Giunge finalmente a conclusione, con la definizione delle quote liquidabili per gli Ambiti, il processo iniziato ormai più di un anno fa per l’erogazione di contributi per l’assunzione di assistenti sociali a tempo indeterminato in ordine al raggiungimento del LEPS definito di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti.
La legge di Bilancio per il 2021 (legge 178 del 30 dicembre 2020) all’articolo 1 comma 797 ha stabilito infatti di attribuire a favore di ogni ambito territoriale, sulla base della popolazione residente, un contributo di 40.000 euro per ogni assistente sociale assunto a tempo indeterminato dall’ambito, o dai comuni che ne fanno parte, se in numero eccedente il rapporto 1:6:500 e fino ad arrivare al rapporto 1:5.000, e un contributo di 20.000 euro agli ambiti con un numero di assistenti sociali in un numero eccedente il rapporto 1:5.000 e fino ad arrivare a 1:4.000. Le risorse sono definite a valere sul Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, dal quale per ogni annualità vengono riservati 180 milioni di euro dedicati a questi contributi, il cui eventuale residuo viene annualmente reimmesso nel Fondo.
Si tratta di una misura che costituisce solo uno degli strumenti attualmente disponibili per potenziare e rafforzare i servizi tramite l’assunzione di personale, e che si integra, per quanto riguarda le assunzioni temporanee, con l’utilizzo del Fondo Povertà e con il Fondo di Solidarietà Comunale, che non essendo vincolati a un livello di partenza (come in questo caso con 1 as: 6.500 abitanti) costituiscono importanti opportunità per favorire il raggiungimento del LEPS anche per quei territori che ne sono ancora lontani.
Con il decreto 144 del 25 giugno 2021 sono state determinate le somme prenotate dagli Ambiti Territoriali per le assunzioni di assistenti sociali a tempo indeterminato sulla base delle informazioni precedentemente inserite dagli ambiti stessi. Successivamente, entro il 28 febbraio 2022 gli Ambiti hanno inserito in SIOSS i prospetti relativi ai propri dati con il numero degli assistenti sociali effettivamente in servizio nel 2021 e la previsione del numero di assistenti sociali in servizio per il 2022.
Con Decreto Ministeriale 126 del 13 luglio 2022, vengono definite le somme liquidabili per l’anno 2021 e quelle prenotate per il 2022. Le somme che verranno erogate effettivamente agli Ambiti territoriali, sulla base dei prospetti presentati a febbraio 2022, sono pari a livello nazionale a 49.684.257,61, cifra sensibilmente inferiore ai quasi 67 milioni prenotati dagli Ambiti a luglio 2021, a sua volta solo due terzi di quanto stanziato a bilancio.
Come da norma, le somme prenotate che non sono considerate liquidabili, perché il numero di assistenti sociali in servizio è inferiore rispetto a quello definito in sede di prenotazione delle risorse, rientrano nelle disponibilità del Fondo Povertà e vengono ripartite tra gli Ambiti in sede di riparto annuale del Fondo.
Il Decreto riporta anche le somme prenotate dagli Ambiti per l’anno 2022, che sono pari a un totale di 81.795.380,72 euro. Quota trattenuta dal Fondo Povertà e considerata indisponibile fino alla prossima estate quando, con relativo decreto, ne verrà definita con il medesimo meccanismo l’effettiva liquidabilità.
Le risorse si riducono, ma si conferma un’Italia divisa in due
Le risorse liquidabili sono definite dal Decreto sulla base del rapporto tra AS in servizio nel 2021 e la popolazione residente. I vincoli definiti per l’utilizzo di questa misura comportano dunque che tutti gli Ambiti che presentano un rapporto superiore a 1:6.500 oppure inferiore a 1: 4.000 non possano beneficiare di queste risorse.
Il quadro che emerge a livello nazionale mostra una quantità di risorse effettivamente liquidabili agli Ambiti di molto inferiori a quelle prenotate a giugno scorso, quando erano complessivamente pari a 66.095.065 euro, e conferma quanto già si era evidenziato a seguito del Decreto di prenotazione delle risorse (DM 144 del 25 giugno 2021): il paese diviso a metà, con diverse regioni che non risultano beneficiarie di alcun contributo, o che vedono assegnato un contributo molto basso, in ragione di una dotazione insufficiente di assistenti sociali assunti stabilmente, che sono concentrate nel centro-sud (ad eccezione di Puglia e Sardegna) e le altre regioni che invece, rientrando pienamente nel range definito, ricevono risorse significative.
È da considerare, tuttavia che, per sostenere comunque gli Ambiti che non accedono all’incentivo, nei criteri di riparto del Fondo Povertà 2021-2023, è stato definito il riconoscimento a ciascun Ambito sociale di una somma pari per il 2022 al 50% della differenza tra la somma massima attribuibile e la somma prenotata. Ciò significa che anche gli Ambiti che non si vedono qui attribuite delle risorse, saranno comunque beneficiari di un contributo ad incentivo del potenziamento.
Tabella 1 – Distribuzione delle regioni per entità del contributo definito
| Nessun contributo | Basilicata; Calabria; Molise |
| Contributo inferiore a 500.000 euro a livello regionale | Abruzzo; Lazio; Sicilia; Valle d’Aosta |
| Contributo compreso tra 500.000 e 1 milione di euro | Campania; Marche |
| Contributo compreso tra 1 e 5 milioni di euro | Friuli Venezia Giulia; Piemonte; Puglia; Sardegna; Toscana; Umbria; |
| Contributo superiore a 5 milioni di euro | Emilia Romagna; Lombardia; Veneto |
E la Lombardia?
La Lombardia è la regione che nel complesso acquisirà maggiori risorse a livello nazionale, pari a 12,3 milioni di euro. Risorse significative ma anche in questo caso di molto inferiori (costituiscono il 73%) a quante ne erano state prenotate dagli Ambiti un anno fa.
Come mostra, infatti, il dato aggregato a livello di ATS, sono numerosi i territori che hanno fornito, a giugno 2021, un dato previsionale rispetto all’acquisizione di assistenti sociali a tempo indeterminato significativamente superiore a quanto poi avvenuto, e da ciò deriva lo scarto evidenziato.
Tabella 2 – Dati e somme liquidabili per ATS
| N° Ambiti che hanno effettuato prenotazioni in SIOSS | Risorse prenotate da DM 144 | Rapporto AS/abitanti da DM 144/2021 | Rapporto AS /abitanti da DM 126/2022 | Somme liquidabili | % risorse liquidabili su risorse prenotate | |
| ATS Bergamo | 14 | 1.963.336 | 4.865,1 | 5.983,7 | 1.196.476,93 | 61% |
| ATS Brescia | 11 | 2.119.665 | 4.761,2 | 5.087,4 | 1.889.936,38 | 89% |
| ATS Insubria | 16 | 2.148.527 | 5.003,6 | 6.314,0 | 1.197.977,53 | 56% |
| ATS Valpadana | 8 | 1.769.791 | 3.952,30 | 6.240,4 | 1.533.876,77 | 87% |
| ATS Città Metropolitana | 17 | 6.285.543 | 4.773 | 5.282,2 | 4.661.364,54 | 74% |
| ATS Brianza | 8 | 2.122.412 | 5.195,50 | 5.618,1 | 1.481.213,23 | 70% |
| ATS Montagna | 6 | 385.604 | 5.290,40 | 6.187,8 | 347.307,08 | 90% |
| ATS Pavia | 3 | 0 | 9.097,00 | 8.648,5 | 0,00 | |
| Lombardia | 83 | 16.794.878 | 4881,4 | 5.743,4 | 12.308.152,46 | 73% |
Guardando a come si posiziona la nostra regione rispetto al LEPS definito dal Ministero di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti, il primo dato significativo è che sono 83 su 91 gli Ambiti che hanno richiesto il contributo, mentre 8 Ambiti lombardi non hanno completato il caricamento dei propri dati in SIOSS.
Degli 83 Ambiti che hanno completato la compilazione dei dati, tuttavia, solo 62 hanno ottenuto un contributo, mentre 21 sono risultati fuori “range” e quindi non vi hanno avuto accesso.
Allo stesso tempo però i dati disponibili evidenziano un quadro complessivamente molto positivo.
Si consideri, infatti, che il rapporto complessivo pari a 1:5.743,4 abitanti (cfr Tabella 2), è relativo al solo personale assunto a tempo indeterminato, e non risultano qui conteggiati tutti gli assistenti sociali che operano nei Comuni e negli Ambiti con contratti a termine.
Considerando le diverse ATS, quelle di Bergamo, Brescia, Città Metropolitana e Brianza, risultano molto vicine al raggiungimento del LEPS, di poco seguite da Insubria, Valpadana e Montagna.
Gli ambiti dell’ATS di Pavia, già in fase di prenotazione delle risorse non erano risultati idonei alla prenotazione a causa di un rapporto AS per abitanti superiore a 1:6.500. Dai dati forniti oggi il rapporto è pari a 1: 8.648,5 abitanti, anche se non è del tutto rappresentativo, in quanto non sono disponibili i dati di tutti gli Ambiti del territorio.
Guardando più nel dettaglio ai dati dei singoli Ambiti, il primo elemento evidente è un’emorme disomogeneità: si va da un massimo di 1 a.s. a 3.400 abitanti per arrivare a territori dove gli assistenti sociali stabilizzati sono meno di 1 a 20.000.
Guardando ai territori aggregati per ATS si vede, tuttavia, che sono numerosi gli Ambiti che si collocano nella fascia di un rapporto superiore a 1:6.500, o addirittura al pari e oltre l’obiettivo di servizio di 1:4.000 abitanti (v. Fig. 1).
Figura 1
Quindi, come sta andando?
Se dal punto di vista del livello complessivo raggiunto l’intero territorio regionale si colloca in buona posizione rispetto al LEPS, e riesce anche ad ottenere una quantità significativa di risorse in termini di contributi, il forte scarto tra le risorse prenotate e quelle liquidabili e, in secondo luogo, l’ampia disomogeneità territoriale che vede diversi Ambiti non poter avere accesso al pieno contributo in quanto non ammissibili, porta ad alcune considerazioni.
Guardando allo scarto tra risorse prenotate e risorse liquidabili (per tutta la Lombardia la differenza è pari a circa 6 milioni) le dinamiche che lo possono spiegare sono diverse, e variano certamente secondo le caratteristiche territoriali. Tuttavia si sottolineano in particolare:
- La difficoltà di molti Ambiti a realizzare e chiudere le procedure per le assunzioni nei tempi utili richiesti dai Decreti;
- La scarsità di personale, in particolare di assistenti sociali, che si rileva ormai in tutta la nostra Regione (così come altrove in Italia) e che colpisce in particolar modo alcuni territori più periferici, rendendo di fatto impraticabili le assunzioni previste;
- La mobilità stessa del personale assunto che, in considerazione del mercato favorevole e dell’elevata domanda, ha possibilità di variare (per avvicinarsi al luogo di abitazione, per scegliere un territorio più appetibile…).
Guardando invece ai molti territori che di fatto non possono beneficiare del contributo pieno in quanto presentano un livello di copertura ancora troppo scarso per accedervi, si tratta di Ambiti che per lo più si sono indirizzati verso scelte diverse, che non prevedono l’assunzione diretta di assistenti sociali stabilizzati da parte dei Comuni o dello stesso Ambito, tanto per il servizio sociale professionale quanto per i servizi specialistici.
Tali territori, in controtendenza rispetto alla direzione che ormai è stata segnata in modo piuttosto chiaro dal Ministero, anche attraverso il Piano Sociale nazionale 2021-2023, si troveranno comunque a beneficiare di un contributo a valere su queste risorse, che si auspica possa effettivamente spingere verso una graduale riappropriazione dei servizi e del relativo personale.
Le risorse prenotate per il 2022
Guardando , infine, alle risorse prenotate per il 2022, queste sono state presentate, a febbraio 2021 da 84 Ambiti, per un totale di risorse prenotate pari a 17.841.904 euro, con una previsione complessiva di un rapporto a livello regionale che sale considerevolmente, portandosi a 1:4.614 abitanti. Il totale delle risorse prenotate a livello nazionale è pari a 81.795.380 euro, quindi la quota lombarda è pari ad oltre il 20% di quella nazionale.
Questi dati, se comparati a quanto precedentemente illustrato, mostrano che complessivamente gli Ambiti continuano ad investire – seppure con tutti i limiti e le differenze territoriali – nel potenziamento e nella stabilizzazione dei servizi attraverso questo strumento. Sebbene ancora non tutti i territori della regione riescano ad accedervi e alcuni territori abbiano scelto a monte di non presentare i propri dati, costituisce un’importante opportunità per raggiungere il LEPS. Allo stesso tempo risulta cruciale, , che tanto le risorse rese disponibili per i territori non beneficiari, quanto quelle disponibili da altre misure, convergano verso questo stesso obiettivo per evitare l’ampliarsi della forbice tra territori diversi e anzi per andare verso una sempre maggiore equità territoriale.



