Mentre gli aiuti statali diretti a sostenere le famiglie in risposta alle conseguenze dell’emergenza covid 19 si riducono, attraverso l’introduzione di requisiti maggiormente stringenti rispetto ai mesi passati, alcune regioni si sono attivate, introducendo misure specifiche di sostegno economico o di supporto alla conciliazione tra vita e lavoro.
Tra queste la Lombardia che, come già evidenziato in precedenti articoli (LINK), dall’inizio della pandemia ha introdotto una sequenza di diverse misure, tutte a sostegno diretto delle famiglie con minori, che succedendosi una all’altra hanno portato all’attuale Protezione famiglia, che ha preso il via all’inizio di aprile.
Le altre regioni si sono mosse invece per la maggior parte su forme di supporto in risposta ai bisogni di conciliazione delle famiglie, attraverso bonus baby sitter e voucher per la frequenza dei centri estivi. Più rara, invece, la scelta di sostenere con maggiori risorse i servizi e le reti di protezione già attivi a livello territoriale.
Lombardia: sostegni economici alle famiglie, con continui cambi di rotta
In questo anno di emergenza pandemica, da marzo 2020 ad oggi, in Lombardia si sono succedute tre misure diverse, che hanno tutte in comune il fatto di essere state finalizzate a offrire un sostegno economico direttamente alle famiglie con figli minori, di aver previsto la presentazione delle domande a sportello tramite la piattaforma bandi online, e di aver ingaggiato gli Uffici di Piano nelle attività di istruttoria e validazione delle domande presentate e di aver riservato parte delle risorse all’applicazione del Fattore Famiglia Lombardo.
Pacchetto Famiglia: interventi straordinari per il sostegno alle famiglie – Emergenza Covid-19
– avvio: marzo 2020
– stanziamento complessivo: 22,5 milioni di euro, di cui 1,5 milioni per l’applicazione del Fattore Famiglia Lombardo e 1,5 milioni quale riconoscimento agli Ambiti per lo svolgimento dei compiti di gestione.
– provenienza delle risorse:
- 7 milioni derivanti dalla precedente misura Dote Infanzia/Bonus Cameretta
- 8 milioni stanziati in avvio da bilancio regionale 2020
- 11,5 milioni stanziati successivamente da bilancio regionale 2020
– contributi previsti: 500 euro per contributi mutui prima casa; 500 euro per contributo e-learning
– requisiti: ISEE fino a 30.000 euro; riduzione dell’attività lavorativa e/o morte di un componente del nucleo famigliare per COVID
Fondo Famiglia – emergenza Covid -19
– avvio: gennaio 2021
– stanziamento complessivo: 21,4 milioni di euro, di cui 2,9 milioni per l’applicazione del Fattore Famiglia Lombardo e 1 milione quale riconoscimento agli Ambiti per lo svolgimento dei compiti di gestione.
– provenienza delle risorse:
- 5 derivanti dalla precedente misura Dote Infanzia/Bonus Servizi
- 1,5 derivanti sempre dalla medesima Dote Infanzia per cui erano dedicati alla Sperimentazione del FFL
- 1,4 derivanti dalla sperimentazione FFL relativamente alla misura Bonus Assistenti familiari
- 2 a valere sulle risorse Fondo per le Politiche della Famiglia anno 2020
- 11,5 milioni stanziati da bilancio regionale 2020
– contributi previsti: contributo massimo di 500 euro come rimborso per le spese sostenute dalle famiglie per la Tassa Rifiuti comunale (TARI) relativa all’anno 2020 per l’abitazione principale o per i servizi integrativi scolastici (pre e post scuola e mensa scolastica) relativi all’anno solare 2020.
– requisiti: ISEE fino a 30.000 euro; riduzione comprovata dell’intensità lavorativa.
Bando Protezione Famiglia Emergenza Covid 19
– avvio: aprile 2021
– stanziamento complessivo: 32,4 milioni di euro di cui 4,4 milioni riservati all’applicazione del Fattore Famiglia Lombardo e 1 milione quale riconoscimento agli Ambiti per lo svolgimento dei compiti di gestione.
– provenienza delle risorse:
- 21,4 milioni quali risorse già stanziate per la precedente misura del Fondo Famiglia
- 2,9 milioni quali risorse residue dalla misura del Pacchetto Famiglia
- 8,1 milioni stanziati da bilancio regionale 2021
– requisiti: ISEE fino a 30.000 euro; riduzione comprovata dell’intensità lavorativa.
Le risorse stanziate dalla Regione a favore delle famiglie colpite dalla crisi economica sono dunque passate in un anno attraverso tre denominazioni diverse e tre diverse modalità di utilizzo (mutui prima casa e e-learning; TARI e spese scolastiche; contributi una tantum) che evidenziano incertezza da parte del Legislatore rispetto agli obiettivi della misura e alla finalizzazione dell’intervento.
Allo stesso tempo, il continuo cambio di denominazione, di requisiti e di tipologia di intervento ha anche generato non poca confusione nei cittadini e un ulteriore aggravio amministrativo per gli Uffici di Piano, a cui in tutte e tre le misure hanno avuto un ruolo di ricezione delle domande presentate tramite la piattaforma Bandi Online, di istruttoria delle stesse e di liquidazione dei contributi spettanti ai cittadini.
Dal punto di vista dei fondi utilizzati, come si può vedere dal prospetto precedente e come è riportato nella panoramica sul finanziamento del welfare regionale recentemente pubblicata, si tratta di fondi propri regionali, per un valore di circa 30 milioni a valere sul Bilancio 2020, mentre per il 2021 sono stanziati complessivamente meno di 16 milioni. Non è chiaro quindi quale sarà il destino di queste misure e se e come verranno ulteriormente confermate in futuro.
Emilia Romagna: sostegno alla frequenza dei centri estivi e risorse ai servizi territoriali
Guardando nello specifico alle scelte della Regione Emilia Romagna in termini di sostegni alle famiglie, sono due le direzioni intraprese: da una parte la Regione ha stanziato 6 milioni di euro per la copertura delle rette di frequenza dei centri estivi, dall’altra ha aumento del 4% il Fondo Sociale regionale, con 3 milioni di euro dedicati nello specifico all’attuazione di azioni di contrasto alle disuguaglianze sociali in seguito alla pandemia.
Per quanto riguarda l’area della conciliazione tra vita e lavoro, la regione ha ripartito tra i Comuni e le Unioni di Comuni le risorse – derivanti da FSE – per finanziare i bonus per le famiglie con figli dai 3 ai 13 anni, per la frequenza ai Centri estivi: i contributi verranno infatti erogati per concorrere alla copertura totale o parziale, in funzione del costo effettivo, della rata di frequenza settimanale. I contributi sono indirizzati alle famiglie con ISSE fino a 35mila euro. Come riportato sul sito della regione, “obiettivo del progetto è promuovere e sostenere l’accesso da parte delle famiglie a servizi che favoriscono la conciliazione vita-lavoro nel periodo di sospensione estiva delle attività scolastiche ed educative e allo stesso tempo contribuire a qualificare e ampliare le opportunità di apprendimento e integrazione, mediante esperienze utili per bambini e ragazzi.”
Una scelta che invece si diversifica da quella delle altre regioni riguarda lo stanziamento di 3 milioni aggiuntivi al Fondo Sociale regionale, e ripartiti a livello territoriale per realizzare azioni di contrasto alle disuguaglianze e alla crisi economico-sociale. La scelta regionale è dunque quella di spostare in capo ai territori l’individuazione delle azioni più adeguate per intervenire in risposta alla crisi.
Le azioni che è possibile svolgere nel perimetro di queste risorse erano già state definite nel corso del 2020 e vanno dall’erogazione di contributi economici e di buoni spesa, all’attivazione di prestiti sull’onore, a sostegni alle attività educative , o scolastiche e formative, fino alla realizzazione di altre misure di supporto ed accompagnamento alla situazione emergenziale valutate opportune. Da parte regionale viene sottolineata l’importanza di promuovere una dimensione di co-costruzione degli interventi e di empowerement dei beneficiari, e gli interventi sono destinati ai cittadini che si trovano in una condizione di impoverimento e che saranno valutati attraverso la valutazione professionale del Servizio sociale territoriale.
Uno sguardo alle altre regioni: sostegno ai compiti di cura
Guardando a quanto si sta realizzando in altre Regioni in risposta ai bisogni delle famiglie colpite dalla crisi, il primo elemento che si può evidenziare è che la scelta di Regione Lombardia risulta al momento molto peculiare sia per quantità di risorse stanziate, sia per tipologia di contributi offerti, che al momento non intervengono direttamente per favorire la conciliazione e i compiti di cura delle famiglie.
Nello specifico, diverse regioni hanno attivato in questi mesi misure di sostegno ai compiti di cura delle famiglie.
La Regione Liguria con delibera della Giunta regionale n.162 del 12 marzo 2021, ha confermato un intervento già attivato l’anno passato e varato la seconda edizione della misura “Bonus Badanti e Baby sitter”, finanziata con fondi del POR FSE 2014/2020, finalizzato alla riduzione dei costi a carico delle famiglie per le spese connesse a compiti di cura di bambini e anziani. Le risorse complessivamente dedicate sono pari a 5 milioni di euro.
La Regione Lazio attraverso il Piano per l’infanzia e l’adolescenza eroga alle famiglie voucher per la frequenza di attività extra scolastiche quali iscrizioni a centri estivi o attività similari, variabili in relazione alla fascia di età dei minori.
La Regione Friuli Venezia Giulia prevede una Carta Famiglia per i nuclei con minori da 3 a 14 anni. La Regione introduce un bonus che va dai 150 ai 575 euro per i servizi educativi o di baby sitting. La Regione ha stanziato 6 milioni di euro per il triennio 2021-2023.
La Regione Umbria ha previsto un bonus baby sitter per i genitori con figli fino a 12 anni o con figli disabili senza il requisito dell’età.
In conclusione, al momento Regione Lombardia sembra essere l’unica regione ad aver portato aventi una misura di tali dimensioni e orientata a offrire alle famiglie una forma di sostegno economico svincolato dalla destinazione dei fondi.
Colpisce, in particolare in relazione all’esperienza della Regione Emilia Romagna, il diverso ruolo dei territori, che nell’esperienza lombarda, come già sottolineato in altri contributi, è limitato all’esecuzione di compiti amministrativi, senza alcun ruolo di tipo strategico nella lettura dei bisogni e nella definizione e costruzione delle risposte, mentre potrebbe essere efficacemente ripensato anche in relazione ai nuovi compiti programmatori che impegnano i territori.


