Si è compiuto il primo passaggio del meccanismo di finanziamento strutturale riferito al raggiungimento, e mantenimento, del livello essenziale di un assistente sociale a tempo indeterminato ogni 5.000 abitanti. A fine anno il Governo aveva introdotto infatti questa importante novità destinando 180 milioni di euro del Fondo povertà a questo scopo ed introducendo anche un obiettivo migliorativo (obiettivo di servizio) sino alla soglia di 4.000 abitanti. Il sistema prevedeva un meccanismo di prenotazioni, mediante il caricamento all’interno della nuova piattaforma SIOSS (sistema informativo nazionale sull’offerta dei servizi sociali ) della dotazione a tempo indeterminato di a.s. al 31.12.2020, riconoscendo nel 2022 – su dati confermati nel 2021 – il rimborso del costo pieno per il n. di a.s. equivalenti tempo pieno assunti stabilmente nel range tra 1:6.500 e 1:5.000 ed il rimborso per la metà del costo per la quota sino a 1:4.000 abitanti.
Con Decreto Ministeriale n.144 del 25 giugno scorso sono state rese note le prenotazioni del fondo da parte degli ambiti, da confermare con i dati del 2021 a febbraio del prossimo anno. L’analisi di questi dati ci permette di fotografare la situazione presente nel nostro paese e un affondo riferito alla nostra regione.
Un’Italia divisa a metà
Innanzitutto hanno risposto ambiti di 19 regioni, escluse le province autonome di Trento e Bolzano, per un totale di 514 ambiti su 600, da cui risultano prenotazioni per oltre 66,9 milioni di euro, pari al 37,16% delle risorse messe a disposizioni dalla legge di bilancio. Le restanti rientreranno quindi nella disponibilità del Fondo povertà 2021, insieme ad eventuali quote che, seppur prenotate, non dovessero essere confermate dalle dotazioni degli ambiti per l’anno corrente.
La situazione fotografata dai dati caricati sulla piattaforma SIOSS vede un rapporto medio nazionale di 1 assistente sociale assunto a tempo indeterminato ogni 5.500 abitanti, dunque prossimo al livello essenziale stabilito dal d.lgs 147/17. Non male dunque, sebbene a guardare i dati delle 19 Regioni, troviamo una situazione decisamente diversificata.
La Lombardia si trova in sesta posizione, leggermente sopra lo standard, tendente all’obiettivo migliorativo di servizio indicato in legge di bilancio di 1:4.000ab. Nel paese trainano il valore medio nazionale 5 regioni “outlier”, nelle quali gli ambiti riescono mediamente a garantire un rapporto migliorativo anche dell’obiettivo di servizio. Ulteriori 6 regioni, prevalentemente dell’Italia centrale, sono prossime allo standard, nel range 1 a.s ogni 6.500 – 5.000 abitanti, mentre tutte le regioni del sud e isole, ad eccezione della Sardegna, mediamente si trovano sotto la soglia dei 6.500 abitanti. Regioni in cui meno della metà degli ambiti risultano con risorse prenotate. In termini di dotazione stabile di assistenti sociali, un’Italia divisa a metà dunque.
Tab.1 – Dati potenziamento del servizio sociale – distribuzione regionale (D.M. 144 del 25 giugno 2021)
Lombardia bene, pavese in difficoltà
In Lombardia gli ambiti che a febbraio scorso hanno inserito i dati sulla dotazione di a.s. stabilizzati sono 86 su 91 e, di questi, quelli che hanno presentato un rapporto migliore della soglia di 1 a.s. ogni 6.500, sono 73 l’80% del totale. Dunque 4 ambiti su 5, se confermeranno le dotazioni indicate, avranno diritto alle risorse stanziate dal Ministero per un totale di oltre 16,7 milioni di euro.
Gli ambiti regionali riescono a garantire mediamente 1 a.s. ogni 4.881 abitanti, con l’area “outlier” della Val Padana che supera anche l’obiettivo di servizio, con l’ambito di Crema che garantisce un a.s. ogni 2.952 abitanti. L’unica area che non accederà a tali risorse è quella della provincia di Pavia, nella quale solo 3 ambiti su 5 hanno caricato i dati su SIOSS, risultando però tutti e tre sotto soglia, con un rapporto garantito di 1 a.s. ogni 9.097 abitanti. Ricordiamo che gli ambiti dell’ATS Pavia sono quelli che più di tutti hanno intrapreso la strada promossa da Regione degli azzonamenti tra ambiti. Sarà interessante monitorare questo dato nel tempo, per verificare se e quanto le scelte fatte produrranno risultati positivi anche sul potenziamento delle dotazioni del servizio sociale.
Tab.2 –Dati potenziamento del servizio sociale – distribuzione per ATS lombarde (D.M. 144 del 25 giugno 2021)
Fig.1 – Distribuzione Ambiti sui livelli raggiunti per ATS (D.M. 144 del 25 giugno 2021)
Come dicevamo, gli ambiti lombardi si presentano a questa opportunità in condizioni abbastanza buone. Siamo la regione che assorbirà un quarto delle risorse prenotate, non solo in ragione del numero di ambiti (la Lombardia è quella con il n. maggiore a livello nazionale) ma anche delle buone performarce garantite dai territori. Inoltre c’è da considerare che la situazione non potrà che migliorare, vista l’immissione di risorse che si avrà il prossimo anno e l’incentivo dunque alla stabilizzazione. Già oggi si osserva un proliferare di avvisi di concorso per assunzioni a tempo indeterminato per questa categoria professionale, che sta decisamente vivacizzando il mercato del settore.
Come già scritto in un precedente articolo, è da considerare che lo standard, e l’obiettivo migliorativo, qui è considerato solo in riferimento agli a.s. a tempo indeterminato, mentre sappiamo che la dotazione nei territori si compone anche di personale con assunzioni a termine, somministrazioni, prestazioni professionali o esternalizzazioni. Quella qui mappata dunque non rappresenta la dotazione totale di assistenti sociali presenti sui territori. Diversi contesti, negli anni, hanno fatto scelte diverse dall’assunzione diretta anche per il servizio sociale professionale ed i servizi specialistici (es. tutela). La direzione intrapresa dal Ministero su questo fronte però è chiara, e va in senso opposto.
Sarà interessante poter fruire dei dati risultanti dalla neonata banca dati delle professioni , sempre su SIOSS, per avere un quadro completo dell’articolazione della dotazione del welfare sociale nel nostro paese.


