A fine aprile è stata presentata la proposta di legge regionale n. 222 di iniziativa consiliare “Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità” ed è stato avviato presso il Consiglio regionale l’iter istruttorio di approvazione. Il testo sottoscritto da tutti i componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, recepisce in maniera coerente il testo elaborato da Ledha.
Ricordiamo che il percorso che ha portato all’elaborazione della proposta di legge è iniziato nel 2019 su iniziativa di Ledha e con il coinvolgimento tutte le associazioni che ne fanno parte, seguito da un’ampia discussione pubblica[1] che ha portato, a novembre 2020, alla presentazione ufficiale in Regione del documento “Verso un Progetto di legge regionale”. Gli ultimi due anni si sono caratterizzati per un intenso dialogo con il Consiglio regionale, giungendo all’attuale proposta con l’auspicio che si possa arrivare all’approvazione il prima possibile e comunque entro la fine della legislatura.
Di seguito i principali contenuti della proposta.
Principi e finalità (art. 1)
La Regione – in attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la l. 18/09, e nel rispetto della l. 328/00 – riconosce e promuove la piena inclusione e partecipazione nella società delle persone con disabilità, garantendo a queste ultime il diritto fondamentale a vivere nella società e a condurre la propria esistenza con la stessa libertà di scelta delle altre persone. A tale fine, la Regione promuove azioni finalizzate a rendere effettivi i diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento a:
- possibilità di scegliere il proprio luogo di residenza e di decidere con chi vivere;
- accesso ai servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno necessari ad evitare isolamento o segregazione;
- fruizione dei servizi e delle strutture sociali, adattandoli ai loro bisogni.
All’orizzonte:
- Una sfida culturale: mettere al centro la persona, non come semplice soggetto che riceve un servizio sanitario o assistenziale, ma come soggetto che vuole essere e diventa protagonista attivo della vita e dell’attività sociale, aiutato e messo nelle condizioni di poterlo fare in modo autonomo.
- La necessità di attuare un processo di evoluzione e di riforma del modello attuale di welfare sociale per la disabilità basato sull’offerta di servizi e prestazioni in ambito sociale, educativo, lavorativo, sociosanitario e sanitario, ormai obsoleto.
L’obiettivo della proposta di legge regionale è di mettere a disposizione tutte le risorse disponibili nel sistema di welfare e gli interventi da esso generati a servizio dei progetti, desideri, preferenze delle persone con disabilità, di tutte le persone con disabilità.
Destinatari (art. 3)
Tutte le persone con disabilità (con età maggiore di 14 anni, in possesso di una certificazione di invalidità non inferiore al 46% o di una certificazione ai sensi dell’art. 3 della l. 104/92) senza alcuna distinzione connessa (ad es. alla tipologia di menomazione o compromissione piuttosto che all’intensità del bisogno di sostegno).
Politiche regionali (art. 4)
Il raggio di azione delle politiche regionali coinvolte non può che essere ampio comprendendo l’ambito delle politiche di welfare di carattere sociale e socio assistenziale, sociosanitario, sanitario ma anche di supporto all’inclusione scolastica e lavorativa delle persone con disabilità. Il pieno rispetto del diritto alla vita indipendente riguarda anche le politiche regionali relative all’accessibilità, alla mobilità e alla piena partecipazione alla vita sociale e politica, ambiti che potranno e dovranno essere oggetto di altri interventi normativi.
Progetto individuale di vita indipendente (art. 5)
La pietra angolare del processo di riforma della Proposta di legge è il Progetto individuale di vita indipendente.
Il riferimento esplicito è a quanto già previsto dall’art. 14 della L. 328/00, che stabilisce il diritto al Progetto individuale. Il disegno di legge regionale contiene una svolta di approccio. Oggi si scrive un Progetto individuale dopo che si è maturato l’accesso a una o più risorse pubbliche (es. inserimento in un centro diurno, utilizzo risorse FNA Misura B1 – B2, progetto Dopo di Noi ex L. 112/16). La proposta di legge pone l’accento sul fatto che il progetto individuale sia un progetto dinamico, che potenzialmente deve articolarsi lungo tutto l’arco della vita della persona e riguardare gli ambiti fondamentali dell’esistenza (abitare, occupazione e vita sociale) e che diventa l’elemento regolatore del sistema di welfare sociale, individuando le risorse e le competenze necessarie a sostenere il percorso di vita della persona e orientandone l’utilizzo. Non un documento che viene scritto “per” la persona con disabilità ma che deve essere redatto “da e con” la persona, diretta protagonista della propria vita.
Valutazione multidimensionale – coprogettazione (art. 6)
La valutazione multidimensionale, che si pone alla base della redazione del Progetto individuale, è intesa come primo e fondamentale momento di coprogettazione che vede coinvolta, come protagonista, la persona con disabilità con il supporto delle competenze presenti nel sistema sociale (Comuni) e sociosanitario (ASST) e di tutte le persone e realtà che possano essere utilmente disponibili.
Il cambiamento richiesto all’insieme di competenze già attive nel campo della valutazione multidimensionale si trova nell’esito che ci si attende da questo percorso, ovvero l’emersione dei desideri, delle preferenze, delle mete della persona, insieme alle proprie caratteristiche, esigenze e peculiarità e del suo ambiente di vita, familiare e sociale.
Budget di progetto (art. 7)
Il Budget di progetto rappresenta l’insieme delle risorse necessarie per l’implementazione del progetto individuale che tiene insieme, in una logica di integrazione sociosanitaria e di Fondo unico per la disabilità, tutte le risorse già presenti e disponibili nel sistema di welfare nazionale, regionale e locale. Significativo, in questa direzione, il passaggio di questo articolo della proposta di legge regionale in cui si specifica che le risorse già impegnate da Regione e Comuni per il pagamento dei servizi residenziali debbano essere messi nella disponibilità della persona e del suo progetto di vita anche in caso di percorsi di de istituzionalizzazione. Il Budget di progetto deve mettere in evidenza anche le risorse personali e quelle liberamente messe a disposizione dal proprio nucleo familiare piuttosto che dal proprio contesto sociale e comunitario di appartenenza.
Assistente personale (art. 8)
La proposta di legge riconosce alla persona con disabilità la possibilità di scegliere di avvalersi di un assistente personale per il soddisfacimento di determinati bisogni e necessità indicate nel progetto individuale, regolandone i rapporti contrattuali secondo le disposizioni previste dalla normativa vigente.
Si prevede – rimandando a successivi provvedimenti – di individuare forme di rimborso delle spese sostenute definendo i requisiti e le competenze dell’assistente personale necessari per l’erogazione di tali rimborsi.
Centri per la vita indipendente (art. 9)
La grande novità promossa riguarda l’attivazione dei Centri per la vita indipendente, ovvero strutture sociali e professionali di sostegno ai percorsi di progettazione personale e alla loro implementazione.
La proposta di legge prevede che i Centri per la vita indipendente sono servizi dei Comuni inseriti funzionalmente negli ambiti territoriali dei piani di zona e rientrano nella programmazione zonale. Risulta indispensabile il coinvolgimento della società civile e della comunità sociale, a partire dalle associazioni rappresentative delle persone con disabilità, utilizzando gli strumenti di coprogettazione e coprogrammazione previsti dall’articolo 55 del decreto legislativo 117/2017 (Riforma del terzo settore).
Unità di offerta sociosanitario e socio-assistenziale (art. 10)
Infine, ma non certo per ultimo, la proposta di Legge prevede di mettere mano ad una complessiva revisione del sistema di funzionamento e finanziamento della rete delle Unità di offerta sociosanitaria e socio assistenziale per le persone con disabilità. Si tratta del cosiddetto primo pilastro del modello di welfare sociale della nostra Regione, che assorbe una parte significativa delle risorse disponibili. Una rete capillare di servizi, diurni e residenziali, a cui oggi fanno riferimento migliaia di persone con disabilità, che vede istituzioni pubbliche lavorare a fianco con numerose realtà del terzo settore. Un sistema, denso di competenze e esperienze significative, che deve essere messo in condizione di svolgere il suo ruolo di promotore del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale oggi bloccato da un sistema di accreditamento e controllo di matrice sanitaria che non è più possibile considerare appropriato.
Dotazione finanziaria (art. 11)
Il progetto di legge, che anticipa in Lombardia quello che sarà poi implementato a livello nazionale con la Legge delega sulla disabilità, stanzia due milioni e 750 mila euro per il primo triennio 2022 – 2024, con possibilità di ulteriore integrazione sulla base delle necessità che emergeranno nell’attuazione concreta della legge.
[1] Alcuni articoli di approfondimento pubblicati su LombardiaSociale.it riguardo al proposta presentata da Ledha:
Vita indipendente. E’ tutto oro ciò che luccica?, contributo del dott. C. Francescutti, dirigente della Direzione Sociosanitaria e responsabile Servizio di integrazione lavorativa dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, ex Coordinatore del CTS dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, 30 gennaio 2020;
Melzi A. (a cura di), Vita indipendente, pronti alla svolta. Intervista a P.V. Barbieri, vicepresidente Diversity Europe Gr III e presidente Gr Disabilità CESE, già Portavoce Forum Terzo Settore, 17 dicembre 2020;
Melzi A. (a cura di), Vita indipendente, vera espressione di libertà di scelta. Intervista a S. Pomari, Segreteria SPI CGIL Lombardia e Monica Vangi, Segreteria CGIL Lombardia, 29 marzo 2021.


