A metà maggio è stato pubblicato il nuovo Piano triennale regionale dei servizi per il contrasto alla povertà 2021-2023 in attuazione del Decreto del 30 dicembre 2021 con cui è stato approvato il Piano nazionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà e il riparto del ‘Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale’ relativo al triennio 2021-2023.

Il Piano definisce le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo Povertà (quota servizi e quota marginalità estrema) e i criteri di individuazione degli Ambiti beneficiari della quota dedicata al contrasto alla povertà estrema e alla marginalità.
Il Piano deve ancora essere validato e eventualmente integrato dal Ministero, ed eventuali integrazioni o modifiche che saranno comunicate da regione, insieme alle indicazioni attuative, saranno via via utilizzate per integrare ad aggiornare l’articolo.

 

I servizi e gli interventi finanziabili col Fondo Povertà

I servizi e gli interventi finanziabili col Fondo Povertà sono quelli già richiamati dal Piano Nazionale, e si riferiscono agli obiettivi relativi all’utilizzo delle due quote del Fondo Povertà, e si pongono in sostanziale continuità con quanto realizzato nel triennio precedente, con alcune integrazioni.
Per quanto riguarda l’utilizzo della Quota Servizi del Fondo Povertà, gli obiettivi definiti sono:

  • Rafforzamento del Servizio Sociale Professionale, coerentemente con il LEPS che definisce il raggiugimento di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti e con l’obiettivo di servizio che porta il rapporto a 1:4000.
  • Attivazione di sostegni ai progetti di inclusione, rivolti a percettori di Reddito di Cittadinanza, attraverso: tirocini finalizzati all’inclusione sociale, il sostegno socioeducativo domiciliare o territoriale, incluso il supporto nella gestione delle spese e del bilancio familiare, l’assistenza domiciliare socio assistenziale e i servizi di prossimità, il sostegno alla genitorialità e i servizi di mediazione familiare, i servizi di mediazione culturale.
  • Servizio di Pronto Intervento Sociale, individuato come LEPS da garantire in ogni Ambito Sociale Territoriale.
  • Rafforzamento del segretariato sociale con funzioni di informazione, consulenza e orientamento.
  • Adeguamento dei sistemi informativi per garantire interoperabilità con la piattaforma GEPI.
  • Progetti Utili alla Collettività, che devono essere attivati dai Comuni, secondo la Legge di Bilancio 30 dicembre 2021 n° 234, almeno per un terzo dei percettori di Rdc residenti.

Per quanto riguarda gli interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà  estrema e senza dimora, gli interventi previsti, in coerenza con i LEPS definiti, sono:

  • LEPS Accessibilità e diritti esigibili: la residenza. definisce la necessità di garantire in ogni Comune alle persone che lo eleggono a proprio domicilio anche se prive di alloggio, servizi che permettano di rendere effettivo il servizio di iscrizione anagrafica.
  • Presa in carico e accompagnamento per l’accesso alle prestazioni universali: implementazione di Centri Servizi per il contrasto alla povertà dedicati ad offrire oltre alla presa in carico sociale, anche altri servizi erogati direttamente dai servizi pubblici o da enti del Terzo Settore o del volontariato (mense, docce), in un numero pari almeno a un centro servizi in 250 Ambiti Territoriali Sociali.
  • Housing First. Si definisce un concorso di risorse tra Fondo Povertà e PNRR, che prevede l’attivazione di 250 nuove progettualità, sempre sulla base del modello già concordato in Conferenza Unificata e delle Linee Guida. Al momento l’housing first non è considerato prefigurabile come LEPS.
  • Interventi di sostegno materiale. Il Piano richiama gli interventi di sostegno materiale quali interventi prioritari per il contrasto alla povertà e alla marginalità, per quanto non specificamente finanziato con quote specifiche del Fondo Povertà, ma quale ambito di intervento a cui concorrono diverse risorse.
  • Altri interventi e servizi dedicati alla marginalità estrema. La metà delle risorse del Fondo povertà riservate alla marginalità estrema sono dedicate alla programmazione di interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora individuati dai territori sulla base delle esigenze rilevate, sempre tenendo quale riferimento prioritario le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione in Italia”.

 

I pilastri del nuovo piano regionale: rafforzare servizi, operatori, reti e comunità

Il Piano regionale promuove – in riferimento all’implementazione degli interventi di cui sopra – una visione strategica che mira a potenziare il sistema di governance, in una logica di rafforzamento dei luoghi di coordinamento, di integrazione e sinergia tra diversi ambiti di policy, tra diverse tipologie di risorse e tra diversi attori, istituzionali e non.

In questa direzione è richiamato il consolidamento e il potenziamento di strumenti già in essere in molti territori, anche se ancora in forma molto disomogenea nella regione, quali lo sviluppo di accordi e protocolli di collaborazione tra Ambiti Territoriali, Servizi Specialistici delle ASST e Servizi per il lavoro; il potenziamento delle équipe multidisciplinari, quale strumento fondamentale per garantire una valutazione multiprofessionale e una presa in carico integrata, in particolare in riferimento a nuclei che portano bisogni complessi; il rafforzamento delle relazioni con il Terzo Settore, coerentemente con quanto già definito nelle Linee di indirizzo per la programmazione zonale 2021-2023, ma anche un rinnovato ruolo per le ATS, chiamate a favorire, come già sperimentato con successo in diverse aree territoriali lombarde, iniziative di confronto tra Ambiti Territoriali al fine di facilitare lo scambio informativo e la condivisione di strategie, soluzioni e strumenti operativi trasferibili in altri contesti.

Questi indirizzi si combinano con gli obiettivi definiti e le opportunità esistenti per il rafforzamento del sistema complessivo dei servizi, quali il potenziamento del Servizio Sociale Professionale e l’adeguamento dei sistemi informativi, e le opportunità di formazione e sviluppo di competenze degli operatori anche in ambito amministrativo, al momento attuale offerte in particolare dal progetto Rebuilding, che risultano strategiche per garantire un complessivo salto di qualità nella strutturazione dei servizi e degli interventi di contrasto alla povertà, dopo il primo triennio di attuazione.

Un’impostazione dunque che richiama allo stesso tempo il consolidamento e il rafforzamento dei servizi e il potenziamento dell’integrazione tra attori e misure diverse, anche richiamando la possibilità di individuare figure (facilitatori di rete) specificamente dedicate a gestire lo sviluppo e la sostenibilità della rete per garantire processi di presa in carico integrata.

Dal punto di vista degli interventi e dei servizi di contrasto alla povertà,  questi vengono collocati all’interno di una cornice complessiva che promuove l’assunzione di una dimensione generativa e di responsabilizzazione delle persone nei propri percorsi di fuoriuscita dalle condizioni di povertà e vulnerabilità, e di una dimensione comunitaria volta a valorizzare le risorse e gli attori della comunità territoriale, secondo una prospettiva di “Patto di comunità”.

In questa direzione, in relazione al rafforzamento dei servizi di accesso alle opportunità offerte dal sistema di welfare, oltre al potenziamento dei servizi di segretariato sociale e di pronto intervento, si richiama l’importanza di valorizzare gli spazi informativi informali gestiti da organizzazioni del terzo settore e del volontariato, quali punti di accesso capillari capaci di intercettare tempestivamente il bisogno e di fornire ai cittadini informazioni complete in merito all’accesso alla misura del RdC, alle funzioni svolte dai servizi di segretariato sociale e dal servizio Sociale professionale e alle opportunità offerte dal sistema di welfare territoriale nel suo complesso in tema di contrasto alla povertà.

In relazione, invece, all’attivazione di interventi e servizi per sostenere i percorsi di inclusione, così come sopra definiti, il Piano regionale, anche a partire dalle difficoltà segnalate dai territori in relazione ai processi di presa in carico dei percettori di RdC, sottolinea in particolare l’importanza di:

  • assumere una logica modulare sviluppando proposte di intervento modulari e progressive, che a partire da prese in carico leggere, anche nella logica della prossimità e della sussidiarietà, possano accompagnare, laddove necessario, verso interventi più strutturati e specialistici.
  • potenziare gli interventi di sostegno alla genitorialità con particolare attenzione alla presenza di minori, anche oltre i tre anni di vita, e in particolare adolescenti, che si trovano in condizione di vulnerabilità, attraverso valutazioni multidimensionali e l’attivazione di interventi volti a rafforzare le capacità genitoriali, anche attraverso interventi di tipo comunitario.

Sempre nella direzione di connettere quanto più possibile gli interventi di contrasto alla povertà con la dimensione di rafforzamento e sviluppo comunitario, il Piano suggerisce la valorizzazione delle tante esperienze di welfare di comunità sviluppate in questi anni dai territori lombardi, anche attraverso l’individuazione di figure professionali dedicate, anche nel quadro del contrasto alla povertà, a lavorare sulla costruzione di reti locali e sull’articolazione di interventi di tipo generativo e di attivazione dei beneficiari.

 

Le risorse e i vincoli

Come noto il Fondo Povertà, già dal precedente triennio, è suddiviso in tre quote differenti: la quota servizi, destinata al finanziamento di servizi per l’accesso, la valutazione multidisciplinare e i sostegni individuati nei Progetti di Inclusione Sociale, la quota povertà estrema e senza dimora, dedicata a finanziare interventi e servizi in questo ambito, e la quota care leavers, dedicata a sperimentare percorsi di autonomia di ragazzi e ragazze che al compimento della maggiore età si trovano fuori famiglia.

Se quota margialità estrema e quota care leavers sono rimaste stabili per tutto il primo triennio (2018-2020), e ugualmente sono previste stabili anche nel triennio 2021-2023, la quota servizi ha visto un incremento significativo, che ha visto la quota dedicata agli Ambiti lombardi passare da 31,7 milioni di euro nel 2018, a 35,5 milioni nel 2019, a 64,8 milioni nel 2020, con un incremento nel triennio pari al 104%.

Le risorse per il nuovo triennio vedono un’articolazione un po’ più complessa, dettata dall’individuazione di una quota annuale, a valere sul Fondo Povertà, da dedicare al contributo Assistenti sociali per l’assunzione di assistenti sociali a tempo indeterminato da parte dei territori. A partire dal 2022, dunque, una quota del Fondo pari a 180 milioni è riservata a questo specifico utilizzo,  per essere poi di anno in anno definita sulla base delle risorse prenotate dagli Ambiti Territoriali e ritenute effettivamente liquidabili. Le risorse residue confluiscono nuovamente nella Quota Servizi.
Al momento attuale, dunque, per la quota servizi del Fondo dedicata alla Lombardia sono definite le seguenti quote:

  • per il 2021 la quota Servizi per gli Ambiti lombardi è pari a 68.844.600 euro, di poco superiore alla quota 2020,
  • per il 2022 la quota Servizi è pari a 61.158.062 euro,
  • per il 2023 la quota Servizi già definita è pari a 47.982.600 euro.

Per il 2022 e per il 2023, oltre alla quota servizi gli Ambiti riceveranno anche le rispettive quote di contributo per l’assunzione di assistenti sociali a tempo indeterminato, sulla base delle risorse prenotate.
Per il 2022 gli ambiti lombardi hanno prenotato risorse pari a 16,8 milioni di euro, come da Decreto MLPS n. 144 del 25/06/2021 e l’effettivo ammontare sarà definito da Decreto MLPS entro giugno 2022.
Per il 2023 la quota dedicata al contributo assistenti sociali e il relativo eventuale incremento della quota servizi saranno definiti a seguito delle prenotazioni di risorse e dell’istruttoria che ne definirà l’effettiva liquidabilità.

Il raggiungimento del LEPS di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti è dunque perseguito tramite due canali differenziati: attraverso l’obiettivo di potenziamento del servizio sociale sul quale è possibile utilizzare le risorse della quota servizi, e attraverso il contributo per l’assunzione di assistenti sociali a tempo indeterminato come definito dalla Legge di Bilancio 2021.

Considerando il quadro delle risorse, è importante infine specificare che nel Piano Nazionale sono definiti alcuni vincoli per l’utilizzo: in particolare, per la quota servizi risulta vincolata ai servizi di Pronto Intervento una quota pari al 3,37% del totale, mentre sulla quota povertà estrema e senza dimora le risorse sono destinate per il 25% all’housing first, per il 12,5% ai servizi di posta e per un ulteriore 12,5% al Servizio di Pronto Intervento, in modo complementare a quanto già previsto a valere sulla quota servizi.

Riguardo alle risorse per la povertà estrema e senza fissa dimora, sul nuovo triennio sono previste per gli Ambiti lombardi 1.500.600 euro annuali.   Come definito da Piano regionale, gli Ambiti destinatari di queste risorse sono stati individuati sulla base di tre principi: garantire continuità rispetto alla precedente programmazione; assicurare copertura e omogeneità di interventi su tutto il territorio e prevenire il rischio di parcellizzare le risorse. Sono stati, pertanto, individuati tutti gli ambiti con un comune capoluogo di provincia e gli ambiti con almeno un comune con un numero di abitanti superiore a 44.650, limite ottenuto riparametrando quello della precedente programmazione (45.000) sulla base della percentuale di decremento della popolazione lombarda riferita al triennio 2018 – 2020 (dati Istat all’1/01/21), a cui si aggiunge la città di Milano, oggetto di specifico finanziamento da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Tabella 1 – Ambiti destinatari della quota Povertà Estrema del Fondo Povertà

ATS DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO Milano Città, Sesto San Giovanni, Lodi, Cinisello Balsamo, Garbagnate Milanese, Rho, Alto Milanese
ATS DELL’INSUBRIA Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Como;
ATS DELLA MONTAGNA Sondrio
ATS DELLA BRIANZA Lecco, Carate Brianza, Monza, Seregno;
ATS DI BERGAMO Bergamo;
ATS DI BRESCIA Brescia – 1;
ATS DELLA VAL PADANA Mantova, Cremona;
ATS DI PAVIA Pavia, Lomellina.