Il 31 marzo 2018 ha sancito la chiusura di numerosi progetti finanziati con la prima “tornata” dei Fondi FAMI, presentati nella primavera del 2016. Attraverso questo Avviso[2], il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, ha messo a disposizione complessivamente € 3.000.000 destinati a: Tra le attenzioni indicate dal Ministero ai fini della costruzione delle proposte progettuali per la partecipazione al bando, vanno sottolineate: In considerazione degli obiettivi del Bando, quale articolazione ha consentito ai tre progetti di risultare meritevoli del finanziamento del Ministero? Gli enti gestori e la dimensione territoriale In tutti e tre i casi i beneficiari del finanziamento sono Aziende speciali capofila di un Ambito territoriale (Merate, Garbagnate e Lodi), soggetti che rivestono un ruolo ben definito in termini di programmazione all’interno del sistema di governance dei servizi territoriali, ruolo che li legittima nel porsi sia nella veste di promotori e attivatori di interventi e servizi che in quella di facilitatori di connessioni e scambi con gli altri enti e organizzazioni esistenti. Osserviamo, dunque, scelte specifiche in merito ai soggetti coinvolti, legate sia a relazioni pregresse che alle tipologie delle azioni che si sono poi sviluppate. I tre progetti, va altresì precisato, rappresentano tre contesti tra loro anche molto diversi in termini di popolazione residente e incidenza di cittadini stranieri sul totale: Le azioni implementate Pur nelle specificità all’interno delle quali si sono sviluppate i tre progetti, è possibile identificare le seguenti aree trasversali di lavoro. La condivisione di buone prassi e l’identificazione di modelli di intervento. I tre progetti hanno in questo senso lavorato attraverso: L’esperienza maturata in questi mesi di intenso lavoro ha consentito ai tre progetti di raggiungere risultati importanti in termini di destinatari, sia diretti che indiretti coinvolti e, altresì, di mettere in evidenza una serie di considerazioni, sintetizzabili nei seguenti punti: Quale possibile ruolo per i servizi? Infine, il prezioso lavoro svolto attraverso la formazione degli operatori suggerisce di investire ulteriormente nello sviluppo di competenze degli operatori. La disseminazione degli apprendimenti nei propri servizi va sostenuta e l’auspicio è che la prospettiva sia quella di una presa in carico delle persone in quanto “portatrici di valori”: “se le migrazioni hanno cambiato il territorio, il territorio deve ancora cambiare nel modo in cui vede l’immigrazione”. [1] Gli enti capofila degli altri progetti finanziati nell’ambito di questo avviso pubblico sono: Regione Piemonte, Comune di Jesi (An), Università Iuav di Venezia, Regione Campania, Asp Cesena Valle Savio (Fc), Regione Umbria, Università Roma 3, Comune di Isola di Capo Rizzuto (Kr), Comune di Palermo, Università di Napoli, Comune di Modena, Provincia di Mantova. Si ringraziano per i contributi offerti e per la gentile collaborazione l’Ufficio Bandi e Progetti dell’Azienda Speciale Retesalute, Lucia Catenacci per l’Azienda Speciale Consortile Comuni Insieme per lo sviluppo locale e Dina Fiammelli per l’Azienda speciale consortile del Lodigiano per i servizi alla persona.
Il canale di finanziamento FAMI (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione), ex FEI, rappresenta, come noto per gli enti e le organizzazioni che si occupano di interventi e servizi rivolti a cittadini di paesi terzi, sicuramente un’opportunità per intercettare risorse utili a dare continuità ad iniziative già in essere ma anche per poter implementare progetti con caratteristiche di innovatività e sperimentalità.
Proponiamo in questo contributo alcune riflessioni a partire dall’esperienza maturata da tre progetti finanziati sul territorio lombardo nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 2 – Obiettivo nazionale 2.3 – Avviso territoriale per la qualificazione dei servizi pubblici a supporto dei cittadini di Paesi terzi: il progetto “InNetwork” (Capofila: Azienda Speciale Retesalute – Merate, Lc), il progetto “Futuri cittadini” (Capofila: Azienda Speciale Consortile Comuni Insieme per lo sviluppo locale – Bollate, Mi), il progetto “S.P.Q.R.” (Capofila: Azienda speciale consortile del Lodigiano per i servizi alla persona – Ente capofila dell’Ambito di Lodi) Gli obiettivi del Bando
Le caratteristiche dei progetti finanziati
Osserviamone similarità e differenze.
Quali scelte di partenariato sono state fatte?
La formazione degli operatori. L’attenzione verso un incremento delle competenze degli operatori si è tradotta operativamente in attività formativa rivolta a: assistenti sociali e operatori degli Uffici anagrafe, mediatori culturali, docenti delle scuole, operatori dei servizi scolastici ed educativi, collaboratori scolastici, educatrici e pedagogiste dei servizi della prima infanzia.
Quali i contenuti oggetto di approfondimento? Il quadro normativo nelle sue varie “sfaccettature” da una sua evoluzione storica, alle tipologie di permessi di soggiorno e i diritti derivanti, alla protezione internazionale e il sistema di accoglienza, i percorsi di integrazione a livello normativo (vedi ad es. per l’acquisizione della cittadinanza italiana), i soggetti vulnerabili. La formazione è stata anche l’occasione per esplorare temi quali l’approccio interculturale e l’interazione con l’utenza straniera, ciò al fine di una maggiore valorizzazione delle “diversità” e per affiancare e sostenere i servizi nelle eventuali problematicità incontrate nell’interazione con l’utenza straniera.
Lo sviluppo e la sperimentazione di servizi. I tre partenariati si sono impegnati su questo versante attraverso:
Considerazioni dalle esperienze e spunti per il futuro
La consapevolezza diffusa è che se “molto è stato fatto, molto si può fare ancora”.
In termini di governance occorre sicuramente prestare attenzione nell’identificare, laddove non presente, un ruolo di regia ben definito e, al contempo, mantenere attive ed alimentare connessioni e varie forme di collaborazione:
[2] Vedi documento in allegato.
[3] La dimensione sovra territoriale che si è venuta a delineare ha consentito di coprire attraverso le attività implementate l’intera provincia di Lecco, un’area della provincia di Bergamo e di Brescia per un totale di oltre 150 Comuni.
[4] L’Ambito territoriale si precisa che comprende anche i Comuni di Garbagnate Milanese e Paderno Dugnano.
[5] Complessivamente i Comuni dell’Ambito territoriale di Lodi su cui sono state sviluppate le azioni di progetto sono 62.Potrebbe interessarti anche


