Con DGR n. XI/5618 del 30 novembre 2021 è stata pubblicata la programmazione regionale dell’utilizzo del Fondo nazionale per il Sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita sino a sei anni, relativo all’annualità 2021 (seconda quota) e alle annualità 2022 e 2023.
Il sistema integrato 0/6 è stato istituito con La legge 107/2015, meglio conosciuta come “Buona scuola”, e poi definito con il successivo decreto legislativo 65/2017 che lo definisce finalizzato a garantire “pari opportunità di educazione e di istruzione, di cura, di relazione e di gioco, superando diseguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali” alle bambine e ai bambini dalla nascita fino ai sei anni, “per sviluppare potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, in un adeguato contesto affettivo, ludico e cognitivo”.
Il Sistema integrato mira a integrare e a mettere a sistema nidi e micronidi, sezioni primavera, servizi integrativi (spazio gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesti familiari) e scuole dell’infanzia, attraverso il coinvolgimento degli enti locali (che gestiscono i servizi in forma diretta o indiretta), di enti pubblici e soggetti privati.
Il Sistema Integrato 0/6 istituisce un Fondo nazionale, da utilizzarsi per la costruzione di nuovi servizi e/o la ristrutturazioni di servizi esistenti, il sostegno delle spese di gestione dei servizi e la formazione continua del personale dei servizi.
Il nuovo Piano di azione nazionale pluriennale per il quinquennio 2021/2025 rende disponibili complessivamente 307,5 milioni di euro per l’annualità 2021 e 309 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2022 e 2023. Le risorse sono erogate direttamente dal Ministero ai Comuni, sulla base della programmazione regionale.
Principali caratteristiche del sistema regionale
La programmazione regionale definisce le tipologie di intervento ritenute prioritarie per qualificare e sostenere la rete dei servizi di prima infanzia e di istruzione erogati dalle istituzioni educative a titolarità pubblica e privata e dalle scuole dell’infanzia paritarie comunali e private.
Prima di declinare le priorità, il Piano individua alcune caratteristiche del sistema di educazione e istruzione 0/6 anni in Lombardia:
- il sistema è costituito da asili nido, micronidi, nidi famiglia e centri prima infanzia, sezioni primavera e servizi integrativi gestiti dagli enti locali in forma diretta o indiretta.
- La rete dei servizi rivolti alla prima infanzia /da zero a tre anni) è costituita da 1.807 asili nido, 253 micronidi, 267 nidi famiglia e 83 centri prima infanzia per un totale di 2.410 unità di offerta. I posti in esercizio sono 63.524 e coprono il 31,7% della popolazione di età compresa da zero a tre anni.
- Le scuole per l’infanzia bambini e delle bambine in età prescolare (da 3 a 6 anni) sono in larga maggioranza scuole paritarie (1.300 scuole su un totale di 1.700). Le scuole per l’infanzia sono frequentate da oltre 133.000 bambini e bambine (di cui oltre 105.000 nelle scuole paritarie private, pari a circa il 50% del totale degli iscritti alla scuola dell’infanzia). In numerosi comuni lombardi, l’offerta di istruzione è garantita esclusivamente da scuole dell’infanzia autonome non statali e non comunali.
- Nel 2020, anche in ragione dell’emergenza dovuta alla pandemia, la rete dei servizi per la prima infanzia è stata sostenuta attraverso il Fondo sociale regionale con 10,4 milioni di euro;
- Dal 2016, Regione Lombardia ha sperimentato una specifica misura denominata “Nidi Gratis”, grazie alla quale le famiglie in condizione di vulnerabilità economica e sociale (ISEE 0-20.000 euro) hanno potuto beneficiare dell’abbattimento della retta dovuta per la frequenza di nidi pubblici o privati convenzionati (15.029 nuclei familiari ammessi al finanziamento nell’anno 2019/2020 e 6.452 nuclei ammessi nell’anno educativo 2020/2021).
Priorità di intervento
Per l’utilizzo delle risorse della seconda quota del 2021 e per il biennio 2022/2023 il Piano definisce le tipologie di intervento prioritarie:
- contributo per le spese di gestione delle istituzioni educative per la prima infanzia comunali e private e delle scuole dell’infanzia paritarie comunali e private, attraverso la parziale copertura degli oneri di gestione e promozione della diffusione dei Poli per l’infanzia, anche al fine di raggiungere almeno il 33% di copertura della popolazione sotto i tre anni a livello regionale in coerenza alla normativa comunitaria e nazionale;
- stabilizzazione e potenziamento delle sezioni primavera, di norme aggregate alle scuole dell’infanzia statali o paritarie o inserite nei Poli per l’infanzia, per superare progressivamente gli anticipi di iscrizione alla scuola dell’infanzia;
- sostegno alla qualificazione del personale educativo e docente e promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali.
Risorse e criteri di riparto
In relazione al riparto delle risorse del Fondo statale tra le Regioni, queste sono le risorse definite per i Comuni lombardi:
| Seconda quota 2021 | 2022 | 2023 |
| 5.368.920,76 € | 48.973.299,85 € | 48.973.299,85 € |
Le risorse disponibili, per la seconda quota dell’annualità 2021, sono ripartite secondo i seguenti criteri:
- Il 5% delle risorse – per il 2021 pari a 2.354.952 euro– è destinato agli Ambiti Territoriali per il sostegno alla qualificazione del personale educativo e docente e per il finanziamento dei coordinamenti pedagogici territoriali. In merito saranno definite linee guida regionali, che saranno approvate d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, sentiti il tavolo paritetico di coordinamento di cui all’art. 11 del Piano ed il Tavolo regionale di confronto.
Tale quota è ripartita tra i comuni aggregati negli ambiti territoriali in proporzione alla popolazione di età compresa tra 0 e 5 anni (Dati ISTAT) alla data del 1 gennaio 2021 ed è assegnata al comune dell’ambito con la maggior popolazione di età compresa tra 0 e 5 anni, sempre alla data del 1 gennaio 2021, per l’attuazione coordinata delle attività afferenti al medesimo ambito. - Il restante 95% delle risorse è ripartito fra tutti comuni che hanno attivato almeno uno dei servizi per la popolazione da zero a sei anni, secondo i seguenti criteri:
- per il 30% in proporzione alla popolazione di età compresa tra zero e sei anni, come risultante dai dati dell’ISTAT alla data del 1 gennaio 2021;
- per il 70% in proporzione alla percentuale di posti autorizzati e bambini iscritti ai servizi del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, nonché delle pratiche ammesse alla Misura «Nidi Gratis», di cui:
- il 45% relativo ai posti autorizzati nei servizi pubblici e privati per la prima infanzia attivi in Lombardia alla data del 30 giugno 2021: asili nido, micronidi, nidi famiglia e centri prima infanzia (Fonte: AFAM Anagrafica regionale delle unità di offerta sociali);
- il 5% relativo al numero di pratiche rendicontate dai comuni aderenti alla Misura «Nidi gratis» annualità 2020/2021;
- il 15% relativo agli iscritti alle Scuole per l’infanzia paritarie autonome e paritarie comunali (dati Ufficio Scolastico Regionale a.s. 2020/2021);
- il 5% relativo agli iscritti ai servizi educativi a favore di bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi denominati «Sezioni Primavera» (dati Ufficio Scolastico Regionale a.s. 2020/2021).
Per le annualità successive i criteri restano i medesimi, ad eccezione della quota del 5% relativa alle pratiche rendicontate dai Comuni rispetto alla misura Nidi Gratis, che non viene più considerata, andando a portare al 20% il peso del numero di iscritti alle scuole per l’infanzia.
Con D.d.s. 14 dicembre 2021 – n. 17307 la Regione approva l’elenco dei comuni ammissibili al finanziamento sulla base dei criteri riportati, e stabilisce per ogni Comune l’ammontare della seconda quota 2021 e delle quote per il 2022 e per il 2023, nonché la quota finalizzata al coordinamento pedagogico per i Comuni che, tra quelli degli Ambiti, hanno una maggior popolazione di età compresa tra 0 e 5 anni.
In merito alla ripartizione delle risorse tra i Comuni e al loro utilizzo, si specifica che:
- le risorse del Fondo nazionale devono intendersi aggiuntive a quelle normalmente già stanziate dai Comuni e a quelle relative ad ogni altra forma di contribuzione prevista dalla normativa statale e regionale;
- le risorse sono destinate ai Comuni, che provvedono al riparto delle risorse a livello territoriale, seguendo questi criteri:
- il 65% per i servizi di prima infanzia sia pubblici privati (nel 2022 e 2023 la quota diventa il 60%)
- il 25% per i servizi di istruzione delle scuole dell’infanzia paritarie comunali e private (nel 2022 e 2023 diventa il 30%)
- il 10% per i servizi educativi a favore dei bambini e delle bambine di età compresa tra i due e i tre anni (Sezioni Primavera);
- i Comuni hanno comunque la possibilità, in relazione a proprie specifiche caratteristiche ed esigenze territoriali, di rideterminare le quote, e eventuali cambiamenti dovranno essere motivati in fase di monitoraggio della spesa.
- Il Fondo deve essere ripartito dai Comuni a favore dei servizi e delle scuole dell’infanzia paritarie in proporzione al numero dei bambini iscritti.
Quale ruolo per gli Ambiti?
L’individuazione, già da Piano nazionale, di un ruolo definito per gli Ambiti Territoriali in relazione al coordinamento pedagogico e alla formazione del personale, costituisce un’importante novità in questo ambito. L’attuazione del sistema integrato di educazione e istruzione nella fascia 0/6 anni, nonostante proponga l’assunzione di una programmazione integrata tra sistema dell’istruzione e sistema dei servizi sociali, a cui afferiscono i servizi per la prima infanzia nella fascia 0-3 anni, è rimasta principalmente in capo al settore dell’istruzione, e comunque affidata al singolo Comune.
Già a seguito del dell’istituzione del Fondo 2017/2019 e del relativo riparto delle risorse tra i Comuni, ANCI Lombardia aveva sollecitato a una programmazione a livello di Ambito, capace di agire con una visione di insieme sui costi dei servizi, sugli importi delle rette a carico delle famiglie e sulla sostenibilità delle spese per i Comuni, anche in relazione alla misura “Nidi gratis”.
Un richiamo coerente con l’esperienza passata, che aveva molto ingaggiato gli Ambiti territoriali, in relazione al Piano di sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. L’esperienza del Piano Straordinario Nidi, avviata nel 2007 e conclusasi nel 2014, aveva visto uno stanziamento straordinariamente ingente di risorse (oltre 600 milioni a livello nazionale, oltre 60 milioni per la Lombardia), finalizzato al sostegno della rete dei servizi per la prima infanzia. In quegli anni, gli Ambiti Territoriali erano stati chiamati ad agire un ruolo programmatorio in relazione all’analisi della domanda, alla definizione del fabbisogno e alla programmazione degli interventi a livello di Ambito.
Quello che si apre oggi per gli Ambiti su questa partita è invece un ruolo del tutto diverso, che non ha finalità di programmazione rispetto alla distribuzione e all’utilizzo delle risorse (che resta in capo ai Comuni sulla base delle indicazioni del Piano), ma che prevede un ingaggio in relazione al coordinamento pedagogico e alla formazione del personale educativo e docente, sulla base delle Linee Guida che saranno stilate a livello regionale.
Non da ultimo, in termini di difficoltà, le risorse destinate a questa funzione non sono erogate direttamente agli Ambiti, bensì ai Comuni che all’interno degli Ambiti hanno una maggiore popolazione nella fascia 0-5 anni (come dettagliato nelle tabelle degli allegati a), b) e c) del D.d.s. n° 17307). Questo comporterà la necessità di definire le modalità di passaggio e utilizzo delle risorse, anche in relazione ai Comuni effettivamente destinatari delle attività di coordinamento pedagogico e di formazione.
Si tratta dunque di un passaggio non scontato per gli Ambiti, che devono riprendere in mano un tema che da alcuni anni non li aveva più ingaggiati. Per alcuni sarà probabilmente più semplice perché a partire dall’esperienza del Piano Nidi sono seguite altre esperienze di lavoro nell’ambito dei servizi per la prima infanzia, in particolare connessi al tema del contrasto alla povertà educativa. Altri Ambiti si troveranno invece a riaprire questo fronte a distanza di anni e con un ruolo del tutto diverso dalla funzione programmatoria che li contraddistingue.
Si segnala che ANCI Lombardia ha previsto un momento di approfondimento e confronto con i Comuni e gli Ambiti Territoriali lombardi, con un webinar dedicato ai servizi educativi che si terrà il 12 gennaio 2022. Maggiori informazioni in questa nota di ANCI.


