Presentiamo di seguito le misure emergenziali Covid-19 emanate da Regione Lombardia, con uno specifico focus alle misure per minori e famiglie. Alcune sono misure che nascono da una rimodulazione di misure pregresse e già finanziate, altre sono misure ordinarie in cui sono stati riformulati i requisiti dando priorità alle condizioni di ulteriore precarietà e impoverimento causate dall’emergenza sanitaria ed economica.

Con molta probabilità, quelle di seguito descritte, sono alcune delle misure decise da Regione, altre ne seguiranno nei prossimi mesi. Certo è che l’emergenza sanitaria ed economica sta portando con sé emergenze sociali ed educative con le quali le famiglie, le comunità e i servizi dovranno fare i conti in tempi molto brevi. Ci aspettiamo da Regione Lombardia e dagli Assessorati competenti una riflessione seria e articolata su come sostenere il sistema d’offerta dei servizi sociali, educativi e sanitari che, per quanto poco visti e sostenuti dalle politiche di Regione Lombardia nel corso degli anni, avranno un ruolo fondamentale e strategico nel ripensare modi e strategie di intervento e di sostegno a chi, soprattutto, uscirà dalla crisi ancora più fragile e impoverito.

 

Dote Infanzia e Pacchetto famiglia

Decreto 3281 del 12 marzo 2020 – Proroga del termine previsto dal decreto n.1693 del 13 febbraio 2020 «Approvazione del modello di manifestazione di interesse per l’individuazione di soggetti candidati ad offrire i servizi a supporto delle competenze genitoriali e dell’aumento del benessere del bambino nell’ambito dell’iniziativa «dote infanzia» – d.g.r. 2599/2019». Il Decreto proroga dal 15 aprile 2020 al 29 maggio 2020 (anche se sul sito di Regione Lombardia si fa riferimento a settembre 2020) la scadenza, prevista dal precedente Decreto 1693 del 13/02/2020, per trasmettere alle ATS gli esiti della manifestazione di interesse per la definizione dell’elenco regionale di soggetti candidati a offrire servizi a supporto delle competenze genitoriali previsti dalla “Dote Infanzia”, elenco a cui avrebbe dovuto far seguito la pubblicazione dell’Avviso Pubblico per la presentazione delle domande da parte delle famiglie.

Delibera XI / 2999 del 30/03/2020 – Pacchetto famiglia: interventi straordinari per il sostegno alle famiglie – Emergenza Covid-19 e applicazione del Fattore Famiglia Lombardo – anno 2020.

La Delibera rimodula le risorse previste dalla “Dote Infanzia” rivolte a famiglie con figli tra 0 e 16 anni, confermando il “Bonus Servizi” e azzerando invece il “Bonus Cameretta” e rimodulandone la destinazione delle risorse previste:

  • è confermata la linea di intervento “Bonus Servizi” e a questa misura sono destinati 5.000.000 euro al quale si aggiunge lo stanziamento di 1.500.000 euro riservati all’applicazione del Fattore Famiglia Lombardo 2019 ed euro 1.500.000 quale riconoscimento agli Ambiti per lo svolgimento dei compiti di gestione;
  • è sospesa la linea di intervento “Bonus Cameretta” a favore di contributi straordinari a favore delle famiglie nell’ambito dell’emergenza Covid-19: complessivamente vengono destinati 15.000.000 euro di cui 7.000.000 derivanti dalle risorse già stanziate per la “Dote Infanzia” e ulteriori 8.000.000 da bilancio regionale 2020. Le risorse complessive di 16.500.000 euro sono ripartite tra Ambiti territoriali in base alla popolazione residente 0 – 16 anni.

Destinatari dell’agevolazione[1] sono i nuclei familiari che presentano i seguenti requisiti:

  • almeno un figlio di età inferiore o uguale a 16 anni per il contributo mutui prima casa;
  • almeno un figlio di età compresa tra i 6 anni e minore o uguale a 16 anni per il contributo e-learning;
  • ISEE minore o uguale ad € 30.000;
  • residenza in Regione Lombardia;
  • essere lavoratore dipendente con rapporto di lavoro subordinato, parasubordinato, di rappresentanza commerciale o di agenzia, libero professionisti o lavoratore autonomo con una riduzione della retribuzione o del fatturato causati dalle contingenze causate dall’emergenza sanitaria;
  • morte di un componente del nucleo familiare per Covid-19.

La delibera prevede due tipologie di contributo, non cumulabili tra loro:

  • contributo mutui prima casa: contributo straordinario una tantum pari ad euro 500 ad ogni nucleo familiare con almeno un figlio di età minore o uguale a 16 anni. Per accedere al contributo, è necessario trasmettere on line (www.bandi.servizirl.it), unitamente alla domanda di contributo, quietanza di pagamento della rata del mutuo relativa ad uno dei mesi dell’anno 2020 (www.bandi.servizirl.it);
  • contributo e-learning: contributo straordinario una tantum pari all’80% delle spese sostenute fino ad un massimo di euro 500 per ogni nucleo familiare con almeno un figlio di età compresa tra 6 anni e minore o uguale a 16 anni per l’acquisto della strumentazione tecnologica necessaria alla didattica on line (pc fisso o portatile o tablet con microfono e fotocamera). Per accedere al servizio, è necessario trasmettere on line (www.bandi.servizirl.it) fattura o ricevuta fiscale da cui si evinca la tipologia di bene acquistato, avvenuto in data successiva all’ordinanza del 23 febbraio 2020 del Ministro della Salute d’Intesa col Presidente della Regione Lombardia che dispone in Lombardia la chiusura dei nidi, dei servizi educativi all’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado.

Della “Dote Infanzia” abbiamo già scritto, evidenziandone limiti e criticità. L’abolizione della misura “Bonus Cameretta” ci sembra quanto di più ragionevole Regione Lombardia potesse fare. La rimodulazione delle risorse previste in misure a sostegno dei contributi mutui prima casa e e-learning è certamente un passaggio importante. Sarebbe importante capire, in questo momento in cui il distanziamento sociale sta costringendo le famiglie a stare in casa e a non essere in relazione con servizi e scuole, capire quali saranno i canali e le campagne educative che Regione Lombardia sosterrà per la massima diffusione, tra le famiglie, delle opportunità offerte da questa misura.

Nel merito della delibera che posticipa le scadenze relative alla manifestazione di interesse della misura “Bonus Servizi”, invece, ad oggi pare poco realistico prevedere che tanto gli Ambiti, quanto gli enti potenzialmente interessati e coinvolti nell’offrire servizi a sostegno della genitorialità, riescano a rispettare tempi e scadenze per promuovere e adempiere a quanto richiesto dalla misura. Poca o nulla comunicazione è stata fatta nei territori della misura ed essendo le famiglie in questo momento isolate in casa, ogni campagna comunicativa sarebbe poco efficace. Perché insistere con questa misura e non pensare invece di rimodularla a sostegno di interventi e azioni promosse dai servizi sociali, educativi e socio sanitari che, più di altri, si troveranno a fronteggiare a brevissimo situazioni anche drammatiche, di grande precarietà, infragilimento e impoverimento? Trattandosi di fondi regionali e quindi facilmente rimodulabili, sarebbe certamente un gesto di grande responsabilità da parte di Regione, valutare come rimodulare queste risorse ingenti per progettare interventi e servizi sperimentali a sostegno dell’emergenza relazionale, sociale ed educativa che sta attraversando le famiglie, soprattutto con figli piccoli e rivedendo il target inizialmente individuato solo in famiglie con bambini di 4 anni.

 

Nidi Gratis

Nelle ultime settimane, si è sviluppato un importante dibattito nel merito del futuro dei nidi privati e della proposta di rimodulazione della misura Nidi Gratis. Diversi interlocutori stanno evidenziando la situazione di grande criticità che sta attraversando il sistema di offerta dei servizi educativi 0/6 lombardi.

Il 20 marzo 2020 Assonidi ha scritto una lettera a Regione Lombardia (facebbok @Assonidi) per evidenziare la crisi economica, che solo economica non è, che sta attraversando il sistema dei servizi privati all’infanzia e il rischio stimato che a causa di questa crisi, il 40% dei nidi privati lombardi debba chiudere, interrompendo il servizio offerto alle famiglie e non potendo più garantire il lavoro a migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Se si pensa che il 72% dell’offerta complessiva di servizi educativi 0/3 anni in Lombardia, è a gestione privata, una riduzione del 40% dei posti disponibili avrebbe una ricaduta drammatica per le famiglie che si vedrebbero private, per il prossimo anno scolastico, di un servizio essenziale, non solo educativo, ma a sostegno della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

L’Assessore all’Educazione, all’Istruzione e alle Politiche giovanili del Comune di Milano, Laura Galimberti, lo scorso 2 aprile, ha scritto all’Assessore alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità Regione Lombardia, Silvia Piani, invitando Regione Lombardia a utilizzare le risorse della misura “nidi gratis” a supporto degli enti gestori privati e delle famiglie i cui figli frequentano questi servizi, a fronte anche della scelta del Comune di Milano di annullare, dall’11 marzo 2020 , per tutte le famiglie la necessità provvedere al pagamento delle quote di contributo ai servizi comunali (nidi, refezione scolastica) per l’intero periodo di sospensione del servizio legato all’emergenza Covid19.
L’Assessore Galimberti ha anche avanzato la proposta di un “Fondo” in cui far confluire le risorse di fatto non utilizzate di “nidi gratis, da destinare o alle famiglie o direttamente agli operatori in difficoltà”.

L’Assessore Piani ha sottolineato però l’impossibilità di destinare risorse derivanti dal Fondo Sociale Europeo (quali sono le risorse con cui è finanziata la misura Nidi Gratis), vincolate a un uso “diretto” per le famiglie, per misure diverse, quali per esempio, misure di sostegno alle imprese e ha rimandato a interlocuzioni con il Governo per la ricerca di soluzioni a sostegno dei nidi privati.

 

Due considerazioni a latere

Rischiamo di scontare oggi le conseguenze di pluriennali scelte programmatorie che negli anni, si sono concentrate esclusivamente sulla domanda, alimentandola e sostenendola con misure economiche importanti, tralasciando e trascurando qualsiasi strategia programmatoria e di rafforzamento del sistema dell’offerta dei servizi, sistema che si trova oggi a dover affrontare una crisi inimmaginabile senza nessuna forma di protezione o garanzia istituzionale;

A fronte dell’obiezione dell’Assessore Piani circa l’impossibilità di rimodulare le risorse della misura Nidi Gratis perché misure europee vincolate a un uso esclusivo diretto per le famiglie, ci preme ricordare che nella Circolare n. 1/2020 del 27 marzo 2020 “Sistema dei Servizi Sociali – Emergenza Coronavirus” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si richiama che la Commissione Europea ha sottoposto al Parlamento Europeo la proposta di modifica dei regolamenti nell’ottica di aumentare la flessibilità dei Fondi strutturali e di investimento europei per poter finanziare attività e interventi connessi al contrasto dell’epidemia e alla realizzazione di attività direttamente legate all’emergenza. A fronte di una emergenza mondiale, compito della politica è cercare piste e interlocuzioni utili a reinterpretare vincoli e normative alla luce delle emergenze e delle priorità che il momento attuale sta facendo emergere.

 

 


[1] Si rimanda alla delibera per un dettaglio più specifico sui requisiti di accesso alla misura.

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