Il vademecum riprende gli articoli di maggior rilievo nell’area tematica dedicata alla programmazione e al sistema di governance regionale pubblicati su LombardiaSociale.it tra ottobre 2020 e settembre 2021 e si compone di quattro parti: la prima propone alcuni contributi di analisi del percorso di riforma della L.R 23/2015 recentemente avviato dalla Regione; la seconda si concentra sulla nuova programmazione zonale 2021-2023 e sugli indirizzi forniti dalla Regione ai territori; la terza offre tre spunti in merito alle priorità per il prossimo triennio, sia per il nostro contesto regionale, sia in relazione al nuovo Piano Sociale nazionale degli interventi sociali; nella quarta e ultima parte, infine, sono riportati due articoli dedicati al finanziamento del welfare regionale e ai dati della spesa sociale.
Il percorso di riforma della l.r. n. 23/15
In relazione al percorso di riforma della L.R. 23/2015, il primo articolo della sezione, La riforma lombarda vista dal centro, riprende le principali osservazioni e valutazioni del Ministero della Salute in merito all’attuazione della Legge, a chiusura del quinquennio di sperimentazione. La valutazione si rendeva necessaria per poter intraprendere il percorso di messa a regime della riforma del sistema sociosanitario lombardo. A fine anno è stato pubblicato il rapporto, effettuato con il supporto dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – Agenas – che, oltre alla valutazione dei risultati raggiunti in termini di impatto dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria ai cittadini lombardi, nella parte conclusiva, enuclea prescrizioni correttive e suggerimenti di sviluppo, che il Legislatore lombardo ha dovuto recepire avviando il percorso di revisione della Legge.
Il secondo contributo presenta quindi Le linee guida per la nuova riforma sociosanitaria lombarda, dettagliando i principali contenuti delle linee di sviluppo approvate per la revisione del sistema sociosanitario lombardo a cinque anni dalla sperimentazione dell’assetto riformato dalla l.r. 23/2015, sulla base delle raccomandazioni di AGENAS e del PNRR.
A questo segue, Revisione l.r. 23: quali prospettive per il sociale?, un’analisi in merito ai principali cambiamenti ipotizzati nella proposta di riforma approvata dalla Giunta in relazione specificamente al welfare sociale locale. La proposta prevede infatti diverse possibili modifiche negli assetti di governance e nella creazione di nuovi presidi territoriali, da considerare in particolare in relazione alla fase programmatoria in corso.
La prima sezione si chiude con il contributo Riformare le riforme. Riflessioni sull’evoluzione del SSN e L.r. 23 che riflette sul processo di riforma della Legge 23 in corso e sull’efficacia dei processi di riforma, individuando alcune sfide prioritarie in relazione allo sviluppo di un sistema sociale territoriale di protezione sociale per le persone anziane che sia davvero efficace per garantire socialità e protezione.
La nuova programmazione zonale
La seconda parte del Vademecum esplora la nuova programmazione zonale, a partire dai risultati raggiunti nel triennio precedente.
L’articolo Esiti e prospettive per i nuovi Piani di Zona è dedicato a commentare i risultati raggiunti dal precedente triennio, in particolare in merito alla prospettiva dell’azzonamento. Un obiettivo che non sembra aver raggiunto pienamente i risultati attesi e soprattutto che ora pone un nodo cruciale da sciogliere circa la dimensione futura degli ambiti. Pone inoltre un tema cruciale, legato alla mancata approvazione della programmazione relativa al triennio precedente da parte di ben 19 Ambiti su 91, e alle dirette conseguenze sulla nuova programmazione, anche in relazione alla riforma della L.R 23/2015.
Segue un contributo di sintesi dei punti principali delle linee di indirizzo della nuova programmazione zonale definiti con la DGR n. XI/456 che di fatto durerà un biennio, così come il ciclo precedente: premialità a chi programma obiettivi a livello sovrazonale e con il coinvolgimento di diversi attori; riconoscimenti a chi si è azzonato; macroaree prioritarie su cui far convergere gli obiettivi programmatori.
Le priorità per il prossimo triennio
La terza parte del Vademecum presenta tre spunti importanti per il futuro del welfare lombardo.
Il primo articolo, Ultimi due anni di legislatura regionale: istruzioni per l’uso, a firma di Cristiano Gori e Valentina Ghetti, interviene a metà legislatura per evidenziare – a partire dai principali punti di caduta delle precedenti legislature – le attenzioni strategiche necessarie per promuovere effettivi cambiamenti e trasformazioni nell’assetto del welfare sociale lombardo.
Il secondo contributo, Servizi sociali e livelli essenziali: la Lombardia c’è, ricostruisce, invece, il quadro complessivo delle dotazioni di assistenti sociali degli Ambiti lombardi. I dati proposti derivano dal Decreto Ministeriale n.144 del 25 giugno scorso con cui sono state rese note le prenotazioni delle risorse del Fondo Povertà dedicate al potenziamento del Servizio Sociale Professionale. L’analisi di questi dati permette di fotografare la situazione presente nel nostro paese e un affondo riferito alla nostra regione.
Si presenta, infine, una sintesi dei principali messaggi del nuovo Piano Nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023, approvato in estate, che declina le prospettive per il prossimo futuro sia in termini di finanziamenti che di livelli essenziali da garantire. Novità rilevanti per la programmazione zonale, a partire dalla strutturalità di alcuni fondi nazionali e da una prospettiva programmatoria triennale.
Finanziamento e spesa: come sta cambiando il welfare lombardo?
L’ultima parte del Vademecum presenta alcuni elementi di analisi in merito all’area del finanziamento e delle risorse per il welfare.
L’articolo Come si finanzia il welfare regionale 2021 offre una fotografia dei finanziamenti disponibili per il welfare territoriale regionale, a seguito delle scelte dei vari livelli di governo a confronto con il 2020: quali possibilità di dare continuità agli interventi straordinari per l’emergenza? Quali prospettive per rispondere ai bisogni strutturali?
L’ultimo contributo, infine, osserva e commenta i risultati dell’analisi ISTAT 2018 sulla spesa sociale dei Comuni: il suo andamento, la sua composizione e gli effetti sulle varie categorie di utenza e servizi, anche in chiave comparata con le altre regioni.


