Il Fondo Sociale Regionale
Il Fondo regionale sociale rappresenta quella quota di risorse proprie della Regione che viene destinata annualmente ai servizi di natura sociale, di norma finanziati dalle risorse dei comuni. Tab.1 – I servizi finanziabili dal Fondo Sociale Regionale Dell’andamento del Fondo abbiamo già scritto in occasione dell’analisi assestamento di bilancio regionale, mostrando conferma della riduzione avvenuta a partire dal 2015, che ha portato da una dotazione consolidata sin dal 2011 di 70 milioni, agli attuali 54 milioni. Cifra che sembra confermata anche per il 2017 stando alla proposta di bilancio comunicata dalla Giunta in queste settimane. *dgr 4134/2015 – stanzia 70 milioni di cui però 12 milioni vincolati a spesa per investimenti in conto capitale E’ noto che la Regione “non è tenuta” al finanziamento del sociale, che compete allo Stato e ai Comuni, e che gli stanziamenti di questo fondo hanno un peso relativo sulla spesa sociale complessiva degli enti locali, pari al 4,5%. Tuttavia sappiamo anche che, come illustrato in articoli passati, è libera scelta delle regioni decidere di sostenere oltre al comparto sociosanitario anche quello sociale e che la Lombardia su questo ha optato per investire meno della metà di quanto facciano altre regioni comparabili (mediamente 7,7 euro pro-capite contro i 15,7 delle Regioni del Centro-Nord). La partita del Fondo sociale della Regione è seguita sempre con un certo interesse da parte di politici e tecnici, da comuni ed enti gestori, ci pare interessante quindi illustrare alcuni elementi di conoscenza aggiuntivi che si rendono disponibili su questo tema. Cosa sta finanziando il Fondo Sociale Regionale? Quanto pesano queste risorse rispetto a quelle comunali? Spesa sociale comunale * Fondo sociale regionale** Incidenza FSR su spesa comunale % Comunità residenziali per minori 72.895.767 9.000.000 12% ADM Assistenza domiciliare minori 11.900.282 4.300.000 36% SAD anziani e disabili 45.727.765 11.300.000 25% Prima infanzia 139.682.086 9.900.000 7% *Dati Indagine Istat, 2014 riponderati escludendo la spesa del Comune di Milano (stima dati Open Bilanci, 2014) Certamente la ricostruzione appena illustrata riguarda una parte limitata della spesa sociale, i servizi nominati infatti coprono solo il 22% dell’intera spesa sostenuta dai comuni per servizi e prestazioni sociali, tuttavia mettono in evidenza come il contributo regionale, per alcuni servizi, ha un peso significativo e il suo arretramento può avere ricadute particolarmente significative. [1] Oltre a quanto illustrato in tabella, parte del Fondo può essere destinata alla costituzione presso gli Ambiti territoriali di un fondo di riequilibrio / riserva entro la misura del 5% e al massimo per un 10% per “altri interventi”, prioritariamente quelli destinati ad azioni e percorsi individualizzati volti a favorire l’inclusione sociale e socio-economica.
Nello specifico sono finanziamenti che debbono essere utilizzati per unità d’offerta sociali, servizi e interventi già attivi e contribuire alla riduzione delle rette a beneficio degli utenti.
La Regione indica, a titolo esemplificativo, le tipologie di servizi a cui possono essere destinate le risorse del Fondo

La sua destinazione
Con la dgr 5515/2016, oltre agli indirizzi di riparto dei 54 milioni per l’anno in corso, sono infatti state date informazioni circa l’impiego del Fondo nell’anno precedente. Possiamo conoscere cioè a cosa è servito il Fondo nell’anno appena passato: cosa ha concretamente finanziato e in quali proporzioni.
La ricostruzione non è completa, i dati danno conto della destinazione di soli 37 milioni, tra cui mancano i dati riferiti al Comune di Milano, ma rappresentano comunque una prima interessante fotografia.
L’area minori è quella a cui sono destinate oltre la metà delle risorse (il 56%) di cui la gran parte al settore della protezione: comunità alloggio, affido, assistenza domiciliare.
Segue il 23% in sostegno all’assistenza domiciliare anziani/disabili e una quota minoritaria ad altri interventi quali inserimento lavorativo, emergenza abitativa e sostegno al reddito.
Con il dettaglio contenuto nella dgr è possibile, per alcune aree di destinazione, osservare l’incidenza del finanziamento rispetto alla spesa sociale sostenuta dai comuni, dunque quanto pesa effettivamente il contributo che viene dalla Regione, in riferimento a questo Fondo e in relazione ad alcuni specifici servizi.
Purtroppo i dati non sono sincronici dal punto di vista del riferimento temporale, poiché quelli riferiti al dettaglio del FSR sono relativi al 2015, mentre la spesa sociale è ricavabile dall’indagine Istat 2014 riferita ai dati 2012. E’ ragionevole pensare però che la spesa comunale in questi anni non sia aumentata, piuttosto che sia accaduto il contrario, e dunque l’incidenza mostrata pare realistica, semmai sottostimata.
Il Fondo sociale contribuisce in maniera significativa a sostenere gli interventi domiciliari, rivolti a minori, disabili e anziani, coprendo più di un terzo della spesa sociale dedicata all’Adm (36%) e un quarto di quella del Sad (25%). Tali servizi rappresentano proprio quella parte di destinazione della spesa dei comuni che ha più di tutte subito i tagli derivanti dal combinato disposto degli ultimi anni di crisi e rigore (-21% nell’ultimo biennio), pertanto il contributo regionale pare ancor più significativo poiché ha consentito di contenere un effetto nella contrazione della spesa che avrebbe potuto essere decisamente più significativo.
Sulle comunità residenziali per minori, il Fondo ha un’incidenza dell’12% e la percentuale sarebbe superiore se si considerassero anche le risorse derivanti dalle sperimentazioni del Fondo famiglia (dgr 856/2013 e seguenti), relativa al contributo di 35 euro al giorno destinati ai minori vittima di violenza ed abuso, a compensazione di interventi di natura sociosanitaria.
Infine il 7% di incidenza sulla spesa destinata dai comuni ai servizi prima infanzia, area sulla quale oggi si aggiungono anche le risorse della misura Nidi Gratis.
** Dati dgr 5515/2016
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