Come di consueto, a seguito dell’assestamento del bilancio regionale approvato in estate, e alla luce dei riparti alle Regioni dei principali fondi sociali nazionali, facciamo il punto sul quadro del finanziamento al welfare lombardo.
I fondi nazionali
Il finanziamento da parte dello Stato segna un significativo incremento rispetto allo scorso anno.
Nel 2016 la Lombardia beneficia di oltre 120 milioni di euro provenienti dal livello centrale, pari a 4 punti percentuali in più del 2015 (Tab.1). Questo per effetto della costituzione di nuovi filoni di finanziamento, in particolare riferiti all’area della disabilità (Fondo Dopo di noi e Assistenza alla comunicazione). Tale percentuale crescerebbe ulteriormente se si considerassero anche le risorse provenienti dal nuovo Sostegno all’inclusione Attiva (SIA) che porta al territorio lombardo oltre 108 milioni, su base triennale, 17 dei quali direttamente destinati agli ambiti territoriali.
In questo scenario sono confermati i finanziamenti derivanti dai fondi tradizionali, non autosufficienza e politiche sociali, mantenuti su livelli analoghi allo scorso anno. Su questo fronte non ci sono grandi novità circa la dotazione ma alcun cambiamenti significativi sono attesi rispetto all’introduzione di nuovi criteri per la selezione dei beneficiari del fondo non autosufficienza che, con tutta probabilità, implicherà variazioni nell’attuale articolazione delle misure B1 e B2.
Il quadro sul prossimo biennio è tratteggiato solo a grandi linee, poiché manca ancora – come detto – il riparto di alcuni fondi a valenza pluriennale, nonché le specifiche scelte che il Governo farà con le prossime leggi di stabilità.
Tab.1 – I fondi nazionali per le politiche sociali 2015-2018, valori in milioni di eur
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2015 |
2016 |
2017 |
2018 |
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| Fondo nazionale politiche per la famiglia |
15,44 |
0,82 |
0,82 |
0,82 |
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| Fnps* |
40,03 |
40,00 |
40,00 |
40,00 |
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| Fnna |
60,65 |
60,9 |
60,9 |
60,9 |
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| Fondo per il sostegno di persone con disabilità grave prive di sostegno familiare** | – |
11,53 |
11,53 |
11,53 |
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| Fondo per assistenza per autonomia e comunicazione personale degli alunni con disabilità | – | 8,96 | nd | nd | |||||
| Totale fondi nazionali – quota Lombardia |
116,11 |
121,4 |
113,0 |
113,2 |
* Stima sulle base delle percentuali di riparto abituali; ** La legge sul “dopo di noi” è stata approvata a giugno 2016 e prevede che il relativo fondo sia assegnato alle regioni entro 6 mesi
Il comparto sociosanitario Tab.2 Principali fondi regionali del settore 2012-2016 – valori in mln di eur 2012 2013 2014 2015 2016 1.650,00 1.652,00 1.712,00 1.697,00 1.712,00 30*** 20 80 40 53 1.620,00 1.632,00 1.632,00 1.657,00 1.659,00 Fonte: Decreto segretario generale Giunta regionale 4 agosto 2016 – n. 7814, burl 33/2016 e precedenti Tab. 3. Dettaglio sulla composizione fondo sociosanitario 2015-16 e previsione 2017-2018 – valori in mln di eur 2015 2016 2017 2018 1.597.000.000,00 1.598.700000,00 1.602.000.000,00 1.602.000.000,00 60.000.000,00 60.000.000,00 60.000.000,00 60.000.000,00 40.000.000,00 53.300.000 50.000.000,00 50.000.000,00 1.697.000.000,00 1.712.000.000,00 1.712.000.000,00 1.712.000.000,00 Fonte: Decreto segretario generale Giunta regionale 4 agosto 2016 – n. 7814, burl 33/2016
Fondi sociali Sono escluse invece le risorse destinate al voucher per l’autonomia che, come noto, impiegano unicamente risorse provenienti da finanziamenti europei. Tab. 4 – Altre risorse regionali al sociale – valori in migliaia di eur Fonte: Decreto segretario generale Giunta regionale 4 agosto 2016 – n. 7814, burl 33/2016 Ci sono infine le risorse europee che per i territori costituiscono certamente una fonte non trascurabile per il prossimo triennio. L’assestamento di quest’estate potenzia di quasi 3 milioni le risorse provenienti dal POR FSE per le politiche sociali, destinando nel 2016 uno stanziamento di oltre 27 milioni di euro. Si tratta di risorse assegnate al sociale poichè riferite alla missione 12 “Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia”, va detto però che non conosciamo nel dettaglio la loro finalizzazione. Poco più di 10 milioni sono stati destinati ad interventi di accompagnamento all’inclusione socio–lavorativa delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria (dgr 5456 ) e il completamento territoriale dei percorsi di inclusione sociale a favore dei giovani e persone con problemi di abuso a grave rischio di marginalità (dgr 5289 ), e parte di esse immaginiamo riguardino il sostegno del voucher per l’autonomia. Altro ancora, al momento, non è noto. Tab 4 – Risorse derivanti dalla Missione 12 (al netto diritto alla casa) – Por fse 2014-2020, migliaia di eur 2016 2017 2018 10.250 14.350 14.350 5.000 10.300 10.300 7.200 8.000 9.400 5.100 6.000 6.270 27.550,00 38.650,00 40.320,00 Fonte: Decreto segretario generale Giunta regionale 4 agosto 2016 – n. 7814, burl 33/2016 Nel complesso dunque il finanziamento al welfare lombardo cresce. Se da una parte diminuisce il Fondo sociale regionale, dall’altra vi sono appostamenti superiori su nuove partite e la boccata d’ossigeno delle risorse europee.
[1] La legge istituisce il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare nello stato di previsione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione di 90 milioni di euro per il 2016, di 38,3 milioni per il 2017 e di 56,1 milioni annui a decorrere dal 2018. Il Fondo è ripartito fra le regioni con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il ministro della Salute, previa intesa in sede di Conferenza unificata. Lo stesso decreto stabilisce i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo. Le regioni definiscono i criteri per l’erogazione dei finanziamenti, la verifica dell’attuazione dell’attività svolte e le ipotesi di revoca dei finanziamenti medesimi.Le risorse regionali
I principali fondi a destinazione sociosanitaria vedono confermate le previsioni di bilancio e riportano l’intero comparto ai livelli del 2014, pari a 1.712 milioni di euro, recuperando il potenziamento operato dall’Esecutivo ad inizio della legislatura ( si veda precedente articolo) (Tab. 2).
Si ricorda infatti che nel 2014, di fatto il primo anno in cui la Giunta Maroni ha avuto piena autonomia nelle scelte allocative, il settore aveva registrato un incremento del +3,6 %. Un segno positivo che tuttavia non è proseguito nel tempo, registrando già nel 2015 un arretramento di 15 milioni.
Il recupero di quest’anno deriva in particolare dal parziale reintegro del Fondo famiglia (ex dgr 611 ) rispetto al 2015 (53 invece che 40 milioni), sebbene esso non sia ancora tornato ai livelli del 2014 (80 milioni) e nemmeno a quanto annunciato dal presidente Maroni nonché dall’ex assessore Cantù (almeno 75 milioni, si veda un precedente articolo)
Si stabilizza invece la dotazione del fondo sociosanitario tradizionale. Un dettaglio della sua composizione (Tab.3) è conferma ulteriore che il 2016 segna un sostanziale assestamento nel finanziamento sociosanitario, si arresta cioè la spinta al potenziamento del settore che aveva segnato l’avvio della legislatura. Si noti infatti che i 3 milioni in più di quanto era stato previsto alla dotazione del Fondo famiglia (53 invece che 50 milioni indicati nel bilancio di previsione), non sono risorse aggiuntive ma derivano da una diversa distribuzione dal fondo sociosanitario tradizionale – mentre aumenta il fondo famiglia, diminuisce della medesima quota la dotazione degli interventi sociosanitari per la non autosufficienza.
Finanziamento ASSI
di cui Fondo famiglia
di cui Fondo sociosanitario tradizionale
Fondi regionali per l’assistenza sociosanitaria
Fondo sociosanitario per non autosufficienti
Interventi socio-sanitari nelle aree materno-infantile e dipendenze
Fondo sociosanitario per la famiglia
Le novità sono sul fronte del finanziamento al sociale.
Il primo dato è la conferma che al Fondo Sociale Regionale va una dotazione di 54 milioni, senza la previsione di alcun reintegro – anche di risorse in conto capitale – diversamente da quanto è sempre accaduto nei cinque anni precedenti.
Questo significa in concreto che il tradizionale fondo che la Regione dedica a sostenere la rete dei servizi socio assistenziali, con una dotazione annua ormai stabile di 70 milioni, da quest’anno viene ridotto di quasi un terzo (-23%). Un passo tentato più volte in passato, ma sinora mai riuscito.
Le previsioni per i prossimi anni preludono ad un suo sostanziale azzeramento. Sebbene vi sia piena consapevolezza che le previsioni di bilancio sono solo indicative, tuttavia non si può evitare di notare quanto queste indicazioni si siano progressivamente “assottigliate”: 51 nella previsione 2014 per l’anno successivo, 28 in quella 2015, e 9 in quella 2016.
In precedenti articoli l’osservazione di questo fondo aveva aperto interrogativi circa l’investimento dei vari Esecutivi sull’area sociale. Certamente per la Giunta Maroni il Fondo sociale regionale non è il solo finanziamento a questo comparto – e lo vedremo tra poco – tuttavia sembra ormai sempre più evidente che questo fondo, e nello specifico il finanziamento alla rete d’offerta – e con esso la possibilità di abbattimento dei costi di gestione per i comuni -, sia ormai una pratica in dismissione.
Come si è detto il Fondo sociale non è però l’unico finanziamento che la Regione stanzia al sociale. Vi sono misure come il Piano conciliazione tra vita e lavoro e il Fondo sostegno in aiuto ai genitori separati, che vengono mantenute seppur con una dotazione inferiore all’anno precedente (Tab.4). A queste si aggiunge il finanziamento del nuovo Reddito di Autonomia, anch’esso sostenuto in parte da risorse autonome della Regione e destinato a sostenere una domanda di natura sociale (voucher per l’autonomia, nidi gratis e bonus famiglia). Per il 2016, in un unico capitolo di bilancio[2] sono appostati 35,2 milioni, che – stando alle delibere che hanno normato gli scorsi mesi alcune delle misure – complessivamente dovrebbero andare a finanziare:
Complessivamente questi stanziamenti aggiungono ulteriori 38,1 milioni di risorse proprie della Regione alla dotazione finanziaria del comparto sociale.
E’ da sottolineare che l’appostamento relativo al reddito di autonomia è comparso, come indicavamo in un precedente articolo, con l’assestamento di bilancio dell’estate (non se ne trova previsione precedente) e – cosa ancor più rilevante – non sono previste allocazioni per il biennio 2017-2018 se non irrisorie (160 mila euro), ponendo interrogativi dunque sulla logica della programmazione finanziaria nonchè sulla garanzia di sostegno economico futuro delle misure.
2015
2016
2017
2018
Sostengo
4.000
2.300
2.300
2.300
Conciliazione
1.000
610
650
1.000
Reddito di autonomia
Voucher per l’autonomia*
Bonus famiglia
35.200
160
–
Nidi gratis
*Misura totalmente finanziata con fondi europeiLe risorse europee
Programma 02: Interventi per la disabilità
Programma 03: Interventi per gli anziani
Programma 04: Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale
Programma 05: Interventi per le famiglie
Totale post assestamento
Il quadro d’insieme
Ci sono alcuni punti però da evidenziare:
[2] Il capitolo n. 007799 denominatoPotrebbe interessarti anche


