Il presente vademecum raccoglie i principali articoli pubblicati nel corso dell’ultimo anno riguardo le politiche e i servizi a favore delle persone con disabilità in Lombardia.

Il filo rosso che ha orientato la scelta dei contributi è il diritto alla Vita Indipendente per tutte le persone con disabilità. Il traguardo è ancora molto lontano, ma si stanno compiendo passi significativi verso un nuovo modello di welfare che riconosca centrale tale diritto nelle politiche e nei servizi a favore delle persone con disabilità.

Anche l’irruzione dell’emergenza Covid-19, non ha distolto l’attenzione pubblica dai temi dell’indipendenza, dell’autonomia, dell’emancipazione, della libertà e dell’inclusione sociale delle persone con disabilità. In poche parole … persona e progetto individuale sempre al centro.

 

Vita indipendente: passo dopo passo … verso un nuovo modello di welfare?

Il primo contributo, Vita indipendente: un diritto per tutti da disciplinare, presenta il documento “Verso un progetto di legge regionale” di Ledha. La vita indipendente oggi non è ancora un diritto delle persone con disabilità. Per alcuni è una possibilità, un’opportunità che può essere più o meno colta. La distanza tra la situazione attuale e il rispetto sostanziale del diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società con la stessa libertà di scelta delle altre persone, ha spinto Ledha a formulare una prima ipotesi di indice e di struttura di un Progetto di legge regionale per il diritto alla vita indipendente. Il documento costituisce un’occasione per porre all’attenzione pubblica il tema, raccogliere osservazioni, critiche, proposte e contribuire alla definizione di un progetto di legge regionale da proporre poi a Regione Lombardia.

I due articoli che seguono, La centralità della personalizzazione dell’intervento e Vita indipendente. E’ tutto oro ciò che luccica?, proseguono il dibattito sul tema di diritto alla vita indipendente per tutte le persone con disabilità a partire dal documento formulato da Ledha. Oltre a commentare la proposta di Ledha, soffermandosi su aspetti di forza e di criticità, gli Autori offrono interessanti spunti di riflessione sull’attuale sistema di politiche di intervento e supporto a favore delle persone con disabilità.

Il diritto alla Vita Indipendente si costruisce nel tempo, nel “Durante Noi” in vista del “Dopo di Noi”. Una chiave per aprire nuove opportunità a sostegno dei percorsi di emancipazione delle persone con disabilità è il superamento della logica del “Dopo di Noi”: iniziare a costruire i progetti di Vita Indipendente “qui ed ora”, mantenendo lo sguardo teso al futuro.

In attesa del nuovo stanziamento di finanziamenti della Legge 112, il contributo Dopo di Noi, verso la seconda fase, propone alcune indicazioni rivolte alle istituzioni Regionali ed al Ministero rispetto a come affrontare l’allocazione delle nuove risorse e su come avviare la riprogettazione delle risorse della prossima triennalità: siano i risultati concreti delle sperimentazioni già avviate ad orientare le procedure, e non viceversa.

L’ultimo contributo, Legge 112: punto di svolta per un nuovo modello di welfare, presenta i principali aspetti di rilievo e di novità introdotti dalla Dgr n. 3404, il nuovo programma operativo regionale per il prossimo biennio della Legge 112 che apre scenari inediti per il welfare sociale per la disabilità in Lombardia.

 

 

Disabilità ed emergenza Covid: persona e progetto individuale, sempre al centro

Fatiche, apprendimenti e scoperte. Questa sezione raccoglie alcuni tra i principali contributi pubblicati durante il periodo di emergenza Covid-19, che come sottolineato in premessa, non ha distolto l’attenzione dai temi dell’indipendenza, dell’autonomia, dell’emancipazione, della libertà e dell’inclusione sociale per le persone con disabilità.

Nel primo contributo, Per vedere di nascosto l’effetto… Vengo anch’io! No tu No!, in attesa del provvedimento regionale di riapertura dei centri diurni terminato il periodo di lockdown, l’Autore riflette sugli apprendimenti della fase di lockdown per non restare indietro e affrontare la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 come opportunità per le persone con disabilità, le loro famiglie e i servizi per rimettere al “centro” non il centro diurno, ma la persona e il suo progetto di vita.

Come i servizi a favore delle persone con disabilità stanno rispondendo alla crisi? Il secondo articolo proposto, Chiusi i servizi? Aperte le relazioni, presenta l’esperienza del Progetto L-inc nei comuni dell’area Nord di Milano. L’applicazione del Budget di salute ha mostrato i suoi buoni frutti anche in tempo di confinamento.

Seguono due contributi di commento riguardo i principali provvedimenti regionali adottati per disciplinare, terminato il periodo di lockdown, il riavvio dei servizi diurni per le persone con disabilità (Dgr n. 3183 del 26.05.2020) e delle attività sociosanitarie lombarde nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 (Dgr n. 3226 del 09.06.2020).

Nell’articolo, Centri diurni si riparte! Diversi piani … di realtà?, l’Autrice, una responsabile di servizi, descrive e riflette sul difficile passaggio dal Piano territoriale regionale, a partire dalle indicazioni contenute nella Dgr n. 3183, all’effettiva riattivazione dei centri diurni.

Il secondo e anche ultimo contributo del compendio, La DGR n. 3226: una delibera fuori tempo, commenta il provvedimento regionale che dispone la ripartenza delle attività sociosanitarie lombarde, mettendo in luce, a partire dal confronto con la Dgr. n. 3183, criticità e problemi in particolare in capo alla responsabilità degli enti gestori.