Il rapporto I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione presenta tutti i principali dati disponibili relativamente alle condizioni dei bambini e dei ragazzi in Italia, suddivisi per tematica e per Regione. Il rapporto, che era già stato pubblicato nel dicembre 2018, è pensato come complementare all’analisi nazionale sviluppata nel Rapporto annuale di monitoraggio con l’obiettivo di offrire una fotografia regionale attraverso una serie di indicatori.
Il rapporto si articola in schede regionali, che offrono dati sintetici e comparati con quelli relativi al livello nazionale, e con quelli pubblicato nel 2018, in merito a sette aree tematiche:
- L’area tematica Dati demografici offre una fotografia delle tendenze socio-demografiche in corso;
- L’area sulle Risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza presenta un quadro delle risorse europee del PON scuola, fondi nazionali che hanno una stretta attinenza con infanzia (FNPS, Fondo per la famiglia, Fondo per sistema integrato 0-6), nonché la spesa dei comuni per interventi e servizi sociali per l’area famiglia e minori e la spesa per servizi educativi alla prima infanzia. Come definito nel rapporto sono dunque state utilizzate tutte le fonti disponibili di dati disaggregati a livello regionale[1].
- L’area Povertà materiale e educativa presenta dati sulla povertà economica, abitativa e alimentare.
- L’area Ambiente familiare e misure alternative presenta i dati relativi all’offerta di servizi a supporto della genitorialità, ai minori che si trovano fuori famiglia, in affido o in comunità e ai minori con genitori detenuti.
- L’area Educazione, gioco e attività culturali riporta un quadro relativo all’offerta di servizi educativi per l’infanzia e alla popolazione scolastica con alcune specifiche riguardo agli alunni stranieri e agli alunni con disabilità
- L’area Salute e servizi di base presenta i dati relativi all’offerta di servizi rivolti alla fascia infantile e adolescenziale e i dati relativi ad alcuni indicatori di salute della popolazione
- L’area della protezione riporta i dati relativi ai Minori Stranieri Non Accompagnati, ai minori detenuti o sottoposti a misure alternative e ai minori vittime di abusi.
Il rapporto del Gruppo CRC è pensato in prima istanza quale strumento di diffusione di dati ad ampio spettro sulla condizione dei bambini e dei ragazzi in Italia e nelle varie realtà regionali, grazie all’utilizzo di dati validati da fonti “ufficiali” e si propone come occasione per individuare campi di ulteriore approfondimento e come spinta per le Pubbliche Amministrazioni, affinché si impegnino nella “raccolta puntuale, sistematica e disaggregata di informazioni necessarie a programmare interventi efficaci e sostenibili per bambini, adolescenti e le loro famiglie.”
Riportiamo in questo articolo alcuni dei dati maggiormente rilevanti e significativi, rimandando all’intero rapporto per una lettura sistematica delle varie aree e al Rapporto di aggiornamento annuale sull’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC).
La fotografia delle condizioni di infanzia e adolescenza in Lombardia
Quanti sono i minori in Lombardia
Le persone di minore età in Lombardia sono 1.607.549, il 16,1% della popolazione totale della regione, contro una media nazionale del 15,7%. Di questi, il 16% sono stranieri, una percentuale di molto maggiore della media nazionale, pari al 10,9%.
Dal punto di vista della composizione familiare, il rapporto indica due dati riferiti alla percentuale di nuclei monogenitoriali, pari al 15,4% (inferiore al 17,5% nazionale) e a quella dei nuclei con 5 o più componenti pari al 4,7% inferiore al 5,2% nazionale. Entrambe queste tipologie di nuclei, pur essendo in Lombardia in percentuale inferiore al resto d’Italia, sono in crescita e – come riportato nel rapporto – si tratta dei nuclei maggiormente a rischio di povertà.
Risorse dedicate a infanzia e adolescenza
Dal punto di vista delle risorse dedicate a infanzia e adolescenza, in particolare per quanto riguarda i fondi nazionali che hanno una stretta attinenza con infanzia in Lombardia, questa è la panoramica riportata.
| Lombardia (milioni di euro) | Italia (milioni di euro) | % Lombardia su totale nazionale | |
| Quota FNPS 2020 Vincolata per minori e famiglia | 27.476.524 | 190.991.796 | 14,39 |
| Quota di finanziamento del programma P.I.P.P.I. (FNPS 2020) | 437.500 | 3.937.500 | 11,11 |
| Quota del Fondo Nazionale 0-6, 2021 | 47.009.038,24 | 307.500.000 | 15,29 |
| Quota del Fondo per le Politiche della Famiglia, 2021 | 3.629.537,97 | 25.650.445 | 14,15 |
| Spesa dei Comuni per interventi e servizi sociali per l’Area famiglia e minori (escluso servizi per la prima infanzia) – 2018 | 349.983.039 | 1.670.050.844 | 20,96 |
| Spesa dei Comuni per i servizi socio-educativi alla prima infanzia, 2019 | 189.409.024 | 1.215.880.352 | 15,58 |
Povertà materiale e educativa
Guardando ai minori in condizioni di povertà, la percentuale di persone di minore età in povertà relativa è del 16,6%, inferiore di 3,8 punti rispetto alla media nazionale, ma con una tendenza in aumento di 2,6 punti rispetto al precedente Rapporto. Altro dato significativo è quello che vede l’11,3% dei minori lombardi vivere in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali, vicino al 12,8% nazionale.
Rispetto alla media nazionale, risulta particolarmente alto invece il dato relativo ai bambini e i ragazzi tra i 3 e i 17 anni che praticano attività sportiva in modo continuo o saltuario, che sono il 70% in Lombardia, e di quasi 10 punti percentuali in meno in Italia.
Sempre più alti della media nazionale, anche se con un divario limitato, i dati relativi alla povertà digitale:
| Lombardia (milioni di euro) | Italia (milioni di euro) | % Lombardia su totale nazionale | |
| % di famiglie che dispongono di accesso ad Internet da casa | 82,6 | 79 | 3,6 |
| % di famiglie che dispongono di connessione a banda larga, 2020 | 81,5 | 77,8 | 3,7 |
| % di minori tra 6 e 17 anni che non utilizzano internet, media 2019-2020 | 13,9 | 15,7 | -1,8 |
| % di minori tra 6 e 17 anni che hanno almeno un PC/tablet e una connessione a internet, media 2019-2020 | 92,2 | 88,6 | 3,6 |
Un quadro, quello relativo all’accesso a internet e ai devices, che in altri periodi sarebbe stato meno preoccupante, ma che oggi ci dice che in Lombardia, il 17% delle famiglie non ha un accesso internet a casa, e questo significa di fatto esclusione dalla Didattica a Distanza nei periodi di lockdown o in caso di quarantene, e dunque elemento di forte esclusione dalle opportunità educative.
Ambiente familiare e misure alternative
I dati riportati in questo capitolo del report presentano in particolare la situazione dei bambini e dei ragazzi che si trovano fuori famiglia.
In Lombardia l’1,5 minori ogni mille residenti (in linea con la media italiana) si trova in affidamento familiare, senza considerare i Minori Stranieri Non Accompagnati. L’affido riguarda per lo più i ragazzi sopra i 10 anni (oltre il 60%) e si conclude nel 40% dei casi con il rientro nella famiglia di origine e per il 30% con il passaggio a un servizio residenziale.
Sono invece l’1,3 per mille dei residenti tra 3 e 17 anni i minori che si trovano in strutture residenziali, sempre al netto dei MSNA. Se guardiamo invece solo a bambini e ragazzi stranieri, bel il 50% di loro si trova in una struttura comunitaria. Dai dati presentati nel rapporto, emerge il fatto che mentre dall’affido famigliare si può fare rientro nella famiglia di origine (40% dei percorsi di dimissione), questo accade molto più raramente per i bambini e i ragazzi accolti in strutture residenziali (16,5% contro il 21,8% nazionale), mentre il 47,8% dei percorsi di dimissione porta ad un’altra struttura residenziale, mentre questo accade solo nel 28,7% dei in casi nel resto di Italia, dato che richiederebbe ulteriori approfondimenti per capire quali sono i percorsi di accoglienza e come si strutturano nella nostra regione in relazione alle altre.
Infine, un dato rilevante in merito alla presenza nella nostra regione di persone detenute con figli minori, che sono il 17%, vale a dire 5.013 persone in 19 Istituti penitenziari, pari al 10% dei 190 istituti penitenziari presenti in Italia.
Educazione, gioco e attività culturali
Dal punto di vista dei servizi educativi, il numero di posti nei servizi socio-educativi per la prima infanzia per 100 bambini di 0-2 anni risulta pari al 31,7% contro il 26,9% a livello nazionale, ed è sensibilmente più alta la percentuale di Comuni coperti dai servizi socio-educativi per la prima infanzia: l’80,5% dei Comuni lombardi, contro il 60,1% in tutta Italia.
Per quanto riguarda i 225mila bambini iscritti alla scuola dell’infanzia si evidenziano in particolare due dati: in Lombardia sono davvero residuali le sezioni antimeridiane, cioè che garantiscono solo l’orario mattutino, pari al 1,3% mentre la media nazionale è del 10,5%. Ciò significa che quasi la totalità dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia in Lombardia hanno la possibilità di frequentare anche nelle pre pomeridiane, elemento significativo anche in un’ottica di conciliazione dei temi di vita e di lavoro per i genitori.
Il secondo dato riguarda il fatto che nella nostra regione solo il 58% dei bambini è iscritto a una scuola pubblica, mentre tutti gli altri frequentano scuole dell’infanzia private. In Italia a frequentare le scuole dell’infanzia pubbliche è invece il 73% dei bambini.
Un altro dato rilevante relativo al tempo scuola e ai servizi offerti, riguarda gli alunni della scuola primaria che usufruiscono del servizio mensa, pari all’80,44% nella nostra regione, mentre si tratta solo del 56,32% come media nazionale.
Uno sguardo poi agli studenti stranieri nei vari ordini di scuola:
- nelle scuole dell’infanzia sono il 17,3%, di cui è nato in Italia l’85,2%
- nella scuola primaria rappresentano il 17,9% di cui è nato in Italia il 76,7%
- nella scuola secondaria di I grado sono il 16,2%, di cui è nato in Italia il 61,6%
- nella scuola secondaria di II grado sono l’11,2%, di cui è nato in Italia il 41,6%.
In merito al tema degli abbandoni scolastici, la percentuale di persone di 18-24 anni che hanno conseguito la sola licenza media e non sono inseriti in un programma di formazione (Early School Leaver) è del 11,9% (media italiana 13,1%), mentre la percentuale di persone di 15-29 anni che non lavorano e non studiano (Neet) è del 17,4% (media nazionale 23,3%).
Salute e servizi di base
Considerando l’area salute e servizi, il numero medio di residenti per sede consultoriale in Lombardia è di 39.966 (media italiana 32.325). Sono presenti 59 punti nascita, di cui il 10,2% con meno di 500 parti l’anno (quota inferiore di 13,8 punti rispetto alla media nazionale del 24%) e in diminuzione rispetto ai dati riportati nel precedente Rapporto.
I bambini residenti per medico pediatra sono 1070,7 (Italia 966,7), con una tendenza in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.
Protezione
Infine, il rapporto evidenzia alcuni dati in merito al tema della protezione.
I minori stranieri non accompagnati presenti e censiti in Lombardia sono 732 (Italia 7.802), tendenza in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.
Sono riportati, in ultimo, i dati relativi ai minori vittime di abusi, significativi per indicare quali sono i numeri dei bambini e ragazzi di cui sono noti una storia o un evento di maltrattamenti e/o abusi, pur sapendo che il fenomeno non è tutto tracciabile attraverso dati, se non per quei minori che sono intercettati dalla rete dei servizi o dall’Autorità Giudiziaria.
[1] Il Gruppo CRC ha recentemente pubblicato il rapporto “Le risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza in Italia”, dedicato integralmente a fare il punto sui fondi e le risorse disponibili a livello nazionale.


