Il nuovo bando volontariato

Attivo dal 1 aprile  fino al 16 maggio 2022, il nuovo bando regionale rivolto agli ETS di Regione Lombardia – organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale (anche quelle iscritte al registro nazionale ex 383/2000 e in fase di trasmigrazione nel RUNTS) e fondazioni del terzo settore – sostiene la realizzazione di progettualità nei territori lombardi, dedicate a fornire risposte prossime e concrete ai bisogni dei cittadini nel quadro di “un modello di crescita sostenibile e inclusivo che accresca le opportunità di benessere per le persone, le famiglie e le comunità”.

I partenariati, composti da almeno 4 ETS tra quelli a cui è rivolto il bando, dovranno sviluppare attività di interesse generale sinergiche e complementari con gli interventi territoriali esistenti,  in particolar modo con le iniziative realizzate nell’ambito della programmazione sociale territoriale per il triennio 2021-2023 e le politiche regionali per lo sviluppo sostenibile e il contrasto alla povertà. Rimane prioritario il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni, segnando un legame tra questo dispositivo e le recenti disposizioni della legge regionale “La Lombardia è dei giovani” (LR nr. 4/2022 del 31-03-2022), così come con il programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori finanziato da risorse del PNRR per promuovere misure di politica attiva e inclusione dei soggetti con condizioni di vulnerabilità sociale.

Destinatari privilegiati delle progettualità dovranno essere i nuclei familiari e i minori, gli adolescenti e i giovani, gli anziani, le persone con disabilità e altre fasce della popolazione in condizione di svantaggio o a rischio di esclusione.

Rispetto alle edizioni precedenti, quella del 2022 presenta alcune discontinuità, dovute, almeno in parte, alla minore disponiblità di risorse [2.552.887 € per il Bando 2022 contro i 4.581.666 euro del Bando 2020 e i € 3.521.440 del Bando 2019) e alle riflessioni maturate durante il lungo periodo di emergenza sanitaria da parte dell’Assessorato regionale, che hanno posto l’accento sulla necessità di interventi “capaci di fornire risposte concrete, in ottica di multidimensionalità del bisogno, che abbiano un forte carattere di prossimità in risposta ai bisogni dei cittadini e che vedano il territorio e i cittadini attori delle politiche di sviluppo sociale ed economico delle comunità locali”.

Rispetto al perimetro dei progetti vengono privilegiate azioni su scala territoriale invece che interprovinciali o regionali, con una prospettiva dunque locale, di maggior prossimità, di connessione forte tra bisogno (anche se inteso in modo multidimensionale, integrale) e risposta.

Vi è inoltre un’attenzione forte, ripresa in più occasioni, sul tema della “concretezza” delle azioni da realizzare nel progetto, sulla capacità di “produrre risultati di miglioramento concreti e duraturi nel quadro della strategia regionale di sviluppo sostenibile”. L’orientamento è dunque quello di investire su emergenze, urgenze, bisogni tangibili, più che su progettazioni lunghe (e larghe), su complesse azioni di rete finalizzate più al confronto, al dialogo, a promuovere cambiamenti di tipo culturale, sociale e politico di lungo periodo.

Sei le aree tematiche su cui si concentra il bando, ciascuna declinata poi in diverse priorità di intervento:

  1. Supporto alle persone in situazione di fragilità (5 priorità di intervento)
  2. Supporto all’infanzia e alla famiglia (5 priorità di intervento)
  3. Contrasto alla povertà educativa. Giovani e adolescenti. (4 priorità di intervento)
  4. Promozione della cultura del volontariato (4 priorità di intervento)
  5. Sviluppo di città vivibili (4 priorità di intervento)
  6. Sostenibilità ambientale (5 priorità di intervento)

 

La ricerca realizzata dal progetto ConTesti

Il progetto di ricerca ConTeSTI, Conoscere il Terzo Settore per Tracciare Itinerari, finanziato da Regione Lombardia attraverso il bando di Sostegno agli ETS 2020, realizzato dalle ACLI Lombardia APS insieme a CSVnet Lombardia, Forum terzo Settore Lombardia, Movimento Consumatori della Lombardia, Istituto per la Ricerca Sociale una rete ampia di soggetti ha contribuito ad analizzare e approfondire se, come e quanto le risorse impiegate dai dispositivi progettuali regionali degli ultimi anni siano stati in grado di concorrere all’interesse generale, favorendo nel contempo anche la tenuta e lo sviluppo delle organizzazioni e delle reti.

Obiettivo di fondo del progetto è stato quello di acquisire e diffondere conoscenza per aiutare e orientare i  decisori pubblici e le organizzazioni di Terzo Settore rispetto a come sostenere e promuovere in modo efficace l’autonoma iniziativa dei cittadini, trasformando i bisogni in risposte, le fragilità in azioni di cura, gli spazi sociali non presidiati, intesi in senso fisico e simbolico, in beni comuni.

Attraverso un’analisi dei bandi finanziati per il sostegno agli ETS negli anni 2018, 2019 e 2020, insieme a una serie di interviste ai responsabili dei progetti, a incontri periodici di comunità di pratica e grazie ad alcuni focus, il progetto ConTeSTI ha rilevato fenomeni e questioni interessanti, utili anche come spunti per lavorare alla progettazione in scandenza a metà maggio 2022.

Cos’è accaduto nell’ultimo quadriennio?

Dall’analisi dei progetti finanziati attraverso il Bando 2020, e in particolare delle linee di indirizzo su cui i progetti si sono orientati[1], un primo fenomeno emergente è legato al progressivo consolidamento delle reti progettuali, che hanno promosso iniziative in ambito sociale, educativo e di capacity building degli ETS, scegliendo nella maggior parte dei casi di lavorare per: contrastare gli effetti della pandemia (99 progetti su 157, pari al 63% del totale); favorire processi di welfare generativo (64 su 157,  pari al 41% del totale); rafforzare e sviluppare le attività degli enti che compongono i diversi partenariati (64 su 157, pari al 41% del totale). Minore è stato invece il numero di progetti negli ambiti legati a sanità, legalità, riduzione degli sprechi alimentari, azioni per il clima, interventi per la digitalizzazione.

Oltre ai dati di natura quantitativa, dal progetto di ricerca è emersa, oltre naturalmente a tutta una serie di indicazioni legate al faticoso periodo la pandemia, la necessità di lavorare rispetto al ripensamento organizzativo degli enti, sia per il reperimento dei volontari che per il mantenimento, lo sviluppo e la sostenibilità delle attività.

Un altro fattore interessante è rappresentato dal fatto che i nuovi bisogni delle comunità, legati alla crescita delle povertà e delle disuguaglianze, a problemi di carattere psicologico e a fenomeni di isolamento e solitudine (che l’emergenza sanitaria ha acuito), hanno fatto emergere anche una certa capacità di resilienza degli enti, che hanno individuato nuovi percorsi e strategie, attivando nuove reti (più ampie e plurali) di collaborazione, accogliendo un volontariato giovanile che prima non era intercettato.

Si è anche configurato un quadro nuovo rispetto alle reti, non tanto mutate nel numero o nella composizione, quanto negli impegni e nei ruoli. In particolare, i progetti regionali si sono qualificati, costruendo nuove alleanze, come connettori tra reti e attivatori di nuove progettualità attraverso la messa in comune di pratiche e azioni. La sfida ora per queste esperienze è quella di trovare forme nuove per dare continuità alle esperienze attivate, stante che il nuovo bando regionale privilegia interventi locali e parternariati più stretti, oltre che azioni più dirette nei confronti dei beneficiari.
Fra le dimensioni rilevate, appare qui utile richiamare:

  • l’esigenza di modificare gli assetti di rete nei parternariati, passando da una dimensione di “divisione dei compiti” a una di scambio di competenze, esperienze e apprendimenti.
  • l’importanza di valorizzare l’esperienza progettuale anche nella prospettiva di potenziare la struttura delle organizzazioni, insieme a competenze trasversali legate alla qualità delle relazioni, alla digitalizzazione, alla comunicazione, al fundraising e peopleraising.

Da ultimo, resta forte la richiesta da parte delle organizzazioni di strutturare dei luoghi in cui condividere narrazioni sui bisogni sociali in modo da trasformarli in apprendimenti e pratiche.

 

Quali attenzioni per la nuova progettazione?

La ricerca realizzata, raccogliendo considerazioni e spunti dalle organizzazioni che stanno realizzando progetti a valere sul bando 2020, ha evidenziato alcuni elementi di attenzione validi tanto per la fase di progettazione quanto per la fase di implementazione, e che riguardano quattro tematiche: la costruzione del partenariato e della rete di progetto; la crescita e il rafforzamento delle organizzazioni; l’interconnessione tra i progetti e le policies territoriali; la costruzione di condizioni per dare continuità alle azioni previste.

Partenariato e rete

La costruzione del partenariato e della rete costituiscono un primo passo essenziale alla definizione dei progetti. I partenariati, che nel nuovo bando sono previsti in una composizione minima di quattro enti, potranno infatti essere sostenuti nelle proprie azioni da reti di soggetti pubblici o privati con la funzione di rafforzare la sostenibilità e l’efficacia degli interventi.

La rete dei soggetti associati costituisce al contempo una grande opportunità per i progetti, al fine di garantire la connessione con il sistema di interventi e di politiche territoriali e di rafforzare ulteriormente la capacità di azione, e un rischio legato alla scarsa concretizzazione di questo apporto al momento dell’implementazione delle attività.
Per come definita nel bando, la rete costituisce dunque una grande opportunità se:

  • viene definita e costruita puntando sulla qualità delle relazioni, più che sulla loro quantità, secondo una logica di forte coerenza con il senso e la finalità del progetto;
  • è pensata, e progettata fin dall’avvio, come uno strumento di rafforzamento al quale dedicare un’attività di governo, coordinamento, cura delle relazioni e manutenzioni, predisponendo ad esempio dei momenti predefiniti di incontro, confronto e raccolta di input e opportunità in relazione alle azioni definite.

Una rete di progetto solo formalmente costituita rischia infatti di indebolire il progetto e dunque è importante che ad essa venga dedicata, fin dalla fase progettuale, una linea di attività specifica indirizzata a garantire la conoscenza in itinere dell’andamento del progetto e la possibilità di una collaborazione fattiva.

Capacity building delle organizzazioni

In relazione alle caratteristiche del bando e delle attività progettuali e rendicontative che vi sono previste, le esperienze relative al Bando precedente evidenziano l’importanza di prevedere la presenza di un capofila strutturato, in grado di sostenere gli oneri amministrativi della progettazione, della gestione e della rendicontazione, nonché, come espresso sopra, la partecipazione attiva di tutto il partenariato e della rete dei soggetti associati.

Il Bando costituisce, inoltre, un’opportunità significativa di intervenire – a fianco alla realizzazione delle attività rivolte ai cittadini e ai territori – a favore di un rafforzamento complessivo di tutte le organizzazioni che vi partecipano, in particolare attraverso:

  • la valorizzazione delle competenze fra partner in ottica di supporto reciproco e scambio, in particolare a vantaggio delle piccole organizzazioni;
  • il coinvolgimento dei giovani all’interno delle organizzazioni, utile a rafforzarle soprattutto in un’ottica di sviluppo e crescita futura. In questo senso le precedenti esperienze hanno evidenziato l’importanza di coinvolgere i giovani nell’ideazione delle attività e non solo come destinatari o nella semplice esecuzione di alcune attività, ma di dare loro uno spazio decisionale e libertà d’azione coinvolgendoli nell’individuazione di temi di loro interesse;
  • lo sviluppo, sempre più necessario in relazione ai tempi attuali, della capacità di agire secondo approcci e modelli di intervento flessibili, aperti alle opportunità e capaci di adattare il progetto ai cambiamenti di contesto, come insegnato dalla necessità dei due anni passati di ridefinire gli interventi in relazione alla condizione pandemica.

Complementarietà con le politiche territoriali

Dal punto di vista degli obiettivi e dei contenuti dei progetti, il Bando 2022 richiama l’importanza che i progetti si integrino con la programmazione regionale e con le iniziative in corso sul territorio, e che siano dunque in grado di dialogare con il sistema di politiche territoriali nel quale si inseriscono.

Da questo punto di vista è da considerare il fatto che i sistemi di welfare territoriali, a differenza di altri periodi storici in cui erano caratterizzati da una forte contrazione di risorse, sono oggi da diversi canali di finanziamento (si pensi ad esempio al Fondo Povertà, al PNRR, al Fondo Famiglia, al Fondo Non Autosufficienza, etc), nonché da alcune ridefinizioni e rivisitazioni degli assetti dei servizi (si pensi in particolare alla riforma ex L.22/2021, all’introduzione delle Case della comunità, all’estensione della speimentazione dei Centri per la famiglia, etc). Gli Ambiti Territoriali, hanno, inoltre, recentemente concluso i processi di programmazione dei nuovi Piani di Zona, nei quali a fronte di una complessiva analisi dei bisogni, definiscono le priorità di intervento per il prossimo triennio.
Il valore aggiunto dei progetti è dunque quello di riuscire a collocarsi in un quadro di riferimento più ampio connettendosi con i soggetti della programmazione e con le priorità individuate:

  • individuando target o aree di intervento che rimangono poco coperte da fondi pubblici vincolati o su cui l’attività peculiare del volontariato può fare la differenza;
  • interrogandosi sui reali bisogni a cui si vuole rispondere;
  • ricercando risultati concretamente raggiungibili in relazione alla complessità del quadro di insieme.

La continuità dei progetti

Guardando, infine, alle prospettive aperte dal Banndo in relazione alla crescita delle organizzazioni e del loro raggio di azione, esso costuisce al contenpo un’occasione per sperimentare o consolidare collaborazioni su temi di interesse generale, andando a sviluppare reti multiorganizzative che possano costituire una ricchezza e un valore anche oltre la conclusione delle azioni progettuali, e per avviare attività innovative anche con la prospettiva di innestarle nella propria operatività.

Per non disperdere tale valore occorre che le organizzazioni e i partenariati pianifichino fin da ora le opportunità di continuità futura di quanto proposto tramite il progetto o specifiche azioni, immaginando strategie concrete di integrazione con la propria operatività e anche sperimentando campagne di fundraising mirate sui temi di maggiore interesse collettivo.

 

 


[1] Ogni progetto poteva indicare fino a due linee di indirizzo prioritarie