Quali sono le ragioni che hanno spinto ad organizzare un incontro istituzionale per la presentazione del Progetto di Legge regionale elaborato da Ledha per il diritto alla vita indipendente di tutte le persone con disabilità?

Lo statuto d’autonomia della Lombardia pone la persona al centro della comunità e delle politiche regionali, ispirando le sue azioni al riconoscimento e al rispetto della dignità mediante la tutela e la promozione dei diritti fondamentali e inalienabili dell’uomo, ispirandosi altresì ai principi e ai valori della Costituzione italiana, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che riconosce e promuove il diritto fondamentale alla vita indipendente e all’inclusione nella società.

Tutelare l’esigibilità del diritto soggettivo alla salute e all’inclusione sociale rientra nei nostri doveri così come definire le linee d’indirizzo per la promozione e il sostegno all’autonomia e all’autodeterminazione nella realizzazione di specifici interventi di assistenza personale nei momenti di vita quotidiana di tutte le persone con disabilità.

Abbiamo pensato ad un momento istituzionale per presentare il progetto di legge regionale per la vita indipendente elaborato da LEDHA, supportato dalla campagna di sensibilizzazione “Voglio vivere come dico io”, perché rappresentando oltre 180 organizzazioni di persone con disabilità e di loro familiari in tutta la Lombardia si pone come interlocutore con le Istituzioni lombarde rendendosi portavoce dei loro bisogni e delle loro istanze.

La proposta presentata stimola una risposta finalizzata a riorganizzare le politiche di Welfare regionale secondo un nuovo paradigma: riconoscere il diritto alla vita indipendente e la partecipazione al contesto sociale a tutte le persone con disabilità, mettendo a disposizione risorse e fornendo prestazioni, a servizio dei soggetti stessi e coinvolgendola nel suo tessuto di relazioni, per garantirle di vivere nella società con lo stesso riconoscimento e la stessa libertà di scelta delle altre persone.

 

Nel suo intervento durante tale incontro ha parlato di cambio di paradigma: cosa deve cambiare nelle politiche per le persone con disabilità?

Reputo che il sostegno alle persone con disabilità debba superare la logica della “cura” intesa meramente come assistenza, protezione e custodia, e debba basarsi sulla valutazione multidimensionale e sul principio del “prendersi cura”, in senso globale, garantendo supporto alle famiglie e prestando attenzione al contesto sociale in cui le persone sono inserite. Partendo da questo presupposto, vogliamo concentrare l’offerta di servizi rispondendo alle richieste e ai bisogni reali di queste persone per costruire interventi che li vedano protagonisti attivi in un quadro di regole e obiettivi condivisi.

Questa è una consapevolezza che appartiene a Regione Lombardia, ente che ha accolto con interesse questo incontro di ascolto e confronto per migliorare i percorsi di integrazione delle persone disabili e allo stesso tempo ha intrapreso azioni mirate dove, per garantire risposte efficaci, si è sempre evidenziata la necessità dell’individuazione del bisogno e dell’integrazione dei diversi livelli dell’agire.

Ricordo che in particolare nell’ultimo anno il Consiglio regionale ha approvato la legge regionale 9 giugno 2020, n. 14, “Modifiche alla legge regionale 20 febbraio 1989, n. 6 (Norme sull’eliminazione delle barriere architettoniche e prescrizioni tecniche di attuazione)” che prevede la costituzione di un registro regionale telematico dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) al fine di promuoverne l’adozione da parte di tutti gli enti locali. Inoltre è in discussione in queste settimane il progetto di legge n. 150 “Istituzione del garante regionale per la tutela delle persone con disabilità. Modifiche alle leggi regionali n. 6/2009, n. 18/2010 e n. 22/2018” finalizzato all’istituzione del Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità, quale Autorità di garanzia autonoma e indipendente di Regione Lombardia: un soggetto istituzionale con la funzione di tutelare i diritti delle persone disabili, anche mediante azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni di discriminazione, in tutti gli aspetti della vita associata, il tutto in maniera gratuita.

Questi provvedimenti vanno nella direzione di affinare la governance e creare le condizioni di benessere all’interno di diversi aspetti della vita quotidiana: la casa, la scuola, i luoghi di lavoro e anche la vita sociale.

 

Il Progetto di legge proposto da Ledha è “realistico”, applicabile o è ancora una dichiarazione di principio? E adesso cosa succede? Quale potrebbe essere il percorso di questo Progetto?

 Il Progetto di legge di Ledha è realistico, rappresenta una base di confronto di grande interesse che servirà ad affinare gli strumenti già messi in campo e a crearne di nuovi che abbiano come obiettivo finale l’autonomia di tutte le persone con disabilità. Come ho sottolineato durante la conferenza di presentazione, ho sottoposto il provvedimento all’ufficio legislativo del Consiglio regionale in anticipo, per poter analizzare il testo e ricevere eventuali indicazioni rispetto alla proposta di legge.

Quest’azione è finalizzata a dare concretezza all’impegno e celerità al processo di approvazione. Auspico che tutti i gruppi la sottoscrivano perché la condivisione del percorso istituzionale rafforzerebbe ulteriormente una proposta che nasce dal basso, da chi conosce il tema da vicino e lo vive quotidianamente.