Sono in corso le audizioni presso la III Commissione Consiliare, dopo l’emanazione delle linee guida che dettano le direzioni di riforma che Regione Lombardia intende adottare dopo gli anni di sperimentazione della l.r.23, a seguito alle indicazioni ministeriali coordinate da Agenas.

Entro novembre dovrebbe essere approvato il progetto di legge, che declinerà nel dettaglio la traduzione organizzativa e gestionale delle direzioni indicate. Intanto arrivano le osservazioni dei diversi stakeholder che, a seguito delle audizioni, stanno facendo pervenire le proprie indicazioni. Vediamo i messaggi dei Sindacati Pensionati della Lombardia: SPI Cgil, FNP Cisl, Uil Lombardia.

 

Modifiche ancora troppo parziali

Complessivamente, i sindacati evidenziano una la necessità di un ripensamento profondo del sistema sanitario e socio-sanitario lombardo, anche in relazione ai limiti e alle criticità che si sono verificate in tutta la loro drammaticità durante la pandemia. Le linee guida in questo senso risultano ancora incomplete per riuscire a fornire una visione esaustiva della riorganizzazione, ma anche non sufficientemente orientate a introdurre modifiche sostanziali volte a colmare lacune e inadeguatezze nel rispondere ai bisogni dei cittadini lombardi.

 

La governance del sistema

In relazione alla governance del sistema sanitario e socio-sanitario, i sindacati dei pensionati sottolineano l’assenza, nelle attuali linee guida, di un sufficiente rafforzamento organizzativo e funzionale della Direzione Generale Welfare, ritenuto essenziale per un coordinamento efficace del sistema, e del superamento della suddivisione tra ATS e ASST.

La separazione tra ATS, con funzioni di programmazione, acquisto, controllo, e ASST, con funzioni erogative, è infatti confermata nell’assetto di governance previsto dalle linee guida, e costituisce invece uno dei principali elementi di rischio richiamati dai sindacati in relazione alle tante criticità riscontrate in questi anni.

Sempre in relazione all’assetto del sistema, il documento sottolinea i rischi connessi all di permanere in una generale confusione.

 

Rapporto tra pubblico e privato

Il tema del rapporto tra pubblico e privato è al centro della comunicazione dei Sindacati, che richiamano la necessità di rivedere complessivamente la scelta politica di rafforzamento della competizione tra pubblico e privato e di spinta verso la crescita dell’offerta privata piuttosto che di rafforzamento dell’offerta pubblica. Si auspica quindi che la nuova legge possa essere occasione per una revisione del disegno complessivo del sistema lombardo, che invece continua a promuovere l’espansione e il rafforzamento dell’offerta privata.

 

I grandi assenti

Il documento nomina i grandi temi, che non sono trattati nelle linee guida e che invece sono ritenuti dai Sindacati elementi fondamentali intorno a cui ripensare il sistema sanitario e socio-sanitario, soprattutto a seguito dell’emergenza pandemica, che ne ha mostrato con tragica evidenza tutti i limiti:

  • La medicina territoriale, verso la quale è ritenuto imprescindibile un investimento di risorse, medici e operatori per colmare la lacuna dei posti scoperti sul territorio e per rafforzare l’assistenza territoriale.
  • Le liste di attesa, che soprattutto in relazione all’emergenza sanitaria, costituiscono oggi un enorme problema in relazione al rinvio di visite ed esami.
  • Le RSA, così duramente colpite dalla pandemia, e rispetto alle quali non si ritrova nelle Linee Guida nessuna forma di ripensamento e di integrazione nella rete socio sanitaria territoriale.

 

In conclusione il documento richiama l’importanza che si apra un tavolo permanente tra la Regione e i sindacati pensionati, che possa garantire un confronto aperto su quattro macro aree che riguardano la vita degli anziani in Lombardia: salute e sanità, solitudine e abitare sostenibile, mobilità e trasporto sociale, attività sociali e tempo libero.