e come i servizi pubblici fatichino a garantire questo supporto. La pandemia, inoltre, ha ulteriormente aggravato i quadri cognitivi di quasi tutti malati: di conseguenza Fondazione Manuli ha trasformato gli interventi in atto potenziando i supporti domiciliari anche con modalità a distanza.
Il secondo contributo L’”universo Alzheimer” a Milano: le tappe di un cambiamento illustra – attraverso i cambiamenti delle attività della Fondazione Manuli negli ultimi trent’anni – le trasformazioni dei bisogni e delle richieste dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie.
Il terzo, Famiglie con demenza e servizi: un dialogo non facile, analizza i rapporti tra le famiglie dei malati e i servizi, individuando alcune problematiche che emergono costantemente. Da una parte, le famiglie evidenziano senso di colpa nel farsi aiutare da qualcuno; dall’altra emergono anche le loro fatiche nel rivolgersi a un sistema di servizi frammentato e poco friendly.
La serie si conclude con l’articolo Orientare ai servizi le famiglie di anziani malati di Alzheimer. L’autrice illustra l’attività d’informazione e formazione rivolta alle famiglie di anziani affetti da demenza da Fondazione Manuli, sottolineando che la pandemia da Covid-19 ha modificato profondamente la vita degli interessati e dei loro caregiver, l’accesso ai servizi, la progettazione e realizzazione delle attività previste dai servizi stessi. Il pezzo si conclude ricordando come affrontare la demenza sia un imperativo e debba essere una responsabilità collettiva, che tuttavia non ha ancora avuto risposte decisive e diffuse.
Sempre alle problematiche dei caregiver, ben illustrate nella serie sopraccitata, si ricollega l’articolo Gioco d’azzardo e alcol in età anziana, che conclude la nostra panoramica. Una ricerca realizzata dal CROAS (Consiglio regionale dell’Ordine degli Assistenti sociali) mette infatti in luce il fenomeno del bere tardivo e del gioco d’azzardo in età anziana. Tra gli anziani, il gioco d’azzardo risulta più diffuso rispetto al bere tardivo, mentre l’abuso alcoolico si manifesta maggiormente tra i caregiver che protraggono la loro attività nel tempo. Le ragioni di questi fenomeni sono prevalentemente la solitudine e l’isolamento sociale; per contrastare queste dipendenze, le strade da percorrere sono l’intervento preventivo e l’alleanza con i famigliari e i MMG.


