Risorse e indicazioni nazionali
Attesissima, è arrivata a fine maggio la delibera di approvazione del piano di riparto dei quasi 55 milioni di euro, assegnati alla Lombardia da parte del Ministero con il decreto interministeriale del novembre scorso, per il Fondo Nazionale Politiche Sociali.
Si tratta dell’annualità 2020 che va a coprire i costi dell’erogazione dei servizi sociali d’ambito dell’anno corrente.
Le indicazioni nazionali per l’impiego del fondo hanno introdotto alcune novità, che però non pesano particolarmente sulla programmazione e l’utilizzo delle risorse per gli ambiti lombardi:
- l’incremento della quota percentuale da destinare obbligatoriamente all’area infanzia e adolescenza, che sale dal 40% al 50%, ma che già lo scorso anno la Lombardia aveva vincolato alla metà del fondo;
- l’aggiunta, tra le azioni a cui poter destinare le risorse, di misure volte a contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus, aspetto già presente nello scorso riparto.
Permane l’indicazione di esclusione dal finanziamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, ormai collocati nel cosiddetto sistema integrato 0-6, come permane l’indicazione di far rientrare nel FNPS la quota di finanziamento del programma P.I.P.P.I. rivolto a minori e famiglie in condizioni di vulnerabilità.
L’articolazione del riparto
Le scelte di Regione sul riparto dei complessivi 54.953.048,89 euro assegnati, sono state le seguenti.
Contributo riservato ai nuovi ambiti “azzonati”
La destinazione di 300.000 euro agli ambiti che nel corso dello scorso triennio si sono aggregati, sulla base delle indicazioni derivanti dalla l.r. 23 – oggi in revisione – e delle precedenti linee di indirizzo alla programmazione zonale. Questa destinazione viene qualificata come contributo per il rafforzamento organizzativo e di funzionamento del nuovo ambito. Il contributo sarà pari a 50.000 euro per ciascuno dei 6 nuovi ambiti (tre nella provincia pavese, uno a cavallo tra il cremonese e mantovano, due in provincia di Milano). Tale scelta è diretta conseguenza delle indicazioni contenute nella delibera di approvazione delle nuove linee di indirizzo dei piani di zona 2021-2023, in cui era già stata anticipata questa linea. Si tratta di un contributo pari al massimo della premiliatà possibile per gli altri ambiti territoriali. Si ricorda infatti che le linee di indirizzo indicano la possibilità di una nuova premialità per i piani di zona, riferita all’approvazione in sede di programmazione di un minimo di due obiettivi a carattere sovrazonale, integrati con l’area sociosanitaria. Obiettivi per cui l’importo massimo raggiungibile è appunto di 50.000 euro. I sei territori sopra menzionati, pertanto, avranno la possibilità di raddoppiare il contributo aggiuntivo alla quota ordinaria FNPS, potenzialmente accedendo a 100.000 euro invece che ai soli 50.000 degli altri ambiti. Su questo tema qualche dubbio in termini di equità era già stato sollevato nel corso del confronto all’interno del gruppo di lavoro regionale per la preparazione delle linee guida. Si segnala poi che in materia di azzonamento lo stesso documento regionale riconosce come ci siano state significative criticità nel raggiungimento dell’obiettivo della scorsa programmazione che, con tutta evidenza, ha portato a risultati largamente al di sotto delle aspettative (l’auspicio dichiarato era di arrivare a 62 ambiti, e siamo passati solo da 95 a 91). Nonostante ciò Regione decide comunque di mantenere un approccio incentivante l’aggregazione degli ambiti, destinando una quota parte del fondo a quei territori che hanno intrapreso questa strada e indicando peraltro che la premialità dei 50.000 euro potrebbe valere anche per chi decidesse l’aggregazione entro il 31 dicembre di quest’anno.
Risorse per incentivare l’informatizzazione
Un’altra quota, pari a 100.000 euro, viene invece trattenuta dalla Regione per:
- “presidiare l’adeguamento delle soluzioni di CSI adottate dai Comuni”, in coerenza con gli indirizzi dati sulla cartella 2.0 rilasciate nel novembre 2019
- formazioni e accompagnamento agli ambiti per l’adozione e l’utilizzo di soluzioni CSI condivise
Le modalità di concreto impiego saranno definite con successivo atto, certamente il tema è rilevante per il prossimo futuro, in considerazione della spinta alla progressiva digitalizzazione dei servizi pubblici indicata anche nel PNRR, ma anche a quanto già si è osservato in questi ultimi anni con l’informatizzazione nella gestione di alcune misure come ad esempio il reddito di cittadinanza, con l’introduzione ministeriale della piattaforma GEPI. In questo momento in Lombardia sono in uso varie formule di CSI, che coinvolgono diverse softwarehouse, dunque le soluzioni adottate dai comuni, pur nel rispetto delle indicazioni regionali, sono differenziate, alcune consolidate nel tempo e legate anche ad esigenze specifiche ed ulteriori (es. di tipo gestionale). A differenza di altri contesti regionali che hanno promosso una cartella sociale unica regionale, in Lombardia i territori si sono mossi in autonomia, seppur incentivati dalla Regione e sulla base di linee guida di riferimento. Nei percorsi che Regione vorrà proporre utilizzando queste risorse, sarà interessante capire, a partire da un contesto eterogeneo, come sarà intrapreso quanto scritto rispetto alla ricerca di soluzioni di “CSI condivise”.
Le restanti risorse
Alle risorse appena elencate si aggiungono 437.500 euro, come obbligatorio, da destinare al programma P.I.P.P.I, mentre i restanti 54.415.548,89 euro vengono erogate su base procapite agli ambiti territoriali, quale “fondo indistinto”.
Fotografia della spesa FNPS 2019
Il documento regionale sui criteri di riparto, allegato alla delibera, è arricchito da un quadro sulla destinazione delle risorse dell’anno precedente ed in particolare ai dati della spesa sociale 2019 (link), alle modalità di programmazione della quota FNPS 2019 ed anche alla parte specificatamente destinata al contrasto dell’emergenza, novità dello scorso anno. Rimandando alla lettura del documento per riscontri puntuali sui primi due punti, è interessante riportare le evidenze sulla spesa programmata, a valere sulla quota FNPS, per la gestione dell’emergenza.
Degli oltre 15 milioni di euro del fondo 2019 destinati a questo scopo:
- la prevalenza è stata destinata al sostegno di interventi domiciliari e diurni (53,7%)
- poco meno di un terzo rivolta a servizi di contatto e monitoraggio, call center e servizi telefonici di ascolto e informazione (28,3%)
- una parte minoritaria per il supporto per persone dimesse dagli ospedali e minorenni con genitori in ricovero o isolamento (15,1%)
- una piccolissima parte (2,7%) a rafforzamento dei servizi di prossimità (consegna pasti, farmaci, trasporto….).
Le novità della programmazione FNPS 2020
Agli ambiti verranno erogati dunque oltre 54 milioni, al netto delle premialità. Sebbene non venga confermata la destinazione di una quota specifica per la gestione dell’emergenza, parrebbe rimanere una facoltà degli ambiti programmare la spesa 2021 con risorse dedicate a questo scopo. E’ rimasta infatti la possibilità dell’invio della scheda di programmazione specifica. Rimane invece l’indicazione del rispetto di percentuali di spesa per le diverse aree di intervento, che quest’anno vengono ulteriormente specificate:
- 53% per l’area minori e famiglia
- 7% anziani non autosufficienti
- 22% disabili
- 7% anziani autosufficienti
- 8% per la povertà
- 3% disagio adulto, dipendenze, salute mentale
La programmazione dovrà essere inviata a Regione mediante il sistema SMAF entro il 23 luglio prossimo.
Sempre più, dunque, il fondo definito “indistinto” viene vincolato nella destinazione delle aree di target sulla base dell’estensione del “sistema a percentuali” introdotto dal Ministero per la sola area minori e che Regione ha inteso applicare a tutti gli altri target.
A vedere il dato della programmazione dello scorso anno, sembrerebbe che gli ambiti non abbiano difficoltà a programmare rispettando le percentuali indicate dalla Regione (o quanto meno cercano di far rientrare, il più possibile, in modo coerente la spesa). Sarebbe interessante, poiché Regione possiede questi dati, avere a disposizione un affondo sui consuntivi che mostrano dove effettivamente sono spese le risorse.
Un tema che certamente entrerà in campo nel prossimo futuro rispetto alla programmazione è l’allineamento del sistema di raccolta dati sulla programmazione consolidato da Regione Lombardia, che incrocia le macro aree previste dalla programmazione ministeriale con le voci della spesa sociale sui servizi, con quanto verrà elaborato dal Ministero correlato allo sviluppo della piattaforma SIOSS. Sappiamo infatti che a breve dovrebbero essere rilasciati nuovi moduli che gestiscono la programmazione dei fondi FNPS ed FNA, come si incroceranno con il sistema implementato da Regione? Quest’anno andiamo ancora in continuità, il prossimo si vedrà…


